Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 350 del 04/06/2026
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Il PRESIDENTE comunica che, a seguito della richiesta espressa nel corso della seduta del 20 maggio 2026, ha provveduto ad informare il Presidente del Senato della richiesta di assegnazione degli atti relativi al Quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2028-2034, precedentemente deferiti in sede primaria alla sola 5ª Commissione permanente. Il Presidente ha dato una risposta positiva e assegnato i suddetti atti anche alla 4ª Commissione.
In merito al prossimo QFP, il Presidente ricorda che, dopo la discussione avuta dai Leader al Consiglio europeo informale di Cipro, del 23-24 aprile, il Consiglio europeo di giugno costituirà un passaggio importante per raggiungere un possibile accordo entro la fine del 2026. La Presidenza cipriota sta finalizzando la "negotiating box", comprensiva delle cifre per i vari punti e oggetto di discussione a livello di Consiglio.
Al riguardo, sono note le diverse posizioni tra gli Stati membri, che sono state sottolineate anche nell'audizione di ieri del ministro Foti e che dovranno essere approfondite nelle prossime settimane.
Il Presidente richiama anche la dichiarazione comune sul QFP, resa il 25 maggio 2026 dal gruppo degli Amici della coesione, composto da 16 Stati membri, tra cui l'Italia.
Si tratta di un documento che sottolinea l'importanza del prossimo QFP per continuare a garantire risorse sufficienti alle politiche fondate su obblighi del Trattato, quali sono la politica di coesione, la politica agricola comune (PAC) e la politica comune della pesca (PCP), che svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere la convergenza, la crescita economica e la sicurezza alimentare. Allo stesso tempo, il prossimo QFP dovrà sostenere il rafforzamento dell'autonomia strategica dell'Unione e continuare a potenziare la competitività, la transizione climatica e digitale, la sicurezza e la difesa, la produttività e l'innovazione, oltre a garantire una solida base per un mercato unico pienamente integrato. Deve inoltre rispondere alle nuove sfide, quali i rischi per la sicurezza, le perturbazioni del commercio mondiale, la transizione energetica e la sicurezza energetica, nonché la migrazione, tenendo conto della situazione geopolitica.
Da questo punto di vista, pertanto, il volume del QFP proposto dalla Commissione europea costituisce la base per discutere come rispondere efficacemente alle esigenze finanziarie dell'Unione. Tuttavia, nella proposta della Commissione, la politica di coesione, la PAC e la PCP, che compongono la rubrica 1, sono le uniche politiche soggette a tagli in termini reali, nonostante l'aumento complessivo della dotazione del nuovo QFP. Queste politiche contribuiscono in modo significativo agli obiettivi chiave dell'Unione e sono le politiche europee più visibili per i cittadini dell'Unione.
In questo contesto, la dichiarazione dei 16 chiede un aumento degli stanziamenti destinati agli Stati membri nell'ambito della rubrica 1 per le politiche previste dal Trattato. La programmazione di tali dotazioni, in particolare all'inizio del periodo di programmazione e in occasione della revisione intermedia, dovrebbe inoltre rimanere interamente di competenza degli Stati membri.
Per garantire un utilizzo efficace dei fondi dell'Unione in regime di cofinanziamento, sono essenziali condizioni di attuazione realistiche e favorevoli a sostegno di investimenti a lungo termine e di una spesa di alta qualità. Ciò richiede il mantenimento della regola N+3 per i disimpegni, nonché profili equilibrati di impegni e pagamenti, e adeguati tassi di prefinanziamento e di cofinanziamento dell'Unione per le misure della PAC, della PCP e della politica di coesione, compresi gli investimenti del Fondo di coesione e i fondi per gli affari interni.
Allo stesso tempo, la politica di coesione non dovrebbe essere trasformata in uno strumento per far fronte alle crisi, in sostituzione di altri strumenti europei dedicati a questo scopo. Pertanto, la riserva del 10 per cento proposta per le crisi dovrebbe essere ridotta, mentre la riprogrammazione delle misure in corso dovrebbe rimanere un'opzione volontaria per lo Stato membro, garantendo al contempo l'accesso alla riserva per le crisi e agli altri strumenti dell'Unione. Inoltre, la politica di coesione dovrebbe essere dotata di finanziamenti adeguati e garantiti per tutte le categorie di regioni.
Gli Stati firmatari della dichiarazione condividono anche l'attenzione riservata alla competitività, nella rubrica 2 del QFP. Per quanto riguarda il Fondo europeo per la competitività (ECF), si riconosce la centralità del principio di eccellenza e la necessità di valorizzarlo in tutta l'Unione. È quindi necessario garantire un accesso efficace e inclusivo per rafforzare la competitività complessiva in tutta l'Unione. Per aumentare la partecipazione e promuovere lo sviluppo di capacità in tutta l'Unione, dovrebbero essere introdotte misure specifiche volte a migliorare l'accesso degli enti meno esperti ai bandi competitivi, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI). Inoltre, dovrebbero essere garantite condizioni di attuazione più favorevoli, come un tasso di cofinanziamento europeo dell'85 per cento per gli Stati membri con un reddito nazionale lordo (RNL) pro capite inferiore alla media dell'UE-27, anche per il Meccanismo per collegare l'Europa, considerando il suo contributo alla valorizzazione del Mercato unico e alla promozione della resilienza nell'Unione.
Gli Amici della coesione sono anche disponibili a discutere proposte relative a nuove risorse proprie che alleggeriscano efficacemente la pressione sui bilanci degli Stati membri. Tali discussioni dovranno essere collegate ai negoziati generali sul QFP e qualsiasi nuova risorsa propria dovrà essere autentica, equa, semplice e non regressiva.
Viene posta, poi, attenzione sull'abolizione delle riduzioni legate alle risorse proprie dell'Unione basate sul RNL (rebates), ritenendo che non vi siano giustificazioni politiche o economiche per reintrodurle. Infine, un piano di rimborso più graduale di Next Generation EU e nuovi prestiti congiunti a sostegno dei finanziamenti dovrebbero essere considerati come opzioni per finanziare gli investimenti e i beni pubblici europei essenziali per l'autonomia strategica a lungo termine, garantendo che il QFP possa affrontare efficacemente le sfide e le priorità in evoluzione dell'Unione.