Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 350 del 04/06/2026

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro di misure per l'accelerazione della capacità industriale e della decarbonizzazione in settori strategici e che modifica i regolamenti (UE) 2018/1724, (UE) 2024/1735 e (UE) 2024/3110 (COM(2026) 100 definitivo)

(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 12 maggio.

Il presidente TERZI DI SANT'AGATA (FdI), in sostituzione della relatrice, senatrice Pellegrino, svolge una relazione integrativa sulla proposta di regolamento in titolo che, come già illustrato, mira a rafforzare la capacità industriale e la decarbonizzazione nei settori strategici dell'Unione europea, rispondendo a tensioni geopolitiche, vulnerabilità strutturali e sfide della transizione verde e digitale.

L'iniziativa si articola in tre pilastri: stimolare la domanda di prodotti a basse emissioni di carbonio, attraverso appalti pubblici e sostegni mirati; attrarre investimenti esteri di qualità, con meccanismi di approvazione e criteri di tutela per i settori strategici europei; accelerare i progetti di decarbonizzazione semplificando autorizzazioni e promuovendo aree di accelerazione industriale.

Sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, elaborata dal Ministero delle imprese e del Made in Italy, in cui si esprime una valutazione complessivamente positiva, evidenziando tuttavia alcune preoccupazioni applicative, giuridiche ed economiche.

Nello specifico, l'Italia ritiene opportuno che la proposta tenga conto di alcuni aspetti, quali la garanzia della coerenza con il regolamento (UE) 2019/631 sulle emissioni di CO₂ dei veicoli: in particolare, in quest'ultimo il principio di neutralità tecnologica dovrebbe trovare un adeguato riconoscimento e le misure della proposta non dovrebbero introdurre distorsioni o sovrapposizioni rispetto ai meccanismi già previsti dal quadro climatico europeo.

Occorrerebbe inoltre garantire piena coerenza tra i requisiti di basse emissioni della proposta in esame e i quadri ETS (Sistema per lo scambio delle quote di emissione) e CBAM (Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere), evitando duplicazioni regolamentari e assicurando metodologie uniformi per la misurazione delle emissioni.

Si richiede anche che il provvedimento in esame definisca chiaramente i veicoli a "zero emissioni", includendo quelli alimentati con carburanti climaticamente neutri e stabilisca tempi di attuazione realistici per i costruttori.

Si sottolinea, infine, la necessità di bilanciare attrattività degli investimenti esteri e tutela delle industrie locali, garantendo know-how strategico e protezione delle filiere, soprattutto per le PMI (piccole e medie imprese), evitando una eccessiva burocratizzazione delle procedure.

Tra i profili di criticità, il Governo segnala: la necessità di rafforzare la capacità delle amministrazioni aggiudicatrici nella gestione delle autodichiarazioni nonché, in materia di investimenti esteri, l'opportunità di definire con precisione la complementarità tra le nuove norme e il quadro vigente sullo screening degli investimenti diretti esteri.

Per quanto concerne l'individuazione delle aree di accelerazione industriale, ad avviso del Governo è essenziale che rimanga una scelta degli Stati membri e che in tali aree siano effettivamente semplificati i processi produttivi. Si ritiene, inoltre, preferibile consentire procedure accelerate ai progetti qualificati come strategici, indipendentemente dalla loro collocazione, anziché vincolare l'accelerazione all'ubicazione in un'area predefinita.

Si ritiene, altresì, opportuno inserire nella proposta di regolamento un riferimento esplicito al prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e, in particolare, al Fondo per la competitività, dal momento che questo riguarda molti degli ambiti interessati dalla proposta di regolamento.

Per il Governo, la base giuridica è correttamente individuata negli articoli 114 e 207 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), relativi al ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di mercato interno e sulla politica commerciale comune.

Il Governo ritiene che la proposta rispetti il principio di sussidiarietà, in quanto nessuno Stato membro può affrontare da solo le complesse sfide industriali ed energetiche esistenti. Misure unilaterali rischiano, infatti, di frammentare il mercato unico e aumentare la vulnerabilità agli shock esterni. Ritiene, altresì, rispettato il principio di proporzionalità, poiché le misure proposte non vanno al di là di quanto necessario per perseguire efficacemente la decarbonizzazione industriale e, al contempo, salvaguardare il corretto funzionamento del mercato unico dei prodotti industriali ad alta intensità energetica e delle tecnologie a zero emissioni nette.

Le otto settimane previste dal Protocollo n. 2, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scadono il 19 giugno 2026, e la proposta è attualmente oggetto di esame da parte di undici Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea.

Il Relatore ricorda, infine, che il 26 maggio scorso, la 4a Commissione ha svolto un ciclo di audizioni con i soggetti interessati, che hanno depositato contributi scritti, dei quali verrà tenuto conto, insieme alle considerazioni svolte nella relazione del Governo, in vista della predisposizione di uno schema di risoluzione.

Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.