Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 349 del 27/05/2026

SULL'INCONTRO CON IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI EUROPEI DEL BUNDESTAG TEDESCO, ONOREVOLE ANTON HOFREITER - BERLINO, 22 MAGGIO 2026

Il PRESIDENTE comunica che, il 22 maggio 2026, si è recato a Berlino insieme alla senatrice Pellegrino per incontrare il Presidente della Commissione affari europei del Bundestag, onorevole Anton Hofreiter.

L'incontro ha permesso di fare il punto su una serie di temi oggetto di dibattito in sede europea. In primo luogo, si è discusso di allargamento dell'Unione e della lettera del Cancelliere Merz ai vertici delle Istituzioni europee con la quale ha proposto soluzioni innovative sul tema dell'adesione dell'Ucraina, tra cui l'ipotesi di uno status di "membro associato".

Si è convenuto sul fatto che, di fronte all'aggressione russa, l'avanzamento nel percorso di adesione costituisce una esigenza vitale per inviare rapidamente un forte segnale politico di avvicinamento dell'Ucraina all'Unione europea. Allo stesso modo, sono fondamentali gli sforzi effettuati per completare il maggior numero possibile di capitoli nell'adeguamento all'acquis, come dimostrato ad esempio dalla operatività di forti strutture dedite alla lotta contro la corruzione.

Si è parlato anche del perdurante conflitto armato, che ha assunto caratteristiche del tutto differenti rispetto ai conflitti tradizionali e rispetto alle prime fasi della guerra. Infatti, mentre in precedenza la guerra veniva combattuta con metodi classici, di cui lo strumento principale era il carro armato, oggi si combatte con i droni, che presentano scenari completamente diversi.

In parallelo all'adesione dell'Ucraina si è parlato anche dell'allargamento ai Paesi dei Balcani occidentali, che presenta carattere prioritario, soprattutto per l'Italia, e che può essere agevolato anche con soluzioni innovative, sulla falsariga di quelle evocate nella lettera dei Presidenti di Serbia e Albania, Vučić e Rama, al fine di accelerare il processo di adesione. Montenegro e Albania proseguono nella via di un veloce avvicinamento all'Unione e, al contempo, la Serbia sta compiendo un percorso da seguire con attenzione.

In relazione alle condizioni utili in vista di un più veloce processo di allargamento, si è discusso della necessità di riconsiderare il voto all'unanimità in alcuni settori rilevanti, a partire da quelli della difesa e della sicurezza.

Sullo sfondo del processo di allargamento, sono state sottolineate le continue interferenze da parte della Federazione russa, attraverso gli strumenti della disinformazione e della manipolazione delle informazioni, volte a condizionare il progressivo avvicinamento all'Unione europea dei Paesi dell'Europa orientale.

Al riguardo, è essenziale che l'Unione europea e gli Stati membri si dotino degli strumenti di contrasto necessari a controbilanciare e arginare questo fenomeno di condizionamento. In tale prospettiva, occorre conciliare la libertà di informazione e di espressione con la tutela rafforzata dalle interferenze esterne, ma gli europei hanno una grande esperienza con la libertà di manifestazione del pensiero a mezzo stampa e possono svolgere con precisione questo ruolo, anche con l'utilizzo dei regolamenti del Digital Services Act e del Digital Markets Act.

Un altro tema oggetto di discussione è il ruolo della Cina, che sta attaccando le democrazie europee con dannosi incentivi alle sue produzioni e con operazioni sul tasso di cambio. Si tratta di pratiche commerciali non leali, che pongono a rischio un rapporto tra pari e che indeboliscono le economie degli Stati europei. Il settore in cui queste pratiche stanno producendo maggiori distorsioni è quello dell'automotive, dove la situazione è preoccupante per molte grandi e importanti aziende europee.

L'Unione europea sta peraltro valutando misure commerciali più severe contro la Cina per proteggere l'industria europea dalle esportazioni cinesi considerate sleali. Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Lituania hanno infatti presentato una proposta congiunta alla Commissione europea, che punta a rendere più rapida l'applicazione dei dazi e a impedire che vengano aggirati tramite Paesi terzi. Si chiede anche di imporre dazi non solo ai prodotti, ma direttamente alle aziende coinvolte. Inoltre, si propone un nuovo "strumento di resilienza" per limitare la dipendenza europea da fornitori concentrati in pochi Paesi.

Si è anche discusso della necessità di rivedere il sistema ETS, come proposto anche nelle ultime riunioni a livello europeo. Si tratta di dare una soluzione ad un problema di competitività delle imprese europee, che si trovano a concorrere con realtà di Paesi terzi che non hanno gli stringenti vincoli imposti dalle normative dell'Unione.

È stato posto anche il tema dell'Industrial Accelerator Act (COM(2025) 100), in corso di esame in Commissione. Si è concordato sull'obiettivo principale di rendere l'industria manifatturiera europea più competitiva, resiliente e sostenibile, soprattutto nei settori ad alta intensità energetica e nelle tecnologie pulite. E si è anche ribadito che va affrontata la dipendenza dalle catene di approvvigionamento estere, la concorrenza globale e le distorsioni dovute ai sussidi stranieri, soprattutto cinesi.

E' stato anche affrontato il tema al centro del dibattito negli ultimi giorni, evidenziato dalla recente lettera del Presidente Meloni a Ursula von der Leyen, che propone un approccio pragmatico e responsabile alla gestione dei vincoli fiscali europei, con riferimento alla necessità sia di rafforzare la difesa comune sia di sostenere famiglie e imprese nell'affrontare i forti aumenti dei costi energetici. Consentire di escludere tali investimenti dai vincoli del Patto di stabilità e crescita non significa indebolire la disciplina fiscale, ma significa adattarla alle reali sfide che minacciano la stabilità e la sicurezza del nostro continente.

Da ultimo, il Presidente ha ringraziato l'Ambasciatore d'Italia a Berlino, Fabrizio Bucci, per l'efficace collaborazione assicurata nel corso della breve e assai proficua missione. Apprezzamento esteso anche al consigliere Andrea Domeniconi e a tutto il personale dell'Ambasciata d'Italia a Berlino.

La Commissione conviene.