Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 347 del 13/05/2026
Azioni disponibili
4ª Commissione permanente
(POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA)
MERCOLEDÌ 13 MAGGIO 2026
347ª Seduta
Presidenza del Vice Presidente
La seduta inizia alle ore 8,45.
IN SEDE CONSULTIVA
(1880) Ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023
(Parere alla 3a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.
La senatrice PELLEGRINO (FdI), relatrice, illustra uno schema di parere sul disegno di legge in titolo, di ratifica dei Trattati di estradizione, di trasferimento delle persone condannate e di assistenza giudiziaria in materia penale, conclusi con il Vietnam nel 2023.
La Relatrice ricorda che i tre Trattati rientrano tra quelli finalizzati a regolamentare in modo puntuale e dettagliato i rapporti di cooperazione dell'Italia con gli Stati non appartenenti all'Unione europea, con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto del fenomeno della criminalità e il reinserimento sociale dei condannati.
Ritenendo, quindi, che il provvedimento non presenti profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, propone di esprimere un parere non ostativo.
Il PRESIDENTE, previa verifica della presenza del numero legale, pone ai voti lo schema di parere, testé illustrato, pubblicato in allegato al resoconto.
La Commissione approva.
(1863) Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di partenariato economico interinale tra la Costa d'Avorio, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, con Allegati, fatto ad Abidjan, il ventisei novembre 2008, e a Bruxelles, il ventidue gennaio 2009, rispettivamente
(Parere alla 3a Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.
Il presidente ROSSO (FI-BP-PPE), in sostituzione della relatrice Zedda, illustra uno schema di parere sul disegno di legge in titolo, di ratifica dell'Accordo di partenariato economico interinale tra la Costa d'Avorio e la Comunità europea e i suoi Stati membri, ricordando che la Costa d'Avorio è inclusa tra i 38 Paesi prioritari nel Documento triennale di programmazione e indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2024-2026, e figura tra i primi nove Paesi coinvolti nei progetti pilota del Piano Mattei per l'Africa del 2024.
Propone, inoltre, di ricordare, nelle premesse, che l'Accordo garantisce alla Costa d'Avorio un ingresso privilegiato al mercato europeo e costituisce, viceversa, una chiave d'accesso all'intera regione dell'Africa occidentale per relazioni economiche e commerciali solide e durevoli. In questo senso, nella finalizzazione dell'Accordo, l'Italia ha sostenuto la promozione dell'integrazione regionale e degli scambi con l'Unione europea, al fine di promuovere l'economia locale e tutelarla da aperture al commercio internazionale non adeguatamente governate, nonché per includere in modo esplicito il contrasto alla povertà e il rafforzamento della sicurezza alimentare, in linea con i principi ispiratori dell'accordo di Cotonou.
Il Presidente relatore, quindi, posto che il provvedimento non presenta profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea, propone di esprimere un parere non ostativo.
La senatrice NATURALE (M5S) ritiene che l'Accordo si inserisca in un quadro complesso, che presenta opportunità importanti, ma anche sfide e preoccupazioni specifiche inerenti anche a possibili riduzioni di entrate per l'erario. Ritiene, quindi, che occorra prevedere misure di accompagnamento adeguate.
Per questi motivi preannuncia l'astensione dal voto dei senatori del suo Gruppo.
Il PRESIDENTE, previa verifica della presenza del numero legale, pone ai voti lo schema di parere, testé illustrato, pubblicato in allegato al resoconto.
La Commissione approva.
(1836) Delega al Governo per la definizione di un quadro legislativo di riferimento per la filiera carbon capture, utilization and storage (CCUS), nonché disposizioni per la disciplina dello sviluppo dell'idrogeno, dell'assetto regolatorio del settore e delle relative infrastrutture di rete, e del sistema di governo per l'adempimento agli obblighi di riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia
(Parere alla 8a Commissione. Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.
Il presidente ROSSO (FI-BP-PPE), relatore, ricorda che nella seduta di ieri il senatore Lorefice aveva chiesto approfondimenti circa l'iter del disegno di legge in titolo in Commissione di merito.
Al riguardo, precisa che l'esame è stato avviato dall'8a Commissione nella seduta di martedì 5 maggio scorso, nella quale è stato fissato il termine del 12 maggio per l'indicazione da parte dei Gruppi di eventuali soggetti da audire.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
(1875) Istituzione del Registro unico nazionale dei dispositivi medici impiantabili
(Parere alla 10a Commissione. Esame e rinvio)
La senatrice MURELLI (LSP-PSd'Az), relatrice, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, di iniziativa governativa, che prevede l'istituzione del Registro unico nazionale dei dispositivi medici impiantabili (RUNDMI). Tale Registro costituisce un fondamentale strumento finalizzato alla raccolta sistematica dei dati relativi ai pazienti sottoposti a impianto.
Esso rappresenta, inoltre, una risorsa essenziale per la pianificazione, la gestione e la valutazione dell'assistenza sanitaria, e fornisce anche un supporto nel controllo della spesa sanitaria, in un'ottica di governance basata sui risultati e volta a garantire la tutela e la salvaguardia della salute dei pazienti.
Il disegno di legge si compone di 6 articoli. Ai sensi dell'articolo 1, il Registro è articolato nella sezione relativa al già esistente Registro nazionale degli impianti protesici mammari (RNPM) e in altre corrispondenti sezioni per ciascuna tipologia di dispositivo medico impiantabile, individuata con decreto del Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni. Il complesso delle disposizioni attuative del Registro sarà definito con altro decreto del Ministro della salute.
L'accesso al Registro è consentito, secondo i termini e per le finalità individuati dall'articolo 2, distintamente per i seguenti soggetti e Istituzioni: medici e altri professionisti sanitari; operatori economici (come definiti dall'articolo 2 del regolamento (UE) 2017/745: fabbricanti, mandatari, importatori, distributori e persone (fisiche o giuridiche) che compiono le operazioni inerenti ai sistemi e kit procedurali, di cui ai paragrafi 1 e 3 dell'articolo 22 dello stesso regolamento); Ministero della salute; Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano.
L'articolo 3 prevede sanzioni amministrative pecuniarie per la violazione dell'obbligo per i medici e per gli altri professionisti sanitari, che prendono in cura il paziente e per gli operatori economici, di cui all'articolo 2 del sopra citato regolamento (UE) 2017/745, di conferire i dati necessari all'alimentazione delle istituende sezioni del Registro.
L'articolo 4 prevede la presentazione di una relazione alle Camere, con cadenza triennale, sui dati raccolti nel Registro.
L'articolo 5 introduce ulteriori sanzioni amministrative pecuniarie per l'applicazione di protesi mammarie a fini estetici effettuata in assenza dei requisiti professionali richiesti, al di fuori dell'ipotesi di reato di cui all'articolo 348 del codice penale sull'esercizio abusivo di professione.
L'articolo 6 reca la quantificazione degli oneri finanziari derivanti dal provvedimento e provvede alla relativa copertura.
La Relatrice aggiunge che la 10a Commissione ha avviato l'esame del provvedimento e ha svolto, nella giornata di ieri, alcune audizioni, di cui sarà utile tenere conto nel prosieguo dell'esame anche in 4ª Commissione.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
SULLA RIUNIONE INTERPARLAMENTARE "COME MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI VITA E LAVORO NELL'UE: IL RUOLO DELLA TUTELA DEL SALARIO MINIMO E DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA"
La senatrice MURELLI (LSP-PSd'Az) riferisce di aver partecipato, il 6 maggio scorso, in rappresentanza della 4a Commissione del Senato, insieme al senatore Satta, in rappresentanza della 10a Commissione del Senato, alla Riunione interparlamentare che si è svolta a Bruxelles sul tema "Come migliorare le condizioni di vita e lavoro nell'Unione europea: il ruolo della tutela del salario minimo e della contrattazione collettiva", presso la Commissione per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL) del Parlamento europeo.
Ricorda che il suo intervento si è incentrato su un concetto fondamentale, e cioè che l'Europa, nel promuovere salari dignitosi, deve tenere pienamente conto della diversità dei modelli nazionali del mercato del lavoro. Come ha anche confermato la Corte di giustizia europea, la protezione salariale e il sistema di contrattazione collettiva restano competenze centrali degli Stati membri.
Inoltre, i sistemi industriali dei diversi Stati presentano profonde differenze, tali da non poter essere ricompresi tutti in un modello unico. La tradizione della contrattazione collettiva in Italia, infatti, garantisce da decenni un giusto equilibrio tra tutela dei lavoratori e competitività delle imprese, senza prevedere un salario minimo legale.
Si tratta di un modello basato sulla responsabilità delle parti sociali, che conoscono bene la specificità dei settori produttivi. Pertanto, l'Europa deve promuovere condizioni dignitose di lavoro, ma senza indebolire ciò che già funziona nei singoli Stati membri.
Ricorda, inoltre, che a conclusione dell'intervento ha menzionato il decreto-legge emanato dal Governo il 30 aprile, che rafforza alcuni strumenti per il sostegno dei salari e la sicurezza del lavoro, senza minare la libertà negoziale dei contratti collettivi. Con l'istituzione del "salario giusto" viene adottato il principio del trattamento economico complessivo dei contratti sottoscritti da organizzazioni comparativamente più rappresentative. Questo approccio dimostra che è possibile tutelare i lavoratori in modo efficace, rispettando l'autonomia nazionale che valorizza le scelte dei sindacati e delle imprese.
Il senatore Satta, nel suo intervento, ha ribadito che, per quanto riguarda l'attuazione della direttiva sui salari minimi adeguati nell'Unione europea (UE), è importante partire dalla considerazione che non esiste, e non deve essere stabilito, un modello europeo di determinazione dei salari.
Ha, poi, citato la risoluzione approvata nella scorsa legislatura dalla Commissione Politiche UE del Senato, nell'ambito dell'esame della citata direttiva sui salari minimi, precisando che la contrattazione collettiva, a cui fare riferimento nel testo, doveva essere quella determinata dalla partecipazione delle organizzazioni datoriali e dei lavoratori più rappresentative. Diversamente, si finirebbe per non distinguere tale contrattazione da quella portata avanti da organizzazioni scarsamente rappresentative, dalla quale possono nascere fenomeni di dumping contrattuale.
Il senatore Satta ha quindi ribadito che, con il decreto-legge sul salario giusto, il Governo riafferma il ruolo centrale della contrattazione collettiva e dei contratti siglati dalle associazioni più rappresentative, quali strumenti più idonei alla definizione del salario giusto. Si tratta di una strategia più ampia, volta a creare occupazione stabile e di qualità. I risultati positivi in Italia sono evidenziati dagli elevati livelli di occupazione, in particolare femminile, dai bassi livelli di disoccupazione e da un aumento del lavoro stabile rispetto a quello precario. Il nuovo decreto stanzia quasi 1 miliardo di euro in incentivi sull'occupazione per giovani, donne e zone economiche speciali, vincolandoli, però, al rispetto del salario giusto, definito sulla base di contratti collettivi più rappresentativi.
Il senatore SENSI (PD-IDP) ringrazia per la relazione sulla riunione interparlamentare di Bruxelles, ma ribadisce l'importanza e la necessità di stabilire anche in Italia un salario minimo legale. Il salario minimo rappresenta, infatti, un contributo decisivo e determinante di civiltà, nel pieno rispetto delle realtà sindacali, che in parte sostengono anch'esse un salario minimo legale, e che continuerà a essere difeso e perseguito dalla forza politica di sua appartenenza.
Il senatore LOREFICE (M5S) esprime dissenso rispetto alla base fattuale richiamata, ritenendo che vada anche ricordato che, accanto all'aumento di 1,2 milioni di posti di lavoro, vi sono in Italia 5,7 milioni di poveri assoluti e 12,5 milioni di inattivi, questi ultimi non figuranti come disoccupati. Inoltre, i nuovi posti di lavoro sono in gran parte composti da persone che hanno superato i 50 anni, mentre il dato sull'aumento occupazionale giovanile è tra i più bassi in Europa.
Risulta, quindi, evidente che il sistema della contrattazione dei salari oggi vigente non è più sufficiente ad assicurare un minimo di sussistenza dignitosa.
Il senatore SATTA (FdI) ribadisce che il tema oggetto della riunione di Bruxelles riguardava gli effetti della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione, dell'11 novembre 2025, che ha respinto il ricorso della Danimarca. In questo modo, è stata sì confermata la validità della direttiva sul salario minimo, ma anche la libertà che essa lascia agli Stati membri che hanno un efficace sistema di contrattazione collettiva, come appunto Danimarca e Italia.
Per quanto riguarda i dati sui numeri degli occupati, ribadisce che si tratta di dati ufficiali dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), mentre precisa che alla riunione di Bruxelles era presente anche un esponente del Movimento 5 Stelle, che ha potuto esporre in modo articolato la sua posizione.
La senatrice MURELLI (LSP-PSd'Az) ricorda la risoluzione della scorsa legislatura, a firma del senatore Nannicini, sul tema del salario minimo e comunica che per il prossimo mese di luglio è prevista la pubblicazione, da parte della Commissione europea, della valutazione sull'impatto della direttiva, con indicazioni per i singoli Stati membri.
La senatrice MALPEZZI (PD-IDP) evidenzia come in Italia il grado di ricorso alla contrattazione collettiva sia molto elevato, ma che persista, al contempo, un problema diffuso di salari poveri, che si collocano al di sotto della media europea. Per esempio, in Germania i lavoratori, anche giovani, non possono guadagnare meno di 13 euro l'ora, mentre in Italia il salario arriva normalmente anche a 5 euro l'ora.
La Commissione prende atto.
La seduta termina alle ore 9,20.
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1880
La 4a Commissione permanente,
esaminato il disegno di legge in titolo, di ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, di trasferimento delle persone condannate e di assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023;
considerato che i tre Trattati rientrano tra quelli finalizzati a regolamentare in modo puntuale e dettagliato i rapporti di cooperazione dell'Italia con gli Stati non appartenenti all'Unione europea, con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione giudiziaria internazionale e di rendere più efficace, nel settore giudiziario penale, il contrasto del fenomeno della criminalità e il reinserimento sociale dei condannati;
valutato che il provvedimento non presenta profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea,
esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1863
La 4a Commissione permanente,
esaminato il disegno di legge in titolo, di ratifica dell'Accordo di partenariato economico interinale tra la Costa d'Avorio e la Comunità europea e i suoi Stati membri;
considerato, in particolare, che:
- la Costa d'Avorio è inclusa tra i 38 Paesi considerati prioritari (di cui 23 africani) nel Documento triennale di programmazione e indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2024-2026, e figura tra i primi nove Paesi coinvolti nei progetti pilota del Piano Mattei per l'Africa del 2024;
- nella finalizzazione dell'Accordo in ratifica, l'Italia ha sostenuto la promozione dell'integrazione regionale e degli scambi, in un quadro di relazioni con l'Unione europea volte a promuovere le economie locali e a tutelarle da aperture al commercio internazionale non adeguatamente governate, nonché a includere in modo esplicito il contrasto alla povertà e il rafforzamento della sicurezza alimentare, in linea con i principi ispiratori dell'accordo di Cotonou;
- la Costa d'Avorio è il primo Paese dell'Africa occidentale ad aver avviato la liberalizzazione del proprio mercato agli scambi commerciali con l'Unione europea;
- l'Accordo in ratifica, firmato il 26 novembre 2008 ed entrato in vigore il 3 settembre 2016, sarà sostituito dall'Accordo regionale di partenariato economico tra l'UE e l'Africa occidentale, che sarà adottato dopo che anche la Nigeria si sarà decisa a dare la propria adesione;
- in base all'Accordo, il 27-28 febbraio 2025 si è tenuto a Bruxelles il 7° incontro della Commissione congiunta, per rafforzare ulteriormente le relazioni commerciali e di investimento tra le Parti ed eliminare le barriere commerciali ancora esistenti, come la discriminazione fiscale sulle bevande alcoliche importate;
considerato che l'Accordo garantisce alla Costa d'Avorio un ingresso privilegiato al mercato europeo e costituisce, viceversa, una chiave d'accesso all'intera regione dell'Africa occidentale per relazioni economiche e commerciali solide e durevoli;
valutato che il provvedimento non presenta profili di criticità in ordine alla compatibilità con l'ordinamento dell'Unione europea,
esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.