Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 346 del 12/05/2026
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ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro di misure per l'accelerazione della capacità industriale e della decarbonizzazione in settori strategici e che modifica i regolamenti (UE) 2018/1724, (UE) 2024/1735 e (UE) 2024/3110 (COM(2026) 100 definitivo)
(Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento e rinvio)
La senatrice PELLEGRINO (FdI), relatrice, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, che istituisce un quadro di misure per l'accelerazione della capacità industriale e della decarbonizzazione in settori strategici, cosiddetto Industrial Accelerator Act. La proposta prevede anche le conseguenti modifiche ai regolamenti (UE) 2018/1724 sullo sportello digitale unico, (UE) 2024/1735 sulle tecnologie a zero emissioni nette e (UE) 2024/3110 sulla commercializzazione dei prodotti da costruzione.
L'obiettivo della proposta è quello di migliorare il funzionamento del mercato interno, mediante il sostegno allo sviluppo, alla competitività e alla resilienza del settore manifatturiero dell'Unione, con particolare attenzione a determinati settori strategici, e mediante il perseguimento della decarbonizzazione, della sicurezza economica e di un'occupazione di qualità.
A tal fine, la proposta stabilisce misure volte a velocizzare le procedure di rilascio delle autorizzazioni per i progetti di produzione industriale, compresi i progetti di decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica. Viene altresì stabilito un quadro di mercato per determinati prodotti in settori strategici, con specifici requisiti relativi alla loro origine sicura e alle emissioni di carbonio, per accedere agli appalti pubblici e ai regimi di sostegno pubblico. Sono stabilite, inoltre, condizioni per gli investimenti esteri diretti, nei settori strategici emergenti. Infine, è previsto che gli Stati membri designino "zone di accelerazione della produzione industriale" allo scopo di stimolare le attività industriali.
La proposta si pone in linea con gli obiettivi della comunicazione "Il patto per l'industria pulita: una tabella di marcia comune verso la competitività e la decarbonizzazione" (COM(2025) 85) e con l'impegno politico assunto dalla presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell'Unione del 2025, in cui ha annunciato un atto legislativo su un acceleratore industriale, per stimolare la domanda di prodotti puliti e "Made in EU" in settori e tecnologie strategici.
Nel complesso, i settori strategici interessati dal regolamento rappresentano circa il 15 per cento della produzione manifatturiera dell'Unione europea (UE). La loro importanza risiede tuttavia non tanto nelle dimensioni complessive, quanto piuttosto nel loro ruolo centrale di fornitori a monte e di motori degli ecosistemi industriali a valle, tra cui le costruzioni, la mobilità, l'energia, nonché lo spazio e la difesa.
In tale contesto, la proposta affronta alcune problematiche, come la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento in settori e tecnologie strategici, la domanda limitata di mercati guida per prodotti industriali europei a basse emissioni di carbonio, l'assenza di una diffusione su larga scala delle tecnologie industriali.
Va, infatti, ricordato che la concorrenza globale, i rapidi cambiamenti tecnologici, alcuni svantaggi in termini di costi, le distorsioni sleali del mercato globale, come il ricorso sempre più frequente a sovvenzioni estere per ottenere un vantaggio competitivo, compromettono la capacità dell'Europa di aumentare o mantenere la produzione in settori e tecnologie strategici. Ad esempio, la produzione di tecnologie a zero emissioni è fortemente concentrata in Cina, dove proviene oltre l'80 per cento delle batterie e dei pannelli fotovoltaici, compresi gli inverter che svolgono una funzione essenziale nelle infrastrutture critiche dell'Unione.
La proposta in esame si compone di 36 articoli, suddivisi in sei capi.
Il capo I esplicita l'obiettivo della proposta di garantire all'Unione un approvvigionamento sicuro, sostenibile e resiliente dei prodotti manifatturieri pertinenti e delle relative catene di approvvigionamento.
Il capo II delinea le condizioni favorevoli alla produzione industriale e alla decarbonizzazione e introduce disposizioni sulle procedure di rilascio delle autorizzazioni per i progetti di decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica e i progetti dell'industria a zero emissioni nette.
Il capo III istituisce un quadro per l'applicazione dei requisiti relativi all'origine UE e alle basse emissioni di carbonio a determinati prodotti e servizi appartenenti a settori strategici nel contesto degli appalti pubblici e dei regimi di sostegno pubblico, tra cui la produzione di acciaio, calcestruzzo, malta e alluminio, nonché requisiti relativi all'origine UE per i veicoli.
Il capo IV stabilisce il quadro per l'imposizione di condizioni agli investimenti esteri diretti in settori strategici emergenti qualora il valore dell'investimento superi i 100 milioni di euro.
Il capo V istituisce un quadro per la designazione delle zone di accelerazione della produzione industriale da parte degli Stati membri, sulla base di una serie definita di criteri.
Il capo VI stabilisce le disposizioni finali e le modifiche ai regolamenti sullo sportello digitale unico e sull'industria a zero emissioni nette, introducendo disposizioni riguardanti i requisiti relativi all'origine per le procedure di appalto, i requisiti di cibersicurezza per gli appalti pubblici, e i requisiti relativi all'origine per le aste e per altri tipi di intervento pubblico.
La base giuridica è individuata nell'articolo 114 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), sul ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di funzionamento del mercato interno, in particolare nei settori strategici coinvolti nella resilienza e nella decarbonizzazione industriale. A tale fondamento si affianca l'articolo 207 del TFUE, quale base giuridica supplementare per le misure attinenti alla politica commerciale comune, in particolare quelle relative agli investimenti esteri.
La Commissione europea reputa la proposta conforme al principio di sussidiarietà in quanto la decarbonizzazione industriale e la sicurezza economica rappresentano sfide transnazionali che non possono essere affrontate dagli Stati membri singolarmente, poiché incidono sui mercati dell'energia, sulla competitività e sul corretto funzionamento del mercato unico.
Per la Commissione europea la proposta rispetta anche il principio di proporzionalità, poiché le misure previste dimostrano il valore aggiunto di un intervento a livello dell'Unione in ragione dell'entità, dell'urgenza e della portata degli sforzi necessari. In particolare, la digitalizzazione delle procedure di rilascio delle autorizzazioni comporterà a lungo termine risparmi in termini di tempo e di costi sia per le autorità che per le imprese, consentendo di accelerare la produzione e l'utilizzo industriale puliti in tutta l'Unione. Inoltre, le misure relative alle zone di accelerazione della produzione industriale lasciano agli Stati membri la responsabilità di individuare e designare tali zone, fornendo nel contempo benefici volti a consentire condizioni migliori e più competitive per l'industria manifatturiera.
Il termine delle otto settimane previste dal Protocollo n. 2, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scade il 19 giugno 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di sette Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea.
La Relatrice ritiene opportuno approfondire la proposta in esame, anche mediante un breve ciclo di audizioni.
La senatrice ROJC (PD-IDP) si associa alla proposta di svolgere audizioni.
Il senatore LOREFICE (M5S) fa presente che anche la Camera dei deputati ha avviato l'esame della proposta di regolamento.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma per un'innovazione agile e rapida nel settore della difesa (AGILE) (COM(2026) 135 definitivo)
(Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento e rinvio)
Il senatore SCURRIA (FdI), relatore, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, che istituisce il programma AGILE (Action for a Greater Level of Innovation in Defence), con l'obiettivo di rafforzare la capacità dell'Unione europea di sostenere un'innovazione rapida, flessibile e orientata ai bisogni operativi nel settore della difesa.
L'iniziativa si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da un rapido deterioramento della sicurezza e da un'accelerazione senza precedenti dei cicli di innovazione tecnologica, come dimostrato anche dai recenti conflitti, in particolare la guerra di aggressione russa contro l'Ucraina. In tale scenario, tecnologie emergenti e di rottura - tra cui intelligenza artificiale, robotica, sistemi spaziali e soluzioni a duplice uso - assumono un ruolo sempre più centrale per l'efficacia militare, mentre nuovi attori, quali piccole e medie imprese e start-up, contribuiscono in misura crescente allo sviluppo di soluzioni innovative.
Il programma AGILE nasce per colmare una lacuna specifica nel quadro degli strumenti europei esistenti, in particolare rispetto al Fondo europeo per la difesa (FED) che, pur rappresentando il principale strumento dell'Unione per la ricerca e lo sviluppo collaborativo, è strutturato per sostenere progetti complessi e di lungo periodo, risultando meno adatto a rispondere con tempestività alle esigenze emergenti.
AGILE si configura pertanto come uno strumento complementare, volto a ridurre il divario tra sviluppo tecnologico e impiego operativo, facilitando la rapida maturazione, sperimentazione e adozione di soluzioni innovative da parte degli Stati membri. Esso prevede procedure semplificate, tempi di aggiudicazione ridotti e la possibilità di finanziare fino al 100 per cento dei costi ammissibili, con particolare attenzione agli attori non tradizionali del settore della difesa.
La dotazione finanziaria indicativa per l'attuazione del programma tra il 1º gennaio 2027 e il 31 dicembre 2027 è fissata a 115 milioni di euro (articolo 4).
Ai sensi dell'articolo 10 della proposta, le azioni ammissibili al finanziamento nell'ambito del programma possono assumere una delle forme seguenti, o una loro combinazione: a) sostegno al rapido sviluppo di prodotti e tecnologie emergenti e di rottura per la difesa, anche laddove tale sviluppo si basi sull'integrazione e sull'adattamento di tecnologie civili potenzialmente a duplice uso a fini di difesa; b) sostegno alla diffusione sul mercato di prodotti e tecnologie emergenti e di rottura per la difesa; c) sostegno allo stabilimento di un soggetto nell'Unione o in un paese terzo associato per un'efficace attuazione delle azioni di cui alle lettere a) e b). Il programma può fornire sostegno ad azioni per una rapida modernizzazione di prodotti e tecnologie esistenti.
La base giuridica della proposta è individuata nell'articolo 173 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), relativo alla competitività dell'industria europea.
La Commissione europea ritiene rispettato il principio di sussidiarietà, in quanto l'azione a livello europeo è giustificata dall'impossibilità per i singoli Stati membri di affrontare in modo efficace e coordinato le sfide poste dall'innovazione nel settore della difesa, caratterizzate da elevati costi, frammentazione dei mercati e necessità di interoperabilità. Un intervento dell'Unione consente infatti di favorire economie di scala, cooperazione transfrontaliera e una più rapida diffusione delle tecnologie innovative.
La Commissione europea ritiene, altresì, rispettato il principio di proporzionalità, in quanto le modifiche proposte non eccedono quanto necessario per conseguire gli obiettivi perseguiti, prevedendo un programma di carattere mirato, limitato nel tempo e nelle risorse (i 115 milioni di euro sono finanziati tramite riallocazioni interne al bilancio europeo), che si configura come iniziativa pilota destinata a testare nuovi approcci in vista del prossimo quadro finanziario pluriennale.
Il termine delle otto settimane previste dal Protocollo n. 2, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scade il 22 giugno 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di quattro Camere dei parlamenti nazionali e concluso da parte dal Parlamento irlandese, che non ha segnalato alcuna criticità.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.