Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 345 del 05/05/2026
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Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al quadro di diritto societario riguardante il 28º regime - "EU Inc." (COM(2026) 321 definitivo)
(Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento e rinvio)
La senatrice MURELLI (LSP-PSd'Az), relatrice, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, che stabilisce il cosiddetto "28° regime", ossia un quadro europeo di diritto societario, da prevedere nell'ordinamento giuridico di ciascuno Stato membro, per le società che assumono la forma giuridica denominata "EU Inc." (European incorporated).
La proposta ha l'obiettivo di ridurre la frammentazione dei quadri normativi nazionali e gli ostacoli che ne derivano per le società. L'armonizzazione riguarda, quindi, i diversi aspetti del diritto societario, per affrontare le sfide cui le imprese che operano all'interno del mercato unico sono oggi esposte, anche per quanto concerne la loro costituzione, la successiva gestione e le procedure di liquidazione e insolvenza.
Gli obiettivi generali della proposta consistono nel creare condizioni migliori per l'avvio di un'impresa e migliori opportunità di crescita e di espansione nell'Unione europea, nonché nell'incoraggiare maggiori investimenti nelle società dell'Unione, specie nelle fasi iniziali e di crescita. In tal modo, la proposta mira a rafforzare la competitività delle imprese e dell'economia europea e a migliorare il funzionamento del mercato unico.
Il "28° regime" è volto, quindi, a creare un quadro giuridico societario unico e opzionale che si affianchi alle 27 legislazioni nazionali esistenti. L'obiettivo è quello di facilitare l'operatività delle imprese - in particolare start-up e piccole e medie imprese (PMI) innovative - nel mercato unico, permettendo loro, tra le altre cose, di costituirsi in 48 ore, con procedura interamente online, a un costo contenuto e senza capitale minimo obbligatorio. Il regime punta a semplificare molti aspetti fiscali, societari e di insolvenza, nonché ad abbattere le barriere burocratiche per l'espansione transfrontaliera.
La proposta si basa sull'utilizzo del sistema di interconnessione dei registri delle imprese BRIS (Business Register Interconnection System), fondato sugli obblighi giuridici stabiliti dalla direttiva (UE) 2017/1132, relativa ad alcuni aspetti di diritto societario. Analogamente a quanto previsto per altre società di capitali, le società EU Inc. saranno tenute a presentare informazioni obbligatorie sulle società, che saranno rese pubbliche nei registri delle imprese. Lo scopo è quello di rendere disponibili le informazioni relative alle società EU Inc. attraverso il BRIS, composto dai registri delle imprese degli Stati membri e dal portale europeo della giustizia elettronica. Le società EU Inc. disporranno, inoltre, di un identificativo unico europeo EUID (European Unique Identifier). La proposta garantisce, altresì, che tali società beneficino di formalità ridotte e procedure semplificate nella gestione dei documenti societari.
L'intervento è motivato dalla necessità di rafforzare competitività, innovazione e produttività dell'Unione, al fine di sostenere la crescita, come indicato anche nei rapporti Draghi e Letta. Infatti, nonostante il mercato unico, le infrastrutture e il sostegno pubblico, l'Unione europea resta indietro rispetto ai suoi principali concorrenti. Le imprese, e in particolare le start-up e le scale-up, necessitano di un quadro giuridico stabile e favorevole, capace di affrontare le sfide di un'economia sempre più digitale.
Nei citati rapporti Letta e Draghi si sottolinea l'urgenza di superare la frammentazione normativa tra gli Stati membri, attraverso nuove forme societarie europee semplificate, per favorire l'espansione transfrontaliera e attrarre investimenti nel mercato unico. Anche la comunità imprenditoriale chiede interventi per sostenere la crescita e rendere l'Unione europea più competitiva. Inoltre, le comunicazioni della Commissione "Unione del risparmio e degli investimenti", "Mercato unico: il nostro mercato interno europeo in un mondo incerto" e "La strategia dell'UE per le start-up e le scale-up" hanno definito un elenco di misure relative alla mobilitazione degli investimenti privati, all'accesso ai finanziamenti, all'ulteriore sviluppo del mercato unico e al rafforzamento delle prospettive delle start-up e delle scale-up nell'Unione.
La base giuridica della proposta è individuata nell'articolo 114 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), sul ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di mercato interno.
La Commissione europea reputa la proposta conforme al principio di sussidiarietà, in quanto essa mira ad affrontare i problemi riscontrati dalle società a causa delle divergenze esistenti tra le norme e le procedure societarie nazionali. È, pertanto, necessaria un'azione coordinata a livello di Unione per introdurre un quadro societario comune con una forma giuridica societaria armonizzata europea, che le società possono scegliere di utilizzare.
La Commissione europea ritiene che la proposta sia conforme anche al principio di proporzionalità, poiché si limita a quanto necessario per conseguire i summenzionati obiettivi.
Il termine delle otto settimane previste dal Protocollo n. 2, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scade il 22 giugno 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di cinque Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.