Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 345 del 05/05/2026

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle reti digitali, che modifica il regolamento (UE) 2015/2120, la direttiva 2002/58/CE e la decisione n. 676/2002/CE e che abroga il regolamento (UE) 2018/1971, la direttiva (UE) 2018/1972 e la decisione n. 243/2012/UE (regolamento sulle reti digitali) (COM(2026) 16 definitivo)

(Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)

Il senatore ROSSO (FI-BP-PPE), relatore, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, relativa alle reti digitali, la quale si inserisce nel più ampio quadro delle politiche dell'Unione europea volte a realizzare gli obiettivi del programma strategico per il decennio digitale 2030 e che individuano nella connettività avanzata un presupposto essenziale per la trasformazione digitale, la competitività economica e la coesione sociale.

In tale contesto, la Commissione europea evidenzia come le reti digitali sicure, ad alta capacità e diffuse su tutto il territorio europeo, costituiscano un'infrastruttura abilitante per lo sviluppo di tecnologie emergenti, quali l'intelligenza artificiale, il cloud e l'edge computing, nonché per la fornitura di servizi pubblici e privati essenziali.

Anche le relazioni Letta e Draghi e la comunicazione della Commissione "Bussola per la competitività dell'Unione europea" avevano sottolineato che un'infrastruttura di rete digitale all'avanguardia gioca un ruolo fondamentale per la competitività futura dell'economia dell'Unione, per la sua sicurezza e il suo benessere sociale.

A fronte di questa situazione, la Commissione europea evidenzia come l'attuale quadro normativo, fondato in larga parte su direttive, abbia determinato un'elevata frammentazione tra gli ordinamenti nazionali, ostacolando lo sviluppo di un autentico mercato unico delle comunicazioni elettroniche, limitando la capacità degli operatori europei di investire, innovare e competere su scala globale.

Alla luce di tali criticità, la proposta mira, quindi, a introdurre un quadro giuridico unico, direttamente applicabile, volto a semplificare e armonizzare la disciplina delle reti digitali. In particolare, persegue l'obiettivo di favorire la diffusione di infrastrutture di nuova generazione, come la fibra ottica, il 5G e le future tecnologie 6G, promuovendo, al contempo, la transizione dalle reti esistenti (legacy) e l'integrazione con le infrastrutture cloud e satellitari. La proposta prevede, inoltre, misure per rafforzare la resilienza e la sicurezza delle reti, per migliorare la gestione dello spettro radio e per facilitare l'operatività transfrontaliera degli operatori, anche attraverso regimi di autorizzazione più uniformi e meno onerosi.

La proposta di regolamento si caratterizza anche per un approccio giuridico sistemico, in quanto coordina e sostituisce diversi strumenti normativi esistenti, contribuendo a una maggiore coerenza del quadro giuridico e a una riduzione degli oneri amministrativi.

La base giuridica della proposta è individuata nell'articolo 114 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), sul ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di mercato interno, applicandolo all'ambito delle comunicazioni elettroniche, che rientra nelle competenze condivise.

La Commissione europea ritiene rispettato il principio di sussidiarietà, in quanto l'obiettivo di evitare distorsioni e frammentazioni nazionali nell'ambito delle comunicazioni elettroniche, attraverso un coordinamento sovranazionale, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri agendo individualmente. La natura intrinsecamente transfrontaliera delle reti digitali, la gestione di risorse limitate come lo spettro radio e la necessità di garantire condizioni uniformi di accesso e investimento rendono, infatti, inefficaci approcci esclusivamente nazionali. Un'azione coordinata dell'Unione consentirebbe, invece, di creare economie di scala, favorire l'interoperabilità e assicurare uno sviluppo armonizzato delle infrastrutture digitali, evitando la frammentazione normativa che attualmente ostacola il pieno funzionamento del mercato unico.

La Commissione europea ritiene, altresì, rispettato il principio di proporzionalità, in quanto le misure proposte sono limitate a quanto necessario per conseguire gli obiettivi prefissati, concentrandosi principalmente sull'eliminazione degli ostacoli normativi e sulla semplificazione del quadro esistente.

L'utilizzo dello strumento del regolamento, direttamente applicabile, è inoltre giustificato dall'esigenza di garantire uniformità e rapidità di attuazione, superando le criticità emerse con il recepimento differenziato delle direttive.

Il termine delle otto settimane previste dal Protocollo n. 2, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scade il 22 giugno 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di sei Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.