Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 344 del 29/04/2026

La senatrice ROJC (PD-IDP), a nome dei senatori del suo Gruppo, illustra uno schema di parere alternativo, di tenore contrario, in cui si ritiene che con il DFP 2026 si sia consumato un fallimento del progetto di politiche fondate sull'austerità e in netto contrasto con i proclami contenuti nel programma elettorale del 2022.

L'uscita dalla procedura d'infrazione era la cornice delle politiche economiche del Governo Meloni contenute nella legge di bilancio 2026 e in quelle precedenti. Tutte le proposte sostenute dalle forze di opposizione per sostenere e dare respiro alla crescita, per potenziare i fondi per la scuola, la sanità e le imprese, per garantire una strategia aggiuntiva sugli investimenti dopo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sono state respinte per realizzare questo obiettivo, ma il 22 aprile scorso Eurostat ha comunque certificato il fallimento di questa strategia impostata sul rigore; di conseguenza, la prudenza e la responsabilità fiscale si sono trasformate in ulteriori promesse mancate.

Secondo il parere alternativo, il DFP 2026 non contiene alcuna misura strutturale credibile per rilanciare la produttività, l'innovazione e la competitività del sistema produttivo italiano, limitandosi a una rendicontazione degli impegni assunti e a previsioni macroeconomiche già riconosciute come incerte dallo stesso Ministro proponente. Inoltre, la questione salariale, con salari reali ancora sotto i livelli pre-inflazione in molte categorie, continua ad aggravarsi, comprimendo i consumi delle famiglie (cresciuti solo dello 0,9 per cento nel 2025 nonostante il favorevole mercato del lavoro) e riducendo la domanda interna, unico vero motore della crescita italiana.

Pertanto, il quadro che emerge, a quasi quattro anni dall'insediamento del Governo Meloni, è quello di un Paese più debole e impoverito. A suo avviso, quindi, sono necessari cambiamenti per rimettere il Paese su un percorso virtuoso di ripresa.