Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 344 del 29/04/2026

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DOCUMENTO CCXL, N. 2 E CONNESSI ALLEGATI

La 4a Commissione,

esaminato il documento in titolo,

considerato che il Documento di finanza pubblica (DFP) per il 2026 è stato predisposto sulla base delle risoluzioni n. 7-00380 e n. 7-00039 delle Commissioni bilancio del Senato e della Camera dei deputati, approvate rispettivamente il 1° e l'8 aprile 2026, nelle more della riforma della legge nazionale di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196 del 2009), conseguente alla riforma del Patto di stabilità e crescita, entrata in vigore il 30 aprile del 2024;

considerato che, in coerenza con tali risoluzioni, la Sezione I del documento contiene la "Relazione annuale sui progressi compiuti nel 2025", prescritta dall'articolo 21 del regolamento (UE) 2024/1263, nonché l'indicazione sull'evoluzione della situazione economico-finanziaria internazionale, le previsioni macroeconomiche nazionali e le previsioni relative al debito pubblico e ai saldi di bilancio, e ad essa sono allegate le tavole aggiuntive sui progressi compiuti, richieste dagli Orientamenti della Commissione europea del 21 giugno 2024 (C/2024/3975);

considerato che la Sezione II contiene l'analisi delle tendenze della finanza pubblica, ovvero il conto economico delle amministrazioni pubbliche relativo all'anno 2025 e le relative previsioni tendenziali a legislazione vigente, riferite all'orizzonte 2026-2029, come prescritto dall'articolo 10, comma 3, della legge di finanza pubblica;

rilevato che, nell'ambito della Relazione sui progressi compiuti, le riforme e gli investimenti messi in atto nel 2025, tra cui anche il raggiungimento dell'obiettivo di investimenti in difesa pari al 2 per cento del PIL, si collocano nel solco del rispetto degli impegni assunti nel Piano strutturale di bilancio di medio termine, approvato dal Consiglio il 21 gennaio 2025 (C/2025/651);

rilevato che, per quanto riguarda la spesa netta (principale indicatore del nuovo Patto di stabilità e crescita), il DFP presenta per il 2025 un valore lievemente superiore rispetto a quello indicato per lo stesso anno nel Piano strutturale di bilancio e nella raccomandazione del Consiglio intesa a fare cessare la situazione di disavanzo eccessivo in Italia, adottata il 21 gennaio 2025, sebbene il saldo a debito del conto di controllo si mantenga entro i limiti della soglia di tolleranza consentita su base annuale e su base cumulata, mentre per il 2026 la previsione è pienamente in linea con il valore previsto;

rilevato, similmente, che il disavanzo per il 2025 si colloca al 3,1 per cento del PIL, ovvero lo 0,1 per cento in più rispetto alla stima contenuta nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) per il 2025, a causa dell'emersione di nuovi crediti edilizi basati sulla legislazione previgente sul Superbonus, mentre per il 2026 è previsto al di sotto della soglia del 3 per cento del PIL (al 2,9 per cento), consentendo l'uscita dalla procedura per deficit eccessivo a partire dal 2027, come previsto nel DFP 2025 e nella citata raccomandazione del Consiglio;

ricordato che, in base alla "clausola di salvaguardia nazionale" prevista dall'articolo 26 del regolamento (UE) 2024/1263, la Commissione europea, con la comunicazione C(2025) 2000, del 19 marzo 2025, ha invitato gli Stati membri ad avvalersi della flessibilità offerta da tale clausola, per un aumento della spesa nel settore della difesa, nei limiti di un maggiore disavanzo non superiore all'1,5 per cento del PIL l'anno, e che 17 Stati membri vi hanno aderito;

rilevato, infine, che il debito pubblico in rapporto al PIL è previsto al 137,1 per cento nel 2025 e al 138,6 per cento nel 2026, per poi confermare un sentiero in discesa a partire dal 2027, grazie all'esaurirsi dell'impatto dei crediti di imposta, mentre il dato sull'evasione fiscale registra nel 2025 un miglioramento rispetto al 2024, con un gettito complessivo recuperato pari a 29 miliardi di euro, il valore più elevato degli ultimi anni anche in rapporto al PIL;

valutato, quindi, che il DFP 2026 conferma gli obiettivi di spesa netta e di riduzione di deficit e di debito enunciati nel Piano strutturale di bilancio, salvaguardando il sostegno alle famiglie e alle imprese, a fronte delle nuove esigenze legate ai mutamenti geopolitici e commerciali globali,

esprime, per quanto di competenza, parere non ostativo.