Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 343 del 28/04/2026

Il senatore SCURRIA (FdI), relatore, introduce l'esame della Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea relativa al 2025, presentata il 10 aprile 2026 in base all'articolo 13, comma 2, della legge n. 234. Ricorda che essa costituisce il principale strumento per l'esercizio della funzione di controllo ex post del Parlamento sulla condotta del Governo nelle sedi decisionali dell'Unione europea, durante l'anno a cui si riferisce.

La Relazione è preceduta da una premessa del ministro Foti, in cui rileva come l'Italia abbia confermato, nel 2025, il proprio ruolo di protagonista sulla scena europea, a sostegno di un'Europa più competitiva e capace di rispondere alle sfide comuni.

In tale quadro, si è fornito un contributo significativo ai negoziati sulla semplificazione normativa dei primi pacchetti "Omnibus", per rafforzare la competitività e l'innovazione, e ridurre gli oneri burocratici. L'Italia ha, inoltre, promosso un approccio realistico e costruttivo, ribadendo la centralità della sicurezza degli approvvigionamenti energetici e del rafforzamento dell'autonomia strategica europea, oltre ad aver contributo ai negoziati sul Quadro finanziario pluriennale (QFP).

In ambito di politica estera è stata sottolineata la necessità di rafforzare la sicurezza europea, mantenendo, al contempo, saldi i legami transatlantici con gli Stati Uniti ed evitando divisioni all'interno dell'Occidente. È stato riaffermato un sostegno fermo e costante all'Ucraina, nonché l'importanza di un processo di allargamento dell'Unione fondato sul principio del merito. Parallelamente, l'Italia ha proseguito il proprio impegno sul fronte migratorio, lavorando alla definizione di strategie di cooperazione con i Paesi terzi, volte a una gestione più efficace dei flussi migratori e al rafforzamento dei confini esterni dell'Unione europea.

Il testo della Relazione consuntiva relativa al 2025 presenta una struttura complessivamente coerente con le previsioni legislative della legge n. 234 del 2012. Essa è articolata in quattro parti, in cui le singole tematiche sono sviluppate nella forma di schede, ognuna delle quali riporta una parte sui "risultati conseguiti", seguita da una parte contenente le "osservazioni" sulla prospettiva futura del dossier in questione.

La Parte prima, relativa alle "Politiche strategiche" europee, è strutturata in due sezioni che rappresentano le aree prioritarie individuate dalla Commissione europea nel Programma di lavoro 2025, volto a promuovere la competitività, rafforzare la sicurezza e migliorare la resilienza economica dell'Unione. Le due sezioni sono rispettivamente dedicate a: "Un'Europa prospera, sostenibile e competitiva" e "Un'Europa equa e democratica: sostenere le persone e il nostro modello sociale".

In tali sezioni si analizzano i principali risultati conseguiti nella promozione degli interessi nazionali nell'ampio contesto delle Politiche strategiche europee, individuate come prioritarie per il 2025, con particolare riferimento ai temi della competitività e del digitale. Viene, poi, messa in evidenza l'azione italiana orientata alla promozione di occupazione, inclusione, parità di genere, tutela dei minori e Stato di diritto. Centrali anche i temi della libertà dei media, il contrasto alla discriminazione e l'accesso ad alloggi sostenibili.

La Parte seconda, relativa a "La dimensione esterna dell'UE", è declinata attraverso il richiamo a "un'Europa più forte e sicura", sotto i profili della nuova difesa europea e della base industriale europea, del rafforzamento delle frontiere comuni e di una gestione equa e rigorosa dei flussi migratori, e della cybersicurezza, e la definizione di "un'Europa globale" nei settori dell'allargamento (con particolare riferimento ai Balcani occidentali), del vicinato, della cooperazione internazionale e della politica estera economica, compresa la progressiva attuazione del Piano Mattei.

La Parte terza, relativa a "Il coordinamento nazionale delle politiche europee", si sviluppa in linea con le strategie dell'Unione, volte a promuovere un'economia competitiva e sostenibile, in coerenza con i valori fondamentali europei. In tale contesto, sono trattati anche i temi della coesione e della comunicazione e formazione sull'Unione europea per favorire una maggiore capacità di accesso ai fondi europei a gestione diretta, promuovendo la cultura dell'europrogettazione e la conoscenza dei programmi comunitari.

Per quanto riguarda il contenzioso e pre-contenzioso con l'Unione europea, si rileva che, al 31 dicembre 2025, le procedure d'infrazione pendenti nei confronti dell'Italia risultano essere in totale 69, di cui 55 per violazione del diritto dell'Unione e 14 per mancato recepimento delle direttive UE. Nel 2025 i dati relativi alle procedure di infrazione hanno mostrato un andamento altalenante, caratterizzato, da un lato, dalla chiusura di dossier anche di particolare rilevanza e risalenti a periodi precedenti e, dall'altro, dall'apertura di nuove procedure, prevalentemente connesse al mancato recepimento di direttive. Infine, al 31 dicembre 2025, sono 10 le procedure pendenti ai sensi dell'articolo 260, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), per mancata esecuzione di una precedente sentenza della Corte di giustizia.

La quarta e ultima Parte, rubricata "Sviluppo del processo di integrazione europea: preparare l'Unione al futuro", è dedicata alle iniziative e alle politiche volte a rendere più incisiva la partecipazione dell'Italia al processo di integrazione europea, sia dal punto di vista economico, sia da quello istituzionale, dando, in particolare, conto dell'attuazione dell'Agenda strategica 2024-2029 e dell'attività negoziale seguita alla presentazione della proposta della Commissione del nuovo QFP.

La Relazione è completata da cinque appendici, di cui la prima contiene l'elenco dei Consigli dell'Unione e dei Consigli europei, la seconda i flussi finanziari dall'UE all'Italia nel 2025 (con somme accreditate pari a 44,4 miliardi di euro, di cui 31 per il PNRR e il restante a valere sulla Politica Agricola Comune (PAC) e sulla politica di coesione), e la terza il recepimento delle direttive nell'anno di riferimento.

La quarta appendice riporta le risoluzioni adottate dal Senato e dalla Camera dei deputati nella fase ascendente della normativa europea, indicando per ciascuna risoluzione i seguiti dati dal Governo, con un rinvio a un documento in PDF.

Infine, la quinta appendice reca l'elenco degli acronimi.