Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 342 del 23/04/2026
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Il PRESIDENTE ricorda che, nella seduta del 14 aprile scorso, il senatore Lorefice aveva chiesto il motivo per cui le due proposte COM(2026) 20 e COM(2026) 22 non figurassero più nel calendario dei lavori della Commissione.
Al riguardo, il Presidente evidenzia che entrambe le proposte, il 24 febbraio scorso, hanno concluso il loro iter di esame presso il Legislatore europeo, essendo state approvate, rispettivamente, come regolamento (UE) 2026/467, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione del prestito a sostegno dell'Ucraina per il 2026 e il 2027, e come regolamento (UE) 2026/468, recante modifica del regolamento (UE) 2024/792, che istituisce lo strumento per l'Ucraina. Entrambi gli atti sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 26 febbraio 2026.
L'esame europeo delle due proposte ha, infatti, seguito la procedura accelerata (cosiddetta fast track), prevista dal Protocollo n. 1, allegato ai Trattati europei, sul ruolo dei Parlamenti nazionali. L'articolo 4 di tale Protocollo stabilisce che "in caso di urgenza sono ammesse eccezioni le cui motivazioni sono riportate nell'atto", rispetto al periodo delle otto settimane che deve intercorrere tra la data in cui il progetto di atto legislativo è messo a disposizione dei Parlamenti nazionali e la data in cui questo è esaminato dal Legislatore europeo.
In base a tale disposizione, le due proposte menzionate sono state esaminate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, già a partire dai giorni immediatamente successivi alla presentazione da parte della Commissione europea, avvenuta il 14 gennaio 2026, e sono state approvate in via definitiva solo dopo poco più di un mese, ovvero quasi tre settimane prima del 16 marzo 2026, che sarebbe stata la data di scadenza delle otto settimane previste dal Protocollo n. 2.
Con l'adozione definitiva è, quindi, venuto meno l'oggetto dell'esame in 4a Commissione ed è per questo motivo che le due proposte non sono più inserite all'ordine del giorno.
Ciò premesso, occorre, tuttavia, aprire una riflessione in merito alla prassi relativa alla procedura d'urgenza in parola, al fine di assicurare il pieno esercizio del diritto dei Parlamenti nazionali a partecipare al processo decisionale europeo stabilito dai trattati.
La procedura fast track, come già accennato, è prevista all'articolo 4 del protocollo n. 1 allegato ai trattati, che recita come segue: "Articolo 4. Un periodo di otto settimane intercorre tra la data in cui si mette a disposizione dei parlamenti nazionali … un progetto di atto legislativo e la data in cui questo è iscritto all'ordine del giorno provvisorio del Consiglio ai fini della sua adozione o dell'adozione di una posizione nel quadro di una procedura legislativa. In caso di urgenza sono ammesse eccezioni le cui motivazioni sono riportate nell'atto o nella posizione del Consiglio. Salvo in casi urgenti debitamente motivati, nel corso di queste otto settimane non può essere constatato alcun accordo riguardante il progetto di atto legislativo. …".
Attraverso questa eccezione viene, quindi, ad essere inciso il diritto dei Parlamenti nazionali ad eccepire la violazione del principio di sussidiarietà da parte dei progetti di atti legislativi europei. In tal senso, il termine di otto settimane per effettuare tale contestazione, previsto dall'articolo 6 del protocollo n. 2 allegato ai trattati, viene ad essere temporalmente, e quindi ulteriormente, ridotto.
A fronte di queste indicazioni normative, le due proposte riportavano, all'interno delle premesse, la motivazione dell'adozione con procedura d'urgenza. In particolare, nei rispettivi considerando n. 59 e n. 8 delle proposte, si specificava che: "Considerata l'urgenza derivante dalle circostanze eccezionali causate dalla guerra di aggressione non provocata e ingiustificata della Russia, si ritiene opportuno invocare l'eccezione al periodo di otto settimane prevista all'articolo 4 del protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea, allegato al trattato sull'Unione europea, al trattato sul funzionamento dell'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica".
Tuttavia, si tratta dell'unico punto in cui viene menzionata l'applicazione della procedura d'urgenza, mentre ogni altra indicazione resta parametrata alle ordinarie otto settimane, risultando in tal modo non coordinata.
In particolare, non ci sono riferimenti all'urgenza: nella lettera di trasmissione ai sensi del protocollo n. 2; nel frontespizio della proposta; nella relazione illustrativa che accompagna la proposta; nelle schede relative ai singoli atti contenute nelle banche dati EUR-LEX, IPEX, Legislative Observatory del Parlamento europeo ed EU Law Tracker.
D'altra parte, nella lettera di trasmissione e in tutte le banche dati si fa, invece, esplicito riferimento alla data di scadenza delle otto settimane.
Pertanto, ad oggi, i Parlamenti nazionali solo esaminando l'intero contenuto del testo della proposta legislativa possono avere cognizione della procedura d'urgenza. Di conseguenza, proprio per le proposte più importanti e urgenti, i Parlamenti potrebbero trovarsi, di fatto, a non esercitare il previsto e dovuto controllo democratico sul principio di sussidiarietà.
La problematica di una carente informazione sull'applicazione della procedura d'urgenza è stata peraltro già sollevata anche nell'ambito delle Conclusioni della LXXIV Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari dell'Unione dei parlamenti dell'Unione europea (COSAC) di Copenhagen del 1° dicembre 2025, in cui si è osservato che "la gestione della procedura accelerata per le proposte di semplificazione della legislazione europea presenta alcune sfide organizzative per molti Parlamenti nazionali" e che "un numero significativo di Parlamenti raccomanda alle Istituzioni dell'Unione di stabilire criteri chiari per l'utilizzo della procedura accelerata nel processo decisionale legislativo, al fine di salvaguardare il controllo democratico".
Il Presidente, quindi, ringrazia il senatore Lorefice per aver sollevato la questione e si ripromette di porre nuovamente la questione all'attenzione della prossima COSAC e di informare al riguardo il ministro Foti e il presidente Giglio Vigna.