Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 340 del 15/04/2026
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Il senatore SCURRIA (FdI), relatore,illustra uno schema di risoluzione sulla proposta di regolamento in titolo, finalizzata a rendere più rapide e più omogenee tra gli Stati membri le procedure di valutazione ambientale, al fine di rispondere alle esigenze derivanti dalle sfide che emergono sul piano della geopolitica e della competitività economica, garantendo, al contempo, elevati standard ambientali, certezza del diritto, trasparenza e partecipazione del pubblico ai processi decisionali.
Tenendo conto delle audizioni svolte il 26 marzo 2026 e delle memorie scritte pervenute, propone di ritenere rispettato il principio di sussidiarietà e di rilevare sei punti specifici per assicurare una maggiore conformità al principio di proporzionalità.
Anzitutto, ritiene inopportuna la scelta dello strumento giuridico del regolamento, in un ambito finora disciplinato da direttive. In secondo luogo, suggerisce la necessità di una più precisa definizione delle modifiche o estensioni costituenti "lavori importanti", come criterio per l'assoggettamento a valutazione ambientale posto dall'articolo 5. Solleva, poi, perplessità relative all'articolo 6, che prevede la possibilità di precludere in sede giurisdizionale argomentazioni non sollevate in fase amministrativa. In riferimento all'articolo 7 della proposta, rileva il rischio che i termini ristretti e perentori fissati possano indebolire la qualità delle valutazioni ambientali, la loro completezza e robustezza tecnico scientifica, nonché l'esercizio del diritto alla partecipazione.
Il Relatore ritiene, inoltre, di convenire sugli aspetti relativi alla digitalizzazione, basati sull'interoperabilità e sul riuso delle infrastrutture esistenti, suggerendo, per l'Italia, il riconoscimento dello Sportello unico attività produttive (SUAP) e dello Sportello unico edilizia (SUE) quali componenti strutturali dell'architettura digitale delle procedure ambientali, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2.
Infine, per quanto riguarda le piccole e medie imprese (PMI), ritiene necessario rafforzare il principio di proporzionalità e introdurre esplicitamente un approccio basato sul rischio, in particolare per il regime autorizzatorio per gli impianti di energia rinnovabile di piccola taglia e basso impatto ambientale, e considerare attentamente la previsione, di cui all'articolo 11 della proposta, di adoperarsi per esonerare le PMI dagli oneri amministrativi associati alle valutazioni ambientali.