Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 463 del 09/04/2026

IN SEDE REFERENTE

(1818) Conversione in legge del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell'autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell'interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta pomeridiana di ieri.

Si riprende con l'esame dell'emendamento 4.16.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS), intervenendo per dichiarazioni di voto, pur rilevando l'importanza del tema della sicurezza, evidenzia la necessità di predisporre norme che assicurino anche misure di sostegno al lavoro. A suo giudizio, è invalsa da troppo tempo la prassi di delegare unicamente all'azione meritoria del volontariato il sostegno alle persone fragili, in presenza di un quadro normativo contraddittorio. Occorre, viceversa, abbandonare il terreno meramente securitario, per garantire certezze a chi lavora, preservando al contempo gli spazi preposti all'educazione e alla crescita professionale. Questo emendamento, come altri proposti delle opposizioni, intende andare in questa direzione.

Il senatore CATALDI (M5S), nel preannunciare il voto favorevole del suo Gruppo di appartenenza all'emendamento in esame, ne sottolinea la piena ragionevolezza, essendo finalizzato ad evitare che l'approccio securitario dell'impianto normativo prevalga sulle questioni educative. Rimarca altresì come l'intero provvedimento poggi più su ragioni di tipo propagandistico che sulla volontà di risolvere le problematiche ad esso sottese. Invita pertanto la maggioranza a lavorare costruttivamente su una legge organica di disciplina della materia, piuttosto che procedere con gli strumenti della decretazione d'urgenza.

Il senatore PARRINI (PD-IDP), nell'anticipare il voto favorevole del proprio Gruppo all'emendamento in esame, sottolinea come i provvedimenti fin qui approvati dal Governo in materia di pubblica sicurezza siano pericolosi per l'impronta rozzamente securitaria che li contraddistingue. Come altre proposte emendative già esaminate, anche l'emendamento in esame è finalizzato a ridurre il danno sotteso alle norme in via di adozione, auspicando, viceversa, da parte del Governo e della maggioranza, una valutazione più attenta sugli effetti che una misura come quella proposta potrebbe determinare.

Il PRESIDENTE pone quindi in votazione l'emendamento 4.16, che risulta respinto.

Si passa quindi all'esame degli emendamenti 4.17 e 4.18, di identico contenuto.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS), pur ribadendo l'importanza del tema della sicurezza, rileva la necessità che si affrontino le cause strutturali dell'insicurezza, a partire dai conflitti che costringono migliaia di persone ad abbandonare i rispettivi Paesi di origine per cercare riparo altrove. L'illegalità, in questi come in altri casi, è prodotta da normative inadeguate, che costringono persone fragili ad essere rinchiuse nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) o in altre strutture detentive amministrative. L'esperienza di realtà come Monfalcone, viceversa, dovrebbe insegnare come questa forza possa essere molto utile anche alle imprese produttrici.

La senatrice MAIORINO (M5S) stigmatizza l'adozione ipertrofica di misure urgenti in materia di pubblica sicurezza che finiscono, paradossalmente, per produrre disposizioni disorganiche, finalizzate più a raccogliere in modo propagandistico il consenso che non ad affrontare in modo compiuto i fenomeni sociali su cui si interviene. Segnala come la microcriminalità, nonostante l'adozione di simili provvedimenti, sia in aumento. Nel merito della proposta emendativa, pur non dichiarandosi contraria alla possibilità di individuare aree di particolare criticità, ritiene che sarebbe preferibile rafforzare gli strumenti e le risorse a disposizione delle Forze dell'ordine. Le misure previste dal decreto, viceversa, si abbattono sui fragili, a partire dai senza tetto, senza risolvere in alcun modo il problema. L'emendamento in questione cerca di porre rimedio a questa impostazione, chiedendo di intervenire solo per episodi gravi e ripetuti di criminalità.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) evidenzia come gli emendamenti proposti dalle forze dell'opposizione puntino a riorientare il legislatore al rispetto dei principi fondanti della Costituzione, contemperando le esigenze di sicurezza con il pieno rispetto dei presupposti legali. L'ambito di applicazione della norma in via di adozione va delimitato in modo molto circostanziato, dal momento che agire per limitare la libertà di circolazione dei cittadini impone particolare cautela. Si tratta dunque di emendamenti, ancorché palliativi, necessari anche al fine di evitare declaratorie di incostituzionalità da parte della Corte costituzionale. Ricorda, quindi, come l'inefficacia di misure analoghe sia stata già comprovata, palesando il carattere demagogico di decreti-leggi come quello in via di conversione.

Posti contestualmente in votazione, gli identici emendamenti 4.17 e 4.18 risultano respinti.

Si passa all'esame dell'emendamento 4.19.

Il senatore MAGNI (Misto-AVS) evidenzia come una visita alle strutture carcerarie giovanili del milanese palesi come la maggior parte dei detenuti sia trattenuta per motivi incongrui, giacché i problemi connessi alla tossicodipendenza che li affliggono in prevalenza dovrebbero essere trattati in altro modo. A suo giudizio, non si sta cogliendo l'occasione di inserire elementi di giustizia riparativa nel provvedimento in discussione, delegando ancora una volta alle strutture del volontariato le misure di cura delle persone fragili. Questa proposta emendativa punta, viceversa, a mitigare gli aspetti più deleteri della norma in via di approvazione.

La senatrice PIRRO (M5S) rimarca come l'emendamento in discussione sia di assoluto buon senso ed in linea con quanto previsto dal dettato costituzionale. Di contro, il decreto in via di conversione limita la libertà delle persone in maniera eccessiva, prevedendo limitazioni persino di fronte ad una semplice denuncia. Si palesa, al riguardo, una incoerenza di fondo da parte di una maggioranza che si definisce garantista, ma che predispone misure restrittive in modo incoerente. Una prassi, quella di appoggiare misure di impronta propagandistica, che sta segnando persino le pagine social della Presidenza del Consiglio dei ministri, come accaduto nella giornata di ieri, in occasione della illustrazione dei contenuti del cosiddetto decreto "bollette".

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) evidenzia come l'emendamento in discussione sia di assoluto buon senso, improntato al rispetto della presunzione di innocenza. Il testo del decreto, viceversa, denota leggerezza in relazione alle implicazioni derivanti dalle norme in via di approvazione. A suo giudizio è doveroso accogliere l'emendamento in questione per il distinguo giuridicamente valido che reca con sé, anche al fine di evitare un eccesso di discrezionalità amministrativa, sottratto al vaglio della magistratura. Il riferimento ad un soggetto denunciato, peraltro, appare improprio, tenuto conto che talvolta è solo il denunciante, e neppure il prefetto, a conoscere il merito della denuncia stessa. Suggerisce dunque alla maggioranza di accantonare l'emendamento in discussione, per un supplemento di riflessione.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) si associa alle considerazioni testé svolte dalla collega Musolino, evidenziando come l'emendamento in questione sia finalizzato all'adozione di una proposta più responsabile. A suo giudizio l'accoglimento dell'emendamento costituirebbe un segnale di assoluto buon senso, giacché la misura prevista, che equipara i denunciati ai condannati, palesa un approccio grossolano, che definisce di tipo "orbanista".

Posto in votazione, l'emendamento 4.19 è respinto.

Si passa all'esame dell'emendamento 4.20.

Il senatore CATALDI (M5S) rimarca l'incoerenza di un Governo che è garantista solo con riferimento ad alcuni reati, giacché ha proceduto alla cancellazione dell'abuso di ufficio, ma dispone misure severe nei confronti dei mendicanti. L'emendamento in esame, viceversa, è di buon senso, anche in ragione della mole di denunce che giacciono sulle scrivanie dei pubblici ministeri e che renderebbero inefficace l'attuazione della misura. Rileva altresì come il riferimento "all'insistentemente molesto" non costituisca neppure una categoria giuridica, con il paradosso, peraltro, di essere a sua volta foriero di ulteriori denunce.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) evidenzia come un altro principio che dovrebbe essere inserito all'interno del provvedimento è quello di un sano garantismo, senza peraltro dimenticare la logica rieducativa e riabilitativa che la Costituzione assegna alle misure in ambito penali. Con le norme in via di adozione, invece, si assiste ad un accanimento irragionevole, che pone sullo stesso piano denunciati e condannati. Ricorda peraltro come, ai sensi del nostro ordinamento, un cittadino denunciato sia libero fino a condanna definitiva. Diversa è, al contrario, la questione relativa alla pericolosità di un soggetto, che costituisce il presupposto per la possibile limitazione della sua libertà personale.

Messo in votazione, l'emendamento 4.20 è respinto.

Si passa all'esame dell'emendamento 4.21.

La senatrice MAIORINO (M5S) evidenzia come la proposta emendativa in esame, alla stregua di quelle appena votate, abbia una natura costruttiva e non ostruzionistica. La norma del provvedimento, infatti, appare giuridicamente insostenibile, una sorta di aberrazione giuridica. Suggerisce persino alla maggioranza di predisporre una correzione in vista dell'esame in Assemblea, trattandosi in realtà di una misura dettata unicamente da furia ideologica.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) evidenzia come la proposta emendativa in esame discenda dai precedenti emendamenti e si ponga l'obiettivo di evitare uno svarione giuridico in relazione alla durata della misura cautelare. Chiede dunque che la proposta in discussione possa essere accantonata.

Interviene il sottosegretario MOLTENI, per sottolineare come le disposizioni del decreto rechino misure di prevenzione fondate sulla pericolosità dei soggetti considerati.

Il PRESIDENTE sottolinea come nel testo non si faccia riferimento a misure cautelari, giacché è il solo emendamento a riferirsi a tali fattispecie.

Il senatore MELONI (PD-IDP) rimarca come l'emendamento sia in linea di continuità con quelli già discussi in precedenza e suggerisce alla maggioranza di prevedere condizioni di garanzia addizionali nell'interesse di tutti. La conversione dei decreti-legge è volta ad evitare distorsioni causate dall'inevitabile approssimazione dei contenuti dei decreti-legge stessi. Suggerisce pertanto l'approvazione di emendamenti che facciano cessare misure arbitrarie, contribuendo a migliorare il testo in termini di costituzionalità e di garanzie per i cittadini, evitando formule improprie che possano produrre nocumento.

Messo in votazione, l'emendamento 4.21 è respinto.

Si passa all'emendamento 4.22.

La senatrice PIRRO (M5S) evidenzia come l'emendamento in questione proponga modifiche di assoluto buon senso al testo in via di approvazione, dal momento che una semplice denuncia potrebbe essere pretestuosa, producendo conseguenze lesive della libertà personale dei cittadini. A suo giudizio, dunque, la norma contenuta nel decreto in via di conversione costruisce un sistema che si presta ad evidenti distorsioni. Invita, pertanto, la maggioranza ad un attento esame nel merito.

Il senatore PARRINI (PD-IDP), preannunciando il parere favorevole del proprio Gruppo di appartenenza, evidenzia come l'obiettivo sotteso all'emendamento in discussione sia quello di attenuare la portata negativa del decreto-legge n. 23 del 2026. Ricorda innanzitutto come si tratti del centoventiduesimo decreto-legge approvato dal Governo Meloni, in un lasso di tempo di appena tre anni e mezzo, aspetto questo che costituisce un primato ineguagliato, che fa riflettere sull'uso improprio della decretazione d'urgenza, soprattutto in ambito penale. Rivendica, viceversa, lo spirito costruttivo delle proposte emendative presentate dall'opposizione.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), a dispetto degli auspici del senatore Parrini, rileva come sia a suo giudizio difficile che la maggioranza possa approvare emendamenti di buon senso, come quelli presentati dall'opposizione, dal momento che essa è mossa da motivazioni di natura ideologica. Approfitta della presenza di un rappresentante del Governo per chiedere chiarimenti su quanto affermato nella giornata di ieri dalla presidente del Consiglio in merito a un piano di assunzione di un corpo di ausiliari delle Forze dell'ordine, composto da 10.000 persone. L'argomento appare di estrema delicatezza, anche in considerazione dei comunicati velatamente critici formulati da alcuni sindacati di polizia, che sembrerebbero persino rimandare all'immagine dell'Agenzia federale statunitense (ICE), preposta al controllo delle frontiere statunitensi.

Il sottosegretario MOLTENI ricorda come il Governo abbia predisposto un piano complessivo ed organico, in continuità con i piani assunzionali già adottati, per garantire il rispetto del turn over nella Polizia di Stato, riuscendo in questo modo a superare i rischi di carenze di organico. La misura cui si è accennato si riferisce ad un ulteriore strumento di rafforzamento degli organici delle Forze dell'ordine. Tornando al merito del provvedimento, evidenzia come il numero spropositato di emendamenti e l'ostruzionismo da parte delle opposizioni hanno impedito un confronto effettivo sul merito delle proposte emendative. Palesa tuttavia l'intenzione del Governo di valutare con attenzione gli emendamenti presentati che possano effettivamente apportare miglioramenti al testo del decreto, rinviando peraltro anche ai necessari approfondimenti che dovranno essere svolti anche dai Ministeri della giustizia e dell'economia e delle finanze. Ribadisce in ogni caso la massima attenzione sul merito delle proposte avanzate, anche in vista dell'esame in Assemblea.

Messo in votazione, l'emendamento 4.22 è respinto.

Si passa all'emendamento 4.23.

Il senatore CATALDI (M5S), unitamente alle senatrici MAIORINO (M5S) e PIRRO (M5S), sottoscrive l'emendamento in discussione, chiedendo altresì al Governo un segnale di accoglimento anche in questa sede. Occorre, a suo giudizio, evitare che l'attenzione sia rivolta più ai contenuti propagandistici delle misure in via di attuazione che al merito delle proposte. La norma del decreto in discussione parla infatti di una pericolosità attiva e accertata da parte di prefetto e questore, senza un intervento da parte dei giudici o di un sindaco. Pesa inoltre l'assenza del riferimento a educatori, psicologi, mediatori, aspetto che segnala come il disagio venga semplicemente spostato, ma non risolto.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), nel ringraziare il sottosegretario per la risposta, sia pure non esaustiva, sugli ausiliari delle Forze dell'ordine e per l'impegno volto all'approfondimento degli emendamenti proposti dall'opposizione, palesa tuttavia come un segnale di attenzione dovrebbe essere garantito a partire dalla sede della Commissione di merito. Si rammarica, viceversa, che non vi siano stati spazi effettivi di dialogo, nonostante l'impegno profuso da parte dei parlamentari di opposizione ad attenersi al merito delle proposte. Annuncia quindi il voto favorevole.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) evidenzia come l'emendamento in discussione ribadisca la necessità di sostenere i cardini del garantismo della nostra Carta costituzionale, puntando a un reinserimento graduale e corretto di soggetti già considerati potenzialmente pericolosi, accompagnandolo in un percorso di piena e progressiva integrazione.

Messo in votazione, l'emendamento 4.23 è respinto.

Si passa all'emendamento 4.24.

La senatrice MAIORINO (M5S) evidenzia come l'emendamento in discussione sia improntato ad assoluta ragionevolezza, accorciando il tempo di validità della misura proposta. Nel suggerire al Governo un'attenta valutazione del merito della proposta, sottolinea altresì l'importanza dei contenuti del già discusso emendamento 4.22, evitando approcci giustizialisti. Gli emendamenti in discussione puntano a minimizzare il danno, determinato da un tempo di efficacia così prolungato, privo di senso giuridico. Rivendica, da ultimo, lo sforzo non ostruzionistico profuso dai parlamentari dell'opposizione.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) preannuncia il voto favorevole del proprio Gruppo di appartenenza all'emendamento in discussione. Si riconosce nelle considerazioni testé pronunciate dalla collega Maiorino. La proposta correttiva punta infatti a limitare gli effetti più dannosi della misura normativa in via di adozione. Si tratta dunque di un' ulteriore misura correttiva di un testo grossolanamente securitario e repressivo. Nello stigmatizzare il merito e il metodo adottati sin qui dalla maggioranza di Governo sul provvedimento in discussione, auspica una breccia di ragionevolezza da parte della maggioranza.

Messo in votazione, l'emendamento 4.24 è respinto.

Non essendoci dichiarazioni di voto in relazione alla proposta 4.25, quest'ultima, messa in votazione, risulta respinta.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.