Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 338 del 09/04/2026
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Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo europeo per la competitività ("ECF"), comprensivo del programma specifico per le attività di ricerca e innovazione nel settore della difesa, abroga i regolamenti (UE) 2021/522, (UE) 2021/694, (UE) 2021/697, (UE) 2021/783 e modifica i regolamenti (UE) 2021/696, (UE) 2023/588 e (UE) [EDIP] (COM(2025) 555 definitivo)
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 10 febbraio.
Il senatore TERZI DI SANT'AGATA (FdI), relatore, svolge una ulteriore relazione integrativa sulla proposta di regolamento in titolo che, come già ricordato, fa parte del pacchetto relativo al Quadro finanziario pluriennale (QFP) post-2027, che mira a consolidare 14 strumenti di finanziamento individuali dell'attuale QFP in un unico quadro, che funga da cornice per le capacità di investimento e per rafforzare la competitività europea in tecnologie e in settori strategici fondamentali.
Il 26 febbraio scorso si è riunito a Bruxelles il Consiglio Competitività, nel quale si è discusso anche dell'istituzione del Fondo europeo per la competitività (ECF), oggetto della proposta in esame.
Il dibattito si è concentrato in larga parte sulla centralità che piccole e medie imprese (PMI) dovranno avere nell'ambito del nuovo Fondo. Esse sono infatti alla base del tessuto produttivo dell'Unione: sono 26 milioni e generano circa la metà del valore reale prodotto nell'Unione. Pertanto il Fondo dovrà essere strutturato in modo tale da essere accessibile a tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni, dai settori e dalle sfide che si trovano a dover affrontare.
È emerso che il Fondo sosterrà le imprese in quattro modi. In primo luogo, attraverso la semplificazione delle procedure e dei programmi di lavoro, tramite uno sportello unico e l'operato di una rete di imprese come la EU4Business Network o di istituti quali l'Hub InvestEU, che avranno il compito di sostenere le imprese e offrire servizi di diverso tipo. In secondo luogo, per mezzo di azioni settoriali mirate, che permetteranno la partecipazione delle PMI in progetti anche di grandi dimensioni, come gli IPCEI (Important Projects of Common European Interest), anche includendo schemi di bonus per premiare il coinvolgimento delle PMI. In terzo luogo, secondo una logica di supply chain, che produrrà effetti anche in termini di equilibrio geografico. Infine, sfruttando strumenti finanziari, come InvestEU (che consentirà un effetto leva fino a dieci volte l'ammontare della garanzia), la scale-up facility e strumenti di micro-finanza.
Si è poi dibattuto su come poter assicurare che i progetti di investimento su larga scala includano efficacemente le PMI europee nelle proprie catene di fornitura, facendo in modo che l'ecosistema industriale rimanga robusto. Un altro elemento citato in maniera trasversale sono le procedure semplici, veloci e trasparenti, tra cui anche il 28° regime e l'Innovation Act. Sono emersi anche bandi dedicati, sistemi di bonus e altre misure che incentivino la partecipazione delle PMI nei consorzi e il ruolo dell'approccio per catene del valore, nelle quali le PMI svolgono un ruolo importante come subappaltatori o fornitori.
Si è discusso anche di come l'ECF potrà assicurare che venga mobilitato efficacemente capitale privato, massimizzando l'impatto della spesa pubblica. A tale proposito, sarà fondamentale InvestEU, che permetterà, attraverso la garanzia di bilancio, di perseguire gli obiettivi di riduzione del rischio necessari a rilanciare gli investimenti in Europa.
Il dibattito si è poi concentrato sulla governance e sull'ambito di applicazione dell'ECF.
La posizione italiana ha riguardato temi quali: la semplificazione, l'equilibrio tra le varie politiche e lo stretto coordinamento con Orizzonte Europa. Quanto al ruolo delle PMI, è stata proposta una maggiore presenza di queste ultime nei progetti di filiera, la loro effettiva integrazione nei grandi progetti industriali e la semplificazione del loro accesso agli IPCEI, eventualmente replicando lo Strumento PMI, già presente in altri programmi. Dovrà, inoltre, essere decisiva una forte sinergia tra il Consiglio europeo per l'innovazione (EIC, creato nell'ambito di Orizzonte Europa) e InvestEU, e lo sviluppo di strumenti a favore di startup e scale-up, in modo da accelerare la transizione dalla ricerca alla produzione su scala industriale e sostenere i progetti lungo tutto il loro ciclo di vita.
La posizione italiana ha, infine, posto l'accento sulla necessità di potenziare le attività di consulenza per le PMI (Project Advisory) e di avvalersi proficuamente delle reti d'impresa esistenti, compresa la Rete europea degli Inviati delle PMI, nonché di intensificare il supporto finanziario ai progetti strategici nel settore delle materie prime critiche.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
La seduta termina alle ore 11,40.