Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 338 del 09/04/2026
Azioni disponibili
4ª Commissione permanente
(POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA)
GIOVEDÌ 9 APRILE 2026
338ª Seduta
Presidenza del Presidente
La seduta inizia alle ore 11,10.
SULLA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE
Il PRESIDENTE dà il benvenuto alla senatrice Zedda, che sostituisce il senatore Matera come membro della Commissione, ed esprime le congratulazioni per il ruolo di capogruppo del Gruppo Fratelli d'Italia assunto dal senatore Satta in 4a Commissione.
La Commissione si associa.
La senatrice ZEDDA (FdI) ringrazia e assicura la sua disponibilità e volontà di lavorare proficuamente sui lavori di competenza della Commissione.
IN SEDE CONSULTIVA
(1845) Conversione in legge del decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali
(Parere alla 6a Commissione. Esame e rinvio)
Il senatore SATTA (FdI), relatore, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, di conversione in legge del decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali.
Il provvedimento si compone di 6 articoli.
L'articolo 1 introduce, per tre mesi dall'entrata in vigore del decreto-legge, un regime di trasparenza obbligatoria dei prezzi di vendita dei carburanti. Si impone alle società petrolifere di pubblicare giornalmente i prezzi consigliati di vendita ai clienti finali dei carburanti per autotrazione per uso civile e si vieta all'esercente di variare tale prezzo in aumento nel corso della medesima giornata. Contestualmente, si affida al Garante per la sorveglianza dei prezzi del Ministero delle Imprese e del made in Italy, con l'ausilio operativo della Guardia di finanza, il compito di monitorare l'intera filiera per individuare e reprimere tempestivamente eventuali manovre speculative.
L'articolo 2, in considerazione della particolare congiuntura politico-economica dovuta all'aumento dei prezzi dei prodotti energetici impiegati come carburanti, a sua volta causato dalla guerra in Medio Oriente, provvede a ridurre per venti giorni (dal 19 marzo al 7 aprile 2026) le aliquote di accisa applicate alla benzina, al gasolio e ai Gas di Petrolio Liquefatti (GPL) impiegati come carburanti.
Il successivo articolo 3 introduce un credito d'imposta straordinario per l'anno 2026, destinato alle imprese di autotrasporto con sede in Italia, finalizzato a compensare l'aumento dei costi del carburante sostenuti a marzo, aprile e maggio rispetto a febbraio 2026, entro un limite di 100 milioni di euro. L'agevolazione si applica nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato.
L'articolo 4 prevede il riconoscimento alle imprese esercenti l'attività di pesca, nel limite di 10 milioni di euro per l'anno 2026, di un credito d'imposta straordinario, a parziale compensazione dei maggiori oneri effettivamente sostenuti per l'acquisto di gasolio e benzina per l'alimentazione dei mezzi utilizzati per l'esercizio delle predette attività, fino al 20 per cento della spesa sostenuta per l'acquisto del carburante effettuato nei mesi di marzo, aprile e maggio dell'anno 2026. L'agevolazione si applica nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato.
L'articolo 5, infine, individua le coperture finanziarie del provvedimento e l'articolo 6 ne disciplina l'entrata in vigore.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
(1852) Conversione in legge del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica
(Parere alla 6a Commissione. Esame e rinvio)
Il senatore SATTA (FdI), relatore, introduce l'esame del disegno di legge in titolo, di conversione in legge del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica.
Il decreto-legge si compone di 19 articoli. L'articolo 1 interviene sulle disposizioni della legge di bilancio 2026 (legge n. 199 del 2025) che disciplinano il calcolo della base imponibile IVA delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate in corrispettivo di altre cessioni di beni o prestazioni di servizi, o per estinguere precedenti obbligazioni, per precisare che tale disciplina si applica non più a tutte le operazioni successive al 1° gennaio 2026, ma alle operazioni effettuate in esecuzione di contratti stipulati o rinnovati a decorrere da tale data. Sono fatti salvi i comportamenti adottati in precedenza.
L'articolo 2, a partire dal 2027, estende il divieto di cumulo tra le agevolazioni previste per chi trasferisce la residenza in Italia e l'imposta sostitutiva (flat tax) per i neo-residenti, relative ai redditi prodotti all'estero, anche al nuovo regime in favore dei lavoratori rimpatriati (di cui all'articolo 5 del decreto legislativo n. 209 del 2023), relativo ai redditi da lavoro prodotti in Italia.
L'articolo 3 prevede, per le imprese che usano i princìpi contabili internazionali (IAS/IFRS) di cui al regolamento (CE) n. 1606/2002, l'introduzione dell'avviamento negativo (differenza negativa tra il prezzo di acquisto di un'azienda e il suo valore netto patrimoniale) nella formazione del bilancio, in modo frazionato per cinque periodi d'imposta successivi, ai fini del calcolo dell'imposta sul reddito. La norma si applica alle cessioni d'azienda che garantiscono la continuità dell'attività e il mantenimento dei livelli occupazionali.
L'articolo 4 introduce un'esenzione, fino al 31 dicembre 2028, dall'imposta sugli interessi derivanti da investimenti in obbligazioni, effettuati dai sistemi di garanzia dei depositanti in Italia, allo scopo di evitare una riduzione delle loro risorse disponibili per la tutela dei correntisti italiani, derivante dal deprezzamento dei titoli da loro detenuti, a causa delle tensioni economiche globali.
L'articolo 5 rinvia l'applicazione del contributo amministrativo, previsto a copertura delle spese collegate alle importazioni di pacchetti di valore inferiore ai 150 euro, alle spedizioni di beni importati a partire dalla data del 1° luglio 2026. Il differimento risponde alla necessità di consentire l'adeguamento del sistema informativo dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli alle nuove modifiche apportate alla normativa doganale dell'Unione europea.
L'articolo 6 rinvia di due mesi, al 1° maggio 2026, l'applicazione della ritenuta sulle provvigioni per attività di intermediazione commerciale, prevista dai commi 140-142 della legge di bilancio 2026, per le categorie prima escluse (agenzie di viaggio, intermediari marittimi e aerei, operatori del settore petrolifero).
L'articolo 7 rende ammissibili alla disciplina agevolativa dell'iper-ammortamento (articolo 1, comma 427, della legge di bilancio 2026) anche gli investimenti su beni strumentali tecnologicamente avanzati prodotti al di fuori dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo.
L'articolo 8 prevede che le imprese che avevano presentato progetti di investimento ammissibili in base al Piano Transizione 5.0, ma che erano rimaste in attesa per via dell'esaurimento delle risorse, riceveranno il 35 per cento del credito d'imposta richiesto, aumentato delle spese sostenute per adempiere gli obblighi di certificazione.
L'articolo 9 esenta dalla ritenuta alla fonte del 20 per cento i premi erogati agli atleti dilettanti, a condizione che l'importo totale annuo non superi i 300 euro, estendendo questa agevolazione fino al 31 dicembre 2026.
L'articolo 10 prevede che, limitatamente ai carichi affidati all'Agenzia delle entrate-Riscossione dopo l'8 agosto 2024 - e per i quali, alla data di pubblicazione del decreto ministeriale, è già decorso il termine di 24 mesi dalla data della loro presa in carico - la facoltà di richiedere la riconsegna anticipata sia esercitata entro sei mesi dalla data di pubblicazione del decreto ministeriale (non ancora emanato), che deve definire le modalità e i termini della richiesta.
L'articolo 11 ripristina la legislazione vigente prima dell'intervento operato con la legge di bilancio 2026, in materia di trattamento fiscale dei dividendi e delle plusvalenze, in particolare la loro esclusione dalla formazione del reddito dei titolari di reddito d'impresa.
L'articolo 12 prevede l'aumento dell'imposta di bollo annuale da 100 a 118 euro per i conti correnti e i libretti di risparmio intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche.
L'articolo 13 posticipa di due anni l'applicazione della disciplina in materia di limiti alle assunzioni di personale per le fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri nazionali e di rilevante interesse culturale, che dovranno, a partire dal 2028, ridurre la spesa per assunzioni con rapporto di lavoro indeterminato di un importo pari al 25 per cento della spesa relativa al personale cessato nell'anno precedente.
L'articolo 14, al comma 1, riduce il tasso di interesse applicabile ai debiti contributivi e previdenziali dovuti dai datori di lavoro all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) o ad altri enti di previdenza, al fine di favorire l'adempimento spontaneo. Lo stesso articolo 14, al comma 3, è volto a far fronte alla situazione che si è verificata in Tunisia, a seguito dell'entrata in vigore di una nuova normativa, secondo la quale gli uffici che operano in quel Paese non possono più stipulare contratti con imprese esterne per la fornitura di servizi essenziali quali quelli di vigilanza, di pulizia, di giardinaggio e manutenzione degli immobili, ma sono obbligati ad assumere direttamente, con contratti di lavoro subordinato di diritto locale.
L'articolo 15 reca alcune modifiche alla disciplina dell'educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, prevista nell'ambito del programma per la Strategia nazionale per l'educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale.
L'articolo 16 autorizza la spesa che consente di assicurare la continuità del servizio di emissione della Carta europea della disabilità per l'anno 2026, nelle more dell'adozione del decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2024/2841, che istituisce la Carta europea della disabilità (Disability Card) e armonizza il Contrassegno europeo di parcheggio.
L'articolo 17 autorizza a decorrere dall'anno 2026 una spesa pari a 500.000 euro annui in favore dell'Avvocatura dello Stato.
L'articolo 18 reca le disposizioni finanziarie del decreto.
Infine, l'articolo 19 ne disciplina l'entrata in vigore.
La senatrice ROJC (PD-IDP) si esprime in senso favorevole rispetto al rinvio, previsto dall'articolo 13, dell'applicazione dei limiti alle assunzioni di personale delle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri nazionali, sottolineando la sua forte convinzione di dover sostenere e agevolare l'attività di artisti e autori, soprattutto di quelli giovani, per assicurare le condizioni che consentono di programmare e investire nella propria crescita artistica e creativa.
Il senatore Claudio BORGHI (LSP-PSd'Az) rimarca come il rinvio previsto dall'articolo 13 sia in linea con quanto auspicato dalla senatrice Rojc.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
IN SEDE REFERENTE
(Doc. LXXXVI, n. 4) Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2026
(Esame e rinvio)
Il senatore SCURRIA (FdI), relatore, introduce l'esame della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per il 2026, che è stata presentata al Parlamento il 10 febbraio 2026, in base a quanto prescritto dall'articolo 13, comma 1, della legge n. 234 del 2012.
Ricorda che essa rappresenta la visione generale del Governo sulle prospettive future dell'Unione europea e indica le intenzioni politiche dell'Esecutivo relativamente ai singoli dossier europei, anche a fronte del Programma di lavoro della Commissione per il 2026 intitolato "È ora che l'Europa si renda indipendente" (COM(2025) 870).
Nella premessa alla Relazione, il ministro Foti richiama i contenuti del predetto Programma di lavoro della Commissione europea, orientati verso un'Europa più forte e più sovrana, più competitiva e capace di affermarne un ruolo di leadership nell'innovazione pulita e digitale e, al contempo, volta a consolidare il modello sociale europeo e a garantire la sicurezza collettiva. Nel contesto geopolitico, l'Unione punta a rafforzare la propria autonomia strategica, mirando a consolidare la sovranità europea in ambiti chiave come difesa, sicurezza, energia, digitale e industria, e promuovendo al tempo stesso una crescita sostenibile e inclusiva.
Il Relatore ricorda come, in questo contesto, il Governo intende adoperarsi perché, nell'ambito del prossimo Quadro finanziario pluriennale, le nuove sfide europee siano adeguatamente finanziate, senza indebolire la PAC e la politica di coesione. Il Governo intende, inoltre, continuare a perseguire l'allargamento dell'Unione ai Balcani occidentali e a sostenere l'Ucraina nel suo percorso verso una pace giusta e duratura.
Il testo della Relazione programmatica 2026 mantiene una struttura coerente con la relazione dell'anno precedente e con le indicazioni dell'articolo 13 della legge n. 234 del 2012, mentre nei contenuti riflette il cambio di passo che l'Unione ha intenzione di imprimere sulle politiche europee nel 2026.
La Relazione si articola in quattro Parti, dedicate rispettivamente: alle politiche strategiche, alla dimensione esterna, al coordinamento nazionale e al processo di integrazione e di preparazione al futuro. Le singole tematiche sono sviluppate nella forma di schede, ognuna delle quali riporta una sintetica descrizione del dossier in questione, seguita dalle azioni che il Governo intende porre in essere e dall'indicazione dei risultati attesi.
La Parte prima, relativa alle "Politiche strategiche" europee, è strutturata in quattro sezioni che rappresentano le aree prioritarie individuate dalla Commissione nel suo Programma di lavoro 2026, ovvero "Un nuovo piano per la prosperità sostenibile e la competitività dell'Europa", "Un'Europa competitiva e coesa: sostenere le persone e il modello sociale europeo", "Mantenere la qualità della vita: sicurezza alimentare, acqua e natura" e "Difendere la democrazia, lo Stato di diritto e i valori della UE".
Si tratta di piani d'azione che riflettono le indicazioni contenute nel rapporto Draghi e nel rapporto Letta del 2024, e nella Bussola per la competitività del 2025. Vi rientrano, quindi, la nuova strategia di semplificazione con i pacchetti cosiddetti Omnibus, le preannunciate azioni per la sovranità digitale europea come il Cloud and AI Development Act, il Quantum Act e il Chips Act 2.0 sulle materie prime critiche, nonché il nuovo quadro societario europeo armonizzato del cosiddetto "28° regime", l'Unione del risparmio e degli investimenti (SIU), lo European Research Area Act (ERA Act) per l'attuazione della cosiddetta 5a libertà (libera circolazione della ricerca e della conoscenza), lo Scudo europeo per la democrazia, e altre iniziative volte al rafforzamento dell'autonomia strategica europea, della competitività delle imprese e della sicurezza democratica.
La Parte seconda, relativa a "La dimensione esterna dell'UE", è declinata in due sezioni relative a "Una nuova era per la difesa e la sicurezza europea" e a "Un'Europa globale".
Per quanto riguarda la difesa europea, il nuovo contesto, segnato dalle tensioni con Russia e Cina e dalle minacce ibride, impone una difesa comune più integrata e resiliente. Tuttavia, la mancata approvazione della Roadmap 2030 evidenzia la necessità di un cambio di passo. L'Italia propone un approccio basato su interoperabilità, governance centrata sugli Stati, tutela dell'industria europea, catene di approvvigionamento resilienti e misure per creare economie di scala e rafforzare capacità e competitività.
La sicurezza e gestione delle frontiere comuni è incentrata sull'attuazione del Nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo, in vista della sua applicazione da giugno 2026. Il decisivo intervento dell'Italia in seno al Consiglio affari interni dell'8 dicembre 2025 ha contribuito a imprimere una svolta strutturale alle politiche migratorie europee. Con l'approvazione di quattro pilastri fondamentali (il meccanismo di solidarietà e i tre regolamenti sui rimpatri, sul concetto di Paese terzo sicuro e sulla lista UE dei Paesi di origine sicuri), l'Europa ha sposato la linea italiana. In tale contesto, l'Italia continuerà a lavorare per i partenariati strategici con i principali Paesi di origine e transito (soprattutto in Africa), valorizzando le sinergie con l'Unione europea, nel quadro del Piano Mattei e del Processo di Roma.
Nell'ambito della sezione sull'Europa globale, la Relazione indica l'intenzione di: consolidare il partenariato transatlantico e le relazioni con gli Stati Uniti; convogliare gli sforzi dell'Unione europea a sostegno del Piano USA per il raggiungimento della pace a Gaza e continuare a sostenere l'obiettivo della soluzione a due Stati; continuare a sostenere l'allargamento dell'Unione ai Paesi dei Balcani occidentali; e continuare a sostenere la difesa dell'Ucraina dall'aggressione russa e la sua futura ricostruzione.
La Parte terza, relativa a "Il coordinamento nazionale delle politiche europee", si sofferma: sul funzionamento del Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE), quale organo di indirizzo politico-governativo; sulla riduzione del numero delle procedure di infrazione, per allinearlo alla media europea; sull'adeguamento alla normativa europea in materia di aiuti di Stato, ma anche a contribuire alla sua revisione in sede europea; sulla necessità di completare tutti gli obiettivi e traguardi previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) entro il 31 agosto 2026, al fine di trasmettere le ultime richieste di pagamento entro il 30 settembre; sull'attuazione delle politiche di coesione, con l'intento di evitare l'applicazione del cosiddetto disimpegno automatico per 7,3 miliardi di euro relativi alla programmazione 2021-2027; e sull'attività di informazione del Governo sulle politiche dell'Unione al Parlamento e ai cittadini.
La Parte quarta, rubricata "Sviluppo del processo di integrazione europea: preparare l'Unione al futuro", è dedicata in particolare al prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034, in cui l'Italia mira a un QFP equilibrato, sostenibile e pienamente rispondente alle priorità nazionali, con particolare riguardo alla Politica Agricola Comune (PAC) e alla Politica di coesione.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo europeo per la competitività ("ECF"), comprensivo del programma specifico per le attività di ricerca e innovazione nel settore della difesa, abroga i regolamenti (UE) 2021/522, (UE) 2021/694, (UE) 2021/697, (UE) 2021/783 e modifica i regolamenti (UE) 2021/696, (UE) 2023/588 e (UE) [EDIP] (COM(2025) 555 definitivo)
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 10 febbraio.
Il senatore TERZI DI SANT'AGATA (FdI), relatore, svolge una ulteriore relazione integrativa sulla proposta di regolamento in titolo che, come già ricordato, fa parte del pacchetto relativo al Quadro finanziario pluriennale (QFP) post-2027, che mira a consolidare 14 strumenti di finanziamento individuali dell'attuale QFP in un unico quadro, che funga da cornice per le capacità di investimento e per rafforzare la competitività europea in tecnologie e in settori strategici fondamentali.
Il 26 febbraio scorso si è riunito a Bruxelles il Consiglio Competitività, nel quale si è discusso anche dell'istituzione del Fondo europeo per la competitività (ECF), oggetto della proposta in esame.
Il dibattito si è concentrato in larga parte sulla centralità che piccole e medie imprese (PMI) dovranno avere nell'ambito del nuovo Fondo. Esse sono infatti alla base del tessuto produttivo dell'Unione: sono 26 milioni e generano circa la metà del valore reale prodotto nell'Unione. Pertanto il Fondo dovrà essere strutturato in modo tale da essere accessibile a tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni, dai settori e dalle sfide che si trovano a dover affrontare.
È emerso che il Fondo sosterrà le imprese in quattro modi. In primo luogo, attraverso la semplificazione delle procedure e dei programmi di lavoro, tramite uno sportello unico e l'operato di una rete di imprese come la EU4Business Network o di istituti quali l'Hub InvestEU, che avranno il compito di sostenere le imprese e offrire servizi di diverso tipo. In secondo luogo, per mezzo di azioni settoriali mirate, che permetteranno la partecipazione delle PMI in progetti anche di grandi dimensioni, come gli IPCEI (Important Projects of Common European Interest), anche includendo schemi di bonus per premiare il coinvolgimento delle PMI. In terzo luogo, secondo una logica di supply chain, che produrrà effetti anche in termini di equilibrio geografico. Infine, sfruttando strumenti finanziari, come InvestEU (che consentirà un effetto leva fino a dieci volte l'ammontare della garanzia), la scale-up facility e strumenti di micro-finanza.
Si è poi dibattuto su come poter assicurare che i progetti di investimento su larga scala includano efficacemente le PMI europee nelle proprie catene di fornitura, facendo in modo che l'ecosistema industriale rimanga robusto. Un altro elemento citato in maniera trasversale sono le procedure semplici, veloci e trasparenti, tra cui anche il 28° regime e l'Innovation Act. Sono emersi anche bandi dedicati, sistemi di bonus e altre misure che incentivino la partecipazione delle PMI nei consorzi e il ruolo dell'approccio per catene del valore, nelle quali le PMI svolgono un ruolo importante come subappaltatori o fornitori.
Si è discusso anche di come l'ECF potrà assicurare che venga mobilitato efficacemente capitale privato, massimizzando l'impatto della spesa pubblica. A tale proposito, sarà fondamentale InvestEU, che permetterà, attraverso la garanzia di bilancio, di perseguire gli obiettivi di riduzione del rischio necessari a rilanciare gli investimenti in Europa.
Il dibattito si è poi concentrato sulla governance e sull'ambito di applicazione dell'ECF.
La posizione italiana ha riguardato temi quali: la semplificazione, l'equilibrio tra le varie politiche e lo stretto coordinamento con Orizzonte Europa. Quanto al ruolo delle PMI, è stata proposta una maggiore presenza di queste ultime nei progetti di filiera, la loro effettiva integrazione nei grandi progetti industriali e la semplificazione del loro accesso agli IPCEI, eventualmente replicando lo Strumento PMI, già presente in altri programmi. Dovrà, inoltre, essere decisiva una forte sinergia tra il Consiglio europeo per l'innovazione (EIC, creato nell'ambito di Orizzonte Europa) e InvestEU, e lo sviluppo di strumenti a favore di startup e scale-up, in modo da accelerare la transizione dalla ricerca alla produzione su scala industriale e sostenere i progetti lungo tutto il loro ciclo di vita.
La posizione italiana ha, infine, posto l'accento sulla necessità di potenziare le attività di consulenza per le PMI (Project Advisory) e di avvalersi proficuamente delle reti d'impresa esistenti, compresa la Rete europea degli Inviati delle PMI, nonché di intensificare il supporto finanziario ai progetti strategici nel settore delle materie prime critiche.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
La seduta termina alle ore 11,40.