Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 462 del 08/04/2026
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IN SEDE REFERENTE
(1818) Conversione in legge del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell'autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell'interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nell'odierna seduta antimeridiana.
Il PRESIDENTE avverte che si procederà alla votazione dell'emendamento 3.15.
Interviene, per dichiarazione di voto favorevole a nome del proprio Gruppo, il senatore CATALDI (M5S), il quale rileva il carattere propagandistico delle disposizioni di cui è proposta la soppressione. La disposizione di cui al comma 2 dell'articolo 3 è peraltro caratterizzata dalla mancanza di equilibrio nell'ambito del sistema sanzionatorio in vigore, che continua a contemplare pene decisamente più miti per altri reati di maggiore gravità.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) rivendica il carattere ostruzionistico di molti degli emendamenti presentati e auspica la decadenza del decreto-legge n. 23 in esame. Le proposte emendative presentate hanno tuttavia anche una finalità costruttiva, basata su una concezione di sicurezza non esclusivamente repressiva. Preannuncia quindi il voto favorevole sull'emendamento 3.15.
La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) motiva il voto a favore, richiamando la necessità di ragionevolezza delle previsioni di pena, nonché la finalità riabilitativa delle sanzioni penali, ai sensi del dettato costituzionale.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) considera il complesso delle disposizioni recate dal provvedimento in esame motivato da ragioni propagandistiche, in quanto rivolto ad alcune figure di reato che destano allarme sociale, senza peraltro garantire alcuna prospettiva per quanto riguarda l'efficacia, particolarmente a causa della mancanza di risorse dedicate. Dichiara quindi il voto favorevole del proprio Gruppo.
Il presidente BALBONI (FdI) interviene per dichiarazione di voto contrario del proprio Gruppo, rilevando la mancanza di obiettività nel giudizio delle forze di opposizione, alcune delle quali avevano in passato promosso il raddoppio del massimo di pena previsto per la rapina aggravata, in assenza di preoccupazioni riguardo l'equilibrio generale del sistema delle pene.
L'emendamento 3.15 è quindi posto in votazione, risultando respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 3.16.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) fa presente che sussiste la possibilità di mutare il giudizio sulle norme penali in base alla valutazione dei loro effetti concreti. Nell'attuale legislatura, la linea securitaria scelta dalla maggioranza, coerente con quanto comunicato in campagna elettorale, ha determinato un forte aumento della popolazione carceraria in età minorile, senza comportare una diminuzione dei reati commessi dalla parte più giovane della popolazione. Preannuncia infine il voto favorevole della propria parte politica sull'emendamento 3.16.
Intervenendo per dichiarazione di voto favorevole a nome del Gruppo, la senatrice PIRRO (M5S) invita a porre attenzione alle conseguenze dei provvedimenti di inasprimento delle sanzioni penali, i quali incoraggiano spesso la marginalizzazione sociale e, di conseguenza, l'aumento della devianza.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) pone in rilievo l'irragionevolezza delle misure in esame, fortemente contrapposte a un'autentica cultura garantista, in particolare a causa dello scarso interesse del Governo nei confronti delle conseguenze concrete, come è evidente nel caso dell'eccessiva durata delle indagini preliminari. Dichiara quindi il voto favorevole del suo Gruppo.
Posto in votazione, l'emendamento 3.16 è respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 3.19.
Per dichiarazione di voto favorevole, a nome del Gruppo, sull'emendamento 3.19, ha la parola la senatrice GAUDIANO (M5S), la quale si sofferma sull'utilità della relazione annuale alle Camere circa l'attuazione delle misure di cui all'articolo 3 riguardante la criminalità giovanile, anche al fine di individuare modalità di intervento alternative allo strumento penale.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) segnala l'utilità della previsione di cui all'emendamento 3.19 - sul quale preannuncia il voto favorevole del proprio Gruppo - al fine di consentire gli opportuni approfondimenti sulla base dei dati oggettivi riguardanti l'esito delle disposizioni in vigore.
La senatrice RANDO (PD-IDP) valuta favorevolmente la proposta emendativa in votazione, in quanto utile a mettere a disposizione del Parlamento strumenti di conoscenza idonei a individuare successivi indirizzi di intervento. Dichiara pertanto il voto favorevole del proprio Gruppo.
Per dichiarazione di voto favorevole a nome del Gruppo, interviene la senatrice MUSOLINO (IV-C-RE), la quale rammenta le crescenti preoccupazioni cagionate dall'aumento della criminalità minorile. Segnala quindi l'opportunità di disporre di elementi istruttori di conoscenza, particolarmente nella prospettiva di politiche sociali mirate alla prevenzione e al recupero.
La Commissione respinge quindi l'emendamento 3.19.
Viene poi accantonato l'emendamento 3.0.1.
Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all'articolo 4, ad eccezione delle proposte 4.2, 4.69, 4.74 e 4.75, per le quali ravvisa l'opportunità di un accantonamento, nella prospettiva di una riformulazione.
Il sottosegretario MOLTENI esprime parere conforme.
Viene quindi disposto l'accantonamento degli emendamenti 4.2, 4.69, 4.74 e 4.75.
Il PRESIDENTE specifica che si procederà alla votazione congiunta degli emendamenti 4.1 e 4.3, sostanzialmente identici, volti a sopprimere l'articolo 4.
Per dichiarazione di voto favorevole a nome del Gruppo, ha la parola il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), il quale segnala i rischi insiti nella limitazione della libertà di manifestazione, in assenza di un contesto di diffusa violenza politica.
Il senatore CATALDI (M5S) esprime forte contrarietà nei confronti delle previsioni recate dall'articolo 4, tali da contrapporsi al principio della presunzione di innocenza. Particolare preoccupazione desta inoltre la previsione dell'arresto in flagranza differita. Preannuncia pertanto il voto favorevole del proprio Gruppo.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) esprime dubbi in ordine alla legittimità costituzionale delle disposizioni di cui all'articolo 4, particolarmente in ragione dell'ampliamento delle limitazioni alla libertà personale, in assenza dei dovuti accertamenti circa la reale pericolosità. Preannuncia dunque il voto favorevole della propria parte politica.
Intervenendo per dichiarazione di voto favorevole, la senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) lamenta l'eccessiva limitazione della libertà personale, sulla base di un giudizio predittivo e, pertanto, giustificabile solo in casi particolarmente limitati.
Posti congiuntamente in votazione, gli emendamenti sostanzialmente identici 4.1 e 4.3 sono respinti dalla Commissione.
Si passa alla votazione dell'emendamento 4.4.
La senatrice GAUDIANO (M5S) preannuncia il voto favorevole del suo Gruppo sull'emendamento 4.4, in quanto teso a ridefinire il perimetro della legittimità dei provvedimenti di allontanamento e di divieto di accesso che, in base all'attuale formulazione dell'articolo 4, risulta eccessivamente ampio, comportando il rischio di lesione della libertà personale.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) segnala il rischio di incostituzionalità delle disposizioni recate dall'articolo 4, che peraltro non risultano adeguate rispetto alle consolidate caratteristiche sociali dei centri urbani italiani. Preannuncia pertanto il voto favorevole sull'emendamento 4.4.
Nel dichiarare il voto favorevole del proprio Gruppo sull'emendamento 4.4, il senatore MELONI (PD-IDP) osserva la natura repressiva delle misure in esame che, oltre ad essere lesive delle libertà personali, rischiano di risultare meri annunci, in conseguenza dell'inadeguatezza delle risorse a disposizione. In particolare, inoltre, desta preoccupazione il tentativo di colpire il diritto di manifestazione.
Posto in votazione, l'emendamento 4.4 è respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 4.5.
Sull'emendamento 4.5 ha la parola, per dichiarazione di voto favorevole, il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), il quale pone in evidenza l'inadeguatezza delle misure recate dal provvedimento in esame nei confronti delle specificità socio-culturali di numerosi centri storici italiani.
La senatrice PIRRO (M5S) lamenta la natura esclusivamente repressiva delle misure adottate dal Governo, contrastanti con il normale svolgimento della vita delle comunità urbane. Preannuncia pertanto il voto favorevole del proprio Gruppo sull'emendamento 4.5.
Intervenendo per dichiarazione di voto favorevole, a nome del Gruppo, sull'emendamento 4.5, il senatore PARRINI (PD-IDP) richiama i difetti caratterizzanti l'articolo 4 del decreto-legge n. 23, quali l'astrattezza, l'inefficacia sostanziale e l'indifferenza nei confronti degli esiti effettivi, peraltro in assenza di una reale situazione di emergenza nelle città italiane derivante da violenza politica.
Posto in votazione, l'emendamento 4.5 è respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 4.6.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) interviene per dichiarazione di voto favorevole, a nome del proprio Gruppo, sull'emendamento 4.6, stante la necessità di evitare formulazioni eccessivamente vaghe, tali da consentire margini di discrezionalità eccessivi, come è evidente nel caso della repressione delle condotte insistentemente moleste, che peraltro suscita seri dubbi anche riguardo la legittimità costituzionale.
La senatrice GAUDIANO (M5S) rileva che l'emendamento 4.6, sul quale la propria parte politica voterà favorevolmente, migliora la formulazione del provvedimento in esame, al fine di limitare le possibilità di indebita restrizione delle libertà personali.
La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) ritiene che la formulazione della previsione di cui al numero 1) del comma 1, lettera a), dell'articolo 4 attribuisca poteri repressivi all'autorità prefettizia eccessivamente ampi, in conseguenza della formulazione adottata. Preannuncia pertanto il voto favorevole sull'emendamento 4.6.
L'emendamento 4.6 è posto in votazione, risultando respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 4.7.
Il senatore CATALDI (M5S) preannuncia il voto favorevole del proprio Gruppo sull'emendamento 4.7, rilevando i rischi connessi agli eccessivi margini di discrezionalità consentiti dalla formulazione del provvedimento, particolarmente indeterminato, che si presta a essere impiegato nei confronti delle aree di marginalità sociale.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) segnala la necessità di formulazioni maggiormente definite, particolarmente riguardo le disposizioni di limitazione delle libertà personali. Dichiara quindi il voto favorevole del suo Gruppo sull'emendamento 4.7.
Posto in votazione, l'emendamento 4.7 risulta respinto.
Viene quindi posto ai voti e respinto l'emendamento 4.8.
Si passa alla votazione dell'emendamento 4.9.
La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) dichiara il voto favorevole, in quanto l'emendamento si pone nel solco della giurisprudenza costituzionale sui requisiti di costituzionalità del cosiddetto "Daspo urbano".
Tale istituto deve infatti essere adottato subordinatamente alla sussistenza di un concreto pericolo di commissione di reati, risultando invece troppo generico il mero riferimento ad un pericolo per la sicurezza pubblica.
Il senatore MELONI (PD-IDP) annuncia il voto favorevole, sottolineando come un intervento normativo sulla libertà individuale richieda una tecnica legislativa estremamente accurata.
Sarebbe utile, sul punto, una rivalutazione del parere contrario reso dal relatore e dal Governo.
Invita quindi la maggioranza e il Governo a rivedere l'approccio securitario fin qui seguito, accettando quanto meno quelle proposte correttive che non smantellano l'impianto complessivo del provvedimento.
Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole, ritenendo che la proposta corregga i profili di incostituzionalità di una misura peraltro dal tenore propagandistico.
Ritiene che non possa essere sottaciuto il grave disagio sociale la cui soluzione è propedeutica ai problemi della sicurezza.
Al riguardo, richiama le carenze infrastrutturali delle aree di crisi industriale complessa. È evidente, infatti, come un elevato livello di disoccupazione non favorisca la sicurezza.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) annuncia il voto favorevole, osservando come il decreto in esame risponda a logiche propagandistiche che sottendono l'idea di un Paese allo sbando, assediato dalla violenza politica, dalle baby gang e dal degrado generalizzato.
Si chiede se convenga veicolare tale idea del Paese. Infatti, se ciò può essere utile in termini di tornaconto elettorale di breve periodo, tuttavia risulta controproducente sul piano economico, per esempio per l'attrazione di investimenti stranieri.
Invita quindi la maggioranza e il Governo a cambiare una narrazione che rischia di essere alla fine penalizzante.
L'emendamento 4.9 è posto ai voti e respinto.
Si passa al voto dell'emendamento 4.10.
La senatrice PIRRO (M5S) annuncia il voto favorevole all'emendamento che aggiunge l'aggettivo "pubblica" dopo il sostantivo "sicurezza".
Tale proposta concorre a specificare la portata applicativa di una previsione che incide sulle libertà personali.
Peraltro, non è ammissibile adottare misure indefinite, la cui interpretazione e applicazione verrebbe rimessa a valutazioni arbitrarie.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) annuncia il voto favorevole, sottolineando come l'oggetto dell'intervento legislativo consiste in beni costituzionalmente tutelati e la cui fruizione può essere limitata solo in presenza di requisiti e condizioni definiti tassativamente dalla legge.
Invita il relatore e il Governo ad accogliere proposte emendative minimali volte a rimediare alle storture più evidenti.
È quindi posto ai voti l'emendamento 4.10, che è respinto.
Con successive e separate votazioni, sono respinti gli emendamenti 4.11 e 4.12.
Si passa alla votazione dell'emendamento 4.13.
La senatrice GAUDIANO (M5S) dichiara il voto favorevole, rimarcando come la sicurezza si garantisca soprattutto mettendo chi opera sul campo nella condizione di lavorare con efficacia ed efficienza.
Stigmatizza infine il persistente abuso della decretazione d'urgenza, che richiederebbe la sussistenza di presupposti di necessità ed urgenza davvero straordinari.
La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) dichiara il voto favorevole sull'emendamento, che corregge l'articolo 4 in senso più aderente alla giurisprudenza costituzionale.
È quindi previsto, per esempio, che il prefetto acquisisca il parere vincolante dell'amministrazione comunale interessata.
I potenziali destinatari delle misure restrittive devono poi aver tenuto comportamenti violenti che comportino una situazione di concreto pericolo per la sicurezza.
Si tratta quindi di una proposta volta a circoscrivere puntualmente l'ambito applicativo della fattispecie, evitando di comprimere le libertà personali senza tuttavia migliorare la sicurezza percepita dai cittadini.
Il senatore MELONI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole, evidenziando come le proposte delle opposizioni vogliano correggere le lacune più macroscopiche del decreto.
Ribadisce quindi l'invito al Governo e alla maggioranza ad un supplemento di riflessione.
Peraltro, un approccio più dialogante favorirebbe una più facile accettazione di questi provvedimenti da parte del Paese.
L'attività ostruzionistica delle opposizioni è anche condotta per accendere un faro su un disagio dovuto all'indisponibilità ad un confronto.
Posto ai voti, l'emendamento 4.13 è respinto.
Con successive e distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti 4.14 e 4.15.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 20,45.