Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 460 del 07/04/2026

IN SEDE REFERENTE

(1818) Conversione in legge del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell'autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell'interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nell'odierna seduta pomeridiana.

Si procede alla votazione dell'emendamento 2.26.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) dichiara il voto favorevole, evidenziando come la proposta emendativa valga a mitigare gli effetti di una misura che insiste sull'ammonimento del minore in un articolo dedicato alla prevenzione della violenza giovanile.

Si interroga, peraltro, sull'efficacia di tali misure pan-penalistiche, adottate per contrastare gli episodi di violenza dei minori e ritiene di fornire una risposta assolutamente negativa.

Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole dei senatori del proprio Gruppo, illustrando le ragioni a sostegno dell'emendamento che mira, in una prospettiva collaborativa, a permettere il migliore funzionamento della norma sull'ammonimento. Invita quindi il rappresentante del Governo a rimeditare la posizione di contrarietà.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) osserva come il contrasto del fenomeno della criminalità minorile non riesca ad essere sufficiente solo attraverso l'ammonimento, se non accompagnato anche da altro tipo di misure.

Ritiene quindi necessario intervenire anche con iniziative di natura sociale, mentre tale prospettiva non è considerata in alcun modo dal Governo, che insiste con un approccio esclusivamente repressivo.

Invita quindi a prendere esempio dai Paesi europei, i cui modelli di comparazione sarebbero utili per intraprendere una direzione di intervento alternativa a quella sinora seguita.

L'emendamento 2.26, posto ai voti, è respinto.

Si procede al voto dell'emendamento 2.27.

La senatrice RANDO (PD-IDP) sottolinea la ratio dell'emendamento, volto a prevedere che i genitori dei minori interessati seguano programmi di mediazione o di educazione alla legalità in cui siano coinvolti i servizi sociali.

Ritiene, infatti, che solo attraverso questi percorsi si permetta al minore di avere una piena consapevolezza del disvalore delle proprie condotte. Molto meglio, quindi, adottare un approccio così congegnato, invece che lo strumento della sanzione amministrativa.

Dichiara quindi il voto favorevole dei senatori del suo Gruppo.

La senatrice GAUDIANO (M5S) annuncia il voto favorevole dei senatori del proprio Gruppo, evidenziando come l'emendamento 2.27 privilegi un approccio educativo e rieducativo, con il coinvolgimento dei servizi sociali, rispetto al mero dato economicistico della sanzione amministrativa.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) sottolinea la maggiore efficacia di un programma di mediazione incentrato sui servizi sociali piuttosto che sullo strumento della sanzione amministrativa. Il mero approccio punitivo-repressivo invero non assicura alcun effetto positivo.

In tal senso, anche i genitori risultano meglio orientati alla conoscenza di questi strumenti di educazione alla legalità e di rieducazione e un ruolo decisivo spetta al questore, che ha il potere di disporre tali strumenti in alternativa alla sanzione amministrativa.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) rimarca come l'approccio esclusivamente repressivo sia insufficiente a garantire il non ripetersi di episodi di violenza giovanile. Occorre invece lavorare perché il minore comprenda il disvalore della propria condotta, come più volte sottolineato dai competenti organi della giurisdizione.

La visione repressiva proposta dalle forze di maggioranza, invece, non permette una effettiva presa di coscienza, unitamente al ripetersi di analisi basate su assunti errati e propagandistici.

Dichiara quindi il voto favorevole sull'emendamento 2.27.

L'emendamento 2.27 è, quindi, posto ai voti e respinto.

Dopo una discussione incidentale in merito ai possibili dubbi di ammissibilità, in cui intervengono la senatrice VALENTE (PD-IDP), il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) e il PRESIDENTE, si procede al voto dell'emendamento 2.28.

Il senatore CATALDI (M5S) sottolinea l'importanza dell'emendamento 2.28, volto a creare un collegamento del minore ammonito con il dirigente scolastico e con i servizi sociali, al fine di garantire il coinvolgimento delle istituzioni per l'attivazione degli opportuni interventi educativi e di prevenzione.

La senatrice D'ELIA (PD-IDP) ritiene decisivo che l'autorità di pubblica sicurezza informi le istituzioni scolastiche e i servizi sociali competenti dopo che il minore sia stato ammonito.

È fondamentale, a suo avviso, coinvolgere in primo luogo le scuole, mentre il provvedimento in esame persevera nell'errore di considerare solo l'approccio della repressione e non anche degli strumenti di prevenzione.

Posto ai voti, è quindi respinto l'emendamento 2.28.

Si procede al voto dell'emendamento 2.29.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) evidenzia come l'emendamento 2.29 miri ad eliminare la destinazione delle risorse delle sanzioni alla remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario del personale contrattualizzato non dirigenziale dell'amministrazione civile.

È invece, a suo avviso, più corretto destinare le risorse a interventi più coerenti con la finalità di supporto alla prevenzione della violenza giovanile, come ad esempio l'educazione dei minori, il sostegno alle scuole e alle amministrazioni locali, un maggiore utilizzo della videosorveglianza in alcuni ambiti, la riqualificazione di alcuni quartieri.

Nel dichiarare il voto favorevole dei senatori del suo Gruppo, ribadisce invece l'incomprensibilità dell'attuale destinazione delle risorse delle sanzioni prevista dall'articolo in esame.

La senatrice GAUDIANO (M5S) annuncia il voto favorevole dei senatori del suo Gruppo, sottolineando la scelta di buon senso che deriverebbe dall'approvazione dell'emendamento 2.29.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) si sofferma criticamente sulle recentissime dichiarazioni del Presidente del Consiglio che, da un lato, ha affermato l'impegno del Governo a contrastare la mafia e la criminalità organizzata e, dall'altro, ha richiamato le condotte di precedenti Governi, che avrebbero invece proceduto alla scarcerazione di alcuni boss.

Lamenta la gravità di tali dichiarazioni, che rendono estremamente difficoltoso il dialogo con le forze di opposizione e che necessitano di un chiarimento politico immediato.

La senatrice PUCCIARELLI (LSP-PSd'Az) ricorda che il prossimo giovedì 9 aprile si terrà l'informativa alle Camere del Presidente del Consiglio.

Il PRESIDENTE evidenzia l'estraneità di tale dibattito rispetto al tema all'ordine del giorno della Commissione. Eventuali interventi di siffatto tenore potranno tenersi in altra occasione, a partire dall'intervento in Assemblea del presidente Meloni giovedì prossimo.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) rimarca come l'emendamento si inscriva coerentemente nella disciplina delle sanzioni amministrative e miri a destinare le risorse provenienti dalla loro applicazione a possibili misure di sostegno alle famiglie e alle scuole o anche alla remunerazione delle ore di lavoro straordinario di parte del personale del Ministero dell'interno.

Sottolinea, inoltre, l'estraneità di tale destinazione alle finalità complessive perseguite dal decreto-legge in esame e annuncia il suo voto favorevole.

L'emendamento 2.29 è, quindi, posto ai voti ed è respinto.

Si passa alla votazione dell'emendamento 2.30.

La senatrice PIRRO (M5S) evidenzia l'irragionevolezza della destinazione dei proventi delle sanzioni al pagamento degli straordinari, come già previsto da altre nome del decreto. Ritiene che si tratti di previsioni illogiche, non essendo tali risorse neanche destinate al personale delle Forze dell'ordine.

Sottolinea, infine, come la norma che si intende modificare attesti le grandi difficoltà dello Stato, che sostanzialmente conferma di non avere le risorse per il pagamento degli straordinari.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) ritiene utile l'emendamento 2.30, volto a devolvere i proventi delle sanzioni al comune nel quale l'illecito è stato commesso per iniziative di miglioramento del decoro urbano. Per converso, la destinazione prevista dall'attuale formulazione del testo è estranea al tenore complessivo del provvedimento e dimostra solo la scarsità delle risorse a disposizione dello Stato.

Sarebbe invece necessario che i proventi delle sanzioni siano destinati a misure specifiche e coerenti con la finalità di prevenzione della violenza giovanile, analogamente a quanto avviene per le sanzioni in materia di codice della strada, destinate a interventi di miglioramento della sicurezza stradale.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) si sofferma nuovamente sulle prese di posizione del Presidente del Consiglio in tema di mafia, preannunciando di voler rappresentare le sue critiche nel corso dell'informativa prevista per giovedì.

Sottolinea che il richiamo alle condotte di precedenti Governi, che avrebbero proceduto alla scarcerazione di alcuni boss in ragione del Covid, sia per lui inaccettabile in quanto sottosegretario del Governo Conte II.

Ricorda, in aggiunta, la lotta che tanti magistrati hanno condotto nei confronti della mafia e stigmatizza l'approccio propagandistico del Governo sul provvedimento in esame, del tutto contrario a ogni emendamento presentato dalle forze di opposizione.

La senatrice RANDO (PD-IDP) condivide la ratio dell'emendamento 2.30, che destina le risorse provenienti dalle sanzioni ad attività di miglioramento del decoro urbano nelle città.

Si tratta di una finalità certamente più coerente e significativa di quella volta alla remunerazione delle ore di lavoro straordinario e che dà un senso logico alla previsione delle sanzioni.

Dichiara quindi il voto favorevole dei senatori del Partito democratico.

Posto ai voti, è quindi respinto l'emendamento 2.30.

Interviene sull'ordine dei lavori la senatrice VALENTE (PD-IDP), al fine di sollecitare un chiarimento circa la sorte del decreto-legge in esame e cioè se si prevede che l'esame continuerà senza concludersi con il mandato al relatore. Sollecita, inoltre, un chiarimento circa la sorte delle proposte emendative delle opposizioni.

Il PRESIDENTE assicura che l'esame continuerà come programmato e che, verosimilmente, il Governo proporrà alcune riformulazioni sugli emendamenti accantonati, che potranno avvenire nel corso dell'esame in Commissione oppure, se del caso, direttamente in Assemblea.

Ricorda, infatti, che qualora l'esame non si concluda con il conferimento del mandato al Relatore, si dovrà procedere alle votazioni di eventuali proposte di riformulazione direttamente nel corso dell'esame in Aula.

Si passa quindi alla votazione degli emendamenti sostanzialmente identici 2.31 e 2.32.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) dichiara il voto favorevole dei senatori del suo Gruppo sugli emendamenti 2.31 e 2.32, sottolineando, da un lato, l'irrisorietà delle sanzioni previste e, dall'altro, la scarsa coerenza della destinazione dei proventi alla remunerazione dello straordinario.

Posti quindi ai voti, sono respinti con un'unica votazione gli emendamenti sostanzialmente identici 2.31 e 2.32.

Sono quindi respinti, con distinte votazioni, gli emendamenti 2.33, 2.34, 2.35 e 2.36.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) ritira l'emendamento 2.37.

Sono poi respinti, con distinte votazioni, gli emendamenti 2.38 e 2.39.

Il PRESIDENTE dispone, infine, l'accantonamento degli emendamenti 2.40, 2.41 e 2.42.

Dopo un intervento del senatore PARRINI (PD-IDP), volto a chiedere chiarimenti sul prosieguo dei lavori anche nella giornata di domani, il PRESIDENTE propone di sospendere l'esame nella odierna seduta notturna e di riprenderlo nella seduta di domani, 8 aprile, alle ore 9.30.

La Commissione conviene.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.