Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 459 del 07/04/2026
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IN SEDE REFERENTE
(1818) Conversione in legge del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell'autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell'interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 2 aprile scorso.
Si procede alla votazione dell'emendamento 2.4.
La senatrice VALENTE (PD-IDP), intervenendo per dichiarazione di voto favorevole sulla suddetta proposta emendativa, esprime la contrarietà del suo schieramento politico alle disposizioni modificative del decreto-legge n. 123 del 2023, cosiddetto "decreto Caivano", volte ad ampliare le fattispecie di responsabilità genitoriale per le ipotesi in cui i minori commettano reati successivamente all'ammonimento del questore.
Ritiene, infatti, che l'introduzione di una responsabilità genitoriale per culpa in vigilando, da una parte, violi il principio di personalità della responsabilità penale, dall'altra, risulti del tutto inefficace, alla luce della considerazione che l'irrogazione di una sanzione pecuniaria non è in grado di incidere positivamente sulle situazioni di difficoltà o incapacità o impossibilità di svolgere le funzioni genitoriali ovvero di assenza dei genitori.
Dopo aver espresso rammarico per il mancato accoglimento della proposta di soppressione dell'intero articolo 2, evidenzia che, con l'emendamento in esame, il Gruppo del Partito Democratico intende comunque ridimensionare la portata delle disposizioni in esso contenute.
La senatrice GAUDIANO (M5S) sottolinea che l'emendamento 2.4, nel proporre la sostituzione dell'articolo 2 del provvedimento in esame, è inteso a introdurre l'obbligo, per il questore, di convocare i soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale per informarli del fatto, nonché la facoltà, per il medesimo, di applicare la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro, salvo che i genitori non provino di non aver potuto impedire il fatto.
Nel rimarcare che non sempre i comportamenti illeciti dei figli possono essere ricondotti a negligenza genitoriale, richiama l'attenzione su quelle situazioni di disagio familiare in cui i genitori non riescono a dialogare con i figli, perché prevaricati dalle relazioni di questi ultimi con i coetanei ovvero ostacolati da una situazione di smarrimento dei figli, sul quale ha inciso anche l'isolamento vissuto durante la pandemia.
In ragione delle considerazioni esposte, dichiara il voto favorevole del suo schieramento politico sulla proposta emendativa in votazione.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) esprime la sua contrarietà rispetto a disposizioni che intendono prevenire la violenza giovanile mediante l'introduzione di un automatismo volto a far scattare una sanzione pecuniaria a carico dei genitori nell'ipotesi di reati commessi dai figli successivamente all'ammonimento del questore.
A suo parere, l'articolo 2, oltre a non essere funzionale a prevenire la violenza giovanile, presenta profili di criticità con riguardo al rispetto delle disposizioni costituzionali e internazionali in materia di tutela dei minori e manca totalmente di una valutazione dei contesti familiari nei quali ricorrono più frequentemente i reati minorili.
Richiamando i propri interventi svolti nelle sedute della settimana scorsa, invita a compiere, a oltre due anni di distanza dall'adozione del "decreto Caivano", un'analisi e una valutazione dei risultati che ne sono conseguiti. Fa presente, al riguardo, che al consistente aumento del numero dei detenuti nelle carceri minorili non è corrisposta una proporzionale diminuzione dei delitti e dei reati commessi da minori.
L'Italia non è tra i Paesi europei con i maggiori tassi di violenza giovanile, ma ciò in ragione di una tendenza alla diminuzione dei reati minorili manifestatasi negli ultimi venti/trenta anni, in niente riconducibile ai provvedimenti repressivi adottati dal Governo in carica.
Nel rammaricarsi per la mancata disponibilità della maggioranza a dialogare con i Gruppi di opposizione, ribadisce che le misure repressive hanno avuto il solo effetto di invertire la suddetta positiva tendenza.
Preannuncia, pertanto, il voto favorevole del suo Gruppo sulla proposta in votazione.
L'emendamento 2.4, posto ai voti, è respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 2.5.
La senatrice GAUDIANO (M5S) chiarisce che esso, al fine di salvaguardare il superiore interesse del minore, propone di rendere applicabili misure rieducative intese a rafforzare il legame tra gli ambiti civile e penale.
Dopo aver rimarcato che l'attuale maggioranza sta trascurando di attivare misure di prevenzione sociale, di politica delle periferie, nonché di contrasto alle disuguaglianze, che alimentano i fenomeni di devianza giovanile, preannuncia il voto favorevole del Gruppo del Movimento 5 Stelle sull'emendamento 2.5.
Anche la senatrice CAMUSSO (PD-IDP), intervenendo per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento in votazione, ricorda che il superiore interesse del minore, costituendo il principio basilare della Convenzione sui diritti del fanciullo, ha sempre rappresentato una implicita costante premessa di tutti i provvedimenti adottati prima della presente legislatura.
A dimostrazione di un cambiamento di rotta nella presente legislatura, adduce le disposizioni che colpiscono le manifestazioni del disagio giovanile con incarceramento e trattamenti detentivi, che, a suo avviso, finiscono per acuire la marginalizzazione dei minori coinvolti.
Si rammarica, infine, per l'impossibilità di svolgere una discussione compiuta sul supremo interesse del minore, quale i temi in esame esigerebbero.
La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) ricorda l'episodio di cronaca avvenuto nella tarda serata di ieri in un quartiere della città di Crema, dove un ragazzo è stato percosso a morte da un minorenne. L'episodio, a suo giudizio, pone in evidenza che a niente giovano le misure di sicurezza previste dalla normativa vigente - presenza di pattuglie, poteri del questore, previsione di pene detentive -, così come non risulta significativo che la città di Crema sia un luogo abitato da persone benestanti.
Si dichiara convinta che le misure repressive a carico dei giovani e delle loro famiglie, oltre a non essere efficaci e tanto meno risolutive, finiscono per generare insofferenza nei confronti dello Stato, percepito come soggetto unicamente capace di punire, soprattutto a fronte delle progressive riduzioni di risorse destinate alle misure di inclusione sociale, quali la riqualificazione delle periferie, lo sport e il tempo pieno scolastico.
Deplora, al riguardo, che i proventi delle sanzioni pecuniarie irrogate ai genitori di figli recidivi possano essere utilizzati per finanziare il lavoro straordinario dei dipendenti dell'amministrazione civile.
Ritenendo, infine, che dalla commissione del reato debba muovere l'attivazione di un percorso di acquisizione di consapevolezza da parte del giovane, evidenzia che un incremento delle pene non può che dar luogo a una progressiva degenerazione dei suoi comportamenti.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), dopo aver condiviso le riflessioni della senatrice Musolino, fa presente che la sanzione pecuniaria da 200 a 1.000 euro, oltre che essere una misura concettualmente errata, da una parte risulta proibitiva per le famiglie che si trovano in uno stato di povertà materiale, mentre dall'altra, appare del tutto irrisoria per le famiglie di giovani legati a organizzazioni criminali.
Nel ribadire il suo rammarico per la mancata disponibilità della maggioranza a svolgere una riflessione costruttiva sui temi in discussione, preannuncia il voto favorevole del suo Gruppo sull'emendamento in votazione.
L'emendamento 2.5, posto ai voti, è respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 2.6.
La senatrice GAUDIANO (M5S), intervenendo per dichiarazione di voto favorevole sul suddetto emendamento, ritiene essenziale prevedere che il provvedimento di ammonimento emesso dal questore sia corredato di adeguata motivazione, a garanzia della trasparenza e legittimità del procedimento.
Coglie l'occasione per lamentare che il provvedimento in titolo sia stato assegnato soltanto alla Commissione affari costituzionali e non anche alla Commissione giustizia, a suo avviso soltanto nell'ottica di accelerare i tempi di esame.
La senatrice VALENTE (PD-IDP), dopo aver evidenziato che l'emendamento 2.6 ha ad oggetto una integrazione al decreto-legge in esame, si domanda quale sia la ratio sulla base della quale, nel presente provvedimento così come nel "decreto Caivano", vengono legittimati interventi diretti dell'autorità giudiziaria, a suo parere non sempre assistiti dalle dovute garanzie, mentre, in altre circostanze, l'attuale maggioranza ha cercato di arginare il potere della magistratura.
Ritiene imprescindibile, al riguardo, che i magistrati, nei giudizi che coinvolgono minori, siano coadiuvati e assistiti da personale specificamente formato per relazionarsi con i giovani e con i contesti problematici, con particolare riferimento agli assistenti sociali.
In ragione di quanto espresso, preannuncia il voto favorevole del Gruppo del Partito democratico sull'emendamento 2.6.
Anche la senatrice MUSOLINO (IV-C-RE), intervenendo in senso favorevole al suddetto emendamento, sottolinea che il provvedimento di ammonimento del questore, avendo natura amministrativa, non è assistito dalle garanzie che caratterizzano il provvedimento giudiziario, quali, in particolare, la valutazione probatoria e il contraddittorio.
Precisa che la previsione del provvedimento di ammonimento del questore è stata mutuata dalla disciplina degli atti persecutori di cui all'articolo 612-bis del codice penale, nel cui contesto si prevede che la persona che si ritiene offesa, fino a quando non è proposta querela, possa chiedere al questore di procedere con l'ammonimento nei confronti dell'autore dell'atto persecutorio.
Nel rilevare che la misura non appare consona al diverso contesto delle condotte illecite dei minori, anche per l'incapacità di un dodicenne di comprendere la portata di un provvedimento del questore, ritiene necessario che, in conformità alla consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, il provvedimento amministrativo debba essere corredato di adeguata motivazione.
Posto ai voti, l'emendamento 2.6 è respinto.
Il PRESIDENTE fa presente che per gli emendamenti 2.7, 2.8 e 2.9, che presentano contenuti simili, per quanto non identici, si svolgerà un'unica dichiarazione di voto, dopo di che saranno posti distintamente in votazione.
La Commissione prende atto.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), ribadita la sua sfiducia nelle disposizioni di cui i suddetti emendamenti propongono la soppressione, nonché il suo rammarico per l'assenza di dialogo tra maggioranza e opposizione, chiarisce che i Gruppi di opposizione non negano che anche le misure repressive debbano costituire un profilo del contrasto alla violenza minorile, ma contestano che esse rappresentino l'unica modalità di intervento. Ciò soprattutto alla luce della circostanza che, dopo i molteplici provvedimenti di incremento delle pene adottati negli ultimi tre anni e mezzo, si è verificato un parallelo aumento dei reati giovanili.
Preannuncia, pertanto, il voto favorevole sugli emendamenti 2.7, 2.8 e 2.9.
Il senatore CATALDI (M5S), intervenendo per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.8, rileva che esso, a differenza del precedente emendamento 2.7, non propone la soppressione della lettera c) dell'articolo 2, comma 1.
Chiarisce, infatti, che la lettera c) è oggetto di riformulazione con la proposta emendativa 2.30, a prima firma della senatrice Sironi, la quale prevede che i proventi derivanti dal pagamento delle sanzioni amministrative irrogate siano devoluti al Comune in cui l'illecito è stato commesso.
Deplora, inoltre, la scelta di sanzionare i genitori, espropriati del loro ruolo educativo dai cambiamenti profondi e gravi in atto nella società. Fa riferimento, in particolare, a una normalizzazione della violenza in tutte le forme di gioco e di divertimento, dai cartoni animati ai social.
Evidenziato che l'introduzione di una responsabilità penale indiretta dei genitori può presentare criticità di rilievo costituzionale, auspica che il Governo e la maggioranza si aprano, almeno nel corso dell'esame in Assemblea, ad accogliere contributi emendativi, a suo avviso migliorativi del testo in esame e intesi a colmare alcune sue carenze strutturali.
Rimarca, conclusivamente, che il tema della sicurezza necessita di essere affrontato anche dai punti di vista della prevenzione e della cura del disagio.
Il senatore PARRINI (PD-IDP), condivise le osservazioni di principio del senatore De Cristofaro, reputa disdicevole la perseveranza della maggioranza nel riproporre i medesimi metodi e i medesimi criteri che hanno improntato tutti i provvedimenti in materia di sicurezza approvati dall'inizio della presente legislatura.
Rileva, al riguardo, che l'articolo 2 continua a trattare la criminalità giovanile con interventi unilaterali, che trascurano l'analisi profonda del fenomeno, cui concorrono diverse e complesse cause. Giudica detto approccio meramente enunciativo, e non realizzativo, orientato esclusivamente ad agire sul piano della propaganda, privo di quella mobilitazione di energie sociali che si renderebbe necessaria per addivenire a risultati positivi.
Osserva che la mancata efficacia dei provvedimenti precedenti avrebbe dovuto suggerire alle forze politiche di maggioranza l'adozione di un metodo sperimentale, fondato su un'analisi scientifica, sulla formulazione di un'ipotesi e sulla sua sperimentazione, per giungere a confermarla oppure a modificarla.
Ritiene, per contro, di poter ravvisare, nell'approccio seguito nel provvedimento in esame, una sorta di teatro dell'assurdo, che richiama alla memoria l'espressione della novella di Beckett "Worstward Ho": "Prova di nuovo. Fallisci di nuovo, fallisci meglio".
In esito a successive e distinte votazioni, gli emendamenti 2.7, 2.8 e 2.9 sono respinti.
Si passa alla votazione dell'emendamento 2.10.
La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE), intervenendo per dichiarazione di voto favorevole, deplora che si sia abbassata la soglia di età per l'applicazione delle misure repressive, tenuto conto che un soggetto dodicenne non può, al tempo stesso, essere destinatario di un provvedimento del questore, ma non vedersi riconosciuta la capacità di compiere minimi atti negoziali.
Si dichiara convinta che, all'origine dei comportamenti deviati di un minore, vi sia la mancata consapevolezza della loro portata lesiva e ritiene che di tale inconsapevolezza l'intera società, e non soltanto i genitori, debba essere ritenuta responsabile.
Formula, pertanto, l'auspicio che si voglia accogliere la proposta di prevedere la partecipazione obbligatoria del minore a percorsi educativi e di reinserimento sociale.
Anche la senatrice GAUDIANO (M5S), nel preannunciare il voto favorevole sull'emendamento 2.10, evidenzia l'importanza di coinvolgere i servizi sociali competenti nell'assistenza del minore, nonché di impegnare il minore medesimo in un percorso educativo individuato dal tribunale per i minorenni.
Ritiene, altresì, fondamentale prevedere programmi di accompagnamento e di supporto alla famiglia, intesi a far sì che il giovane e la sua famiglia siano reintegrati nella comunità.
La senatrice CAMUSSO (PD-IDP) rileva una contraddizione tra i divieti che recenti disposizioni hanno imposto ai giovani, ad esempio nell'accesso ai social, e il loro assoggettamento a misure punitive sempre più accentuate.
Reputa imprescindibile assicurare ai giovani la partecipazione alle decisioni che li riguardano, secondo quanto previsto dalle principali convenzioni internazionali a loro tutela. Ciò richiede di incrementare i servizi sociali presenti nei territori, anche supportando i comuni nelle iniziative che intraprendono a favore dei minori.
Si pronuncia, pertanto, in senso favorevole sull'emendamento in votazione.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), dopo aver concordato con le considerazioni della senatrice Camusso, deplora che ai ragazzi di età inferiore a 12 anni sia stato concesso l'ingresso gratuito alla fiera delle armi, svoltasi a Parma dal 28 al 30 marzo scorsi, nel corso della quale sono stati sparati 60.000 colpi di fucile o di pistola dimostrativi.
Rileva una evidente discrasia tra gli incentivi alla partecipazione dei giovani a manifestazioni ispirate a una cultura delle armi - suscettibili, a suo avviso, di accrescere il fenomeno dei reati minorili -, e l'adozione di politiche sempre più repressive nei loro confronti.
Posto ai voti, l'emendamento 2.10 è respinto.
Il PRESIDENTE avverte che gli identici emendamenti 2.11 e 2.13 saranno votati congiuntamente e ricorda che è stato ritirato l'emendamento 2.12, ad essi identico.
La senatrice VALENTE (PD-IDP), intervenendo per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento 2.11, ribadisce la necessità di coinvolgere figure specialistiche, appartenenti in particolare ai servizi sociali territoriali, nella definizione di interventi di supporto al nucleo familiare del giovane incriminato. Chiarisce, infatti, che le azioni di supporto alla genitorialità sono parte integrante della tutela del superiore interesse del minore. Soltanto nel caso in cui i genitori rifiutino ingiustificatamente e reiteratamente di aderire al progetto di accompagnamento e sostegno, ritiene che possa essere considerato legittimo irrogare una sanzione pecuniaria, in ogni caso commisurata alla situazione economica della famiglia e non superiore a mille euro.
Il senatore CATALDI (M5S) si rammarica che il Gruppo di Forza Italia abbia ritirato l'emendamento 2.12, identico agli emendamenti 2.11 e 2.13, di iniziativa dei Gruppi di opposizione, in quanto la sua permanenza in discussione avrebbe consentito di instaurare un confronto costruttivo tra tutte le forze politiche.
Attribuisce, infatti, a una carenza di dialogo tra maggioranza e opposizione, nonché a un atteggiamento di presunzione del Governo in carica, che - a suo giudizio - ritiene di poter lavorare facendo a meno del Parlamento, l'introduzione nell'ordinamento di misure irragionevoli, le quali, trascurando di agire sulle cause e con modalità preventive, si concentrano esclusivamente sull'irrogazione di sanzioni.
Si esprime, pertanto, in senso favorevole sugli identici emendamenti 2.11 e 2.13 che propongono l'introduzione di un percorso di supporto alla genitorialità.
Anche la senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) ritiene fondamentale fornire ai minori e alle loro famiglie gli strumenti per superare situazioni di difficoltà.
Ribadisce la necessità di rendere i ragazzi consapevoli delle loro condotte mediante percorsi che recuperino il loro contatto con la realtà, purtroppo perso in ragione del dilagare del mondo virtuale.
Richiama, altresì, l'attenzione sull'importanza di tenere sempre presente la finalità educativa delle misure, che - precisa - non equivale a lasciare impunite le condotte illecite.
A suo avviso, anticipare la sentenza del giudice con un provvedimento amministrativo provoca un'ulteriore marginalizzazione del minore, laddove si renderebbe necessaria la sua reintegrazione nella società, con la probabile conseguenza che l'esclusione sociale lo induca a ricadere in condotte illecite.
Posti congiuntamente in votazione, gli identici emendamenti 2.11 e 2.13 sono respinti.
Si passa alla votazione dell'emendamento 2.14.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), intervenendo per dichiarazione di voto favorevole sul suddetto emendamento, ritiene che sia necessario sostituire la previsione di una sanzione pecuniaria a carico dei genitori con la previsione di un progetto educativo individualizzato e di sostegno alla genitorialità, alla cui predisposizione collaborino il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, i servizi sociali territorialmente competenti e il dirigente scolastico della scuola eventualmente frequentata dal minore.
Fa presente che in tale direzione incoraggiano anche analisi scientificamente fondate, quali il Rapporto 2026 di Save the Children, che, con il significativo titolo "Disarmati", allude anche all'importanza di opporsi alla cultura e al mercato delle armi.
Fa presente che il Rapporto annovera, tra le numerose e rilevanti raccomandazioni rivolte alle strutture governative, anche l'esortazione a stabilizzare e potenziare il Fondo per la povertà educativa minorile, nella consapevolezza che dalla povertà educativa spesso traggono origine la violenza e la criminalità giovanile.
La senatrice GAUDIANO (M5S) evidenzia che le azioni di prevenzione e di formazione devono essere indirizzate anche ai genitori, i quali spesso non possiedono le competenze tecnologiche necessarie per guidare i figli nell'utilizzo degli strumenti digitali e finiscono per essere essi stessi vittime del web.
In ragione di tale considerazione, preannuncia il voto favorevole del suo Gruppo sull'emendamento 2.14.
Il senatore PARRINI (PD-IDP), pronunciandosi in senso favorevole alla proposta emendativa d'iniziativa del senatore De Cristofaro, rileva che la stessa è esemplificativa della differenza tra un approccio alla devianza giovanile unilaterale esclusivamente repressivo e un approccio che riconosce in essa un fenomeno multidimensionale e multicausale.
Ravvisa nell'approccio della maggioranza un atteggiamento di arroganza, motivato dalla fedeltà all'ideologia e dalla volontà di agire sul piano della propaganda.
Rimarca, per contro, la necessità di contrastare la povertà educativa, spesso all'origine delle condotte antisociali dei giovani, con misure di miglioramento della qualità scolastica e investimenti nei servizi sociali.
L'emendamento 2.14, posto in votazione, è respinto.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), intervenendo sull'ordine dei lavori, domanda alcuni chiarimenti, che sono forniti dal Presidente.
Si passa, quindi, alla votazione dell'emendamento 2.15.
La senatrice GAUDIANO (M5S) chiarisce che, in conformità a quanto emerso nel corso delle audizioni, la proposta in esame è diretta, in primo luogo, a presentare come una facoltà del questore l'eventuale irrogazione di una sanzione pecuniaria a carico dei genitori del minore recidivo dopo l'emissione del provvedimento di ammonimento.
La proposta emendativa vincola poi l'irrogazione della sanzione all'accertamento della violazione degli obblighi di vigilanza e di educazione.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), nel condividere i contenuti dell'emendamento in votazione, ribadisce l'importanza di agire con interventi di contrasto alla povertà educativa, in ragione della considerazione che prevalentemente dai contesti di povertà materiale ed educativa si originano gli episodi di violenza minorile.
Incoraggia, in particolare, la co-progettazione tra enti locali, servizi sociali ed enti del terzo settore, l'istituzione di cabine di regia territoriali dirette a monitorare i fenomeni di violenza, più in generale il rafforzamento di misure alternative alla detenzione, alla quale, sulla base di quanto previsto dalla Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo, si dovrebbe ricorrere soltanto come extrema ratio.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) pone in rilievo che l'emendamento in votazione è diretto a circoscrivere la portata della disposizione che chiama i genitori a rispondere per una culpa in vigilando, a suo avviso - come precedentemente evidenziato - in violazione del principio di personalità della responsabilità penale.
A tal fine, l'emendamento è inteso ad ancorare l'irrogazione della sanzione pecuniaria a una verifica preliminare dell'effettiva violazione degli obblighi di vigilanza e di educazione. Ciò implicherà la possibilità, per i genitori, di difendersi fino al terzo grado di giudizio, all'esito del quale, tenuto conto dell'effettiva durata dei procedimenti giudiziari, la sanzione da 200 a 1.000 euro apparirà ancor più inefficace in ragione del tempo trascorso.
Posto ai voti, l'emendamento 2.15 viene respinto.
Passando alla votazione dell'emendamento 2.16, il PRESIDENTE osserva che esso differisce dal precedente soltanto per l'inserimento delle parole "con provvedimento motivato".
La senatrice GAUDIANO (M5S) rileva che l'aggiunta delle richiamate parole è diretta a rafforzare il principio di effettività della colpevolezza, al fine di evitare che i genitori subiscano punizioni che non trovano fondamento in un loro comportamento penalmente rilevante. Precisa che la motivazione del provvedimento è richiesta a tutela sia dei genitori che dei minori.
Anche la senatrice VALENTE (PD-IDP), intervenendo per dichiarazione di voto favorevole sull'emendamento d'iniziativa del Gruppo del Movimento 5 Stelle, pone in evidenza la gravità di sanzionare i minori con un provvedimento amministrativo che limita le libertà fondamentali, a suo parere in violazione del principio che riserva alla giurisdizione la limitazione delle stesse.
Alla luce di tale considerazione - prosegue l'oratrice - il provvedimento di ammonimento deve configurarsi come un'eccezionale deroga ai princìpi fondamentali dell'ordinamento. Conseguentemente, la sua adozione non può non essere accompagnata da un'accurata motivazione che dia conto dell'equilibrato contemperamento tra i delicati interessi coinvolti.
L'emendamento 2.16, posto ai voti, è respinto.
Dopo che il PRESIDENTE ha osservato che l'emendamento 2.17 è simile alla proposta appena votata, la senatrice CAMUSSO (PD-IDP), intervenendo per dichiarazione di voto favorevole sullo stesso, precisa che l'emendamento 2.17 si pone in continuità con l'emendamento 2.16, ma, rispetto ad esso, reca il riferimento alla previa valutazione delle circostanze del caso concreto.
Detta specificazione è diretta a introdurre, come elemento di valutazione, le situazioni di difficoltà economica e di marginalità, che rappresentano il contesto prevalente in cui sono poste in essere le condotte illecite dei minori, al fine di evitare che sanzioni non parametrate alla situazione economica dei soggetti finiscano per condurre all'indebitamento e a una ulteriore degenerazione delle condotte.
Anche il senatore CATALDI (M5S), nel dichiarare il voto favorevole sull'emendamento 2.17, reputa che il conferimento al questore della facoltà di irrogare la sanzione pecuniaria ai genitori, previa valutazione delle circostanze del caso concreto nonché della loro condotta, sia una condizione imprescindibile per assicurare la conformità della disposizione alla Costituzione e all'intero ordinamento giuridico.
Ribadito che non la colpevolezza dei genitori, ma i cambiamenti in atto nella società sono all'origine delle condotte deviate dei giovani, esorta il Governo in carica a confrontarsi con gli stipendi reali delle famiglie italiane e con la considerazione che una sanzione pecuniaria non parametrata sull'indicatore ISEE del reddito familiare può produrre conseguenze economiche irreversibili su famiglie disagiate, finendo per alimentare la cosiddetta criminalità di sopravvivenza.
La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE), associandosi alle considerazioni svolte negli interventi precedenti, esprime apprezzamento per le parole, a suo parere, di buon senso con le quali è stata accolta in Senato la famiglia nota come "famiglia nel bosco".
Al riguardo, lamenta che non ci sia corrispondenza tra lo spirito collaborativo dimostrato in detta occasione e le norme approvate nel corso della presente legislatura, con particolare riferimento al "decreto Caivano".
Passando a considerare specificamente l'emendamento in votazione, ritiene fondamentale spezzare l'automatismo tra la recidiva del minore dopo il provvedimento di ammonimento e l'irrogazione della sanzione ai genitori, imponendo al questore almeno una valutazione del caso concreto, all'esito della quale decidere se applicare o meno la sanzione pecuniaria.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), nel preannunciare il voto favorevole sull'emendamento 2.17, anticipa che esso è seguito da una serie di proposte dirette a ridurre, con cifre simboliche, le soglie - minima di 200 euro e massima di 1.000 euro - della sanzione prevista dall'articolo 2 del provvedimento in esame.
Precisa che i suddetti emendamenti, oltre che essere motivati da un intento ostruzionistico, che i Gruppi di opposizione ritengono inevitabile a fronte del provvedimento in discussione, sono altresì finalizzati a richiamare l'attenzione della maggioranza e del Governo sulle condizioni di disagio economico e sociale delle famiglie spesso coinvolte in episodi di condotte illecite dei figli.
L'emendamento 2.17, posto in votazione, è respinto.
Il PRESIDENTE avverte che sugli emendamenti 2.18 e 2.19 si svolgerà un'unica dichiarazione di voto, a cui faranno seguito due votazioni distinte.
La Commissione prende atto.
Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole sugli emendamenti 2.18 e 2.19, sottolineando il valore simbolico delle proposte. Ritiene altresì che la norma del decreto-legge non tuteli il minore e demandi alle famiglie i compiti che dovrebbero invece spettare allo Stato.
Il senatore PARRINI (PD-IDP), nell'annunciare il voto favorevole, sottolinea come queste proposte intendano denunciare ancora una volta il carattere errato della norma del decreto, che dimostra una fiducia estrema nel carattere salvifico della sanzione. Al contempo, si insiste nel predisporre misure a costo zero, destinate, anche per questo, all'inefficacia.
Auspica quindi un intervento di autocorrezione del Governo e della maggioranza, in occasione dell'esame degli emendamenti accantonati.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), nel dichiarare il voto favorevole, si sofferma sulla questione della cosiddetta "famiglia nel bosco", che, dopo lo svolgimento del referendum", non è più al centro delle attenzioni della maggioranza di Governo.
Con separate votazioni, gli emendamenti 2.18 e 2.19 sono respinti.
Si passa alla votazione dell'emendamento 2.20.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 2.20, sottolineando come, con questa proposta, si intenda introdurre la previsione per cui la sanzione non verrà applicata nel caso in cui i genitori dimostrino di aver attuato tempestivamente un piano di sostegno educativo o di aver richiesto l'intervento dei servizi sociali.
La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE), nel dichiarare il voto favorevole, osserva che il sistema sanzionatorio del decreto rischia di scoraggiare il ricorso ai servizi sociali da parte delle famiglie in difficoltà, che preferiscono invece rimanere nell'ombra per evitare di incorrere in interventi sanzionatori.
A suo parere, l'introduzione di automatismi favorisce piuttosto l'insorgere di un senso di sfiducia nelle istituzioni.
La senatrice GAUDIANO (M5S) annuncia il voto favorevole, ritenendo necessario intervenire sul disagio sociale, piuttosto che introdurre sanzioni che non possono far altro che peggiorare le condizioni economiche di famiglie già in difficoltà
L'emendamento 2.20, posto ai voti, viene respinto.
Si passa alla votazione della proposta 2.21.
Il PRESIDENTE fa presente che la formulazione dell'emendamento non risulta tecnicamente corretta. Si dichiara disponibile ad ammettere una riformulazione.
Il senatore CATALDI (M5S) riformula l'emendamento 2.21 in un testo corretto (pubblicato in allegato) e dichiara il voto favorevole sulla proposta volta a introdurre una clausola di esonero per il genitore che dimostri di non aver potuto impedire il fatto.
La Commissione respinge l'emendamento 2.21 (testo corretto).
Si passa alla votazione dell'emendamento 2.22.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) annuncia il voto favorevole sull'emendamento 2.22 a sua prima firma, che si inserisce nel quadro delle proposte che intendono individuare soluzioni diverse ai problemi di violenza giovanile oggettivamente esistenti e da non sottovalutare.
La senatrice CAMUSSO (PD-IDP) annuncia il voto favorevole, evidenziando come, alla base di queste norme, ci sia un problema di fondo, rappresentato dalla convinzione che il rapporto genitori-figli sia esclusivo e avulso dal contesto sociale e culturale di un'epoca.
Inoltre, ritiene che si dia per scontato, senza nessuna effettiva verifica, che le responsabilità siano da attribuire alle famiglie e, al contempo, si sottovaluta il ruolo e l'importanza dell'intervento statale.
Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 2.22, che propone di sopprimere la previsione di ulteriori possibilità di applicazione dell'ammonimento.
Posto ai voti, l'emendamento 2.22 è respinto.
Il PRESIDENTE avverte che l'emendamento 2.23 è accantonato.
Si procede alla votazione dell'emendamento 2.24.
La senatrice CAMUSSO (PD-IDP) annuncia il voto favorevole, ricordando che i soggetti a cui sono rivolte le previsioni di questo articolo sono giovanissimi e che l'automatismo attivato con l'ammonimento provoca nei giovani una sensazione di abbandono da parte dello Stato. Sarebbe, al contrario, necessario fornire ai genitori strumenti adeguati per contrastare le insidie della dimensione social.
La senatrice GAUDIANO (M5S) osserva come l'emendamento rafforzi le garanzie procedurali e, per tale motivo, annuncia il voto favorevole.
La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) dichiara il voto favorevole sull'emendamento in esame, volto ad introdurre gradualità nelle misure che si vogliono adottare. Ricorda che l'ammonimento è rivolto anche ai minori di 14 anni, ma difficilmente questo sarà risolutivo e sufficiente.
Ritiene indispensabile dare al minore ulteriori strumenti per acquisire consapevolezza, ritenendo responsabili, oltre ai genitori, l'intera comunità. Occorre inoltre potenziare il rapporto con le istituzioni, per favorire un rapporto di fiducia, attraverso processi educativi e di inclusione, piuttosto che limitarsi al solo intervento repressivo e punitivo.
L'emendamento 2.24, posto ai voti, viene respinto.
Si passa all'esame dell'emendamento 2.25.
La senatrice PIRRO (M5S) annuncia il voto favorevole. Nel richiamare il contenuto della proposta emendativa, si sofferma sull'abbassamento dell'età per l'adozione della misura dell'ammonimento, che in questo provvedimento convive con misure che, invece, prevedono un controllo a tratti eccessivo da parte dei genitori sui figli.
L'emendamento 2.25, posto ai voti, è respinto.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.