Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 456 del 01/04/2026
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IN SEDE REFERENTE
(1818) Conversione in legge del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell'autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell'interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di giovedì 26 marzo scorso.
Il PRESIDENTE comunica che è pervenuto il parere della 5ª Commissione sul testo del decreto-legge in titolo. Il parere è non ostativo, nel presupposto che le amministrazioni interessate dalle disposizioni in materia di personale, di cui agli articoli 19, 20, 21 e 24, assicurino il monitoraggio degli effetti delle suddette misure sulle facoltà assunzionali.
Avverte, poi, che l'emendamento 11.1 è stato riformulato in un testo 2, pubblicato in allegato.
Si procede, quindi, alla votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1.
Il PRESIDENTE avverte che l'emendamento 1.1 è accantonato.
Si passa alla votazione dell'emendamento 1.2.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 1.2, volto a sopprimere la lettera a) del comma 1 dell'articolo 1.
Ritiene che la previsione contenuta nell'articolo 1 del decreto sia irragionevole, non condivisibile e inadeguata a perseguire gli obiettivi prefissati.
La continua istituzione di nuove figure di reato ostacola l'efficienza della giustizia e concorre ad allungare i tempi dei procedimenti, al pari della carenza di risorse umane, strumentali e finanziarie.
Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 1.2.
Concorda con le argomentazioni del senatore Parrini, in quanto il panpenalismo non contribuisce a migliorare la giustizia e a contrastare gli atti di violenza.
È illusorio pensare che l'inasprimento delle pene possa, di per sé, disincentivare la commissione di un reato, come rilevato dai dati sul numero degli omicidi e femminicidi.
La serie continua di interventi in tal senso finisce poi per alterare l'equilibrio sanzionatorio.
Peraltro, la pervicacia del Governo nell'ignorare il contributo del Parlamento determina una produzione legislativa disorganica e inefficace.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), nel dichiarare il voto favorevole, evidenzia come la maggioranza e il Governo non abbiano capito la lezione derivante dal recente referendum costituzionale e perseverino in un atteggiamento di chiusura e di rifiuto del dialogo.
Nel caso degli emendamenti all'articolo 1, l'accantonamento di diverse proposte emendative della maggioranza è indicativo della necessità di modificare un decreto-legge, ossia un atto già efficace.
È evidente che il Governo avrebbe quantomeno dovuto presentare un disegno di legge, su cui avviare un confronto effettivo.
Inoltre, gli errori contenuti in un decreto-legge si riverberano sulla vita dei destinatari.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) rileva che, inopinatamente, il disegno di legge di conversione del decreto-legge in esame è stato assegnato soltanto alla 1ª Commissione, escludendo dall'esame in sede referente la Commissione giustizia.
Tale determinazione, peraltro contraddittoria rispetto a precedenti assegnazioni, trova presumibilmente giustificazione nell'obiettivo di accelerare l'esame del provvedimento, impedendo un autentico confronto.
Richiamando le argomentazioni già svolte all'inizio della legislatura per il cosiddetto "decreto rave", stigmatizza l'introduzione di reati attraverso lo strumento del decreto-legge, come peraltro rilevato nel parere del Comitato per la legislazione.
Verificata la presenza del prescritto numero legale, la Commissione respinge l'emendamento 1.2.
Il PRESIDENTE avverte che sono accantonati gli emendamenti 1.3, 1.4, 1.5 (testo 2) e 1.6.
Si procede alla votazione dell'emendamento 1.7.
La senatrice LOPREIATO (M5S) annuncia il voto favorevole e stigmatizza la mancata assegnazione del provvedimento anche alla Commissione giustizia, i cui componenti avrebbero potuto dare un prezioso contributo.
Si sofferma quindi sulle criticità del decreto-legge e sulle finalità della proposta emendativa in esame.
Il senatore BAZOLI (PD-IDP) annuncia il voto favorevole sulla proposta 1.7 e rileva l'incongruità dell'attuale versione dell'articolo 1, predisposto in maniera maldestra.
Infatti, la disposizione si presta ad un'interpretazione estensiva.
Sebbene l'obiettivo di contrastare la diffusione di armi da taglio sia condivisibile, il problema risiede nella pessima qualità di redazione della disposizione.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) richiama il parere reso dal Comitato per la legislazione sull'insussistenza dei presupposti straordinari di necessità e di urgenza, oltre che la debolezza dell'impianto normativo di due disposizioni, ossia quella sulla annotazione di reati in un registro separato e quella sul cosiddetto "accompagnamento coattivo".
Rileva l'inefficienza del Governo su molte politiche e stigmatizza il modus operandi adottato per le politiche della giustizia, in quanto, ad ogni fatto di cronaca, fa seguito la configurazione di un nuovo reato.
Peraltro, la repressione e la sicurezza non bastano, se non sono accompagnate da misure attive sul lato della prevenzione e della cultura.
Citando Tony Blair, occorre essere duri contro il crimine, ma anche contro le cause del crimine.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), nel dichiarare il voto favorevole sull'emendamento in oggetto, stigmatizza il carattere propagandistico dei provvedimenti del Governo.
Osserva, peraltro, la mancanza di una valutazione ex post degli effetti dei precedenti provvedimenti in tema di sicurezza, come il cosiddetto "decreto Caivano" e il cosiddetto "decreto sicurezza" del 2025.
Inoltre, la presentazione di diversi emendamenti da parte della maggioranza, che sono ora accantonati, dimostra l'inadeguatezza del ricorso alla decretazione d'urgenza.
Tali scelte rendono inevitabile l'attivazione, da parte delle opposizioni, di condotte ostruzionistiche, sia pure soft, per cercare di accendere i riflettori e sensibilizzare l'opinione pubblica circa l'ostinazione e l'indisponibilità al dialogo da parte di Governo e maggioranza.
Posto ai voti, l'emendamento 1.7 è respinto.
Il PRESIDENTE avverte che è accantonato l'emendamento 1.8.
Si passa alla votazione dell'emendamento 1.9.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 1.9, dando conto del relativo contenuto.
Evidenzia come questo e gli altri emendamenti delle opposizioni apportino correttivi al decreto, cercando di mitigarne gli effetti più negativi.
Ciò dimostra come le proposte non siano mosse da una finalità ostruzionistica, ma cerchino di correggere le storture di un decreto-legge sul quale permane una valutazione di fondo negativa.
Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 1.9, del quale illustra la finalità, ossia risolvere una incongruenza derivante dal decreto, in termini di entità delle sanzioni ed equilibrio sanzionatorio.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) dichiara il voto favorevole e rimarca la palese insussistenza dei presupposti straordinari di necessità e di urgenza del decreto.
Evidenzia poi come la fretta nella legiferazione abbia prodotto disposizioni di scarsa qualità, ma purtroppo già efficaci.
Invece, un esame parlamentare effettivo, attraverso il ricorso ad un disegno di legge, avrebbe comportato un approfondimento e avrebbe permesso di migliorare la norma, attraverso il coinvolgimento degli operatori del settore.
Il senatore BAZOLI (PD-IDP), nel dichiarare il voto favorevole, si sofferma sulla criticità della disposizione, con riguardo alle sanzioni amministrative che possono essere irrogate dal prefetto.
Al riguardo, rileva il carattere fortemente impattante della sospensione della patente. Infatti, far scaturire tale sanzione dal semplice fatto che un agente di polizia abbia trovato una persona in possesso di un'arma da taglio, senza un motivo ritenuto fondato e a prescindere da una sentenza di condanna, risulta meritevole di una riflessione e di una modifica.
La Commissione respinge l'emendamento 1.9.
Si passa alla votazione dell'emendamento 1.10.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) sottoscrive l'emendamento 1.10 e dichiara il voto favorevole, dando conto della finalità della proposta.
Rimarca l'opportunità di affrontare tali tematiche con lo strumento del disegno di legge, che consentirebbe un confronto reale tra le forze politiche.
La senatrice PIRRO (M5S) dichiara il voto favorevole, associandosi alle considerazioni svolte dai senatori delle opposizioni.
Evidenzia come la maggioranza e il Governo, invece di amministrare il Paese, adottino provvedimenti estemporanei sull'onda dei fatti di cronaca, come nel caso del decreto sui "rave party".
Evidenzia l'inefficacia di un'impostazione meramente punitiva e repressiva, come emerge dalle dichiarazioni dello studente tredicenne che ha accoltellato l'insegnante in provincia di Bergamo.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 1.10, sottolineando come il Governo e la maggioranza perseverino in una politica criminale basata esclusivamente sull'introduzione di nuovi reati, aggravi di pena e ulteriori circostanze aggravanti.
Peraltro, tale politica ha prodotto risultati insoddisfacenti e, per certi aspetti, ha peggiorato la situazione della sicurezza.
L'emendamento in oggetto punta, quantomeno, a correggere le criticità della disposizione, specificando la portata del giustificato motivo.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE), nel dichiarare il voto favorevole, fa presente come l'introduzione per decreto-legge di fattispecie criminali, peraltro scritte malamente, ha un impatto dirompente sui cittadini.
È evidente come la formula del giustificato motivo risulti del tutto inadeguata.
Occorre, in virtù del principio di tassatività, circoscrivere chiaramente la misura penale e definire le scriminanti.
Posto ai voti, l'emendamento 1.10 viene respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 1.11.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 1.11, dando conto della relativa portata normativa.
Ritiene che andrebbe rivista l'impostazione di politica criminale fin qui seguita dal Governo e dalla maggioranza.
In particolare, andrebbe valutato se le misure fin qui adottate abbiano effettivamente migliorato o meno la situazione della sicurezza. Al riguardo, è forte il sospetto che i provvedimenti adottati abbiano risposto a logiche propagandistiche, che oramai non fanno più presa sull'elettorato, come testimoniato dall'esito del recente referendum costituzionale.
Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole, rimarcando il pericolo di adottare scelte politiche sull'onda della emotività derivante da fatti di cronaca.
Invece, le tecniche di normazione dell'emergenza vanno adottate soltanto in casi effettivamente emergenziali.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) dichiara il voto favorevole, evidenziando la necessità di graduare la modulazione delle pene, anche sulla base dell'intento doloso o colposo del soggetto agente.
Con la previsione del decreto-legge, invece, non si distingue tra il dolo e la mera imperizia.
Andrebbe quindi avviata una riflessione sulla tecnicalità della norma, raccogliendo i rilievi contenuti nel parere reso dal Comitato per la legislazione.
Il senatore MELONI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 1.11, sottolineando come l'effettiva applicazione della misura del decreto richiederebbe, nella regione Sardegna, l'utilizzo di circa la metà degli operatori di polizia presenti in tutto il Paese. Questo, in considerazione dei molteplici utilizzi di armi da taglio collegati ad un giustificato motivo soggettivo.
Il decreto è in linea con un'impostazione volta a ingenerare insicurezza, per poi elaborare misure repressive, peraltro di difficile attuazione.
L'emendamento 1.11, posto ai voti, è respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 1.12.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) dichiara il voto favorevole, dando conto della portata normativa dell'emendamento in oggetto, la cui finalità consiste in un riequilibrio del sistema sanzionatorio.
Peraltro, ricorda come l'aggravio di pena non determini automaticamente una diminuzione dei reati.
Inoltre, negli ultimi decenni il numero complessivo dei reati è diminuito e l'Italia è complessivamente un Paese più sicuro.
Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole, ritenendo come gli interventi per la sicurezza siano efficaci solo se si affrontano le cause sociali della criminalità.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) dichiara il voto favorevole, osservando come il fatto che l'articolo 1 attenga alle armi da taglio sia sintomatico di una linea politica volta ad inseguire i fatti di cronaca, senza un'analisi approfondita dei problemi della sicurezza.
Inoltre, nonostante questi interventi, negli ultimi anni è aumentata la sensazione generale di insicurezza.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) annuncia il voto favorevole, soffermandosi sulle criticità dell'articolo 1 del decreto e sul tentativo dell'emendamento di mitigarne le storture, riequilibrando l'impianto sanzionatorio.
Auspica che venga rivisto il parere contrario.
Posto ai voti, l'emendamento 1.12 viene respinto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 1.13.
Il senatore BAZOLI (PD-IDP) dichiara il voto formale e rileva che la trasformazione del reato da delitto in contravvenzione amplia la sfera della punibilità, perché le contravvenzioni sono punite sia se commesse a titolo di dolo che di colpa. Invece, i delitti, in genere, sono puniti solo a titolo di dolo. Su questo, ritiene utile una riflessione.
La senatrice PIRRO (M5S) annuncia il voto favorevole sull'emendamento 1.13, volto a ricalibrare le pene in un'ottica di maggiore proporzionalità, prevedendo anche che, nei casi di lieve entità, possa essere irrogata la sola pena dell'ammenda.
Rappresenta la necessità di agire sulle cause della marginalizzazione sociale e del disagio giovanile. Tuttavia, la risposta unicamente repressiva non costituisce una soluzione efficace. Invece, servono interventi di prevenzione, educativi e lo stanziamento di risorse adeguate.
Infine, ricorda come il cosiddetto "decreto Caivano" abbia determinato una maggiore invivibilità delle carceri minorili, in assenza di misure di recupero e di prevenzione.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) dichiara il voto favorevole, osservando che, negli ultimi decenni, l'aumento delle pene non abbia comportato una riduzione dei reati.
Ricorda poi come, in altri Paesi, la legalizzazione delle droghe leggere abbia comportato una riduzione del consumo di droghe.
Purtroppo, si è scelto lo strumento esclusivamente repressivo e, da inizio Legislatura, sono stati introdotti circa sessanta nuovi reati, con una finalità esclusivamente propagandistica.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) dichiara il voto favorevole sull'emendamento in oggetto e ricorda come la contraddizione tra la norma sulla responsabilità genitoriale del "decreto Caivano" e la famiglia del bosco dimostri che le norme devono essere scritte sganciandosi da fatti di cronaca minuta.
Invece, la legislazione penale richiederebbe un'analisi sociologica e la previsione di disposizioni generali e astratte.
Altresì, è necessario un investimento sulla scuola e sulla cultura, evitando un approccio populista basato su "norme manifesto".
L'emendamento 1.13, posto in votazione, è respinto.
Si procede alla votazione degli emendamenti identici 1.14 e 1.15.
La senatrice LOPREIATO (M5S) dichiara il voto favorevole sugli emendamenti in oggetto, richiamando le criticità della previsione normativa sulle "armi bianche" e la finalità delle proposte emendative.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) annuncia il voto favorevole, osservando come gli emendamenti ostruzionistici delle opposizioni puntino a cambiare l'approccio meramente repressivo seguito fin qui dalla maggioranza e dal Governo, che non ha puntato su investimenti nella scuola, nella cultura e nella prevenzione.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) annuncia il voto favorevole, stigmatizzando le modalità seguite dal Governo sulla sicurezza, basate su interventi disorganici, privi di una visione e in assenza di un'analisi preventiva "a monte".
Il Governo ha purtroppo deciso di inseguire fatti di cronaca, adottando provvedimenti rivelatisi, a distanza di poco tempo, del tutto insufficienti.
Con contestuale votazione, la Commissione respinge gli identici emendamenti 1.14 e 1.15.
Si procede quindi alla votazione dell'emendamento 1.16.
Il senatore BAZOLI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole, rilevando come la scelta di introdurre nuovi reati ovvero di aumentare le pene sia quella più semplice, ma purtroppo non risolve il problema, in quanto l'effetto deterrente risulta scarso.
È necessario, invece, puntare sull'aspetto della prevenzione e dell'educazione.
Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole, rilevando come una politica per la sicurezza condizionata dai fatti di cronaca sia estremamente pericolosa.
Infatti, si consente alla narrazione mediatica di dettare la linea politica del Governo.
Si sofferma poi sulla crisi del modello familiare e sulle radici sociologiche della criminalità.
Con distinte votazioni, gli emendamenti 1.16 e 1.17 sono respinti.
Si passa alla votazione dell'emendamento 1.18.
Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole sull'emendamento 1.18, sottolineando che la sicurezza deve essere garantita, senza però compromettere la libertà dei cittadini onesti.
Rileva come la marginalizzazione del modello familiare sia dovuta alla miriade di informazioni che i giovani ricevono dai "social", disarticolando il sistema formativo.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) annuncia il voto favorevole sulla proposta 1.18, soffermandosi sulla portata dell'emendamento e sulla relativa finalità di correzione dell'articolo 1, comma 1, lettera a).
Evidenzia poi il carattere eccessivo delle sanzioni amministrative accessorie.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 1.18, rilevando che, dopo l'esito del recente referendum costituzionale, si è tornati alla versione originaria delle destre, ossia la tradizionale impostazione basata sull'introduzione di nuovi reati e sull'aumento di pene.
Si persiste quindi con una politica profondamente errata e si rinuncia ad un'analisi seria sugli effetti dei provvedimenti adottati negli ultimi anni.
Posto ai voti, l'emendamento 1.18 è respinto.
Si procede alla votazione dell'emendamento 1.19.
La senatrice PIRRO (M5S) dichiara il voto favorevole sull'emendamento in esame, rilevando la necessità di indagare le cause sociali dei crimini e i motivi profondi del disagio giovanile.
I provvedimenti del Governo non intervengono sulle cause reali dei problemi oppure sono privi di carattere strutturale.
Auspica che, in quest'ultima parte di legislatura, vi sia un ripensamento.
Il senatore MELONI (PD-IDP) annuncia il voto favorevole e stigmatizza il carattere repressivo del provvedimento, che riduce i diritti fondamentali dei cittadini e attenua le garanzie, superando la mediazione dell'autorità giurisdizionale.
Il provvedimento è espressione di un approccio securitario e si riduce a "norme manifesto" prive di efficacia.
Il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) annuncia il voto favorevole e rimarca le critiche alla sciatteria legislativa con cui sono state redatte le norme penali contenute nel decreto.
Gli emendamenti in esame vanno a definire in maniera più precisa l'ambito applicativo delle norme, in ossequio al principio di tassatività.
Le criticità insite nella norma in vigore sono tali da far sì che essa avrà una vita residua molto breve. Tuttavia, essendo contenuta in un decreto-legge, ha già un impatto sulla vita dei cittadini e può essere applicata dall'autorità giudiziaria in pendenza del disegno di legge di conversione. Tali storture alterano il rapporto tra i poteri e tradiscono la funzione pedagogica delle norme penali.
Posto ai voti, l'emendamento 1.19 è respinto.
Con separate votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.20, 1.21 e 1.22.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 18,55.