Legislatura 19ª - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 298 del 25/03/2026

(1845) Conversione in legge del decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali

(Esame e rinvio)

Il relatore SALVITTI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) illustra il disegno di legge di conversione in titolo, il quale si compone di 6 articoli.

L'articolo 1 introduce, per tre mesi dall'entrata in vigore del decreto-legge, un regime di trasparenza obbligatoria dei prezzi di vendita dei carburanti, imponendo comunicazioni giornaliere e vietando rincari infra giornalieri. Contestualmente, affida al Garante per la sorveglianza dei prezzi, con l'ausilio operativo della Guardia di finanza, il compito di monitorare l'intera filiera per individuare e reprimere tempestivamente eventuali manovre speculative.

L'articolo 2 riduce per venti giorni (dal 19 marzo al 7 aprile 2026) le aliquote di accisa applicate alla benzina, al gasolio e ai GPL impiegati come carburanti. Gli oneri derivanti dalla riduzione temporanea delle accise sui carburanti sono valutati in 417,4 milioni di euro per il 2026 e in 6,1 milioni di euro per il 2028.

L'articolo 3 dispone delle misure in favore delle imprese, con sede legale o stabile organizzazione in Italia, operanti nel settore dell'autotrasporto. In particolare, a tali imprese si riconosce un contributo straordinario, sotto forma di credito d'imposta, commisurato alla maggiore spesa sostenuta in ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio dell'anno 2026 rispetto al prezzo del mese di febbraio ed entro limite massimo di 100 milioni di euro per l'anno 2026. Il credito d'imposta è utilizzabile secondo le modalità telematiche messe a disposizione dell'Agenzia delle entrate, senza che si rendano applicabili alcuni limiti annuali (quello generale di 2 milioni di euro e quello di 250 mila euro applicabile ai crediti d'imposta da quadro RU). La definizione dei criteri e delle modalità di attuazione del credito d'imposta è demandata ad apposito decreto interministeriale. Al fine di tenere conto dell'andamento delle sensibili oscillazioni del prezzo dei carburanti, si dispone che l'aggiornamento del prezzo medio del gasolio per autotrazione debba essere effettuato, dal 19 marzo al 30 giugno 2026, con cadenza mensile (anziché trimestrale) con riguardo alla sola componente riferita al costo del gasolio.

L'articolo 4 introduce un credito d'imposta a favore delle imprese esercenti attività della pesca pari al 20 per cento della spesa sostenuta per l'acquisto del carburante effettuato nei mesi di marzo, aprile e maggio dell'anno 2026, nel limite di 10 milioni di euro per l'anno 2026 (comma 1). Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, non concorre alla formazione del reddito d'impresa, non concorre alla formazione della base imponibile dell'IRAP, non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi, delle spese e degli altri componenti negativi del reddito, è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi (comma 2). L'articolo demanda la definizione dei criteri e delle modalità di attuazione del credito di imposta a un decreto del Ministero dell'agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze (comma 3). Il comma 4 vincola l'applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo al rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato. Il comma 5 rinvia all'articolo 5 per l'individuazione delle fonti di copertura degli oneri derivanti dal presente articolo.

L'articolo 5, comma 1, incrementa la dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica (FISPE). Il comma 2 reca la quantificazione degli oneri derivanti dagli articoli 2, 3, 4 e dal comma 1 del presente articolo e indica le fonti di copertura finanziaria.

L'articolo 6, infine, dispone che il decreto-legge in esame entri in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il decreto-legge è dunque vigente dal 19 marzo 2026.

Si apre il dibattito.

Interviene la senatrice TAJANI (PD-IDP), la quale, dopo aver riassunto gli elementi di criticità del decreto in esame - vigenza della riduzione delle accise troppo breve, esclusione del settore agricolo e mancato utilizzo del meccanismo delle accise mobili - sollecita il Governo a chiarire l'orientamento per il proseguo dell'iter, tenuto conto che gli effetti del decreto legge sono già stati assorbiti dalla crescita dei prezzi del petrolio e che comunque dopo il 7 aprile le accise sono destinate a ritornare a livello pre decreto. In tali condizioni appare dirimente chiarire se apportare modifiche, pur nella consapevolezza che esse avranno uno scarso effetto, oppure rinviarle ad un ulteriore intervento, lasciando intatte le misure, pur limitate, del decreto-legge. In entrambi i casi appare opportuno ascoltare gli operatori del settore, quantomeno per evitare gli errori e le incertezze ascrivibili all'Esecutivo.

Il senatore TURCO (M5S) ritiene che il decreto-legge abbia previsto misure tardive rispetto alla crescita improvvisa dei prezzi del petrolio e inefficaci poiché la vigenza delle misure è troppo stretta. Da un lato, la propria parte politica avrebbe preferito una diminuzione più incisiva del prelievo, e allo stesso tempo un reperimento delle risorse finanziarie per la copertura degli oneri di ben altra qualità e spessore, evitando i tagli lineari che colpiscono settori vitali quali la sanità, il trasporto e le università. Esiste poi un problema di settori esclusi che chiama in causa direttamente le scelte compiute dal Governo. Si associa alla richiesta di chiarimento al Sottosegretario.

A giudizio del senatore MAGNI (Misto-AVS), il pur doveroso intervento volto a mitigare gli effetti negativi della guerra all'Iran in materia energetica appare troppo limitato in relazione alle esigenze dei lavoratori e delle imprese e non è stato operato in una logica sistemica e prospettica; oltretutto la copertura degli oneri è molto discutibile, stante la volontà del Governo di non tassare gli extra profitti accumulati in questi mesi dalle aziende petrolifere. Il decreto-legge, quindi, è un intervento tampone che ha già perso la sua efficacia.

Il senatore ORSOMARSO (FdI) fa presente che invocare un intervento strutturale sui costi dell'energia in presenza di eventi eccezionali e dagli sviluppi non ancora prevedibili appare sostanzialmente errato, mentre le misure mirate ed emergenziali consentono una flessibilità in grado di adeguare l'intervento governativo in ragione delle effettive esigenze sul campo. Non può sfuggire del resto anche all'opposizione che i margini di manovra sul lato della finanza pubblica sono ridotti per gli effetti, a tutti noti, della politica di spesa degli anni scorsi in materia di ristrutturazioni edilizie.

Il senatore TURCO (M5S) interviene nuovamente chiedendo al Presidente di chiarire come la Commissione potrà procedere in materia di emendabilità del testo.

Il PRESIDENTE fa presente di aver già sottoposto al Governo il tema dell'eventuale appropriatezza di interventi modificativi, soprattutto per quanto riguarda le misure recate dall'articolo 2, tenendo conto del termine ravvicinato di vigenza della riduzione delle accise rispetto alla conversione in legge. È legittimo quindi discutere con il Governo tale questione. Tuttavia, ritiene poco responsabile proporre modifiche che risultato estremamente onerose per le finanze pubbliche senza porre in campo soluzioni realistiche sul lato delle entrate.

Dichiara pertanto chiusa la discussione generale.

Il senatore CROATTI (M5S) chiede di poter svolgere un ciclo di audizioni o quantomeno di chiedere memorie scritte.

Il senatore SALVITTI (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP) pur giudicando opportuna la valutazione di istanze che dovessero provenire dai soggetti interessati, ritiene preminente in questa fase decidere come procedere rispetto al decreto-legge.

Il PRESIDENTE specifica che il sottosegretario Freni potrebbe intervenire in replica martedì e successivamente definire un termine per presentare eventualmente gli emendamenti.

Il sottosegretario FRENI fa presente che il Governo monitora costantemente l'andamento della crisi per disporre di stime sulle quali poter orientare eventuali successivi interventi, restando per ora impregiudicata la scelta della modalità degli interventi.

Il PRESIDENTE ritiene che la richiesta di svolgere audizioni sulla tematica in oggetto andrebbe valutata dopo la replica del Sottosegretario, evitando così un inutile coinvolgimento dei soggetti interessati in caso di conversione senza modifiche. Tuttavia, poiché dall'attuale fase potrebbero emergere ipotesi di intervento nel merito, invita i Gruppi a far pervenire quanto prima l'elenco dei soggetti cui chiedere la documentazione e le memorie, a loro volta da trasmettere alla Commissione entro martedì 31 marzo.

Il seguito dell'esame è rinviato.