Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 335 del 24/03/2026

La senatrice MURELLI (LSP-PSd'Az), relatrice, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, che aggiorna gli orientamenti per le infrastrutture energetiche transfrontaliere (TEN-E) e contribuisce allo sviluppo tempestivo ed efficiente e all'interoperabilità di infrastrutture energetiche resilienti in tutta l'Unione europea, attraverso misure in grado di accelerare il rilascio dei permessi per i progetti energetici, pianificare reti più connesse e migliorare la resilienza delle infrastrutture e sostenere un sistema elettrico maggiormente digitalizzato e rinnovabile.

La proposta rientra nel pacchetto sulle reti europee (European Grids Package), del dicembre 2025, finalizzato ad ammodernare le infrastrutture del settore, garantire un approvvigionamento energetico sicuro e con costi ridotti, e contribuire al raggiungimento dell'indipendenza energetica.

Le infrastrutture delle reti energetiche svolgono, infatti, un ruolo cruciale nel rafforzare la competitività europea, nel garantire la sicurezza dell'Unione, e nella transizione energetica e di decarbonizzazione.

Tuttavia, nel contesto attuale, lo sviluppo delle reti energetiche è esposto a sfide sempre più complesse, che richiedono un adattamento delle reti, per consentire all'Unione europea di disporre di un sistema elettrico più decentralizzato, digitalizzato e flessibile.

Il regolamento TEN-E, adottato nel 2013, è stato già rivisto nel 2022, per allineare il quadro all'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, nell'ambito del Green Deal europeo. Sebbene gli obiettivi del regolamento TEN-E rimangano ampiamente validi, si è reso necessario affrontare varie carenze per garantire che il quadro sia idoneo a sostenere un sistema energetico decarbonizzato, competitivo e resiliente a orizzonte 2050, in linea con gli obiettivi del patto per l'industria pulita e con la normativa europea sul clima.

L'attuale proposta di revisione del regolamento TEN-E mira ad affrontare tali sfide. In particolare, introduce modifiche per garantire che i progetti inclusi nei piani di sviluppo della rete rispondano efficacemente alle esigenze infrastrutturali individuate. Un ulteriore obiettivo è quello di agevolare la ripartizione dei costi per una più rapida realizzazione dei progetti infrastrutturali transfrontalieri.

Inoltre, si propone di semplificare e accelerare le procedure di rilascio delle autorizzazioni per i progetti transfrontalieri di infrastrutture energetiche, rafforzare la sicurezza fisica e informatica e la resilienza delle infrastrutture energetiche transfrontaliere, nonché semplificare e ridurre, ove possibile, i costi normativi e di conformità.

La base giuridica della proposta è individuata nell'articolo 172 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che prevede la procedura legislativa ordinaria per l'adozione di orientamenti riguardo agli obiettivi, le priorità e le linee principali delle azioni previste nel settore delle reti transeuropee.

La Commissione europea reputa la proposta conforme al principio di sussidiarietà, in quanto l'obiettivo di contribuire all'ulteriore integrazione del mercato dell'energia attraverso la modernizzazione e lo sviluppo della rete energetica transfrontaliera europea non può essere raggiunto in modo efficace con le diverse regolamentazioni e pianificazioni a livello nazionale.

Per la Commissione europea la proposta rispetta anche il principio di proporzionalità, poiché si limita a quanto è necessario per conseguire il predetto obiettivo di garantire lo sviluppo tempestivo ed efficiente e l'interoperabilità di infrastrutture energetiche resilienti, energie rinnovabili e flessibilità, comprese le stazioni di stoccaggio e ricarica, in tutta l'Unione.

Il termine delle otto settimane previste dal Protocollo n. 2, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scade il 9 aprile 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di nove Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea, che non hanno finora sollevato criticità, fatta eccezione per il Riksdag svedese, che ha approvato un parere motivato in cui sono evidenziate criticità sulla conformità della proposta ai principi di sussidiarietà e proporzionalità.

In particolare, il Riksdag si oppone a un rafforzamento del ruolo della Commissione europea nella pianificazione delle reti energetiche e nell'utilizzo dei proventi da congestione (proventi da strozzatura), che sono generati in uno Stato membro. Secondo il Riksdag, le reti elettriche dovrebbero continuare a essere pianificate a livello locale, regionale e nazionale, dove la conoscenza delle condizioni, delle esigenze e del mix energetico è maggiore. A tale riguardo, il Riksdag ricorda che l'articolo 194, paragrafo 2, del TFUE stabilisce espressamente che le misure a livello di Unione non devono pregiudicare il diritto degli Stati membri di determinare le condizioni di utilizzo delle loro risorse energetiche, la loro scelta tra diverse fonti energetiche e la struttura generale dell'approvvigionamento energetico.

Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.