Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 335 del 24/03/2026
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ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee, che modifica i regolamenti (UE) 2019/942, (UE) 2019/943 e (UE) 2024/1789 e abroga il regolamento (UE) 2022/869 (COM(2025) 1006 definitivo)
(Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)
La senatrice MURELLI (LSP-PSd'Az), relatrice, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, che aggiorna gli orientamenti per le infrastrutture energetiche transfrontaliere (TEN-E) e contribuisce allo sviluppo tempestivo ed efficiente e all'interoperabilità di infrastrutture energetiche resilienti in tutta l'Unione europea, attraverso misure in grado di accelerare il rilascio dei permessi per i progetti energetici, pianificare reti più connesse e migliorare la resilienza delle infrastrutture e sostenere un sistema elettrico maggiormente digitalizzato e rinnovabile.
La proposta rientra nel pacchetto sulle reti europee (European Grids Package), del dicembre 2025, finalizzato ad ammodernare le infrastrutture del settore, garantire un approvvigionamento energetico sicuro e con costi ridotti, e contribuire al raggiungimento dell'indipendenza energetica.
Le infrastrutture delle reti energetiche svolgono, infatti, un ruolo cruciale nel rafforzare la competitività europea, nel garantire la sicurezza dell'Unione, e nella transizione energetica e di decarbonizzazione.
Tuttavia, nel contesto attuale, lo sviluppo delle reti energetiche è esposto a sfide sempre più complesse, che richiedono un adattamento delle reti, per consentire all'Unione europea di disporre di un sistema elettrico più decentralizzato, digitalizzato e flessibile.
Il regolamento TEN-E, adottato nel 2013, è stato già rivisto nel 2022, per allineare il quadro all'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, nell'ambito del Green Deal europeo. Sebbene gli obiettivi del regolamento TEN-E rimangano ampiamente validi, si è reso necessario affrontare varie carenze per garantire che il quadro sia idoneo a sostenere un sistema energetico decarbonizzato, competitivo e resiliente a orizzonte 2050, in linea con gli obiettivi del patto per l'industria pulita e con la normativa europea sul clima.
L'attuale proposta di revisione del regolamento TEN-E mira ad affrontare tali sfide. In particolare, introduce modifiche per garantire che i progetti inclusi nei piani di sviluppo della rete rispondano efficacemente alle esigenze infrastrutturali individuate. Un ulteriore obiettivo è quello di agevolare la ripartizione dei costi per una più rapida realizzazione dei progetti infrastrutturali transfrontalieri.
Inoltre, si propone di semplificare e accelerare le procedure di rilascio delle autorizzazioni per i progetti transfrontalieri di infrastrutture energetiche, rafforzare la sicurezza fisica e informatica e la resilienza delle infrastrutture energetiche transfrontaliere, nonché semplificare e ridurre, ove possibile, i costi normativi e di conformità.
La base giuridica della proposta è individuata nell'articolo 172 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che prevede la procedura legislativa ordinaria per l'adozione di orientamenti riguardo agli obiettivi, le priorità e le linee principali delle azioni previste nel settore delle reti transeuropee.
La Commissione europea reputa la proposta conforme al principio di sussidiarietà, in quanto l'obiettivo di contribuire all'ulteriore integrazione del mercato dell'energia attraverso la modernizzazione e lo sviluppo della rete energetica transfrontaliera europea non può essere raggiunto in modo efficace con le diverse regolamentazioni e pianificazioni a livello nazionale.
Per la Commissione europea la proposta rispetta anche il principio di proporzionalità, poiché si limita a quanto è necessario per conseguire il predetto obiettivo di garantire lo sviluppo tempestivo ed efficiente e l'interoperabilità di infrastrutture energetiche resilienti, energie rinnovabili e flessibilità, comprese le stazioni di stoccaggio e ricarica, in tutta l'Unione.
Il termine delle otto settimane previste dal Protocollo n. 2, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scade il 9 aprile 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di nove Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea, che non hanno finora sollevato criticità, fatta eccezione per il Riksdag svedese, che ha approvato un parere motivato in cui sono evidenziate criticità sulla conformità della proposta ai principi di sussidiarietà e proporzionalità.
In particolare, il Riksdag si oppone a un rafforzamento del ruolo della Commissione europea nella pianificazione delle reti energetiche e nell'utilizzo dei proventi da congestione (proventi da strozzatura), che sono generati in uno Stato membro. Secondo il Riksdag, le reti elettriche dovrebbero continuare a essere pianificate a livello locale, regionale e nazionale, dove la conoscenza delle condizioni, delle esigenze e del mix energetico è maggiore. A tale riguardo, il Riksdag ricorda che l'articolo 194, paragrafo 2, del TFUE stabilisce espressamente che le misure a livello di Unione non devono pregiudicare il diritto degli Stati membri di determinare le condizioni di utilizzo delle loro risorse energetiche, la loro scelta tra diverse fonti energetiche e la struttura generale dell'approvvigionamento energetico.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il carattere definitivo del regolamento, che abroga la direttiva 98/26/CE e modifica la direttiva 2002/47/CE relativa ai contratti di garanzia finanziaria (COM(2025) 941 definitivo)
Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2009/65/CE, 2011/61/UE e 2014/65/UE per quanto riguarda l'ulteriore sviluppo dell'integrazione dei mercati dei capitali e della vigilanza nell'Unione (COM(2025) 942 definitivo)
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 1095/2010, (UE) n. 648/2012, (UE) n. 600/2014, (UE) n. 909/2014, (UE) 2015/2365, (UE) 2019/1156, (UE) 2021/23, (UE) 2022/858, (UE) 2023/1114, (CE) n. 1060/2009, (UE) 2016/1011, (UE) 2017/2402, (UE) 2023/2631 e (UE) 2024/3005 per quanto riguarda l'ulteriore sviluppo dell'integrazione dei mercati dei capitali e della vigilanza nell'Unione (COM(2025) 943 definitivo)
(Seguito dell'esame del COM(2025) 942, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e congiunzione con l'esame congiunto dei COM(2025) 941 e COM(2025) 943, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)
Prosegue l'esame del COM(2025) 942, sospeso nella seduta del 4 marzo.
La senatrice MURELLI (LSP-PSd'Az), relatrice, introduce l'esame della proposta di regolamento COM(2025) 941, con cui si provvede a sostituire, con un regolamento, la direttiva 98/26/CE sui sistemi di pagamento o di regolamento titoli, al fine di garantire l'applicazione uniforme in tutti gli Stati membri della normativa, finalizzata a ridurre il rischio sistemico, garantendo il carattere definitivo e l'irrevocabilità degli ordini di trasferimento una volta immessi in un sistema designato, anche in caso di insolvenza di un partecipante.
È emerso, infatti, dalla consultazione pubblica del 2021 e dalla relazione della Commissione europea del 2023, che gli obblighi stabiliti dalla direttiva 98/26/CE e le tutele concesse agli enti nazionali che partecipano ai sistemi di Paesi terzi, sono stati recepiti in modo diverso dagli Stati membri, determinando condizioni di disparità per i sistemi e i partecipanti dell'Unione.
Approcci nazionali divergenti hanno portato alla frammentazione del mercato unico, con sistemi e partecipanti soggetti a norme diverse nei diversi Stati membri, causando incertezza giuridica e ostacolando l'integrazione dei mercati e le operazioni transfrontaliere. Inoltre, il nuovo quadro normativo introduce il principio della neutralità tecnologica, aggiornando le tutele legali alle innovazioni digitali, come la tecnologia a registro distribuito DLT (distributed ledger technology) e i titoli tokenizzati.
Il testo stabilisce, inoltre, criteri chiari per la partecipazione ai sistemi, la gestione dei conflitti di legge e la trasparenza delle informazioni pubblicate dalle autorità di vigilanza come l'ESMA (European Securities and Markets Authority).
La proposta in esame, insieme al COM(2025) 942 e al COM(2025) 943, rientra nel pacchetto legislativo sull'integrazione dei mercati e della vigilanza, cosiddetto MISP (Market integration and supervision package), in attuazione dell'Unione dei mercati dei capitali e, in particolare, dell'Unione dei risparmi e degli investimenti (SIU - Savings and Investments Union), basati sul rapporto Letta "Molto più di un mercato" dell'aprile 2024. La SIU, in particolare, mira a creare un sistema finanziario più integrato, efficiente e competitivo, offrendo ai cittadini dell'Unione migliori opzioni per far crescere la propria ricchezza e rafforzando la competitività delle imprese e l'accesso al finanziamento.
La base giuridica della proposta è individuata nell'articolo 114 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), sul ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di mercato interno.
Il principio di sussidiarietà, secondo la Commissione europea, è rispettato in quanto l'obiettivo di eliminare le divergenze nazionali nell'applicazione e interpretazione tra i sistemi di regolamento e di pagamento designati nell'Unione non può essere raggiunto dagli Stati membri singolarmente, ma richiede un'azione a livello dell'Unione.
Anche il principio di proporzionalità è rispettato, per la Commissione, poiché la proposta non va oltre quanto necessario per il raggiungimento del predetto obiettivo. In tal senso, la scelta dello strumento del regolamento consente di armonizzare direttamente le norme, garantendo un'applicazione coerente in tutta l'Unione e agevolando operazioni finanziarie più fluide e prevedibili. Inoltre, il regolamento consentirebbe di non imporre oneri sproporzionati ai partecipanti, eliminando la duplicazione degli sforzi giuridici e di conformità che attualmente derivano dalla necessità di orientarsi tra 27 diversi testi di recepimento e interpretazioni della normativa; semplificherebbe la partecipazione a più sistemi; ridurrebbe i costi legati alla dovuta diligenza giuridica e rafforzerebbe la certezza del diritto, in particolare nelle situazioni transfrontaliere e in caso di partecipazione ai sistemi di Paesi terzi. Infine, le modifiche volte a garantire la neutralità tecnologica consentirebbero una maggiore certezza del diritto nel caso in cui i sistemi e le attività si avvalgano delle nuove tecnologie, come il registro distribuito DLT e i titoli tokenizzati, riducendo la necessità di costose attività giuridiche per garantire la conformità normativa.
Il termine delle otto settimane, previsto dal Protocollo n. 2, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scade il 6 aprile 2026.
La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di 10 Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione. Tra queste, la Camera dei deputati della Repubblica ceca ha espresso un parere motivato, non ritenendo rispettato il principio di sussidiarietà con riguardo all'intero pacchetto legislativo MISP.
La relatrice Murelli illustra anche la proposta COM(2025) 943 che, come detto, insieme al COM(2025) 941 e al COM(2025) 942, rientra nel pacchetto MISP sull'integrazione dei mercati e della vigilanza.
La proposta di regolamento COM(2025) 943 mira a rafforzare l'integrazione dei mercati dei capitali e a uniformare la vigilanza finanziaria all'interno dell'Unione europea. A tale scopo modifica i seguenti atti normativi: il regolamento ESMA, che istituisce l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, il regolamento sulle infrastrutture del mercato europeo (EMIR), il regolamento sui mercati degli strumenti finanziari (MiFIR), il regolamento sui depositari centrali di titoli (CSDR), il regolamento sulla distribuzione transfrontaliera, il regolamento sul regime pilota DLT, il regolamento sui mercati delle cripto-attività, il regolamento sulle operazioni di finanziamento tramite titoli e il regolamento sul risanamento e sulla risoluzione delle contro parti centrali (CCP).
La proposta di regolamento delinea una strategia per abbattere le barriere transfrontaliere nei settori della negoziazione, del post-negoziazione e della gestione patrimoniale, favorendo, al contempo, l'adozione di tecnologie innovative come quella a registro distribuito DLT e la tokenizzazione degli strumenti finanziari. Un obiettivo centrale della proposta riguarda il rafforzamento dell'ESMA, alla quale verrebbero conferiti poteri di supervisione diretta su infrastrutture di mercato significative e prestatori di servizi per cripto-attività. Attraverso la semplificazione normativa e il passaggio da direttive a regolamenti, l'iniziativa intende ridurre i costi operativi e stimolare gli investimenti produttivi. Complessivamente, la riforma cerca di rendere il mercato unico più competitivo, sicuro e accessibile sia per le imprese sia per i risparmiatori europei.
La base giuridica della proposta è individuata nell'articolo 114 del TFUE, sul ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di mercato interno.
Il principio di sussidiarietà, secondo la Commissione europea, è rispettato, in quanto l'obiettivo di eliminare le divergenze nazionali che ostacolano la prestazione transfrontaliera di servizi, impedendo la costituzione di un vero e proprio mercato unico dei capitali, non può essere raggiunto dagli Stati membri singolarmente, ma richiede un'azione a livello dell'Unione.
Anche il principio di proporzionalità è rispettato, secondo la Commissione europea, poiché la proposta non va oltre quanto necessario per il raggiungimento del predetto obiettivo. In tal senso, eliminando gli ostacoli normativi che impediscono l'integrazione dei mercati dei capitali, si avrebbe un alleggerimento degli oneri normativi e della complessità operativa, rendendo, in tal modo, più efficiente la prestazione di servizi transfrontalieri. I connessi costi di attuazione verrebbero compensati dai miglioramenti in termini di efficienza, semplificazione e prevedibilità, nonché di riduzione dell'incertezza del diritto e di arbitraggio regolamentare.
Il termine delle otto settimane, previsto dal Protocollo n. 2, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, è scaduto il 23 marzo 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di 11 Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione. Tra queste, la Camera dei deputati italiana e la Camera dei deputati della Repubblica ceca hanno espresso un parere motivato, non ritenendo rispettato il principio di sussidiarietà con riguardo all'intero pacchetto legislativo MISP.
Il PRESIDENTE propone di congiungere l'esame delle proposte COM(2025) 941 e COM(2025) 943, avviato nella seduta odierna, con la proposta COM(2025) 942, già all'esame della Commissione. I tre atti rientrano infatti nel pacchetto MISP sull'integrazione dei mercati e della vigilanza.
La Commissione conviene.
Il seguito dell'esame congiunto è, quindi, rinviato.