Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 334 del 17/03/2026

Il PRESIDENTE comunica che, il 12 marzo scorso, è stata pubblicata la quarta relazione annuale del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) sulle minacce legate alla manipolazione e alle interferenze provenienti dall'informazione estera, che offre una fotografia chiara e aggiornata di un fenomeno globale in continua evoluzione.

Secondo la relazione, nel 2025, sono stati documentati 540 casi, con l'Ucraina, la Francia, la Moldavia e la Germania come obiettivi principali (in Italia si sono registrati 11 casi), mentre Russia e Cina rimangono tra gli attori più attivi, utilizzando reti occulte e proxy per espandere la loro influenza e rendere difficile l'attribuzione delle operazioni.

Ciò che distingue questa relazione non è solo la rilevazione dei fatti, ma la transizione da una valutazione diagnostica a un approccio operativo. Si introduce, infatti, il Manuale di deterrenza "FIMI" (Foreign Information Manipulation and Interference), che identifica nodi critici nelle infrastrutture e nelle catene di approvvigionamento, permettendo di concentrare l'attenzione sui fattori chiave che sostengono queste operazioni di manipolazione e interferenza, rendendole più costose e difficili. In un contesto tecnologico sempre più sofisticato, dove l'intelligenza artificiale e i contenuti digitali manipolati diventano strumenti usati di routine, la deterrenza diventa non solo utile, ma essenziale.

L'analisi del SEAE dimostra che un approccio difensivo o reattivo da solo non basta. Sebbene sia impossibile impedire completamente le FIMI, è possibile ridurne l'impatto e la sostenibilità. Agire contro le condizioni che permettono tali operazioni - rafforzando la resilienza sociale, mobilitando strumenti giuridici, regolatori e sanzionatori, e coinvolgendo intermediari e fornitori di servizi - consente all'Unione europea di ridurre lo spazio operativo degli autori delle minacce e costringerli a rivalutare le loro campagne.

Per ottenere un impatto concreto e duraturo, è fondamentale sviluppare una capacità deterrente credibile, integrata a tutti i livelli dell'azione contro le FIMI. Ciò richiede condivisione sistematica delle informazioni tra autorità pubbliche, Forze dell'ordine, servizi di intelligence e società civile, utilizzo strategico del FIMI Toolbox, rafforzamento del quadro normativo digitale e coordinamento efficace tra Stati membri. Solo attraverso un'azione collettiva e sostenuta sarà possibile trasformare la consapevolezza della minaccia in misure concrete, assicurando che la manipolazione informativa diventi uno strumento ad alto rischio e sempre meno praticabile.

In sintesi, la relazione del SEAE pone l'accento sull'urgenza di un'azione immediata da parte dell'Unione, sottolineando come la deterrenza non sia un'opzione, bensì una necessità strategica per la sicurezza, l'integrità delle informazioni e la tutela della nostra democrazia.

La Commissione prende atto.