Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 334 del 17/03/2026

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro di misure volte ad agevolare il trasporto di materiali, merci e personale militari in tutta l'Unione (COM(2025) 847 definitivo)

(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 17 febbraio.

Il presidente TERZI DI SANT'AGATA (FdI), relatore, svolge una relazione integrativa sulla proposta di regolamento in titolo che, come già illustrato, provvede a istituire un quadro normativo comune dell'Unione europea volto a favorire, accelerare e coordinare i movimenti di Forze armate ed equipaggiamenti all'interno del territorio dell'Unione e attraverso le sue frontiere esterne, nel rispetto delle competenze nazionali in materia di difesa.

Sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, elaborata dal Ministero della difesa.

La valutazione delle finalità del progetto da parte del Governo è nel complesso positiva, in quanto esso si inserisce nel solco degli sforzi di coordinamento di tutti gli Stati membri per proporre un quadro organico e omogeneo, volto ad agevolare e razionalizzare il trasporto militare all'interno dell'Unione europea, promuovendo il duplice uso delle infrastrutture civili.

Il progetto mira a rafforzare le capacità dell'Unione in termini di efficienza e rapidità delle operazioni di trasporto militare, attraverso l'identificazione delle abilità richieste, la definizione di procedure armonizzate per l'emissione dei permessi di transito transfrontalieri e l'istituzione di strumenti di coordinamento tra Stati membri.

Sotto il profilo del trasporto stradale, viene valutata positivamente l'introduzione di autorizzazioni permanenti e ad hoc standardizzate per tutti gli Stati membri. Tale novella appare infatti idonea a ridurre i tempi di attraversamento delle frontiere e a garantire una maggiore continuità operativa.

In termini di urgenza, il progetto si inserisce in un contesto geopolitico caratterizzato da elevata instabilità, in cui la velocità di mobilitazione delle risorse militari assume importanza strategica. Infatti, i recenti sconvolgimenti internazionali e i conseguenti shock esogeni hanno evidenziato la vulnerabilità dell'Europa e la necessità di rafforzare la resilienza delle infrastrutture e delle capacità di reazione.

Il Governo sottolinea come il completamento tempestivo della rete TEN-T dipenda da una governance rafforzata, da una forte cooperazione con tutti i soggetti interessati e da una combinazione equilibrata di finanziamenti pubblici e privati. Le misure previste si concentrano su investimenti prioritari per l'adeguamento delle infrastrutture dual use, sull'eliminazione dei colli di bottiglia e sulla creazione di strumenti di coordinamento rafforzato tra Stati membri, permettendo, in tal modo, una risposta più rapida ai bisogni impellenti. L'adeguamento ai requisiti militari delle infrastrutture a doppio uso viene considerato essenziale per garantire che le operazioni militari possano svolgersi senza ostacoli e limitazioni operative.

Pur valutando, come detto, positivamente la proposta nel complesso, il Governo mette in evidenza alcuni aspetti che andranno precisati e chiariti nel corso della fase negoziale, tra cui: la necessità di maggiore chiarezza delle procedure di autorizzazione e delle relative tempistiche; la definizione di un sistema di coordinamento efficace tra Stati membri e Istituzioni europee; un'adeguata disciplina delle misure di facilitazione, in coerenza con le caratteristiche tecniche e operative delle infrastrutture interessate; la tutela della sicurezza delle infrastrutture e della continuità del traffico civile, in particolare ferroviario, stradale e marittimo.

Il Governo ritiene che la base giuridica sia correttamente individuata negli articoli 91 e 100, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che nel quadro della politica comune dei trasporti consentono all'Unione di stabilire norme comuni applicabili ai trasporti internazionali, le condizioni per l'ammissione dei vettori e le misure volte a migliorare la sicurezza dei trasporti.

La proposta appare anche conforme al principio di sussidiarietà, perché le criticità che intende risolvere, come la frammentazione delle procedure autorizzative, l'eterogeneità dei regimi amministrativi e i limiti infrastrutturali alla circolazione transfrontaliera di mezzi e materiali militari, presentano una dimensione intrinsecamente transnazionale, che non può essere efficacemente affrontata a livello nazionale.

Per il Governo è rispettato anche il principio di proporzionalità, poiché le misure previste si limitano a quanto necessario per conseguire gli obiettivi di facilitazione e coordinamento dei movimenti militari, lasciando impregiudicate le competenze degli Stati membri in materia di sicurezza nazionale e difesa.

Infine, si ricorda che il termine delle otto settimane, previste dal Protocollo n. 2, in merito ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scade il 19 marzo 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di undici Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione, che non hanno finora sollevato criticità.

Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.