Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 334 del 17/03/2026
Azioni disponibili
4ª Commissione permanente
(POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA)
MARTEDÌ 17 MARZO 2026
334ª Seduta
Presidenza del Presidente
La seduta inizia alle ore 16,15.
ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio per sveltire le valutazioni ambientali (COM(2025) 984 definitivo)
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 4 marzo.
Il PRESIDENTE propone di svolgere, nella giornata di giovedì 26 marzo, alle ore 9, un breve ciclo di audizioni sulla proposta in titolo.
La Commissione conviene.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
SULLA PUBBLICAZIONE DELLA QUARTA RELAZIONE DEL SERVIZIO EUROPEO PER L'AZIONE ESTERNA (SEAE) SULLE MINACCE DI MANIPOLAZIONE E INTERFERENZA NELL'AMBITO DELL'INFORMAZIONE ESTERA
Il PRESIDENTE comunica che, il 12 marzo scorso, è stata pubblicata la quarta relazione annuale del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) sulle minacce legate alla manipolazione e alle interferenze provenienti dall'informazione estera, che offre una fotografia chiara e aggiornata di un fenomeno globale in continua evoluzione.
Secondo la relazione, nel 2025, sono stati documentati 540 casi, con l'Ucraina, la Francia, la Moldavia e la Germania come obiettivi principali (in Italia si sono registrati 11 casi), mentre Russia e Cina rimangono tra gli attori più attivi, utilizzando reti occulte e proxy per espandere la loro influenza e rendere difficile l'attribuzione delle operazioni.
Ciò che distingue questa relazione non è solo la rilevazione dei fatti, ma la transizione da una valutazione diagnostica a un approccio operativo. Si introduce, infatti, il Manuale di deterrenza "FIMI" (Foreign Information Manipulation and Interference), che identifica nodi critici nelle infrastrutture e nelle catene di approvvigionamento, permettendo di concentrare l'attenzione sui fattori chiave che sostengono queste operazioni di manipolazione e interferenza, rendendole più costose e difficili. In un contesto tecnologico sempre più sofisticato, dove l'intelligenza artificiale e i contenuti digitali manipolati diventano strumenti usati di routine, la deterrenza diventa non solo utile, ma essenziale.
L'analisi del SEAE dimostra che un approccio difensivo o reattivo da solo non basta. Sebbene sia impossibile impedire completamente le FIMI, è possibile ridurne l'impatto e la sostenibilità. Agire contro le condizioni che permettono tali operazioni - rafforzando la resilienza sociale, mobilitando strumenti giuridici, regolatori e sanzionatori, e coinvolgendo intermediari e fornitori di servizi - consente all'Unione europea di ridurre lo spazio operativo degli autori delle minacce e costringerli a rivalutare le loro campagne.
Per ottenere un impatto concreto e duraturo, è fondamentale sviluppare una capacità deterrente credibile, integrata a tutti i livelli dell'azione contro le FIMI. Ciò richiede condivisione sistematica delle informazioni tra autorità pubbliche, Forze dell'ordine, servizi di intelligence e società civile, utilizzo strategico del FIMI Toolbox, rafforzamento del quadro normativo digitale e coordinamento efficace tra Stati membri. Solo attraverso un'azione collettiva e sostenuta sarà possibile trasformare la consapevolezza della minaccia in misure concrete, assicurando che la manipolazione informativa diventi uno strumento ad alto rischio e sempre meno praticabile.
In sintesi, la relazione del SEAE pone l'accento sull'urgenza di un'azione immediata da parte dell'Unione, sottolineando come la deterrenza non sia un'opzione, bensì una necessità strategica per la sicurezza, l'integrità delle informazioni e la tutela della nostra democrazia.
La Commissione prende atto.
ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro di misure volte ad agevolare il trasporto di materiali, merci e personale militari in tutta l'Unione (COM(2025) 847 definitivo)
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 17 febbraio.
Il presidente TERZI DI SANT'AGATA (FdI), relatore, svolge una relazione integrativa sulla proposta di regolamento in titolo che, come già illustrato, provvede a istituire un quadro normativo comune dell'Unione europea volto a favorire, accelerare e coordinare i movimenti di Forze armate ed equipaggiamenti all'interno del territorio dell'Unione e attraverso le sue frontiere esterne, nel rispetto delle competenze nazionali in materia di difesa.
Sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, elaborata dal Ministero della difesa.
La valutazione delle finalità del progetto da parte del Governo è nel complesso positiva, in quanto esso si inserisce nel solco degli sforzi di coordinamento di tutti gli Stati membri per proporre un quadro organico e omogeneo, volto ad agevolare e razionalizzare il trasporto militare all'interno dell'Unione europea, promuovendo il duplice uso delle infrastrutture civili.
Il progetto mira a rafforzare le capacità dell'Unione in termini di efficienza e rapidità delle operazioni di trasporto militare, attraverso l'identificazione delle abilità richieste, la definizione di procedure armonizzate per l'emissione dei permessi di transito transfrontalieri e l'istituzione di strumenti di coordinamento tra Stati membri.
Sotto il profilo del trasporto stradale, viene valutata positivamente l'introduzione di autorizzazioni permanenti e ad hoc standardizzate per tutti gli Stati membri. Tale novella appare infatti idonea a ridurre i tempi di attraversamento delle frontiere e a garantire una maggiore continuità operativa.
In termini di urgenza, il progetto si inserisce in un contesto geopolitico caratterizzato da elevata instabilità, in cui la velocità di mobilitazione delle risorse militari assume importanza strategica. Infatti, i recenti sconvolgimenti internazionali e i conseguenti shock esogeni hanno evidenziato la vulnerabilità dell'Europa e la necessità di rafforzare la resilienza delle infrastrutture e delle capacità di reazione.
Il Governo sottolinea come il completamento tempestivo della rete TEN-T dipenda da una governance rafforzata, da una forte cooperazione con tutti i soggetti interessati e da una combinazione equilibrata di finanziamenti pubblici e privati. Le misure previste si concentrano su investimenti prioritari per l'adeguamento delle infrastrutture dual use, sull'eliminazione dei colli di bottiglia e sulla creazione di strumenti di coordinamento rafforzato tra Stati membri, permettendo, in tal modo, una risposta più rapida ai bisogni impellenti. L'adeguamento ai requisiti militari delle infrastrutture a doppio uso viene considerato essenziale per garantire che le operazioni militari possano svolgersi senza ostacoli e limitazioni operative.
Pur valutando, come detto, positivamente la proposta nel complesso, il Governo mette in evidenza alcuni aspetti che andranno precisati e chiariti nel corso della fase negoziale, tra cui: la necessità di maggiore chiarezza delle procedure di autorizzazione e delle relative tempistiche; la definizione di un sistema di coordinamento efficace tra Stati membri e Istituzioni europee; un'adeguata disciplina delle misure di facilitazione, in coerenza con le caratteristiche tecniche e operative delle infrastrutture interessate; la tutela della sicurezza delle infrastrutture e della continuità del traffico civile, in particolare ferroviario, stradale e marittimo.
Il Governo ritiene che la base giuridica sia correttamente individuata negli articoli 91 e 100, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che nel quadro della politica comune dei trasporti consentono all'Unione di stabilire norme comuni applicabili ai trasporti internazionali, le condizioni per l'ammissione dei vettori e le misure volte a migliorare la sicurezza dei trasporti.
La proposta appare anche conforme al principio di sussidiarietà, perché le criticità che intende risolvere, come la frammentazione delle procedure autorizzative, l'eterogeneità dei regimi amministrativi e i limiti infrastrutturali alla circolazione transfrontaliera di mezzi e materiali militari, presentano una dimensione intrinsecamente transnazionale, che non può essere efficacemente affrontata a livello nazionale.
Per il Governo è rispettato anche il principio di proporzionalità, poiché le misure previste si limitano a quanto necessario per conseguire gli obiettivi di facilitazione e coordinamento dei movimenti militari, lasciando impregiudicate le competenze degli Stati membri in materia di sicurezza nazionale e difesa.
Infine, si ricorda che il termine delle otto settimane, previste dal Protocollo n. 2, in merito ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scade il 19 marzo 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di undici Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione, che non hanno finora sollevato criticità.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
Interviene la senatrice ROJC (PD-IDP), in riferimento all'affare assegnato n. 972 sull'India-Middle East-Europe Economic Corridor (IMEC), per soffermarsi sull'evento odierno dell'Associazione Trieste Summit, in cui si svolgono le celebrazioni dei 30 anni dell'InCE (Iniziativa Centro Europea) e il forum sull'IMEC, intesa internazionale volta a collegare India, Medio Oriente ed Europa. Gli intervenuti, dal ministro Tajani ai rappresentanti dei Paesi dell'Europa centro orientale e dei Balcani, hanno ribadito la necessità di procedere alla realizzazione anche infrastrutturale del collegamento IMEC, con lo snodo centrale di Trieste.
La senatrice esprime rammarico per la scarsa attenzione data alla questione del riconoscimento del Porto franco di Trieste, che invece ricopre una valenza decisiva non solo per Trieste ma come snodo centrale del sistema IMEC. Altri attori, di altri Paesi, invece si stanno muovendo energicamente e strategicamente con riguardo a Trieste e, più in generale, alle infrastrutture commerciali da potenziare e da connettere tra loro.
Il PRESIDENTE esprime apprezzamento per l'iniziativa menzionata e si associa alla considerazione sull'importanza del pieno riconoscimento del Porto franco di Trieste, ricordando di essersi espresso e adoperato in tal senso, nel contesto della più ampia valorizzazione del corridoio IMEC.
La Commissione si associa.
La seduta termina alle ore 16,35.