Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 448 del 11/03/2026

IN SEDE REFERENTE

(1818) Conversione in legge del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell'autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell'interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 10 marzo.

Prosegue la discussione generale.

La senatrice LOPREIATO (M5S) stigmatizza il modus operandi che ispira l'esame del provvedimento in titolo, a partire dall'assegnazione alla sola Commissione affari costituzionali, mentre sarebbe stata doverosa l'assegnazione alle Commissione riunite 1ª e 2ª, in considerazione dell'impatto significativo di diverse misure sul codice penale e delle precedenti assegnazioni del cosiddetto "decreto-Caivano" (A.S. 878) e del "decreto sicurezza" n. 48 del 2025 (A.S. 1509).

Peraltro, la concomitanza delle sedute delle due Commissioni ha impedito la partecipazione di diversi senatori della Commissione giustizia alle audizioni svoltesi nella giornata di ieri.

Altresì, il decreto-legge si compone di 33 articoli che affrontano tematiche eterogenee ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dopo circa tre settimane dall'adozione da parte del Consiglio dei ministri, a riprova della complessità degli argomenti affrontati.

Ritiene poi opportuno posticipare il termine di presentazione degli emendamenti - fissato alle ore 16 di martedì 17 marzo - al fine di non comprimere ancor di più i tempi di esame e tenuto conto della difficoltà di predisporre proposte emendative su temi molto eterogenei e delicati, tra cui richiama anche l'apparato delle sanzioni amministrative e l'ammonimento dei minori che abbiano commesso reati.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) evidenzia come - nell' approccio ai temi della sicurezza - il Governo reiteri gli stessi metodi già censurati in passato dalle opposizioni.

Nel rammentare come - tra l'adozione da parte del Consiglio dei ministri e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale - siano intercorse circa tre settimane, osserva come il Governo continui a farsi condizionare da un impulso emotivo, che si concretizza nell'aumento delle fattispecie di reato, senza alcun investimento apprezzabile nelle politiche di prevenzione e in assenza di risorse finanziarie adeguate per fronteggiare le carenze di organico delle forze di polizia e contrastare degrado ed insicurezza nelle aree urbane.

Altresì, risultano carenti le politiche di prevenzione sociale, come testimoniato dal fatto che - a fronte dell'incremento dei prezzi dei carburanti dovuto al conflitto in Iran - il Governo rimane silente rispetto al tema delle accise mobili.

Nel sottolineare quindi la mancanza di un'azione efficace, denuncia la limitazione dei diritti dei cittadini recata dal decreto-legge, senza che a tale compressione consegua una maggiore sicurezza. Invece, si assiste ad una diminuzione sia degli spazi di libertà sia dei livelli di sicurezza.

Il provvedimento in esame, oltre a presentare profili di illegittimità costituzionale, rappresenta l'ennesima bandiera ideologica ispirata ad un securitarismo repressivo e sterile, in quanto inidoneo a perseguire gli obiettivi prefissati.

Con riferimento ai profili di incostituzionalità, richiama le misure che consentono il trattenimento di persone senza l'accertamento della commissione di un reato, oltre a norme discutibili in termini di proporzionalità e gradazione delle pene.

Nel rammentare le precedenti forzature del Governo, con riferimento al disegno di legge sulla sicurezza (A.S. 1236) sostanzialmente assorbito da un successivo decreto, sottolinea la necessità di correggere le storture indicate e auspica che vi sia attenzione rispetto alle proposte emendative delle opposizioni.

La senatrice GAUDIANO (M5S) rileva preliminarmente il contenuto eterogeneo del decreto-legge e la difficoltà nell'esaminare un provvedimento di tale complessità.

Evidenzia poi come la carenza dei presupposti straordinari di necessità ed urgenza determini una mortificazione del ruolo delle Camere e del relativo dibattito parlamentare.

Le audizioni svoltesi nella giornata di ieri hanno poi evidenziato la pluralità dei temi affrontati, come la responsabilità genitoriale, la sicurezza del trasporto pubblico locale e la libertà di manifestazione.

Nel ricordare il diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente e senz'armi, sancito dall'articolo 17 della Costituzione, paventa il rischio di scelte politiche volte a criminalizzare il dissenso e a disciplinare le modalità di esercizio di un diritto di libertà senza il necessario equilibrio.

Ricorda poi le considerazioni svolte nel corso delle audizioni di ieri dal presidente del Tribunale di Palermo, focalizzate sulle condotte degli adolescenti nel periodo successivo al lockdown e sull'utilizzo delle armi da taglio quale strumento di distinzione all'interno del "branco".

Si tratta di considerazione dalle quali si evince ancor di più la delicatezza del provvedimento e l'esigenza di un esame approfondito, in quanto il bene primario della sicurezza deve essere disciplinato da norme chiare e ponderate, nella consapevolezza che la sicurezza trova fondamento nella prevenzione sociale, nella presenza dello Stato sul territorio e nella riqualificazione delle aree urbane degradate.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) preannuncia la presentazione di un numero significativo di proposte emendative, come legittima risposta ad un decreto-legge che reca una serie di misure propagandistiche, che la maggioranza per prima disconosce. Al riguardo, cita l'esempio dell'articolo 570-ter del codice penale, introdotto dal cosiddetto "decreto Caivano" n. 159 del 2023, sull'inosservanza dell'obbligo di istruzione dei minori. A fronte, infatti, dell'introduzione di una norma penale che persegue i genitori che non mandano i figli a scuola, autorevoli esponenti del Governo, come il ministro Salvini, cercano di strumentalizzare la vicenda della "famiglia del bosco", facendo becera propaganda e dimenticando come uno dei problemi di tale vicenda sia proprio il mancato rispetto dell'obbligo scolastico.

Si assiste poi ad un paradosso clamoroso, per cui la retorica dell'emergenza non tiene conto della realtà. Infatti, i dati statistici dimostrano il decremento, negli ultimi decenni della grande maggioranza dei reati, anche in virtù di un sistema più capillare di telecamere sulle strade, che rendono più semplici i controlli. Il paradosso è che poi tale decremento ha registrato invece un'inversione di tendenza negli anni più recenti, con i reati che sono aumentati, nonostante i diversi provvedimenti adottati, a dimostrazione del totale fallimento della strategia politica del Governo e della maggioranza.

Denuncia, poi, come, all'interno di un provvedimento propagandistico, si assista al tentativo di reprimere la libertà di riunione. A tale riguardo, evidenzia come, a fronte di una società sempre più polarizzata, nella quale rischiano di aumentare gli elementi di conflittualità, risulta velleitario pensare di attenuare le tensioni attraverso strumenti come il fermo preventivo o il registro parallelo delle annotazioni di reato, che rischiano invece di produrre effetti opposti a quelli sperati, acuendo le tensioni.

Invita quindi a prestare molta attenzione a misure con cui si presuppone che società lacerate e divise possano essere ricucite attraverso norme, come quelle contenute nel decreto, che vanno ad incidere sui diritti di libertà.

Il senatore CATALDI (M5S) evidenzia come il governo Meloni si avvicini al suo quarto compleanno e, nonostante ciò, persista con misure propagandistiche sul fronte della sicurezza, a dimostrazione anche dell'inefficacia dei precedenti provvedimenti.

Si sofferma quindi sull'ambiguità interpretativa e sugli aspetti di contraddittorietà che caratterizzano alcune misure del decreto, come le norme sul porto delle lame e quelle sulla connessa responsabilità genitoriale dei genitori di minorenni che possiedono armi da taglio.

Con riferimento, infine, al registro per l'annotazione preliminare di reati commessi in presenza di una causa di giustificazione, rileva come solo le indagini preliminari possano appurare la sussistenza di un'effettiva causa di giustificazione.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE), ricollegandosi a casi esemplificativi di cronaca giudiziaria, rimarca come il tema della sicurezza sia strettamente connesso alla carenza di organico delle forze di polizia, alla presenza di forze dell'ordine nelle strade, al decoro urbano, all'edilizia carceraria, oltre che alla questione centrale della certezza della pena, che il Governo e la maggioranza non sono in grado di garantire.

Nel richiamare la necessità di adottare misure legislative solo a seguito di un effettivo confronto con magistrati, avvocati e operatori del settore, fa poi presente che - in materia di possesso illecito di "armi bianche" - andrebbe seguita la proposta dell'onorevole Di Pietro di aumentare le relative pene nella sola misura utile ad evitarne la conversione in sanzioni amministrative.

Con riguardo al cosiddetto "scudo penale", evidenzia che fortunatamente il Governo ha deciso di non inserirlo nel decreto e che peraltro sarebbe stato soggetto ad una declaratoria di illegittimità da parte della Corte costituzionale. Ricorda, a tale riguardo, come gli strumenti processuali - per esempio l'avviso di garanzia - rappresentino forme di tutela della persona indagata.

Preannuncia quindi la presentazione di specifici emendamenti su tali aspetti, evidenziando che - per gli agenti e per le forze di polizia - più che concentrarsi sulla questione della liceità della condotta, occorre intervenire sugli aspetti legati alla difesa processuale e alle conseguenze risarcitorie.

Non essendovi ulteriori richieste di intervento, il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 9,30.