Legislatura 19ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 375 del 10/03/2026

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/1203, sulla tutela penale dell'ambiente, che sostituisce le direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE (n. 375)

(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1 e 9 della legge 13 giugno 2025, n. 91. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole con osservazioni)

Prosegue l'esame sospeso nella seduta del 4 marzo.

Il senatore POTENTI (LSP-PSd'Az) illustra una ulteriore bozza di parere che modifica quella presentata il 25 febbraio scorso e dalla quale sono state espunte alcune osservazioni e precisati alcuni elementi.

Il PRESIDENTE mette a disposizione dei Commissari il nuovo testo presentato dal relatore ricordando che la senatrice Cucchi ha presentato una proposta di parere alternativo a quello del relatore.

Si apre quindi una breve discussione sui tempi di votazione della proposta del relatore, nella quale intervengono la senatrice LOPREIATO (M5S), il senatore POTENTI (LSP-PSd'Az) e il PRESIDENTE, a conclusione della quale la Commissione conviene di procedere nella votazione del parere nella seduta odierna.

Intervenendo in dichiarazione di voto, la senatrice LOPREIATO (M5S) sottolinea come il suo Gruppo non avesse particolari obiezioni sullo schema di decreto legislativo presentato dal Governo, mentre ritiene che il parere avanzato dal relatore, in tutte le sue versioni, rappresenti un passo indietro rispetto agli intenti di tutela dell'ambiente contenuti nella direttiva. Giudica infatti necessario un puntuale recepimento della normativa comunitaria in materia di tutela ambientale e che ogni arretramento sia da guardare con sfavore. Ad esempio, l'osservazione contenuta nella precedente versione della proposta di parere con cui si invitava il Governo ad introdurre nel decreto legislativo le definizioni puntuali di "compromissione", "deterioramento", "significatività" e "misurabilità" appare come una ingiustificata limitazione all'obiettivo della direttiva di contrastare i crimini ambientali. Se sotto il profilo del metodo è pericoloso delegare totalmente al Governo la formulazione di elementi o fattispecie penali, sul profilo del merito deve essere evidenziato che la giurisprudenza ha da tempo fornito una definizione circoscritta e puntuale dei concetti richiamati; inoltre, a ciò si aggiunge la circostanza per cui la definizione di danno ambientale è di matrice comunitaria, così come gli indicatori sintomatici contenuti nella direttiva che lo schema di decreto legislativo recepisce. Analoghe criticità devono essere ribadite per l'osservazione - mantenuta nel nuovo schema di parere presentato in data odierna dal relatore - in cui si invita il Governo a valutare di rivedere la definizione normativa della nozione di "abusivamente" di cui al nuovo articolo 452-quienquiesdecies del codice penale. Infatti, limitare il criterio al concetto di abusività alle sole violazioni di disposizioni legislative e dei relativi decreti attuativi, escludendo fonti regolamentari e amministrative, si pone in assoluto contrasto con la giurisprudenza costante di legittimità che sul punto si è ripetutamente espressa. La tendenza a circoscrivere quanto più possibile il perimetro di applicabilità delle disposizioni della direttiva, e quindi dello schema di decreto legislativo, si evince poi da tutte quelle osservazioni relative alla valorizzazione degli istituti del ravvedimento operoso e del ripristino dello stato dei luoghi. Al riguardo, ricorda che tali istituti sono già presenti nel codice e nella normativa ambientale e che il Gruppo del Movimento 5 Stelle non può in alcun modo avallare ipotesi di diminuzione delle tutele ambientali. Non è ammissibile alcuna impunità per violazioni di tipo colposo, già previste dal codice penale. Poiché l'obiettivo della direttiva è quello di assicurare le più ampie tutele all'ambiente e contrastare ogni condotta illecita che possa incidere negativamente sullo stesso, non appare ragionevole neppure l'osservazione diretta ad escludere l'applicazione della confisca nei casi in cui l'imputato abbia efficacemente provveduto al ripristino dello stato dei luoghi. Del pari, irragionevole è l'osservazione che esclude in alcuni casi l'avvio delle procedure di ripristino ambientale, secondo quanto previsto dall'osservazione, mantenuta nello schema di parere illustrato oggi, diretta a suggerire modifiche all'articolo 452-duodecies del codice penale. In conclusione, il parere proposto dal relatore suggerisce al Governo misure che limitano - sotto il profilo sia sostanziale che processuale - le tutele introdotte dalla direttiva (UE) 2024/1203, che invece il Gruppo del Movimento 5 Stelle ritiene in linea con i suoi obiettivi. Annuncia pertanto il voto di astensione del suo Gruppo.

Il relatore, senatore POTENTI (LSP-PSd'Az), interviene per precisare che l'intento delle osservazioni contenute anche nella nuova bozza di parere è quello di mitigare alcune criticità dello schema di decreto legislativo, in particolare per quanto riguarda istituti come la confisca che, in taluni casi, quando vi sia un ravvedimento operoso e un pieno ripristino dei luoghi, possono comportare danni economici non giustificati per gli operatori del settore e che potrebbero disincentivarli da un ripristino dei luoghi i cui costi ricadrebbero alla fine sullo Stato.

Interviene quindi il senatore BAZOLI (PD-IDP), per annunciare a sua volta un voto di astensione del suo Gruppo sullo schema di parere proposto che, anche per le ragioni ricordate dalla senatrice Lopreiato, rischia di ridurre l'impatto e la portata della direttiva comunitaria.

Il senatore ZANETTIN (FI-BP-PPE) annuncia il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia, mentre il senatore SCALFAROTTO (IV-C-RE) e la senatrice CUCCHI (Misto-AVS) annunciano a nome dei rispettivi Gruppi, il voto di astensione.

Verificata la presenza del numero legale, posta ai voti la proposta di parere presentata dal relatore, pubblicata in allegato al resoconto della seduta odierna, è approvata, risultando così preclusa la votazione del parere alternativo presentato dalla senatrice Cucchi.