Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 328 del 17/02/2026

Il presidente TERZI DI SANT'AGATA (FdI), relatore, introduce l'esame del documento in titolo, con cui si propone l'istituzione, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione, di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla diffusione intenzionale e massiva di informazioni false attraverso la rete internet e sulla tutela del diritto all'informazione e alla libera formazione dell'opinione pubblica.

L'esigenza di istituire tale organo nasce dal crescente e ormai accertato fenomeno delle ingerenze straniere nel sistema informativo nazionale ed europeo tramite le piattaforme digitali.

Inoltre, la proposta si inserisce nel solco dell'approfondimento avviato, dal mese di gennaio 2025, dalle Commissioni riunite 3ª (Affari esteri e difesa) e 4ª (Politiche dell'Unione europea) del Senato (affare assegnato n. 620), che ha dato luogo, in una prima fase, all'adozione della risoluzione Doc. XXIV, n. 33, del 15 ottobre 2025, in cui si evidenzia la natura strutturale e sistemica del fenomeno delle ingerenze straniere, qualificandolo come una minaccia esistenziale per le democrazie europee.

Negli ultimi anni, infatti, soggetti stranieri, statali e privati, ostili all'Unione europea hanno intensificato campagne di disinformazione e manipolazione degli eventi con l'obiettivo di interferire nei processi democratici degli Stati membri. Queste attività mirano a diffondere narrazioni polarizzanti, legittimare dibattiti controversi e sfruttare le vulnerabilità sociali per promuovere valori antitetici a quelli europei e occidentali.

Il fenomeno si manifesta con particolare intensità in prossimità di consultazioni elettorali o referendarie, attraverso tecniche persuasive volte a orientare i comportamenti individuali, alimentare sentimenti di odio verso le istituzioni e di diffidenza nei confronti dell'ordine democratico, e destabilizzare in modo profondo e duraturo le democrazie europee, incidendo sui valori di libertà che ne costituiscono il fondamento.

Si ricorda che nel corso delle audizioni (marzo-luglio 2025), svolte dalle Commissioni 3ª e 4ª riunite, esperti nazionali e internazionali hanno sottolineato: la natura strutturale della disinformazione e la necessità di un approccio coordinato tra Governi, piattaforme e società civile; l'importanza di trasparenza sugli algoritmi e sull'uso dell'intelligenza artificiale; la cooperazione internazionale e il rafforzamento della protezione delle infrastrutture elettorali; l'eventuale introduzione di una normativa simile al Foreign Agents Registration Act (FARA) statunitense; il coinvolgimento dei servizi di sicurezza; la creazione di organismi di coordinamento strategico; la necessità di rendere identificabili gli utenti delle piattaforme; il sostegno ai media indipendenti e alle reti di fact-checking; la costruzione di una cultura strategica condivisa contro la guerra ibrida.

A livello dell'Unione, il Consiglio europeo ha condannato le campagne ibride russe (dicembre 2024) e sollecitato strumenti operativi di contrasto. Il Parlamento europeo ha istituito la Commissione speciale sullo Scudo europeo per la democrazia (EUDS), che propone una struttura europea di risposta rapida, maggiore resilienza digitale, tutela dell'integrità elettorale, trasparenza nei finanziamenti politici e coordinamento sanzionatorio. La Commissione europea ha adottato lo Scudo europeo per la democrazia e prevede l'istituzione di un Centro europeo per la resilienza democratica e un Media Resilience Programme. Il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) ha rilevato che lo spazio informativo europeo è ormai un campo di battaglia geopolitico, con oltre 80 Paesi e 200 organizzazioni colpiti nel 2024 dalle ingerenze FIMI (Foreign Information Manipulation and Interference). Anche NATO e G7 sono coinvolti nel coordinamento delle risposte. L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, nel 2021, ha riconosciuto il "diritto alla conoscenza" come diritto ad avere gli strumenti per comprendere la realtà e formare consapevolmente il proprio pensiero.

Si rende pertanto necessario prevedere strumenti di tutela contro azioni intenzionali dirette a falsare o manipolare i fatti, anche mediante contenuti realizzati con tecniche di intelligenza artificiale. L'obiettivo non è censurare opinioni o idee, bensì individuare e rendere trasparenti interferenze occulte e campagne di propaganda volte a influenzare l'opinione pubblica.

È altresì urgente contrastare il fenomeno del cosiddetto "dossieraggio", consistente nella raccolta e catalogazione illecita di dati personali o riservati, da parte di soggetti che vi abbiano accesso, il cui utilizzo può risultare strumentale a finalità politiche e di disinformazione, favorendo ulteriori attività illecite.

La proposta si compone di 6 articoli. L'articolo 1 dispone l'istituzione della Commissione e stabilisce la durata della sua carica fino alla fine della corrente legislatura, prevedendo entro tale termine la relazione conclusiva di cui all'articolo 6, comma 8.

Ai sensi dell'articolo 2, comma 1, sulla base anche degli impegni formulati nella risoluzione Doc. XXIV, n. 33, la Commissione sarà chiamata a: indagare sulla diffusione massiva di contenuti illegali, falsi o dolosamente ingannevoli; verificare l'eventuale coinvolgimento di soggetti o organizzazioni, anche internazionali e finanziati da attori interni o esteri, finalizzati alla manipolazione dell'informazione, in particolare in occasione di elezioni o referendum; valutare l'impatto dell'intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie sulla disinformazione e sulle attività di raccolta illecita di dati; esaminare lo stato di attuazione della normativa vigente; verificare l'idoneità delle procedure adottate da media e piattaforme digitali per la rimozione dei contenuti falsi o illeciti; elaborare programmi educativi e formativi per rafforzare la capacità critica dei cittadini; proporre iniziative normative o amministrative per un più efficace contrasto del fenomeno, anche a tutela dei minori; promuovere misure di coordinamento a livello dell'Unione europea; formulare proposte volte a garantire la piena riconoscibilità e imputabilità dei soggetti che utilizzano l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie per finalità illecite o per attività di disinformazione che istighino all'odio o compromettano la sicurezza pubblica.

L'articolo 3 stabilisce i poteri e i limiti della Commissione, che procederà alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria.

L'articolo 4 prevede che la Commissione sia composta da sedici senatori, nominati dal Presidente del Senato, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari.

L'articolo 5 impone l'obbligo del segreto, mentre l'articolo 6 stabilisce l'organizzazione interna della Commissione.

Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.