Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 327 del 12/02/2026
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SUI SEGUITI ALLA RISOLUZIONE DOC. XVIII-BIS, N. 29, SULLA PROPOSTA DI DIRETTIVA PER QUANTO RIGUARDA L'AGGIUNTA DI SOSTANZE E LA FISSAZIONE DI VALORI LIMITE (COM(2025) 418)
La senatrice MURELLI (LSP-PSd'Az), relatrice sulla proposta di direttiva COM(2025) 418, comunica che il 29 gennaio scorso è pervenuta la risposta della Commissione europea alla risoluzione (Doc. XVIII-bis, n. 29) approvata dalla 4a Commissione, il 30 ottobre 2025, in merito alla predetta proposta, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi per la loro salute e la loro sicurezza derivanti dall'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni sul luogo di lavoro, anche con riferimento alle sostanze tossiche per la riproduzione durante il lavoro, che rappresenta la sesta revisione della direttiva 2004/37/CE (cosiddetta "CMRD" - Carcinogens, Mutagens and Reprotoxic substances Directive).
La risposta della Commissione europea riguarda anche la risoluzione (Doc. XVIII, n. 22), approvata dalla 10a Commissione il medesimo 30 ottobre 2025, che rinvia ai contenuti della risoluzione della 4a Commissione, con particolare riguardo ai possibili effetti sulle piccole e medie imprese (PMI) derivanti dalla necessità di adeguamento ai nuovi livelli previsti e fermo restando l'obiettivo prioritario della salute dei lavoratori.
La Relatrice ricorda, preliminarmente, che nella risoluzione della 4a Commissione si pongono in evidenza quattro aspetti di criticità con riguardo al rispetto del principio di proporzionalità.
In particolare, per quanto riguarda il cobalto e i suoi composti inorganici, nella risoluzione si evidenzia che un Valore Limite di Esposizione Professionale (Occupational Exposure Limit, OEL) di 20 μg Co/m3 risulta già molto rigoroso e che qualsiasi OEL inferiore potrebbe comportare oneri sproporzionati per le imprese. Eventuali considerazioni ulteriori in merito al valore limite proposto per il cobalto dovrebbero poi essere oggetto di un confronto collegiale all'interno di un comitato tecnico ad hoc.
Relativamente all'introduzione di un OEL per gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), nella risoluzione si valuta che, anche in questo caso, l'impatto economico sarebbe significativo, con oneri sproporzionati per le imprese. In particolare, la proposta prevede un periodo transitorio per alcuni settori che, tuttavia, sarebbe opportuno estendere a tutti, poiché anche i comparti non inclusi avrebbero le medesime difficoltà a implementare i più rigorosi limiti proposti dalla direttiva e necessiterebbero di un congruo periodo transitorio (ad esempio, il settore edile, con particolare riferimento ai lavori di asfaltatura e impermeabilizzazione).
Inoltre, il regime transitorio dovrebbe essere reso coerente con le peculiarità tecnico-operative dei diversi comparti coinvolti, con particolare riguardo ai settori ove gli IPA sono presenti in molti dei materiali più utilizzati, per consentire un'adeguata programmazione degli interventi e un sostegno agli investimenti richiesti per l'adeguamento dei processi produttivi, senza compromettere la continuità delle attività.
In relazione ai fumi di saldatura, nella risoluzione si evidenzia la necessità di chiarimenti relativamente all'individuazione delle sostanze interessate dall'allegato I, poiché quest'ultimo si riferisce ai soli agenti cancerogeni e mutageni, mentre le sostanze tossiche per la riproduzione non sono specificamente cancerogene o mutagene.
Infine, nella risoluzione si esprime preoccupazione per i costi totali, gravanti sulle imprese e in particolare sulle PMI, che potrebbero non essere in grado di sostenerli e che ammonterebbero nel complesso a circa 3,8 miliardi di euro nell'arco di 40 anni.
A tale riguardo, la Commissione europea riconosce che alcune PMI interessate dall'uso di idrocarburi policiclici aromatici, dall'uso del cobalto e suoi composti inorganici potrebbero incontrare maggiori difficoltà a rispettare le misure stabilite nella proposta. Proprio tenendo conto di ciò, la proposta prevede misure transitorie, per consentire alle PMI e altre imprese di anticipare i cambiamenti, introdurre gradualmente le migliorie e pianificare gli investimenti necessari. L'obiettivo, ribadisce la Commissione europea, è sempre quello di garantire lo stesso livello minimo di protezione dei lavoratori in tutta l'Unione, indipendentemente dalle dimensioni dell'impresa interessata.
Inoltre, la Commissione europea ricorda che i valori limite di esposizione professionale e le misure transitorie sono stati definiti in base alle raccomandazioni del Comitato consultivo tripartito per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro (CCSS), composto da rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei Governi, garantendo così un approccio equilibrato a tutela dei lavoratori e delle imprese.
Si prevede infatti che i periodi transitori per il cobalto e i suoi composti inorganici e per gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ridurranno i costi economici e il numero delle cessazioni o interruzioni di attività, rispetto a uno scenario senza periodi transitori, consentendo di effettuare i necessari investimenti in ulteriori misure di gestione dei rischi e di sviluppare nuovi strumenti tecnici per garantire la conformità. A tale riguardo, i programmi dell'Unione esistenti, come Orizzonte Europa, potrebbero contribuire a sviluppare soluzioni innovative per proteggere la salute dei lavoratori.
La Commissione europea sottolinea, inoltre, che la minore esposizione alle malattie professionali consente alle imprese una maggiore produttività e minori costi di sostituzione, di riabilitazione e spese mediche, con un vantaggio che ammonterebbe a 7 milioni di euro. Peraltro, l'aggravio sarebbe limitato a quelle imprese che non hanno messo in atto gli obblighi previsti dalla direttiva 2004/37/CE per i datori di lavoro, per quanto tecnicamente possibile, di sostituire l'agente cancerogeno, mutageno o tossico con una sostanza, miscela o procedimento che riduca o elimini i danni alla salute del lavoratore, o di adottare un sistema chiuso o altre misure in grado di ridurre il livello di esposizione dei lavoratori.
La Commissione europea, quindi, ritiene che il principio di proporzionalità sia rispettato e che la proposta miri a garantire un approccio equilibrato, volto a evitare, per quanto possibile, svantaggi economici per i settori interessati (evitando anche che le conseguenze ricadano sui consumatori), fornendo nel contempo un'adeguata protezione dei lavoratori a livello europeo e garantendo la coerenza con gli obiettivi fondamentali dell'Unione, tra cui il piano europeo di lotta contro il cancro, la duplice transizione e l'autonomia strategica.
Per quanto riguarda l'iter legislativo europeo, la Relatrice ricorda che il Consiglio ha adottato un orientamento generale il 1° dicembre 2025 e che attualmente il Parlamento europeo è in fase di esame degli emendamenti in seno alla Commissione per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL).
La Commissione prende atto.