Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 326 del 10/02/2026
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ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL'UNIONE EUROPEA
Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione (UE) 2015/1814 per quanto riguarda la riserva stabilizzatrice del mercato per i settori dell'edilizia e del trasporto stradale e ulteriori settori (COM(2025) 738 definitivo)
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 20 gennaio.
Il senatore ROSSO (FI-BP-PPE), relatore, svolge una relazione integrativa sulla proposta di decisione in esame che, come già illustrato, modifica la decisione (UE) 2015/1814 per quanto riguarda la riserva stabilizzatrice del mercato per i settori dell'edilizia e del trasporto stradale e ulteriori settori.
L'iniziativa si colloca nell'ambito della direttiva (UE) 2023/959 (direttiva ETS 2), che ha già modificato la decisione (UE) 2015/1814, introducendo una riserva stabilizzatrice del mercato per lo scambio di quote di emissione anche per i settori dell'edilizia, del trasporto stradale e altri settori.
La proposta in esame si colloca in tale contesto, dando seguito alle richieste di numerosi Stati membri e deputati europei di agevolare l'avvio dell'ETS 2, previsto per il 1° gennaio 2027, e accelerarne gli investimenti in vista di tale data. La proposta mira quindi a migliorare la liquidità del mercato, aumentarne la prevedibilità, ridurre la volatilità e contenere gli incrementi eccessivi dei prezzi.
Sulla proposta, la Commissione aveva convenuto di svolgere un breve ciclo di audizioni. In seguito a tale richiesta, sono pervenute memorie da parte di Confindustria, di Federtrasporti e dell'organizzazione europea Trasport & Environment (T&E), dalle quali sono emerse importanti osservazioni, rilevanti ai fini della valutazione sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.
In particolare, l'obiettivo di rendere il mercato delle quote di emissione più ordinato e meno volatile è da considerare positivamente. Tuttavia, le modifiche proposte non sarebbero sufficienti a garantire un avvio socialmente ed economicamente sostenibile dell'ETS 2 a partire dal 2027. L'ETS 2 rischierebbe, infatti, di determinare impatti potenzialmente significativi su famiglie e imprese italiane, che non dispongono delle capacità finanziarie o tecniche per effettuare in tempi brevi investimenti di sostituzione tecnologica ad alta efficienza.
Viene quindi sollevata una forte contrarietà rispetto a una partenza così ravvicinata dell'ETS 2, anche considerando l'attuale rinvio di un anno, ritenuto non sufficiente a fronteggiare le criticità espresse. Si ricorda, infatti, che il 5 novembre 2025 il Consiglio ha raggiunto un accordo su un orientamento generale relativo alla normativa sul clima, che ha introdotto una disposizione volta a rinviare di un anno, quindi al 1° gennaio 2028, l'applicazione dell'ETS 2. Il 13 novembre anche il Parlamento europeo ha adottato una posizione analoga.
Il Relatore Si sottolinea, inoltre, l'esigenza che l'assetto dell'ETS resti orientato a prevenire fenomeni di eccessiva volatilità e che mantenga elevata l'attenzione sul rischio di eccessiva finanziarizzazione e di comportamenti speculativi, affinché il mercato resti funzionale agli obiettivi climatici senza causare distorsioni sui prezzi finali, specie in un sistema che incide direttamente su beni essenziali.
Per quanto riguarda il settore residenziale, ad esempio, l'impatto di un aumento di prezzo della CO2 applicato ai combustibili rischia di essere particolarmente oneroso in quanto il gas naturale alimenta circa il 70 per cento delle abitazioni e il riscaldamento rappresenta circa l'84 per cento dei consumi termici residenziali. Ne deriva che un onere aggiuntivo derivante dall'ETS 2 è destinato a riflettersi sulle bollette delle famiglie, soprattutto nei mesi freddi e nei territori maggiormente bisognosi di riscaldamento.
Quanto alla possibilità di sostituzione tecnologica, emerge che una diffusione rapida e generalizzata di soluzioni elettriche ad alta efficienza incontra limiti strutturali e socioeconomici per le tante abitazioni in classe energetica F-G i cui costi di innovazione sarebbero difficili da sostenere per la maggioranza dei contribuenti.
Inoltre, l'ETS 2, incidendo sui combustibili per il trasporto stradale, rischierebbe di generare un incremento dei costi lungo la filiera della logistica e dell'autotrasporto, con trasferimenti sui costi dei beni e dei servizi e con un impatto significativo sulle piccole e medie imprese (PMI).
Un incremento strutturale dei costi operativi, non accompagnato da strumenti adeguati di sostegno e pianificazione, rischia di compromettere la sostenibilità economica del settore dell'autotrasporto e la continuità del servizio di trasporto merci.
Sarebbe quindi opportuna una valutazione dell'ETS 2 in relazione ai suoi effetti strutturali sui costi del trasporto stradale e sulla funzionalità del sistema dei trasporti nazionale, assicurando certezza normativa e temporale, evitando distorsioni concorrenziali a danno delle imprese di minori dimensioni, e accompagnando l'incremento dei costi con misure strutturali di compensazione e reinvestimento delle risorse generate.
Alcuni studi stimano che l'impatto dell'ETS 2 sulle imprese di autotrasporto comporterebbe un aggravio annuo stimabile in oltre 6.000 euro per veicolo su una percorrenza media di 100.000 chilometri. Tali valori risulterebbero particolarmente critici in un settore nel quale i margini netti delle imprese si attestano tra l'uno e il tre per cento, con un aggravio per i trasportatori difficile da sostenere.
In un contesto segnato da una crisi del costo della vita, sarebbe necessario valutare l'introduzione di un sistema ETS improntato a un aumento graduale e progressivo del prezzo del carbonio, accompagnato da una rapida diffusione di soluzioni a basse emissioni nei settori del trasporto e degli impianti di climatizzazione, realmente accessibili anche alle famiglie a basso reddito. Senza un'alternativa concreta e disponibile, il prezzo del carbonio rischierebbe infatti di determinare impatti sociali iniqui e di rappresentare un mero onere aggiuntivo anziché uno strumento di transizione.
Infine, si ricorda che le otto settimane previste dal Protocollo n. 2, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scadono il 13 febbraio 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di 11 Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea, che non hanno, al momento, sollevato criticità.
Il senatore LOREFICE (M5S) chiede maggiori informazioni in merito alle stime sull'impatto dell'ETS 2 sulle imprese di autotrasporto.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.