Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 323 del 03/02/2026
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Il PRESIDENTE comunica che, nel corso della riunione del 29 gennaio, il Consiglio affari esteri dell'Unione europea ha dedicato un ampio scambio di vedute alla situazione in Medio Oriente, a partire dagli sviluppi più recenti in Iran. I Ministri hanno espresso profonda preoccupazione per la nuova ondata di repressione violenta del dissenso da parte del regime iraniano, caratterizzata da arresti arbitrari, intimidazioni sistematiche e un uso sproporzionato della forza contro manifestanti pacifici.
Alla luce di queste gravi violazioni dei diritti umani, il Consiglio ha adottato misure restrittive nei confronti di quindici individui e sei entità direttamente coinvolti in atti di violenza, detenzione arbitraria e repressione della popolazione civile. Parallelamente, il Consiglio ha deciso di estendere le misure restrittive previste dal regime su droni e missili, in risposta al continuo sostegno dell'Iran alla guerra di aggressione della Federazione russa contro l'Ucraina.
In questo contesto, i Ministri hanno inoltre concordato sulla designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) come organizzazione terroristica, sottolineando che la repressione interna e il sostegno a conflitti armati non possono restare senza conseguenze.
Il Presidente sottolinea la necessità di esprimere apprezzamento per la decisione del Consiglio volta all'inserimento dell'IRGC nella lista delle organizzazioni terroristiche. Era una decisione attesa da anni e colpisce il centro del sistema di potere del regime iraniano: l'apparato militare, economico e repressivo di un regime responsabile della violenta repressione del dissenso interno e della diffusione del terrorismo ben oltre i confini dell'Iran.
Ricorda di aver segnalato questo tema più volte nei dibattiti in Assemblea preliminari ai Consigli europei. Per esempio, nella seduta del 25 ottobre 2023, ha ricordato come Hamas e le altre organizzazioni jihadiste collegate all'Iran hanno l'obiettivo di rilanciare il terrorismo globale e l'odio antisemita, e che devono essere fermati i finanziamenti a queste entità, affermando che "è importante perseguire queste entità (Hezbollah, Hamas, Jihad islamica, Corpo delle guardie della rivoluzione islamica) e metterle nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione europea".
Anche lo scorso 27 gennaio, in occasione dell'audizione presso le Commissioni riunite Diritti umani, Affari esteri e difesa, aveva condiviso in parte l'analisi del professor Pejman Abdolmohammadi, da cui emergeva in Iran una crisi umanitaria di proporzioni enormi. In tale contesto, aveva, tuttavia, posto un'attenzione particolare ad alcune valutazioni emerse nel dibattito pubblico, come ad esempio l'ipotesi dell'esistenza di "componenti sane" negli apparati di sicurezza del regime. Una tesi che suscita forte preoccupazione, poiché l'IRGC rappresenta l'asse portante dello Stato teocratico iraniano.
Esprime, quindi, grande favore per la decisione dell'Unione europea di rafforzare il proprio impegno nel contrasto a queste organizzazioni, e richiama l'attenzione su un altro elemento essenziale: la necessità di un rafforzamento urgente, sia a livello europeo sia nazionale, delle misure di prevenzione e contrasto alle interferenze esterne e alle operazioni di influenza ostile nei processi politici degli Stati membri.
Tali interferenze, riconducibili in particolare alla Federazione russa, alla Cina e all'Iran, si manifestano attraverso campagne di disinformazione e misinformazione, nonché mediante l'uso strumentale delle nuove tecnologie, dei social media e delle piattaforme digitali, e sono in grado di travisare le posizioni politiche espresse dai membri del Parlamento italiano. Su questi aspetti occorre avere una attenzione massima.
La Commissione prende atto.
La seduta termina alle ore 16,20.