Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 321 del 27/01/2026
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Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2024/792 che istituisce lo strumento per l'Ucraina (COM(2026) 22 definitivo)
(Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)
Il senatore ROSSO (FI-BP-PPE), relatore, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, che modifica il regolamento (UE) 2024/792 istitutivo dello Strumento per l'Ucraina. Lo Strumento contribuisce, per il periodo dal 2024 al 2027, a far fronte al fabbisogno di finanziamenti e alle esigenze di ripresa, ricostruzione e modernizzazione del Paese, sostenendo nel contempo gli sforzi di riforma nel suo percorso verso l'adesione all'Unione.
L'intensificarsi dell'aggressione russa ha aumentato il fabbisogno di finanziamenti dell'Ucraina e richiede investimenti urgenti nella base industriale e tecnologica di difesa. Tale fabbisogno per il 2026 e il 2027 dovrebbe superare le proiezioni esistenti del Fondo monetario internazionale (FMI), la cui ottava revisione sottolinea che i rischi e l'incertezza rimangono eccezionalmente elevati e che il programma esistente ha un margine limitato per assorbire eventuali nuovi shock, anche derivanti dal prolungamento della guerra.
Alla luce di questi sviluppi, la proposta in esame stabilisce le modifiche del regolamento (UE) 2024/792, necessarie per consentire che tale sostegno sia convogliato attraverso il primo pilastro dello Strumento, che prevede finanziamenti a favore del Paese, da erogare previo conseguimento soddisfacente delle condizioni previste dal piano per l'Ucraina.
Per accedere al prestito l'Ucraina deve presentare una strategia di finanziamento che fornisca dettagli sul suo fabbisogno di finanziamenti e sulle relative fonti, la cui valutazione dovrà essere approvata dal Consiglio mediante una decisione di esecuzione sulla base di una proposta della Commissione. Tale decisione di esecuzione deve determinare l'importo dell'assistenza da mettere a disposizione dell'Ucraina per contribuire all'attuazione della strategia di finanziamento, compresi l'importo per l'assistenza di bilancio e l'importo a sostegno delle capacità industriali del Paese nel settore della difesa.
In aggiunta, il 9 settembre 2025 l'Ucraina ha presentato una richiesta ufficiale per un nuovo programma del FMI al fine di coprire il fabbisogno di finanziamenti supplementari dal 2026 al 2029. La capacità del FMI di portare avanti questo programma è subordinata al ricevimento di sufficienti garanzie finanziarie da parte dei partner, compresa l'Unione.
Il 18 dicembre 2025 il Consiglio europeo ha convenuto di concedere all'Ucraina un prestito di 90 miliardi di euro per il periodo 2026-2027, che si baserà sull'assunzione da parte dell'Unione di prestiti sui mercati dei capitali coperti dal margine di manovra del bilancio dell'Unione. L'assistenza finanziaria ed economica disponibile nell'ambito del prestito a sostegno dell'Ucraina sarà resa accessibile all'Ucraina in linea con il suo fabbisogno di finanziamenti.
La proposta di regolamento si basa sull'articolo 212 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che costituisce la base giuridica per i programmi di assistenza finanziaria concessi dall'Unione a Paesi terzi che non sono Paesi in via di sviluppo.
La Commissione europea ritiene che il principio di sussidiarietà sia rispettato in quanto l'esigenza di una risposta comune per fornire all'Ucraina un sostegno su scala adeguata non può essere soddisfatta in misura sufficiente dai singoli Stati membri e, a motivo della sua portata e dei suoi effetti, può essere concretizzata meglio a livello di Unione.
La Commissione europea ritiene che anche il principio di proporzionalità sia rispettato, posto che la proposta rispetta i limiti del possibile intervento dell'Unione in forza dei Trattati ed è proporzionata all'entità e alla gravità delle carenze individuate, tra cui la necessità di fornire sostegno di bilancio all'Ucraina e la necessità che il Paese attui riforme strutturali nel suo percorso verso l'adesione, anche tenendo conto delle questioni individuate nella Relazione 2025 sull'allargamento.
Le otto settimane previste dal Protocollo n. 2 allegato ai Trattati, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, scadono il 16 marzo 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di due Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.