Legislatura 19ª - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 287 del 20/01/2026
Azioni disponibili
IN SEDE REDIGENTE
(1692) RAPANI. - Modifiche alla legge 8 aprile 1983, n. 113, in materia di cessione di territori del demanio marittimo al comune di Praia a Mare
(Seguito della discussione e rinvio)
Prosegue la discussione sospesa nella seduta del 14 gennaio.
Il relatore ORSOMARSO (FdI), dopo aver riepilogato l'iter del precedente disegno di legge (Atto Senato 500) e ricordato la conclusione del disegno di legge relativo all'area demaniale del Comune di Caorle, auspica che la Commissione possa concludere l'esame del disegno di legge in titolo, il cui contenuto supera le aporie emerse nella precedente trattazione, consentendo di superare un annoso contenzioso. A suo parere, il testo non necessita di ulteriori modifiche e, tuttavia, rimette alla decisione presidenziale la fissazione di un eventuale termine per la presentazione di emendamenti e ordini del giorno.
Il senatore CROATTI (M5S) condivide la necessità di porre termine al contenzioso che ha visto esposto anche il Comune di Praia a Mare e, tuttavia, non esclude la presentazione di emendamenti volti a rafforzare i presidi di tutela e di cautela rispetto ad eventuali disallineamenti normativi.
La senatrice TAJANI (PD-IDP) richiama l'esigenza di una rinnovata analisi della documentazione già acquisita dalla Commissione nel corso della fase istruttoria del disegno di legge n. 500.
Il presidente GARAVAGLIA assicura che la documentazione richiesta sarà messa a disposizione dei senatori e propone di fissare il termine per la presentazione di eventuali ordini del giorno ed emendamenti alle ore 14 di lunedì 26 gennaio.
Conviene la Commissione.
Il seguito della discussione è quindi rinviato.
(1495) MATERA. - Incentivi fiscali per il rientro in Italia dei pensionati che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi non appartenenti all'Unione europea a piccoli comuni inclusi nelle aree individuate dalla Strategia nazionale per le aree interne
(Discussione e rinvio)
Il relatore MELCHIORRE (FdI) illustra il disegno di legge in titolo facendo presente che esso introduce nel testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, un nuovo articolo 24-quater, volto a disciplinare un regime opzionale di imposizione sostitutiva sui redditi delle persone fisiche titolari di pensioni erogate da enti previdenziali italiani che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia da Paesi non appartenenti all'Unione europea, stabilendosi in comuni ricompresi nelle aree individuate dalla Strategia nazionale per le aree interne (SNAI) con popolazione non superiore a 3.000 abitanti. In base a quanto previsto dall'articolo 24-quater, comma 1, il regime consente l'assoggettamento dei redditi di qualunque categoria, anche prodotti all'estero e determinati secondo i criteri di cui all'articolo 165, comma 2, del TUIR, per la parte non già tassata in Italia, a un'imposta sostitutiva forfettaria con aliquota pari al 4 per cento, applicabile per un periodo massimo di quindici periodi d'imposta, fatti salvi i regimi di cui agli articoli 24-bis e 24-ter del medesimo testo unico. Il regime si applica ai soggetti che non siano stati fiscalmente residenti in Italia nei cinque periodi d'imposta precedenti e che risultino titolari di redditi da pensione di cui all'articolo 49, comma 2, lettera a), del TUIR, erogati da enti previdenziali italiani, pubblici o privati.
Il provvedimento si inserisce nel quadro delle misure finalizzate a favorire il ripopolamento e il rafforzamento socio-economico dei comuni delle aree interne, attraverso l'attrazione di soggetti percettori di reddito stabile.
Al fine di inquadrare il contesto di riferimento del disegno di legge, risultano utili i dati contenuti nel Rapporto annuale dell'INPS sulle pensioni pagate all'estero. Secondo le più recenti rilevazioni, le pensioni erogate dall'INPS a soggetti residenti fuori dal territorio nazionale sono pari a circa 310.000 unità, rappresentando poco più del 2 per cento del totale delle pensioni erogate dall'Istituto, con una spesa complessiva stimata in circa 1,6 miliardi di euro annui. Una quota rilevante delle pensioni pagate all'estero è costituita da prestazioni liquidate in regime internazionale, riconosciute sulla base di periodi contributivi maturati in Italia e all'estero; l'importo complessivo di tali pensioni ammonta a circa 562 milioni di euro, dei quali una parte significativa è corrisposta a beneficiari residenti fuori dal territorio nazionale.
Dal citato rapporto INPS si evince, prosegue il relatore che la distribuzione geografica delle pensioni pagate all'estero mostra una concentrazione prevalente nei Paesi europei, che rappresentano oltre il 60 per cento del totale, seguiti dall'America settentrionale, dall'Oceania e dall'America meridionale, mentre quote più contenute si registrano in Africa e in Asia. Nel corso dell'ultimo decennio si osserva una riduzione delle pensioni pagate in alcune aree tradizionali di emigrazione, a fronte di una crescita in diversi Paesi dell'Europa orientale non appartenenti all'Unione europea. Dal punto di vista anagrafico, i pensionati residenti all'estero presentano un'età mediamente elevata, con una quota prevalente di soggetti di età superiore ai 70 anni. L'importo medio mensile delle pensioni pagate all'estero risulta pari a circa 610 euro, con differenze tra pensioni dirette e pensioni ai superstiti.
Il disegno di legge è rivolto in prima battuta ai pensionati italiani residenti all'estero, ma prevede la facoltà di stabilimento in Italia anche per cittadini stranire che ricevono la pensione dall'INPS avendo svolto periodi lavorativi anche in Italia. In via di prima approssimazione, dopo aver escluso i pensionati INPS che risiedono nelle aree di tradizionale emigrazione (America, Unione europea e Oceania), i soggetti potenzialmente interessati potrebbero esser circa trentamila. Ai fini di completare l'istruttoria predisposta dagli uffici il relatore propone di svolgere alcune audizioni tecniche.
Il disegno di legge individua, quale ambito territoriale di applicazione del regime agevolato, i comuni classificati come intermedi, periferici o ultraperiferici nell'ambito della Strategia nazionale per le aree interne, con popolazione non superiore a 3.000 abitanti, secondo l'ultimo censimento permanente della popolazione.
Il relatore dà quindi conto analiticamente della proposta normativa, con particolare riferimento ai commi 2, 3 e 4.
In conclusione, sottolinea che il disegno di legge si affianca alle iniziative già in campo per sostenere le popolazioni che abitano nelle aree interne con particolare riferimento ai piccolissimi comuni, ma ha il pregio di affrontare da un punto di vista peculiare che è quello dei titolari di pensione che scelgono un paese estero, non UE, in ragione del basso prelievo fiscale: a costoro il disegno di legge offre un'opportunità che riequilibra a loro favore il prelievo fiscale allo scopo di invertire la tendenza all'espatrio.
Il seguito della discussione è rinviato.