Legislatura 19ª - 3ª e 4ª riunite - Resoconto sommario n. 3 del 15/01/2026

Il senatore DREOSTO (LSP-PSd'Az), relatore per la 3a Commissione, svolge alcune ulteriori considerazioni introduttive, incentrando l'attenzione sugli aspetti relativi allo scenario geopolitico in cui si colloca l'iniziativa dell'IMEC, ricordando che esso rappresenta un'opportunità strategica di primaria importanza per l'integrazione logistica e commerciale di aree dove vive oltre il 40 per cento della popolazione mondiale e che rappresentano più della metà dell'economia planetaria. Per l'Italia, in particolare, esso può costituire un'occasione fondamentale per consolidare il proprio ruolo di hub strategico del Mediterraneo, a partire dai porti del Nord Adriatico (come Trieste, in particolare), oltre che per rafforzare le relazioni indo-mediterranee e offrire un ulteriore contributo alla stabilità delle aree geografiche coinvolte.

L'evoluzione del contesto geopolitico attuale rende quanto mai urgente un'approfondita riflessione sul ruolo che l'Italia è chiamata ad assumere nell'ambito dei nuovi archi di connettività strategiche che stanno emergendo tra l'area dell'indopacifico, il Golfo e l'Europa. Nel contesto di una competizione sistemica fra potenze regionali, dell'instabilità crescente nel Mar Rosso e della vulnerabilità delle catene globali del valore, proprio il Corridoio IMEC rappresenta una delle principali iniziative infrastrutturali e geoeconomiche in grado di rafforzare la resilienza europea e di ridurre le dipendenze critiche.

L'IMEC è chiamato a ridisegnare profondamente le rotte commerciali attuali, puntando alla creazione di un collegamento competitivo, alternativo e complementare alle direttrici odierne, riducendo i tempi di trasporto tra India, Medio Oriente ed Europa e contribuendo anche al rafforzamento della connettività integrata e delle relative infrastrutture, prevedendo la creazione di cavi sottomarini per dati, reti elettriche e condutture per l'idrogeno, favorendo la transizione energetica e digitale. L'idea sottesa al progetto è soprattutto quella di rafforzare la connettività per beni, energia e servizi digitali tra l'Europa e il grande mercato e sistema produttivo indiano, passando per le dinamiche economie del Golfo e puntando a raddoppiare l'interscambio tra l'Unione europea e l'India in dieci anni.

Per il nostro Paese, in particolare, che si pone innanzitutto quale hub strategico mediterraneo di primaria importanza, tale progetto può rivelarsi un asset fondamentale, capace di incidere su aspetti decisivi in termini di sicurezza energetica, attrazione di investimenti, proiezione diplomatica, cooperazione con i Paesi del Golfo e del Mediterraneo allargato.

In tal senso, appare fondamentale poter approfondire in modo molto puntuale, attraverso le audizioni di esperti, qualificati analisti e personalità più o meno direttamente coinvolte nell'iniziativa, gli aspetti relativi a tale progetto e le implicazioni che da esso possano derivare.

L'affare assegnato, in particolare, consentirà di valutare l'impatto del progetto sulla centralità geopolitica del Mediterraneo, tramite un'analisi dell'evoluzione delle rotte globali, dei processi di de-risking delle catene di approvvigionamento e delle implicazioni derivanti dalle tensioni nel Mar Rosso, con particolare attenzione al ruolo del Mare nostrum quale snodo critico della sicurezza europea.

Altro aspetto centrale da approfondire sarà quello del posizionamento strategico dell'Italia nel Corridoio IMEC, tramite una valutazione del ruolo del nostro Paese nell'interazione con i principali attori del quadrante indo-mediterraneo, in possibile sinergia con il Piano Mattei, valutando al contempo l'impatto in termini di sicurezza, di diplomazia economica, di cooperazione internazionale e di proiezioni del sistema produttivo italiano.

Occorrerà inoltre valutare anche le opportunità derivanti per il sistema-Paese nazionale mediante una valutazione delle potenzialità offerte da IMEC nei settori infrastrutturali, energetici, logistici e digitali, nonché delle sinergie con il Global Gateway europeo, al fine di attrarre investimenti, rafforzare le filiere industriali e sostenere la competitività nazionale.

Un aspetto di rilievo da approfondire dovrà riguardare il ruolo dei sistemi portuali italiani, svolgendo un'analisi della capacità dei porti italiani di configurarsi quali nodi fondamentali del Corridoio IMEC, considerando gli investimenti necessari, i processi di digitalizzazione, la sostenibilità e l'integrazione con i corridoi TEN-T e con le reti globali del commercio.

In tal senso, condivide l'opportunità di approfondire la complessa e annosa questione del porto franco, ritenendo necessario che sia finalmente portata a realizzazione. In aggiunta alla valenza geostrategica del porto di Trieste, ritiene indispensabile anche valorizzare l'intero sistema portuale italiano.

Tenuto conto del fatto che il Corridoio IMEC si propone di collegare l'India all'Europa, passando per il Medio Oriente, ovvero aree dove si concentra larga parte della popolazione del pianeta e che rappresenta più della metà dell'economia mondiale, occorrerà anche riflettere con attenzione su possibili fragilità intrinseche del progetto stesso, a partire dai limiti derivanti dalla precaria stabilità mediorientale, dalle complessità logistiche e dalle sfide geopolitiche regionali di enorme portata che esso comporta, dalla complessità della mappatura degli stakeholder pubblici e privati potenzialmente coinvolti, dalla postura assunta rispetto al progetto dall'Amministrazione statunitense, nonché dal pieno inserimento del Corridoio nel quadro delle più ampie strategie nazionali di sviluppo commerciale ed economico.

In conclusione, il relatore per la 3a Commissione ritiene che l'impegno dovrà essere quello di affrontare i diversi aspetti menzionati, per contribuire a sostenere politicamente la concreta realizzazione del Corridoio IMEC, su cui si lavora ormai da diverso tempo.

Ricorda, al riguardo, il suo incontro, in India, con il Ministro indiano dei porti, di poco più di un anno fa, e sottolinea il ruolo centrale che l'Italia sta svolgendo in favore della realizzazione del Corridoio, che rientra in un contesto volto a collegare l'area dell'indo-pacifico con quella del Mediterraneo, non solo dal punto di vista commerciale e della sicurezza degli approvvigionamenti, ma anche da quello scientifico e culturale, dell'integrazione di mercati, tecnologie e innovazioni, con un impatto diretto sulla competitività delle imprese e sull'efficienza delle catene del valore.