Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 422 del 14/01/2026
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IN SEDE REFERENTE
(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.
Il PRESIDENTE propone che sugli emendamenti da 1.958 a 1.967, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) annuncia il voto favorevole sulle proposte emendative in esame, ricordando come il disegno di legge presentato dalla maggioranza rischi di minare la legittimità dei sindaci e di ledere l'architrave del sistema elettorale dei comuni.
Qualora, tuttavia, si voglia insistere su questa strada, a suo avviso sbagliata, occorre quantomeno inserire una norma di garanzia che condizioni l'attivazione del premio di maggioranza alla partecipazione al voto di una quota minima di elettori, anche in considerazione del basso livello di partecipazione che ha caratterizzato le ultime elezioni politiche ed europee.
Ricorda peraltro come la vigente legge elettorale per i comuni sia stata approvata a larga maggioranza nel lontano 1993 e abbia dato buona prova di funzionamento.
Sarebbe quindi opportuno non procedere a modifiche unilaterali a colpi di maggioranza.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) evidenzia come - qualora il disegno di legge in esame andasse in porto e venisse anche approvata la proposta di modifica della legge elettorale nazionale di cui si discute sugli organi di stampa - ci si potrebbe trovare in presenza, di qui a qualche mese, di un sistema in cui il più alto premio di maggioranza della storia repubblicana è affiancato dal più alto tasso di astensionismo.
In tal modo, ci si allontana sempre di più dal principio "una testa un voto".
Senza voler ricorrere a soluzioni obiettivamente eccessive, come la previsione dell'obbligatorietà del voto adottata recentemente in Cile, risulta comunque urgente una riflessione, a fronte di un problema gigantesco che accomuna diversi Paesi - ossia quello della crescente disaffezione - dinanzi al quale la maggioranza si limita a cambiare le formule elettorali.
Con separate votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti da 1.958 a 1.967 inclusi.
Il PRESIDENTE propone quindi che sugli emendamenti da 1.968 a 1.977, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) annuncia il voto favorevole, evidenziando come gli emendamenti in oggetto puntino a correggere un disegno di legge che indebolisce la rappresentatività e l'efficacia delle istituzioni. Peraltro, l'abbassamento della soglia per attivare il premio di maggioranza mortifica, in termini di seggi, le minoranze.
Gli emendamenti in esame vogliono quindi correggere le storture che deriverebbero dal disegno di legge, prevedendo quanto meno un livello minimo di affluenza a cui condizionare l'attivazione del premio di maggioranza.
A fronte, quindi, di un disegno di legge che può portare ad una miscela esplosiva, aggravando il deficit di rappresentatività delle istituzioni, gli emendamenti vogliono indurre la maggioranza e il Governo ad un ripensamento.
Il senatore CATALDI (M5S) denuncia il carattere propagandistico di molti provvedimenti del Governo e della maggioranza e la sostanziale lesione dei diritti dei cittadini.
Nel caso del disegno di legge in esame, limitare la possibilità del ricorso al ballottaggio comporta una diminuzione delle prerogative degli elettori e una distorsione che indebolisce il tessuto democratico.
Infatti, senza il turno di ballottaggio, aumenta la distorsione democratica, aggravata peraltro da un momento storico caratterizzato da una forte e strutturale astensione.
Chiede quindi al Governo un supplemento di riflessione, valutando la predisposizione di proposte emendative finalizzate a modificare le modalità di attribuzione del premio di maggioranza o la relativa soglia di attivazione.
Con distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti da 1.968 a 1.977 compresi.
Il PRESIDENTE propone quindi che sugli emendamenti da 1.978 a 1.987, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) annuncia il voto favorevole sugli emendamenti in oggetto, ricordando gli effetti positivi connessi al turno di ballottaggio individuati dalla scienza giuridica e politologica.
Infatti, mentre il primo turno serve all'elettore per esprimere un voto identitario, l'eventuale secondo turno di ballottaggio consente di scegliere tra quella ritenuta migliore tra le due opzioni rimaste in campo.
Il disegno di legge del centrodestra rappresenta quindi una scelta nettamente errata.
La senatrice MAIORINO (M5S) annuncia il voto favorevole sugli emendamenti, ricordando l'assenza, da parte della maggioranza, di una spiegazione esaustiva circa i presunti effetti positivi del disegno di legge in esame.
Infatti, la scarna relazione di accompagnamento si limita a citare il caso di due comuni in cui l'esito del turno di ballottaggio ha comportato un ribaltamento rispetto al successo registrato, al primo turno, dai candidati sindaci del centrodestra.
Evidentemente, tale casistica non rappresenta una giustificazione accettabile per modificare il sistema elettorale dei comuni italiani, soprattutto a fronte di un tasso di affluenza strutturalmente basso.
Il disegno di legge risulta quindi improntato a un'ottica miope e finisce per aumentare la distanza tra cittadini e la politica, limitandosi a individuare dei sotterfugi per garantire - attraverso una sovrarappresentazione in termini di seggi - l'affermazione di maggioranze inesistenti.
Con distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti da 1.978 a 1.987 compresi.
Successivamente, il PRESIDENTE propone che sugli emendamenti da 1.988 a 1.997, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole sugli emendamenti, ritenendo che il disegno di legge denoti un sostanziale disinteresse per i diritti e le prerogative dei cittadini.
Ritiene che sarebbe saggio confrontarsi con le esperienze di altri Paesi, come il Belgio, in cui si sta cercando di individuare strumenti per contrastare la bassa affluenza.
Ribadisce poi le preoccupazioni sullo Stato di diritto connesse alla distorsione delle regole democratiche, evidenziando come il disegno di legge concorra a implementare tale stortura.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) annuncia il voto favorevole su proposte emendative con le quali si vuole indurre le forze di maggioranza a svolgere un supplemento istruttorio, rivalutando l'intendimento a sostenere una proposta legislativa che rischia di danneggiare gravemente la qualità del nostro sistema democratico.
Con distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti da 1.988 a 1.997 compresi.
Non essendovi richieste di intervento in dichiarazione di voto, con successive e separate votazioni sono quindi respinti gli emendamenti da 1.998 a 1.1017 inclusi.
Sulle modalità di prosieguo delle votazioni, si apre un dibattito in cui prendono la parola il PRESIDENTE, le senatrici VALENTE (PD-IDP) e MAIORINO (M5S) e i senatori PARRINI (PD-IDP) e DE CRISTOFARO (Misto-AVS).
All'esito del dibattito, il PRESIDENTE reputa opportuno terminare la seduta.
Si riserva, peraltro, a fronte della calendarizzazione del provvedimento in Assemblea a partire da martedì 10 marzo - decisa con una determinazione unanime della Conferenza dei capigruppo - la possibilità di avvalersi nelle prossime sedute del metodo di votazione del cosiddetto "canguro", di cui all'articolo 102, comma 4, del Regolamento e conformemente al parere reso dalla Giunta per il Regolamento il 27 maggio 2025.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) fa presente come l'eventuale applicazione del metodo del cosiddetto "canguro" non possa essere adombrata quale ritorsione a fronte del legittimo ricorso all'ostruzionismo da parte dei Gruppi di opposizione. Si tratta di una prerogativa procedimentale di cui il Presidente della Commissione - qualora intenda ricorrervi - si assumerà la responsabilità.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.