Legislatura 19ª - 6ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 286 del 14/01/2026
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(1737) Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2025, approvato dalla Camera dei deputati
(Relazione alla 4ª Commissione. Esame e rinvio)
Riferisce il relatore BORGHESI (LSP-PSd'Az), osservando preliminarmente che il disegno di legge di delegazione europea 2025, a seguito delle modifiche apportate dalla Camera dei deputati, consta di 19 articoli divisi in tre Capi e consente di dare attuazione a 24 direttive, nonché di adeguare la normativa nazionale a 12 regolamenti europei.
Si sofferma quindi nel dettaglio sugli articoli 8 e 10 del provvedimento, nonché sulle direttive riportate nell'allegato A rientranti nella competenza della Commissione.
L'articolo 8, inserito nel corso dell'esame alla Camera dei deputati, reca i principi e criteri direttivi per il recepimento della direttiva (UE) 2025/1, mediante l'adozione di uno o più decreti legislativi. La predetta direttiva introduce infatti un quadro organico per il risanamento e la risoluzione delle imprese di assicurazione e di riassicurazione nell'Unione europea, disciplinando la pianificazione preventiva (piani di risanamento e piani di risoluzione), la valutazione della risolvibilità, le condizioni e i principi per l'avvio della risoluzione, gli strumenti applicabili e la governance multilivello. In particolare, l'impianto persegue quattro obiettivi: tutela degli assicurati, continuità delle funzioni essenziali, stabilità finanziaria e minimizzazione del ricorso a risorse pubbliche. La direttiva si applica a imprese di assicurazione e riassicurazione stabilite nell'Unione europea, alle imprese madri, alle società di partecipazione assicurativa e finanziaria mista e alle succursali UE di imprese di paesi terzi. L'attuazione è improntata a proporzionalità: natura dell'attività, struttura, forma giuridica, profilo di rischio, dimensioni, interconnessioni e complessità determinano modulazione di obblighi e intensità dei controlli. In buona sostanza la direttiva ripropone per il settore assicurativo lo schema già in vigore per il settore creditizio in caso di crisi.
L'articolo 10 conferisce quindi al Governo la delega ad adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/3005, il quale introduce un quadro normativo organico volto a garantire integrità, trasparenza, comparabilità e indipendenza delle attività di rating ambientale, sociale e di governance (ESG) nell'Unione europea. L'obiettivo primario è, da un lato, assicurare l'affidabilità delle informazioni ESG utilizzate nei mercati finanziari, prevenendo fenomeni di greenwashing e social washing; dall'altro, tutelare investitori e consumatori, favorendo il corretto funzionamento del mercato interno e sostenendo l'agenda europea per la finanza sostenibile.
L'oratore procede quindi ad illustrare brevemente le direttive di competenza della Commissione contenute nell'allegato A, precisando che, in ordine a tali atti, non sono previsti specifici criteri di delega oltre quelli di cui all'articolo 32 della legge n. 234 del 2012.
Nel dettaglio, la direttiva UE 2025/50, entrata in vigore il 30 gennaio 2025, concerne un'esenzione più rapida e sicura dalle ritenute alla fonte in eccesso.
La direttiva UE 2025/425, entrata in vigore il 20 marzo 2025, modifica invece la direttiva 2006/112/CE disciplinante l'imposta sul valore aggiunto, introducendo nuove disposizioni in materia di certificato elettronico di esenzione dall'IVA.
La direttiva UE 2025/516, entrata in vigore il 14 aprile 2025, modifica la direttiva 2006/112/CE relativamente alle norme IVA per l'era digitale.
La direttiva UE 2025/872 (cosiddetta DAC9), entrata in vigore il 7 maggio 2025, modifica la direttiva (UE) 2011/16 in materia di cooperazione amministrativa nel settore fiscale.
La direttiva UE 2025/1442 - introdotta all'allegato A nel corso dell'esame in prima lettura presso la Camera dei deputati, reca quindi delle modifiche alla direttiva 2006/111/CE in materia di trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all'interno di talune imprese.
Da ultimo, la direttiva (UE) 2025/1539 -anch'essa inserita nell'allegato A nel corso dell'esame presso Camera dei deputati- modifica la direttiva 2006/112/UE in materia di IVA per le vendite a distanza di beni importati da paesi terzi.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.