Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 420 del 13/01/2026
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IN SEDE REFERENTE
(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 30 ottobre 2025.
Il PRESIDENTE propone che sugli emendamenti da 1.898 a 1.909, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) annuncia il voto favorevole del Gruppo, sottolineando come gli emendamenti in esame siano finalizzati a condizionare l'attivazione del premio di maggioranza ad una soglia minima di partecipazione al voto.
La finalità di tali emendamenti consiste quindi nell'evitare che il premio di maggioranza favorisca forze politiche rappresentative di un'esigua minoranza del corpo elettorale, anche in considerazione della ormai strutturale bassa partecipazione al voto.
Peraltro, può verificarsi il caso in cui forze politiche collegate al candidato sindaco vincente abbiano meno voti rispetto al candidato sindaco medesimo ma, a causa del premio di maggioranza, si vedano avvantaggiate in maniera abnorme in termini di seggi, andando così a ledere i principi di rappresentatività sanciti dalla giurisprudenza della Corte costituzionale.
D'altra parte, tale argomento risulta rilevante anche ai fini del buon funzionamento delle istituzioni. Infatti, se un livello istituzionale non gode di un adeguato grado di rappresentatività, avrà anche difficoltà nella gestione dell'amministrazione della cosa pubblica.
Pertanto, trascurare l'esigenza di una adeguata rappresentatività dei livelli istituzionali comporta anche una lesione nell'efficienza dell'amministrazione e dell'attività di governo.
Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole del Gruppo sulle proposte emendative in esame, associandosi ai rilievi sollevati dal senatore Giorgis, e invitando il legislatore a prendere in attenta considerazione il problema della bassa affluenza che sta minando gli equilibri del nostro sistema democratico.
Sottolinea poi come il disegno di legge in esame stia privando il cittadino di un diritto di scelta - da esercitarsi per l'appunto in occasione del turno di ballottaggio - senza neppure bilanciare tutto ciò con la previsione di un livello minimo di affluenza.
Invece, le scelte del legislatore dovrebbero puntare all'individuazione di un equilibrio tra le diverse esigenze coinvolte.
Con distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti da 1.898 a 1.907 inclusi.
Successivamente, con contestuale votazione, sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.908 e 1.909
Successivamente, il PRESIDENTE propone che sugli emendamenti da 1.910 a 1.921, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) annuncia il voto favorevole, rimarcando l'esigenza di tutelare la qualità del sistema democratico e di tenere nettamente distinti i concetti del governo e del comando.
Infatti, il comando implica un'appropriazione del potere e, da questo punto di vista, la previsione di un premio di maggioranza, senza che esso sia affiancato da un livello minimo di affluenza, risulta preoccupante. Infatti, il rischio è di conferire una maggioranza del 60 per cento dei seggi a forze politiche che rappresentano a stento il 25 o 30 per cento del corpo elettorale effettivo.
In un momento storico nel quale la democrazia liberale appare traballante e andrebbero rafforzati gli istituti della partecipazione, il disegno di legge proposto dalla maggioranza va nel senso opposto e peraltro modifica una legge che ha dimostrato finora di funzionare efficacemente.
Tale modo di legiferare acuisce i problemi e danneggia gli elementi fondamentali del sistema democratico, aumentando il divario tra cittadini e istituzioni.
La senatrice GAUDIANO (M5S) dichiara il voto favorevole del proprio Gruppo sugli emendamenti in esame, evidenziando come la riduzione del ricorso al turno di ballottaggio determini un restringimento degli spazi di democrazia, in quanto il turno di ballottaggio offre agli elettori la possibilità di una scelta più ponderata.
Con separate votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti da 1.910 a 1.919 inclusi.
Successivamente, con contestuale votazione, sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.920 e 1.921.
Il PRESIDENTE propone quindi che sugli emendamenti da 1.922 a 1.933, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene
Altresì, il senatore PARRINI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole del Gruppo sugli emendamenti in esame, ricordando come il declino dell'affluenza prescinda dal livello istituzionale coinvolto nella consultazione elettorale.
Nel richiamare le basse percentuali di affluenza registratesi alle elezioni politiche del 2022 e alle elezioni europee del 2024, evidenzia come, a fronte di un deficit di rappresentatività legato alla scarsa partecipazione al voto, sia assurdo ridurre i casi di ricorso al ballottaggio. Infatti, il turno di ballottaggio garantisce quantomeno che venga eletto sindaco il candidato che abbia ottenuto la maggioranza dei voti validamente espressi.
Pertanto, se si vuole abbassare al 40 per cento la soglia per l'elezione al primo turno, risulta necessario prevedere un livello minimo di partecipazione al voto.
Non va poi dimenticato come, a differenza del principio di governabilità, il principio di rappresentatività rientri nei principi supremi dell'ordinamento costituzionale e non possa essere compresso oltre una certa misura.
Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole del Gruppo sugli emendamenti in esame, esprimendo il proprio scetticismo su un disegno di legge che, per recuperare la fiducia dei cittadini, toglie loro l'opzione del ballottaggio.
In realtà, il disegno di legge della maggioranza è stato concepito per avvantaggiare le coalizioni e, in particolare, quella di centrodestra.
Di contro, il legislatore dovrebbe individuare soluzioni equilibrate, che garantiscano rappresentatività ed efficienza nella gestione del Governo.
Invita quindi la maggioranza e l'Esecutivo ad individuare delle soluzioni che evitino l'attribuzione di un premio di maggioranza abnorme a forze politiche prive della necessaria rappresentatività.
Con distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti da 1.922 a 1.931 inclusi.
Altresì, con contestuale votazione, sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.932 e 1.933.
Il PRESIDENTE propone poi che sugli emendamenti da 1.934 a 1.945, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) dichiara il voto favorevole del Gruppo, rimarcando le critiche al disegno di legge della maggioranza, che aggrava le storture del sistema e aumenta la distanza tra cittadini e rappresentanti istituzionali.
Auspica che tale preoccupazione non rappresenti soltanto un problema delle opposizioni, ma venga condivisa anche dalle forze di maggioranza.
D'altra parte, il conferimento di una sorta di "mandato in bianco" a forze politiche prive di un'adeguata legittimazione non garantisce minimamente l'efficacia nella gestione del governo e dell'amministrazione della cosa pubblica.
La senatrice MAIORINO (M5S) annuncia il voto favorevole, sottolineando come le proposte emendative apparentemente potrebbero sembrare di carattere ostruzionistico, ma in realtà sono finalizzate a suscitare una riflessione da parte della Commissione.
Infatti, il disegno di legge presentato dal centrodestra, nella sua semplicità, riveste una potenza deflagrante, accelerando un processo volto a ridurre la democrazia ad un vuoto simulacro liturgico.
Altresì, la previsione di un premio di maggioranza abnorme, senza che ciò sia condizionato ad un livello minimo di partecipazione, accelera il percorso che rende la democrazia una sorta di fantasma.
La finalità degli emendamenti in esame consiste quindi nel suscitare un ripensamento nei confronti di un disegno di legge che rischia di avere effetti deleteri per l'intero sistema democratico.
Con distinte votazioni sono quindi respinti gli emendamenti da 1.934 a 1.943 inclusi.
Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.944 e 1.945, posti contestualmente in votazione, risultano respinti.
Il PRESIDENTE propone poi che sugli emendamenti da 1.946 a 1.957, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) annuncia il voto favorevole del Gruppo, rimarcando le forti criticità derivanti dal disegno di legge della maggioranza, in combinato disposto con l'ormai fisiologica bassa affluenza alle urne.
Con successive e distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti da 1.946 a 1.955 inclusi.
Altresì, con contestuale votazione, sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.956 e 1.957.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.