Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 316 del 08/01/2026
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Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 904/2010 per quanto riguarda l'accesso della Procura europea (EPPO) e dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) alle informazioni sull'imposta sul valore aggiunto a livello dell'Unione (COM(2025) 685 definitivo)
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 23 dicembre.
Il senatore SATTA (FdI), relatore, svolge una relazione integrativa sulla proposta di regolamento in titolo che, come già illustrato, modifica il regolamento (UE) n. 904/2010, relativo alla cooperazione amministrativa e alla lotta contro la frode in materia d'imposta sul valore aggiunto (IVA), allo scopo dichiarato di garantire la coerenza tra il regolamento (UE) 2017/1939 ("regolamento EPPO"), il regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 ("regolamento OLAF") e il regolamento (UE) n. 904/2010, e di consentire alla Procura europea (EPPO) e all'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) l'accesso diretto ai dati IVA scambiati a livello europeo e ai sistemi informatici dell'Unione (CESOP e VIES centrale).
Il Relatore ricorda che sulla proposta è pervenuta la relazione del Governo, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 234 del 2012, elaborata dal Ministero dell'economia e delle finanze.
La valutazione delle finalità generali della proposta da parte del Governo è complessivamente positiva in quanto le nuove disposizioni, mettendo a disposizione di EPPO e OLAF i dati sull'IVA scambiati nell'ambito degli strumenti di cooperazione amministrativa, potrebbero rendere la loro azione più efficace nelle indagini e nel perseguimento delle frodi transfrontaliere in materia di IVA e nel rafforzamento della lotta contro le organizzazioni criminali.
Per quanto riguarda la conformità del progetto all'interesse nazionale, il Governo ritiene che le frodi in materia di IVA nell'Unione stanno diventando sempre più organizzate e che, secondo la Commissione europea, la modifica del regolamento (UE) n. 904/2010 costituisce l'unica strategia praticabile per consentire a EPPO e OLAF di accedere alle informazioni sull'IVA a livello europeo e a condurre indagini penali volte a contrastare le reti che perpetrano frodi in materia di IVA, a fronte di un'incidenza trascurabile sul bilancio pubblico e un'assenza di effetti su cittadini e imprese.
Tuttavia, il Governo ritiene che siano necessari approfondimenti per valutare l'applicazione concreta delle nuove disposizioni nel contesto italiano, soprattutto con riguardo alla definizione delle modalità e delle condizioni che regolano l'accesso centralizzato da parte di EPPO e OLAF alle informazioni ai fini IVA raccolte a livello nazionale e trasmesse alle piattaforme a livello europeo (quali, ad esempio, CESOP, VIES, TNA).
Il Governo delinea, quindi, alcune prospettive negoziali che potrebbero essere poste in sede di discussione, tra le quali, ad esempio, l'opportunità di prevedere disposizioni che consentano a EUROFISC di richiedere a EPPO e OLAF di restituire un feedback sulle informazioni comunicate su sospette frodi transfrontaliere in materia di IVA, nell'ottica di un potenziamento della reciproca collaborazione e arricchimento informativo. Nell'ambito dell'accesso centralizzato da parte di EPPO e OLAF alle informazioni raccolte, si evidenzia l'opportunità di introdurre adeguate procedure per la verifica della rispondenza di tale accesso con le finalità indicate nella proposta medesima. Si ritiene anche auspicabile che vengano specificate le condizioni di utilizzo di tali informazioni per finalità diverse da quelle relative all'accertamento e all'applicazione dell'IVA.
Il Governo ritiene che la proposta rispetti il principio di attribuzione, sulla base dell'articolo 113 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Tale articolo, infatti, prevede che il Consiglio, deliberando all'unanimità, previa consultazione del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale, adotti le disposizioni che riguardano l'armonizzazione delle legislazioni nazionali nel settore dell'imposizione indiretta.
Il Governo ritiene che il principio di sussidiarietà sia rispettato in quanto l'azione dell'Unione è volta a conseguire obiettivi che non potrebbero essere raggiunti in misura soddisfacente dagli Stati membri singolarmente o utilizzando strumenti non legislativi.
Anche il principio di proporzionalità è rispettato, secondo il Governo, poiché la proposta comporta solo una modifica mirata dell'attuale quadro giuridico per la cooperazione amministrativa nel settore dell'IVA e vi aggiunge solo gli elementi necessari a permettere l'accesso di EPPO e OLAF alle informazioni sull'IVA scambiate nell'ambito degli accordi di cooperazione amministrativa.
Le otto settimane previste dal Protocollo n. 2, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato ai Trattati, scadono il 4 febbraio 2026. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di otto Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea che non hanno, al momento, sollevato criticità.
Il senatore LOMBARDO (Misto-Az-RE), premesso che la normativa è volta a rafforzare la prevenzione delle frodi IVA, ambito in cui, dai dati OLAF, l'Italia non si colloca bene a confronto con gli altri Stati membri, chiede chiarimenti sulla posizione del Governo in merito all'accesso centralizzato da concedere a EPPO e OLAF.
Il PRESIDENTE ritiene che le considerazioni espresse dal Governo riguardino soprattutto le modalità pratiche di tale accesso.
Il relatore SATTA (FdI) si riserva di svolgere i dovuti approfondimenti.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.