Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 412 del 26/11/2025

(1670) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - Modifiche allo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol, approvato dalla Camera dei deputati

- e petizione n. 912 ad esso attinente

(Seguito e conclusione dell'esame)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.

Il PRESIDENTE comunica che sono pervenuti alcuni contributi scritti, richiesti su sollecitazione dei senatori della Commissione, per un approfondimento su alcuni profili del disegno di legge.

Tale documentazione sarà resa disponibile per la pubblica consultazione sulla pagina web della Commissione.

La Commissione prende atto.

Si procede con l'espressione dei pareri sugli emendamenti all'unico articolo del disegno di legge.

Il correlatore DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, Cb)), anche a nome dei correlatori DE PRIAMO (FdI) e TESTOR (LSP-PSd'Az), formula parere contrario su tutti gli emendamenti presentati.

Il ministro CALDEROLI esprime un parere conforme ai relatori.

Sull'emendamento 1.1, dichiara il voto favorevole del Gruppo il senatore GIORGIS (PD-IDP), esprimendo altresì l'amarezza per il parere contrario espresso su tutti gli emendamenti.

Ritiene che tale atteggiamento da parte della maggioranza vanifichi il tentativo di apportare miglioramenti al disegno di legge in esame. Così facendo, si ripropone la metodologia di lavoro già vista nel corso della discussione dei disegni di legge sulla sicurezza e sulla riforma della Corte dei conti, oltre che del disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati.

Verificata la presenza del prescritto numero di senatori, la Commissione respinge l'emendamento 1.1.

Sull'emendamento 1.2 dichiara il voto favorevole il senatore CATALDI (M5S), sottolineando come la proposta in discussione punti a sopprimere le disposizioni del disegno di legge che attribuiscono alla competenza legislativa esclusiva delle province la disciplina in materia di rapporto di lavoro pubblico, con la conseguenza di creare disparità e di elaborare una legislazione frammentata.

Posto ai voti, l'emendamento 1.2 viene respinto.

Successivamente viene posto in votazione e respinto l'emendamento 1.3.

Previa dichiarazione di voto favorevole del senatore GIORGIS (PD-IDP), la Commissione respinge l'emendamento 1.4.

Il correlatore DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, Cb)) evidenzia come il principio della parità tra uomini e donne nell' accesso alle cariche elettive sia già sancito dall'articolo 47 dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige.

Con successiva votazione la Commissione respinge quindi l'emendamento 1.5.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) dichiara poi il voto favorevole sull'emendamento 1.6, volto espungere tra le materie di competenza esclusiva la contrattazione collettiva del rapporto di lavoro dei dipendenti delle province autonome, mantenendo il livello della contrattazione collettiva nazionale.

Posto ai voti l'emendamento 1.6 viene respinto.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) annuncia il voto favorevole sull'emendamento 1.7 evidenziando che alcuni aspetti legati al governo del territorio come l'urbanistica, l'edilizia e i piani regolatori, devono continuare ad essere disciplinati all'interno di una legge cornice statale. Su tale aspetto ritiene quindi che si sia ecceduto nel conferimento di materie alla potestà legislativa esclusiva delle province autonome.

Posto ai voti, l'emendamento 1.7 viene respinto.

Con successive e distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti 1.8 e 1.9.

Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole sull'emendamento 1.10 finalizzato a espungere la gestione del ciclo dei rifiuti tra i servizi pubblici rimessi alla potestà legislativa esclusiva delle province.

Ritiene che la forza di un "sistema paese" risieda anche in una legislazione unitaria per materie delicate come la tutela dell'ambiente, la gestione dei rifiuti o la gestione della fauna selvatica.

Peraltro, la frammentazione degli interventi legislativi ingenera incertezza, con conseguenti effetti penalizzanti in termini di attrazione degli investimenti.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) dichiara il voto favorevole del Gruppo sull'emendamento 1.10, giudicando inusuale una modalità di esame del provvedimento tale per cui le modifiche allo statuto contenute nel disegno di legge non vengono motivate né sostenute da ragioni di carattere generale. Contestualmente, gli emendamenti proposti sono sistematicamente respinti senza una chiara motivazione. Nel caso in esame, appare opportuno attribuire alle province autonome la disciplina sulla gestione del ciclo dei rifiuti, nel rispetto tuttavia di una legge cornice statale.

Il correlatore DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, Cb)) ricorda come, in base alla legge costituzionale n. 3 del 2001 di riforma del Titolo V, l'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, sull'autonomia differenziata, consenta a determinate condizioni la devoluzione alle regioni della competenza sulla tutela dell'ambiente e dell'ecosistema. Peraltro, con tale riforma costituzionale è stato rimosso per l'attività legislativa delle regioni ad autonomia ordinaria il vincolo dell'interesse nazionale. Non si comprendono quindi i timori e le preoccupazioni manifestate in questa sede su un disegno di legge costituzionale che conferisce analoghe competenze ad una regione ad autonomia speciale.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) osserva come l'articolo 116, terzo comma, della Costituzione preveda una procedura negoziata per giungere al conferimento di maggiori livelli di autonomia.

Il correlatore DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, Cb)) rileva come anche le modifiche allo statuto speciale del Trentino-Alto Adige siano precedute da una procedura pattizia.

Posto ai voti, l'emendamento 1.10 viene respinto.

La senatrice MAIORINO (M5S) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 1.11.

Nell'esprimere stupore per il fatto che le modifiche allo statuto contenute nel disegno di legge in esame sembrano in alcuni aspetti profilare una sorta di secessione, manifesta estrema preoccupazione per l'attribuzione alle province autonome della competenza legislativa esclusiva per la gestione della fauna selvatica, anche alla luce di alcune iniziative adottate dal presidente della Provincia autonoma di Trento. Rammenta, infine, come, a seguito della riforma apportata dalla legge costituzionale numero 1 del 2022, il vigente articolo 9 della Costituzione, al comma terzo, preveda che i modi e le forme di tutela degli animali debbano essere disciplinati con legge dello Stato.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) aggiunge la firma all'emendamento 1.11, che, posto in votazione, viene respinto.

Con separate votazioni, sono successivamente respinti gli emendamenti 1.12 e 1.13.

Previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice MAIORINO (M5S), viene respinto l'emendamento 1.14.

Sull'emendamento 1.15, la senatrice MAIORINO (M5S) annuncia il voto favorevole e chiede le motivazioni del parere contrario, considerato che la proposta emendativa in esame si limita a prevedere che la composizione della giunta regionale debba rispettare il principio della parità di genere.

Il correlatore DURNWALDER (Aut (SVP-PATT, Cb)) ricorda come il principio della parità di genere sia già previsto dall'articolo 47 dello statuto del Trentino-Alto Adige.

Viene quindi posto ai voti e respinto l'emendamento 1.15.

Con successive e distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.16, 1.17, 1.18, 1.19.

Successivamente, con contestuale votazione, la Commissione respinge gli identici emendamenti 1.20 e 1.21.

Viene quindi posto ai voti e respinto l'emendamento 1.22.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole sull'emendamento 1.23, richiamandone il contenuto normativo e la finalità volta razionalizzare i rapporti tra lo Stato e la regione Trentino-Alto Adige in sede di modifica del relativo statuto.

L'emendamento 1.23, posto in votazione, viene respinto.

Con successive e distinte votazioni, sono poi respinti gli emendamenti 1.24, 1.25, 1.26 e 1.27.

Si procede quindi alla votazione del mandato ai relatori.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) auspica che, in sede di Assemblea si possa svolgere una discussione più approfondita, che tenga conto delle preoccupazioni espresse in Commissione e già emerse nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati.

Nel ribadire come il proprio Gruppo sostenga le istanze territoriali e di autonomia, rimarca le criticità contenute nel disegno di legge in esame e quindi la necessità di alcuni miglioramenti.

Per tali ragioni, annuncia che per il momento il voto sul mandato ai relatori sarà di astensione.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) annuncia il voto di astensione del proprio Gruppo, confermando l'orientamento già espresso nel corso dell'esame presso la Camera dei deputati.

Evidenzia la propria preoccupazione per la tendenza, presente anche nel disegno di legge in esame, a spostare prerogative dai consigli provinciali e regionali alle giunte, a scapito quindi delle assemblee rappresentative.

Concorda poi con le preoccupazioni formulate dai senatori del Movimento 5 Stelle sulla gestione della fauna selvatica.

In linea generale, osserva come, ogni qualvolta si discuta di provvedimenti riguardanti le autonomie, venga richiamata la riforma del Titolo V della Costituzione, come se non fossero passati nel frattempo ventiquattro anni e, in questa legislatura, non fossero state esaminate e respinte dai Gruppi di maggioranza alcune proposte legislative, tra cui anche una di iniziativa popolare, volte a superare l'impianto del Titolo V.

Ritiene quindi che invocare ogni volta la revisione del Titolo V rappresenti un artificio retorico alquanto discutibile.

Il PRESIDENTE osserva incidentalmente come la riforma del Titolo V sia stata confermata con referendum costituzionale.

Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto di astensione del proprio Gruppo, stigmatizzando la chiusura da parte della maggioranza e del Governo verso ogni proposta correttiva, incluso l'emendamento 1.27, volto ad armonizzare l'esercizio della potestà legislativa regionale e provinciale con quella statale, tenendo conto delle particolari condizioni di autonomia attribuite alla regione e alle province autonome di Trento e di Bolzano.

Giudica negativamente la previsione del disegno di legge là dove reca, per quanto attiene ai futuri progetti di modificazione dello statuto, una sorta di autolimitazione dei poteri delle Camere.

Il senatore TOSATO (LSP-PSd'Az) annuncia il voto favorevole del Gruppo della Lega.

Nel giudicare legittime le richieste di approfondimento avanzate dai Gruppi di opposizione, ricorda poi come il disegno di legge in esame rappresenti il risultato di un coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà del territorio.

Fa poi presente come la riforma del Titolo V sia stata oggettivamente l'unica riforma costituzionale di ampia portata fin qui confermata in sede referendaria, mentre altri tentativi di riforma organica del testo costituzionale e di ulteriore revisione del Titolo V sono stati bocciati dagli elettori, come nel caso della riforma proposta dal governo Berlusconi nel 2005 e di quella proposta dal governo Renzi nel 2016.

Ritiene poi legittimo che movimenti politici una volta autonomisti abbiano assunto oggi un'impostazione neo-centralista, ma giudica una stranezza il fatto che, in altri Paesi europei, la cultura autonomista sia propria delle forze politiche di sinistra, mentre in Italia i partiti di sinistra risultano centralisti e la tutela delle autonomie rientra nel bagaglio culturale dei partiti del centrodestra.

Il senatore LISEI (FdI), nell'annunciare il voto favorevole del proprio Gruppo, ritiene che il disegno di legge rappresenti un punto di equilibrio tra le esigenze di autonomia dei territori e la centralità dello Stato nazionale, equilibrio peraltro raggiunto anche nel corso dell'esame della legge sull'autonomia differenziata.

Esprime poi soddisfazione per la norma che dispone la riduzione dei tempi di residenza nelle province autonome ai fini dell'esercizio del diritto di voto.

La Commissione conferisce quindi il mandato ai relatori a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in esame, nel testo trasmesso dalla Camera dei deputati, autorizzandoli altresì a chiedere di poter svolgere la relazione oralmente.

Il ministro CALDEROLI interviene per sottolineare come gli emendamenti discussi in Commissione fossero identici a quelli già esaminati alla Camera dei deputati e oggetto di ampio approfondimento.

Per quanto riguarda le proposte emendative volte a vincolare l'attività legislativa delle province autonome alla normativa europea, ricorda che in tal senso opera già l'articolo 117, primo comma, della Costituzione, che ovviamente si applica anche alle regioni ad autonomia speciale.

Con riguardo al principio della parità di genere nell'accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive, si ricollega a quanto sottolineato dal correlatore Durnwalder circa l'operatività dell'articolo 47 dello statuto, senza dimenticare la normativa europea sulla parità di genere e quanto sancito dagli articoli 3 e 51 della Carta costituzionale.

Relativamente ai diritti delle minoranze, fa presente la necessità di calibrare con attenzione tali tutele in una regione dove già esistono le minoranze linguistiche.

Per quanto concerne poi l'attribuzione alla potestà legislativa esclusiva delle province della gestione del ciclo dei rifiuti, invita a svolgere una verifica circa il livello di efficienza con cui il servizio dei rifiuti è gestito già oggi nella regione Trentino-Alto Adige.

Con riferimento all'emendamento 1.23, sulla commissione di conciliazione, ravvisa possibili profili di contrasto con l'autonomia delle Camere, stante per esempio il fatto che si attribuisce al solo Presidente del Senato il potere di insediare una commissione composta anche da due deputati.

Infine, per quanto riguarda l'obiezione relativa alla rimozione del limite delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali, ricorda come spesso diverse norme legislative di regioni a statuto speciale siano state annullate dalla Corte costituzionale invocando le riforme economico-sociali e includendo tra queste anche la legge numero 56 del 2014 (cosiddetta "legge Delrio"). A tale riguardo, lascia alla Commissione la valutazione sulla qualificazione di tale legge come riforma economico-sociale.