Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 403 del 30/10/2025
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IN SEDE REFERENTE
(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana del 29 ottobre.
Il PRESIDENTE propone di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sugli emendamenti da 1.817 a 1.821, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) annuncia il voto favorevole sulle proposte emendative, ribadendo come gli emendamenti dei gruppi di opposizioni non abbiano finalità ostruzionistica e, nel caso di specie, siano volti a correggere la forzatura del disegno di legge, prevedendo che l'elezione al primo turno sia subordinata ad un distacco percentuale minimo tra il candidato più votato e quello arrivato secondo.
Ricorda come il sistema più noto in cui vige tale previsione sia quello per l'elezione del Presidente della Repubblica in Argentina.
Il senso complessivo degli emendamenti delle opposizioni risiede poi nella considerazione per cui - a fronte di un alto livello di astensione - l'elezione al primo turno va subordinata ad un'alta partecipazione alle consultazioni elettorali.
Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole, rilevando come le considerazioni svolte dal senatore Parrini rappresentino un interessante spunto di riflessione circa la necessità di individuare le best practice di altri Paesi.
Rileva poi come una delle cause principali del crescente astensionismo risieda nella disillusione verso la capacità della classe politica di risolvere i problemi dei cittadini, anche a seguito di tante misure prospettate dal Governo come risolutive e poi rivelatesi, all'atto pratico, del tutto effimere.
Ritiene inoltre improprio il riferimento, contenuto nella relazione illustrativa del disegno di legge, ai casi dei ballottaggi nelle elezioni comunali di Campobasso e Udine, dal momento che il secondo turno si è caratterizzato per il ricompattamento delle forze politiche che erano divise al primo turno, il che rende difficile additare il ballottaggio come una stortura democratica.
Con separate votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti 1.817, 1.818, 1.819, 1.820 e 1.821.
Il PRESIDENTE propone quindi di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sugli emendamenti da 1.822 a 1.827, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole, richiamando la finalità delle proposte emendative in esame. Ribadisce poi la necessità - qualora si voglia modificare la legge elettorale nazionale - di adottare un approccio condiviso, anche al fine di evitare l'adozione di scelte viziate da possibili profili di incostituzionalità, quali l'indicazione sulla scheda del candidato alla Presidenza del Consiglio e la previsione di un premio di maggioranza nazionale per il Senato, due elementi che erano già emersi nel corso dell'esame parlamentare della legge elettorale n. 270 del 2005.
Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole, ribadendo le proprie critiche all'argomentazione contenuta nella relazione illustrativa del disegno di legge, con riferimento ai recenti ballottaggi per elezioni comunali di Campobasso e di Udine.
Con distinte votazioni, la Commissione respinge quindi gli emendamenti 1.822, 1.823, 1.824, 1.825, 1.826 e 1.827.
Il PRESIDENTE propone poi di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sugli emendamenti da 1.828 a 1.839, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) dichiara il voto favorevole sugli emendamenti in discussione, ritenendo il disegno di legge del centro-destra un tentativo maldestro di cambiare unilateralmente una legge elettorale che ha ben funzionato. Infatti, in questi oltre trent'anni di applicazione, sono state molto poche le amministrazioni comunali entrate in crisi e non è stata minata la legittimazione dei sindaci.
Purtroppo, in un contesto di crescente astensionismo, il disegno di legge riduce gli spazi di partecipazione, restringendo la possibilità del ricorso al ballottaggio.
Si toglie quindi un diritto ai cittadini e si blinda il disegno di legge, precludendo la possibilità del confronto e di ogni modifica migliorativa.
Gli emendamenti sostanzialmente identici 1.828 e 1.829, messi contestualmente in votazione, sono respinti.
Sono poi posti contestualmente ai voti e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.830 e 1.831.
Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.832 e 1.833, posti contestualmente in votazione, sono respinti.
La Commissione, con contestuale votazione, respinge poi gli emendamenti sostanzialmente identici 1.834 e 1.835.
Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.836 e 1.837, posti contestualmente in votazione, sono respinti.
In seguito, con un'unica votazione, sono posti contestualmente in votazione e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.838 e 1.839.
Il PRESIDENTE propone poi di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sugli emendamenti da 1.840 a 1.851, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole, contestando la validità dell'argomentazione della maggioranza per cui il disegno di legge sarebbe finalizzato a rimediare alla stortura rappresentata dall'elezione al ballottaggio di un candidato con meno voti assoluti rispetto al candidato vincente al primo turno.
Infatti, tale circostanza si è verificata in meno di dieci casi nel corso degli oltre trent'anni di applicazione del sistema elettorale vigente e con effetti che hanno avvantaggiato o penalizzato tutte le forze politiche.
Gli emendamenti sostanzialmente identici 1.840 e 1.841, messi contestualmente in votazione, sono respinti.
Sono poi posti contestualmente ai voti e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.842 e 1.843
Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.844 e 1.845, posti contestualmente in votazione, sono respinti.
La Commissione, con contestuale votazione, respinge poi gli emendamenti sostanzialmente identici 1.846 e 1.847.
Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.848 e 1.849, posti contestualmente in votazione, sono respinti.
In seguito, con un'unica votazione, sono posti contestualmente in votazione e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.850 e 1.851.
Il PRESIDENTE propone poi di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sugli emendamenti da 1.852 a 1.861, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole, rilevando come la previsione del turno unico debba quantomeno accompagnarsi ad una soglia minima di partecipazione al voto.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP), nel dichiarare il voto favorevole, osserva come l'elezione al primo turno senza un livello minimo di partecipazione al voto rischi di nuocere al vincitore, in termini di efficienza nella gestione del governo.
Per quanto attiene poi alla possibile previsione di un distacco minimo tra i due candidati più votati, quale requisito per far scattare l'elezione al primo turno, chiede alla maggioranza e al Governo di ragionare sull'individuazione di una soluzione equilibrata, che assicuri al candidato eletto un'adeguata legittimazione da parte del corpo elettorale.
Con separate votazioni, la Commissione respinge gli emendamenti 1.852, 1.853, 1.854, 1.855, 1.856, 1.857, 1.858, 1.859, 1.860 e 1.861.
Il PRESIDENTE propone quindi di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sugli emendamenti da 1.862 a 1.873, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione di una cifra percentuale, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
La senatrice VALENTE (PD-IDP), nell'annunciare il voto favorevole, osserva come il disegno di legge del centro-destra produca un effetto distorsivo, in termini di scarto eccessivo tra il consenso effettivamente acquisito e il numero di seggi attribuiti in virtù del premio di maggioranza. E' quindi concreto il rischio che il nuovo sistema elettorale, in combinato disposto con l'elevato astensionismo, comporti la sovra-rappresentazione di una parte minoritaria dell'elettorato, con conseguente deficit democratico.
Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole sugli emendamenti, rilevando come il disegno di legge penalizzi i cittadini, privandogli della possibilità di scelta rappresentata dal turno di ballottaggio. Si rischia quindi di favorire la costituzione di coalizioni raffazzonate - al solo fine di ottenere la vittoria al primo turno - senza preoccuparsi invece dell'adozione di proposte politiche volte a risolvere i quotidiani problemi delle comunità locali.
Con distinte votazioni, la Commissione respinge gli emendamenti 1. 862, 1.863, 1.864, 1.865, 1.866, 1.867, 1.868, 1.869, 1.870, 1.871, 1.872 e 1.873.
Successivamente, in assenza di dichiarazioni di voto, con distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.874, 1.875, 1.876, 1.877, 1.878, 1.879, 1.880, 1.881, 1.882, 1.883, 1.884, 1.885, 1.886, 1.887, 1.888, 1.889, 1.890, 1.891, 1.892, 1.893, 1.894, 1.895, 1.896 e 1.897.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.