Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 397 del 16/10/2025

IN SEDE REFERENTE

(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana di ieri, 15 ottobre.

Il PRESIDENTE propone di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sugli emendamenti da 1.756 a 1.760, che si differenziano tra loro per la variazione a scalare di una cifra percentuale, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.

La Commissione conviene.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole sugli emendamenti in esame, richiamando la questione della scarsa affluenza alle consultazioni elettorali, anche in casi in cui l'esito non era scontato come nelle ultime elezioni regionali in Umbria.

Evidenzia come la soluzione di prevedere l'elezione del candidato sindaco al raggiungimento della soglia del 40 per cento dei voti rappresenti la strada sbagliata e vada almeno temperata, stabilendo che l'elezione sia condizionata da un distacco minimo tra il primo e il secondo classificato.

La senatrice GAUDIANO (M5S), nel dichiarare il voto favorevole, osserva come il disegno di legge richieda una radicale modifica, in quanto va nella direzione opposta rispetto a quella che sarebbe necessario intraprendere, a fronte dell'elevata astensione e del crescente distacco dalle istituzioni anche da parte delle giovani generazioni.

Con separate votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.756, 1.757, 1.758, 1.759 e 1.760.

Il PRESIDENTE propone poi di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sugli emendamenti da 1.761 a 1.766, che si differenziano tra loro per la variazione a scalare di una cifra percentuale, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.

La Commissione conviene.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) annuncia il voto favorevole sugli emendamenti, ritenendo che il disegno di legge sia inidoneo ad affrontare le pressanti problematiche attuali, come quella del crescente astensionismo.

Non ci si può infatti limitare a considerare l'astensionismo come un fenomeno ineludibile, in quanto esso trova motivazione in una ragione profonda che è la disillusione di gran parte dell'elettorato rispetto alla capacità del decisore politico di gestire i processi economici e di migliorare la qualità della vita delle persone. Proprio per questo, la politica deve trovare soluzioni adeguate.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) dichiara il voto favorevole e richiama l'opportunità di ritirare il disegno di legge in esame, concepito al solo fine di agevolare la vittoria del centro-destra nel maggior numero di comuni.

Sarebbe, invece, necessaria una riflessione complessiva sul dibattito degli ultimi trent'anni che ha sempre premiato le esigenze della governabilità a scapito della rappresentanza, agevolando la torsione in senso personalistico dei movimenti politici, come lucidamente segnalato dal saggio "Il partito personale" del politologo Mauro Calise. Quest'ultimo, partendo da un'analisi del fenomeno dell'elezione diretta dei sindaci - vista come una possibile risposta alla crisi dei partiti e alla disaffezione degli elettori - aveva richiamato l'attenzione al rischio, attraverso la trasformazione del leader politico in un sovrano, di arrivare al momento in cui il re appare nudo, essendo tale nudità dovuta all'assenza di un popolo e al cedimento della rappresentatività.

Sottolinea la fase molto delicata in cui si trova il Paese e richiama il rischio di un vero e proprio esodo di milioni di persone rispetto alla vita istituzionale. A fronte di ciò, risulta illusorio pensare di ricorrere a tecnicalità elettorali, senza affrontare i nodi strutturali. Peraltro, con la modifica proposta dalla maggioranza, la competizione si ridurrà a due candidati sindaco, con inevitabili effetti negativi in termini di rappresentatività delle istituzioni.

Con distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti 1.761, 1.762, 1.763, 1.764, 1.765 e 1.766.

Il PRESIDENTE propone poi di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sugli emendamenti da 1.767 a 1.772, che si differenziano tra loro per la variazione a scalare di una cifra percentuale, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.

La Commissione conviene.

Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto a favore e richiama la disillusione dell'opinione pubblica circa la capacità della politica di dare risposte al malessere sociale, come si evince dalla discutibile proposta della Lega di pignorare i beni delle persone morose nel pagamento delle utenze.

La previsione del turno di ballottaggio non rappresenta un problema, mentre il disegno di legge in esame non dà risposta ai problemi che contribuiscono all'aumento dell'astensionismo e alla disaffezione verso la politica.

Il senatore PARRINI (PD-IDP), nel dichiarare il voto favorevole, osserva come un possibile incentivo alla partecipazione sia rappresentato dall'election day: infatti, le elezioni regionali del 2020, in virtù dell'accorpamento in un'unica data, hanno registrato un'affluenza più alta rispetto a quelle di quest'anno, che sono state distribuite in date diverse. Purtroppo, l'accorpamento delle elezioni regionali è stato possibile fino a quando diverse consiliature si sono interrotte prima della scadenza naturale.

Il PRESIDENTE osserva incidentalmente come la revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione (di cui alla legge costituzionale n. 3 del 2001) non abbia favorito l'omogeneità anche nella fissazione delle consultazioni regionali.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) annuncia il voto favorevole e ribadisce la necessità di una riflessione organica, evitando interventi sporadici dovuti alle contingenze e agli interessi delle singole componenti della maggioranza.

Ricorda poi la contrarietà della propria parte politica alla riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione (prevista dalla legge costituzionale n. 3 del 2001) e all'autonomia differenziata (recata dalla legge n. 86 del 2024) fortunatamente corretta dalla sentenza della Corte costituzionale n. 192 del 2024.

Con separate votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti 1.767, 1.768, 1.769, 1.770, 1.771 e 1.772.

Il PRESIDENTE propone quindi di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sugli emendamenti da 1.773 a 1.777, che si differenziano tra loro per la variazione a scalare di una cifra percentuale, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.

La Commissione conviene.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) dichiara il voto favorevole, richiamando come il proprio Gruppo abbia cercato di correggere le storture del Titolo V attraverso il disegno di legge costituzionale n. 744, su cui la Commissione ha però approvato, a maggioranza, nella seduta n. 193 del 20 marzo 2024, emendamenti soppressivi dell'intero articolato.

Con distinte votazioni, la Commissione respinge gli emendamenti 1.773, 1.774, 1.775, 1.776 e 1.777.

Successivamente, in assenza di dichiarazioni di voto, con separate votazioni, sono respinti gli emendamenti 1.778, 1.779, 1.780 e 1.781.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.