Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 390 del 08/10/2025
Azioni disponibili
1ª Commissione permanente
(AFFARI COSTITUZIONALI, AFFARI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E DELL'INTERNO, ORDINAMENTO GENERALE DELLO STATO E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, EDITORIA, DIGITALIZZAZIONE)
MERCOLEDÌ 8 OTTOBRE 2025
390ª Seduta (pomeridiana)
Presidenza del Presidente
Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giuseppina Castiello.
La seduta inizia alle ore 14,25.
IN SEDE CONSULTIVA
(Doc. CCXLIV, n. 1 - Allegati I e II) Documento programmatico di finanza pubblica 2025 e connessi allegati
(Parere alla 5ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 7 ottobre.
Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, ricorda di avere avanzato nella seduta di ieri una proposta di parere favorevole sul Documento in titolo.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) illustra, a nome del suo Gruppo, una proposta di parere alternativo contrario, pubblicata in allegato.
La presentazione di una proposta di parere contrario nasce dall'esigenza di recuperare la corrispondenza tra l'esame del documento in titolo e la realtà dei fatti.
In effetti, non si può accettare una narrazione del tutto infondata circa la sussistenza di una politica economica funzionale all'aumento della crescita e alla riduzione delle diseguaglianze.
La proposta di parere del proprio Gruppo si sofferma sugli effetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e sulla considerazione che, senza tale piano, peraltro avversato da una parte dell'attuale maggioranza, le condizioni del Paese sarebbero oggi molto peggiori.
La proposta di parere alternativo mette poi in evidenza le difficoltà di interi comparti industriali, come quello del tessile e quello automobilistico.
Si è quindi in presenza di una serie di gravi problemi ai quali la manovra finanziaria prospettata dal Governo non offre risposte.
Per quanto attiene, poi, alla riforma della pubblica amministrazione, è evidente che non vi sono elementi di valorizzazione del merito e delle competenze, con conseguenze negative per l'intero sistema economico-produttivo, oltre che per la sicurezza e il benessere dei cittadini: infatti, una pubblica amministrazione inefficiente e poco qualificata non garantisce l'erogazione di servizi fondamentali alle persone.
Nel ribadire la propria valutazione contraria sul Documento in titolo e sulla proposta di parere del relatore, auspica una radicale correzione dell'indirizzo di politica economica del Governo.
Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto contrario del proprio Gruppo sulla proposta di parere del relatore, ribadendo l'incapacità del Governo di far ripartire l'economia del paese.
Purtroppo, dietro la parvenza del rigore, risulta completamente assente una politica di investimenti e, a titolo esemplificativo, misure per il contrasto alla desertificazione di intere aree del nostro Paese.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, verificata la presenza del numero legale, la Commissione approva la proposta di parere favorevole avanzata dal relatore.
Conseguentemente, risulta preclusa la proposta di parere alternativo avanzata dal Gruppo del Partito democratico.
IN SEDE REFERENTE
(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana.
Il PRESIDENTE avverte che si procederà alla votazione degli emendamenti sostanzialmente identici 1.646, 1.647 e 1.648.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) dichiara il voto favorevole sulle proposte emendative in discussione e, richiamando le elezioni regionali in Calabria di domenica scorsa, rimarca l'esigenza di una riflessione sul fenomeno della bassa affluenza e della crescente disaffezione del corpo elettorale.
Pur riconoscendo che il dato sulla bassa affluenza calabrese risulta temperato dall'elevato numero di elettori iscritti all'Anagrafe degli Italiani residenti all'estero, oltre che da molti studenti e lavoratori fuori sede, resta tuttavia il dato di un elevato astensionismo al quale non ci si può arrendere passivamente.
La senatrice GAUDIANO (M5S) annuncia il voto favorevole, rimarcando la necessità, da parte dell'intera classe politica, di interrogarsi sulla sfiducia crescente dell'elettorato e sulla disaffezione nei confronti delle istituzioni. Occorre, quindi, riflettere attentamente per capire come intervenire su tale fenomeno increscioso.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) annuncia il voto favorevole sugli emendamenti in discussione e ribadisce come il tema dell'astensionismo e della progressiva erosione della base di legittimazione delle istituzioni politiche sia strettamente connesso alla distribuzione democratica dei beni e dei servizi.
Infatti, la crescente disaffezione comporterà l'incapacità per le istituzioni elettive di esercitare un'efficace azione di governo.
Ritiene che la vera posta in palio non consista nel vincere o perdere una determinata consultazione elettorale, bensì nel tutelare l'efficacia della sfera politica, da intendersi come sfera che aspira a definire l'equa distribuzione dei beni e la gradazione delle esigenze e dei bisogni sociali.
Tale considerazione suggerisce di evitare il conferimento di premi di maggioranza a schieramenti che non rappresentano una maggioranza effettiva del corpo elettorale.
Il senatore TOSATO (LSP-PSd'Az), nell'annunciare il voto contrario sulle proposte emendative, concorda con il fatto che la crescente disaffezione al voto rappresenta un problema molto grave, a suo avviso dovuto non tanto alle tecnicalità delle singole formule elettorali, quanto soprattutto ad un pesante distacco e ad una forte disillusione di fasce sempre più ampie dell'elettorato nei confronti della politica e delle istituzioni.
Ciò impone alla classe politica di porsi dei seri interrogativi, dal momento che l'attività e l'operato della politica è percepito come inadeguato da fasce crescenti della popolazione.
Una delle ragioni alla base di questa disaffezione è rinvenibile nella carenza di risorse finanziarie, il che fa sì che, anche a fronte di iniziative legislative meritevoli e sostenute da movimenti e partiti di diversi schieramenti, la possibilità di allocare scarse risorse vanifica l'incisività delle leggi.
Altresì, va poi ricordato come, nella XVII e nella XVIII legislatura, ossia dal 2013 dal 2022, l'esito delle consultazioni elettorali non abbia portato ad un chiaro vincitore, con la conseguenza che si sono succeduti Governi di diverso orientamento politico, ma privi di una legittimazione popolare. Ciò ha inevitabilmente accresciuto la disaffezione elettorale, in quanto ha indotto in molti cittadini la convinzione dell'inutilità del proprio voto.
In conclusione, dissente dall'impostazione del senatore Giorgis, che cerca di individuare un collegamento tra la tecnicalità del sistema elettorale e la partecipazione al voto. Inoltre, ritiene che la previsione di un premio di maggioranza possa aiutare a combattere l'astensionismo, in quanto contribuisce a rendere più incisivo il voto espresso dai cittadini che decidono di prendere parte alla consultazione elettorale.
Con contestuale votazione, sono quindi respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.646, 1.647 e 1.648.
Il PRESIDENTE propone quindi che sugli emendamenti a 1.649 a 1.660, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione percentuale del quorum strutturale,
si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) ringrazia il senatore TOSATO (LSP-PSd'Az) per l'importante contributo offerto al dibattito.
Con riguardo al tema della carenza delle risorse, sarebbe utile un approfondimento, per chiarire se tale carenza sia superabile qualora il decisore politico non sia piegato alla ricerca del consenso immediato.
Ritiene, quindi, che vi siano i margini per recuperare risorse collegate a politiche giuste e funzionali agli interessi del Paese; in caso contrario, rischia di innescarsi un circolo vizioso, per cui la concentrazione di potere in capo ad una persona non garantisce l'efficacia del governo e l'inefficacia del governo porta ad una ulteriore torsione in senso personalistico.
Con contestuale votazione sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.649, 1.650 e 1.651.
Successivamente, con un'unica votazione, la Commissione respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.652, 1.653 e 1.654.
Vengono poi posti contestualmente in votazione e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.655, 1.656 e 1.657.
Successivamente, sono posti contestualmente in votazione e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.658, 1.659 e 1.660.
In seguito, in assenza di dichiarazioni di voto, la Commissione respinge con un'unica votazione gli emendamenti sostanzialmente identici 1.661, 1.662 e 1.663.
Successivamente, con contestuale votazione sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.664, 1.665 e 1.666.
Vengono poi messi contestualmente ai voti e respinti emendamenti sostanzialmente identici 1.667, 1.668 e 1.669.
Con contestuale votazione la Commissione respinge quindi gli emendamenti sostanzialmente identici 1.670, 1.671 e 1.672.
Gli emendamenti sostanzialmente identici 1.673, 1.674 e 1.675, posti contestualmente in votazione, sono poi respinti.
La Commissione, con un'unica votazione, respinge poi gli emendamenti sostanzialmente identici 1.676, 1.677 e 1.678.
Vengono quindi messi contestualmente in votazione e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.679, 1.680 e 1.681.
La Commissione respinge quindi, con un'unica votazione, le proposte emendative sostanzialmente identiche 1.682, 1.683 e 1.684.
Successivamente, sono messe contestualmente in votazione e respinte le proposte emendative sostanzialmente identiche 1.685, 1.686 e 1.687.
La Commissione respinge quindi, con un'unica votazione, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.688, 1.689 e 1.690.
Infine, sono posti contestualmente in votazione e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.691, 1.692 e 1.693.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
SULL'ESAME DELL'ATTO SENATO 1353-B
Il PRESIDENTE fa presente che le sedute già convocate alle ore 9 e alle ore 13 di domani, giovedì 9 ottobre, saranno principalmente dedicate al prosieguo della discussione generale sul disegno di legge costituzionale 1353-B, sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, in considerazione dell'elevato numero di senatori che si sono iscritti a parlare.
La Commissione prende atto.
La seduta termina alle ore 15,25.
SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI GIORGIS, PARRINI, MELONI E VALENTE
SUL DOC. CCXLIV, N. 1
La Commissione,
premesso che:
il DPFP 2025, il primo redatto dal Governo a seguito della Riforma della Governance europea, è un documento vuoto che non affronta le questioni alla base della crisi economico-sociale. Il Paese, dopo tre anni di Governo Meloni, soffre gli effetti dell'immobilismo dell'Esecutivo e delle scelte finora adottate, tra cui l'attuazione di politiche orientate a garantire vantaggi per pochi e svantaggi per molti, l'assenza di interventi di politica economica espansiva in grado di sostenere efficacemente le attività economiche, la mancata previsione di misure strutturalmente orientate al recupero del potere d'acquisto dei redditi, l'imminente scadenza di alcuni significativi interventi agevolativi finalizzati al sostegno dell'edilizia abitativa, una politica fiscale iniqua, frammentata e categoriale, senza alcun riferimento a un disegno complessivo e razionale, e una lunga sequenza di sanatorie e condoni fiscali. Mentre il mondo cambia velocemente, il DPFP 2025 non mostra alcun cambio di direzione rispetto alla rotta finora intrapresa;
l'economia italiana nel 2025 dovrebbe crescere di soli 0,5 punti percentuali su base annua. Senza l'apporto determinante del PNRR, il Paese sarebbe in una situazione di recessione. Il DPFP, per gli anni 2026 e 2027, stima una crescita tendenziale di soli 0,7 punti percentuali e di 0,8 punti percentuali nel 2028, attestandosi per tutto il periodo su valori ben al di sotto della media europea, confermando anche per il futuro lo scarso apporto alla crescita delle misure che saranno inserite nella prossima manovra di bilancio;
la produzione industriale continua la propria fase di discesa. I dati Istat, corretti per gli effetti di calendario, evidenziano che la produzione industriale dei primi sette mesi del corrente anno è diminuita di 0,8 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2024, colpendo in particolare la filiera dell'automotive, il tessile, la moda, il mobile, la carta e il settore siderurgico, che rischia di perdere la più grande fabbrica europea di produzione di acciaio. Nel DPFP 2025 non si annunciano misure di politica industriale in grado di rilanciare la produzione nei settori più esposti alla crisi. Colpisce l'assenza di un Piano per rilanciare lo sviluppo, per stimolare gli investimenti privati, per ridurre drasticamente i costi dell'energia, per sostenere l'innovazione e la qualità del lavoro;
sulle prospettive di crescita grava un clima di forte incertezza. In conseguenza dei dazi USA, settori come la meccanica strumentale, i macchinari industriali, la chimica e il farmaceutico, l'abbigliamento e la pelletteria, l'agroalimentare, il vitivinicolo, i trasporti e la moda, rischiano di perdere importanti quote di mercato e di fatturato a causa dell'inasprimento della politica commerciale americana. Ad agosto, l'export si è ridotto del 7,7 per cento, con una caduta del 21,2 per cento su base annua per quanto riguarda le esportazioni verso gli Stati Uniti;
i dati sulle richieste di Cassa integrazione e sul totale delle ore autorizzate crescono in misura preoccupante. Nel primo semestre del 2025, le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria sono state 164.702.472; quelle di cassa integrazione straordinaria sono state 140.416.660; le ore di cassa in deroga sono state 444.362. In totale, le ore autorizzate sono state 305.563.494. A questo ritmo, le richieste potrebbero raggiungere e superare la soglia di 600 milioni di ore autorizzate;
per quanto di competenza della Commissione:
riguardo la c.d. "riforma della pubblica amministrazione", essa si risolve in ben poca cosa, considerata l'estrema frammentarietà delle previsioni recate sul tema e il pessimo governo delle risorse pubbliche, disperse a finanziare misure dal carattere disorganico e disparato, in spregio a ogni esigenza di programmazione e coerente finalizzazione della spesa pubblica;
riguardo le misure per la semplificazione normativa e il miglioramento della qualità della normazione e deleghe al Governo per la semplificazione, il riordino e il riassetto in determinate materie (A.C. 2393 - A.S. 1192), si evidenzia come il provvedimento tradisca una concezione verticistica e procedurale della semplificazione, trasformandola da strumento di chiarezza e accessibilità in un veicolo di accentramento e opacità normativa, mediante la compressione degli spazi di consultazione e l'approccio formalistico al coinvolgimento degli enti territoriali e delle categorie sociali;
la "semplificazione" di questo Governo si traduce in una riduzione delle tutele, in un accentramento decisionale, in un impoverimento della partecipazione democratica, in una compressione dei diritti;
tutto ciò premesso,
esprime parere contrario.