Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 389 del 08/10/2025
Azioni disponibili
(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 2 ottobre.
Si procede con la votazione degli emendamenti sostanzialmente identici 1.598, 1.599 e 1.600.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) auspica che la discussione sulle proposte emendative possa indurre la maggioranza a rivedere le proprie posizioni.
Si sofferma quindi sui risultati delle recenti elezioni comunali in Valle d'Aosta, dalle quali emerge come la previsione del turno unico avrebbe favorito la vittoria della coalizione di centrosinistra e tuttavia la previsione di un secondo turno comporterà la necessità di andare al ballottaggio. Tale considerazione dimostra come le critiche del Partito democratico al disegno di legge non siano condizionate da calcoli utilitaristici, bensì dalla necessità di garantire la rappresentatività delle istituzioni democratiche, attraverso la previsione di un quorum minimo di partecipazione. Peraltro, tale condizione incide sull'efficacia e sulla qualità dell'azione amministrativa e delle politiche di governo.
Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole sugli emendamenti, ritenendo che il disegno di legge rappresenti una stortura che penalizza i diritti degli elettori.
Nell'auspicio che il dialogo e il confronto nella Commissione siano effettivi, osserva come il turno di ballottaggio consenta agli elettori di poter scegliere il candidato meno lontano dalle proprie posizioni, dopo aver espresso al primo turno una preferenza per il candidato più affine. Il disegno di legge in esame penalizza quindi la legittimità e la rappresentatività dei sindaci eletti.
Con contestuale votazione, sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.598, 1.599 e 1.600.
Il PRESIDENTE propone quindi che sugli emendamenti da 1.601 a 1.615, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione della percentuale del quorum strutturale, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) chiede alla maggioranza quali soluzioni voglia fornire per consentire che le comunità territoriali siano amministrate da un sindaco e da una giunta espressione degli effettivi rapporti di forza. Infatti, dal momento che la maggioranza non vuole introdurre alcuna norma che condizioni l'attribuzione del premio alla partecipazione di un determinato numero di elettori, né si vuole mettere in discussione la previsione del turno unico, andrebbe chiarito quale sia la soluzione alternativa.
Peraltro, la capacità di rappresentanza e la legittimazione degli organi di governo locali risultano funzionali alla tutela degli interessi generali. Infatti, senza una forte legittimazione democratica non è possibile adottare quelle misure di amministrazione locale che, bilanciando gli interessi concorrenziali, perseguono l'utilità collettiva. Non è possibile impostare un'azione di governo incisiva, senza la rappresentatività della maggioranza effettiva del corpo elettorale.
La senatrice GAUDIANO (M5S) si associa alle considerazioni formulate dal senatore Giorgis. Annuncia il voto favorevole sulle proposte emendative, rimarcando come queste siano finalizzate a instaurare o quantomeno a ricercare un dialogo con la maggioranza. Ricorda poi come il turno di ballottaggio offra agli elettori una seconda possibilità di scelta sulla base di un confronto programmatico trasparente.
Con contestuale votazione, sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.601, 1.602 e 1.603.
Successivamente, sono posti contestualmente ai voti e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.604, 1.605 e 1.606.
Con contestuale votazione, la Commissione respinge quindi gli emendamenti sostanzialmente identici 1.607, 1.608 e 1.609.
Sono successivamente posti contestualmente in votazione e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.610, 1.611 e 1.612.
Con un'unica votazione, la Commissione respinge quindi gli emendamenti sostanzialmente identici 1.613, 1.614 e 1.615.
Il PRESIDENTE propone quindi che sugli emendamenti da 1.616 a 1.630, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione della percentuale del quorum strutturale, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) parte da una disamina del risultato delle recenti elezioni regionali in Calabria, caratterizzate da un'astensione molto elevata, per sottolineare come non vi siano strumenti che comportano un incremento della partecipazione al voto e un'automatica diminuzione dell'astensione. Risulta quindi illusorio pensare che, attraverso la previsione del turno unico con soglia al 40 per cento, l'astensionismo possa diminuire e l'affluenza aumentare. Infatti, le elezioni regionali in Calabria si sono svolte con il turno unico. Analogamente, anche la soppressione del voto disgiunto non comporta una riduzione dell'astensione, dal momento che la legge elettorale calabrese non prevede il voto disgiunto.
Ne consegue l'inesistenza di strumenti o di formule giuridiche che determinino in automatico una riduzione dell'astensione, ovvero un aumento dell'affluenza, il che smentisce i propositi dei sottoscrittori del disegno di legge in esame.
Il senatore OCCHIUTO (FI-BP-PPE) interviene per dichiarazione di voto contraria sugli emendamenti. Sottolinea come l'affluenza effettiva alle elezioni regionali calabresi della scorsa domenica sia in realtà più alta rispetto a quella ufficiale, se si considera che, in Calabria, tra i 400.000 e i 450.000 elettori risultano iscritti all'Anagrafe degli Italiani residenti all'estero (AIRE) che quindi non votano alle elezioni regionali, senza contare un numero, a grandi linee corrispondente, di elettori fuori sede per ragioni di lavoro o di studio.
Scomputando, quindi tali numeri, l'affluenza effettiva è stata decisamente più elevata.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) annuncia il voto favorevole sugli emendamenti. Ritiene che le considerazioni svolte dal senatore Occhiuto siano meritevoli di un'attenta riflessione, dal momento che chi risiede e lavora stabilmente in Italia non può attualmente votare alle elezioni regionali, mentre chi risiede all'estero, in teoria, potrebbe parteciparvi. Tale aporia contraddistingue anche il progetto di revisione costituzionale sul cosiddetto "premierato", il cui esame è stato, per il momento, saggiamente e fortunatamente sospeso.
Purtroppo l'azione riformatrice della coalizione di centrodestra si caratterizza per la tendenza a concentrare il potere in una sola persona, ignorando gli aspetti della partecipazione democratica e dell'affluenza al voto.
Risulta quindi necessaria una riflessione seria, per garantire che il diritto di voto sia esercitato dalle persone che hanno conservato un legame effettivo con il territorio e attraverso modalità che rendano possibile l'espressione di un voto libero e consapevole.
L'aggiornamento delle liste dei titolari del diritto di voto attivo risulta quindi ineludibile.
Il senatore CATALDI (M5S), nell'annunciare il voto favorevole, evidenzia la ragionevolezza delle proposte emendative in esame e invita il relatore e il Governo a studiare dei correttivi idonei ad applicare con gradualità l'attivazione del premio di maggioranza, modulandone l'applicazione sulla base del quorum di partecipazione al voto.
Con contestuale votazione, la Commissione respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.616, 1.617 e 1.618.
Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.619, 1.620 e 1.621 sono messi contestualmente ai voti e respinti.
Sono quindi posti contestualmente in votazione e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.622, 1.623 e 1.624.
La Commissione, con un'unica votazione, respinge poi gli emendamenti sostanzialmente identici 1.625, 1.626 e 1.627.
Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.628, 1.629 e 1.630, messi contestualmente in votazione, sono respinti.
Il PRESIDENTE propone quindi che sugli emendamenti da 1.631 a 1.645, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione della percentuale del quorum strutturale, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) annuncia il voto favorevole, invitando la maggioranza e il Governo ad avviare una riflessione sulle importanti tematiche dell'affluenza al voto e dell'esigenza di garantire il protagonismo delle assemblee consiliari, in particolare dei consigli comunali. Infatti il proprio gruppo contrasta il disegno di legge, anche perché esso rappresenta un ulteriore colpo al ruolo e alle funzioni dei consigli comunali, la cui marginalizzazione determina un peggioramento della qualità dell'azione amministrativa e una lesione del pluralismo.
In conclusione, ritiene che un confronto effettivo sulle tematiche dell'affluenza e sul ruolo dei consigli comunali possa condurre all'individuazione di modifiche condivise.
Con contestuale votazione, la Commissione respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.631, 1.632 e 1.633.
Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.634, 1.635 e 1.636 sono posti contestualmente in votazione e respinti.
Sono quindi posti contestualmente in votazione e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.637, 1.638 e 1.639.
La Commissione, con un'unica votazione, respinge poi gli emendamenti sostanzialmente identici 1.640, 1.641 e 1.642.
Infine, con contestuale votazione, sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.643, 1.644 e 1.645.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 9,55.