Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 380 del 24/09/2025

(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.

Il PRESIDENTE propone di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sul complesso degli emendamenti da 1.375 a 1.392, che si differenziano tra loro per la variazione della percentuale del quorum strutturale dei partecipanti al voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.

La Commissione conviene.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) evidenzia in via preliminare come il contesto storico-politico - anche alla luce di quanto denunciato dal senatore Cataldi - suggerirebbe di sospendere l'esame di un disegno di legge di cui non si avverte l'utilità e che, al contrario, risulta dannoso e peggiorativo del sistema elettorale vigente.

Tuttavia, a fronte dell'indisponibilità in tal senso della maggioranza, ribadisce la contrarietà ad una proposta di legge che indebolisce la legittimazione degli organi elettivi e, conseguentemente, penalizza l'efficacia dell'azione di governo, tradendo così l'obiettivo della stabilità.

L'approccio alla base del disegno di legge risulta meramente volto a strappare un maggior numero di sindaci, penalizzando le prerogative dei cittadini.

Il senatore CATALDI (M5S) richiama le considerazioni già svolte in precedenti occasioni sulla tutela dei princìpi dello Stato di diritto nel contesto dell'ordinamento giuridico dell'Unione europea.

Peraltro, lo Stato di diritto si basa sulla tutela delle garanzie dei cittadini. Purtroppo, questo disegno di legge rappresenta - dopo il premierato e l'autonomia differenziata - una sorta di terzo drone che va a colpire i diritti degli elettori.

Con contestuale votazione, la Commissione respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.375, 1.376, 1.377, 1.378, 1.379 e 1.380.

Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.381, 1.382, 1.383, 1.384, 1.385 e 1.386 sono posti sostanzialmente in votazione e respinti.

Posti contestualmente in votazione, sono quindi respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.387, 1.388, 1.389, 1.390, 1.391 e 1.392.

Il PRESIDENTE propone quindi di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sul complesso degli emendamenti da 1.393 a 1.410, che si differenziano tra loro per la variazione della percentuale del quorum strutturale dei partecipanti al voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.

La Commissione conviene.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) - nel dichiarare il voto favorevole sugli emendamenti in esame - sottolinea come il disegno di legge rappresenti una penalizzazione per i comuni e per i cittadini.

Peraltro, l'intento della maggioranza di trarre vantaggio dalla modifica del sistema elettorale vigente si basa su un calcolo miope, in quanto le modifiche della disciplina elettorale indurranno le forze politiche e gli elettori ad adottare una condotta diversa.

Altresì, ogni volta che si modifica una legge elettorale, andrebbero analizzati gli effetti sistemici della riforma, piuttosto che gli interessi di parte.

Il disegno di legge della maggioranza rischia di produrre effetti deleteri in termini di indebolimento dei sindaci e instabilità delle maggioranze consiliari.

Non si comprende quindi questo accanimento sui comuni, attraverso una modifica mai richiesta dall'ANCI e a fronte delle istanze dei sindaci volte invece ad evitare tagli ai finanziamenti comunali e, quindi, ai servizi.

Da ultimo, rappresenta come sia fino ad oggi andato disatteso l'impegno ad una riforma organica del testo unico sugli enti locali.

Il senatore CATALDI (M5S) osserva come il disegno di legge non risponde ai problemi dei cittadini, ma soltanto agli interessi di una parte politica.

Con questo provvedimento, unitamente al cosiddetto "decreto sicurezza" e ai disegni di legge sulla definizione operativa di antisemitismo si prosegue sulla linea della marginalizzazione dei diritti dei cittadini e della limitazione della libertà di manifestazione.

A tutto questo, si aggiunge come la corsa al riarmo distragga ingenti risorse che potrebbero più utilmente essere indirizzate verso altre finalità come le zone di montagna e le aree interne.

Con contestuale votazione, la Commissione respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.393, 1.394, 1.395, 1.396, 1.397 e 1.398.

Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.399, 1.400, 1.401, 1.402, 1.403 e 1.404 sono posti sostanzialmente in votazione e respinti.

Posti contestualmente in votazione, sono quindi respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.405, 1.406, 1.407, 1.408, 1.409 e 1.410.

Il PRESIDENTE propone quindi di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sul complesso degli emendamenti da 1.411 a 1.428, che si differenziano tra loro per la variazione della percentuale del quorum strutturale dei partecipanti al voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.

La Commissione conviene.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) dichiara il voto favorevole sugli emendamenti in esame, sottolineando la preoccupazione - comune ai gruppi di opposizione - di garantire un livello minimo di partecipazione al voto quale garanzia della legittimità delle istituzioni e dell'efficienza dell'azione di governo.

Il disegno di legge appare invece volto a favorire l'elezione al primo turno di un candidato sindaco, soltanto con il 40 per cento delle preferenze e anche a fronte di una bassa affluenza.

Rappresenta quindi l'irragionevolezza e la stortura di un premio di maggioranza distorsivo, che assegna il 60 per cento dei seggi alle liste collegate al candidato sindaco che abbia ottenuto almeno il 40 per cento dei voti, con conseguenti profili di illegittimità costituzionali che potrebbero essere portati all'attenzione della Corte costituzionale e che sarebbero ancora più aggravati dalla previsione della ripartizione pro quota alle liste collegate della preferenza espressa in favore del solo candidato sindaco. Infatti, in quest'ultima fattispecie, potrebbero beneficiare di un premio del 60 per cento dei seggi anche liste premiate da meno del 40 per cento effettivo dei votanti.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS), nel dichiarare il voto favorevole sulle proposte emendative, ribadisce le preoccupazioni per l'abnormità di un premio di maggioranza che potrebbe assegnare alla coalizione vincente un numero di seggi pari alla metà o a più della metà di quelli effettivamente spettanti.

Denuncia quindi la stortura del dibattito politico degli ultimi decenni, incentrato sulla dialettica tra rappresentatività e governabilità e sempre sbilanciato sul secondo di questi due elementi, nell'ottica di non recare disturbo al governo pro tempore, con l'effetto di non acquisire benefici per la qualità del sistema democratico e, al contrario, di aumentare l'astensionismo e ledere la rappresentatività delle istituzioni.

Il senatore CATALDI (M5S) fa presente l'utilità di comprendere le ragioni per le quali la maggioranza insiste con l'esame del disegno di legge in discussione.

Nel ricordare alcuni episodi legati alla campagna elettorale in corso nelle Marche per le imminenti consultazioni regionali, ricorda come non si possa tutelare la qualità della vita democratica senza le garanzie proprie dello Stato di diritto.

Nell'annunciare il voto favorevole sugli emendamenti in discussione, evidenzia come la disaffezione non possa essere contrastata se i cittadini non ottengono dalla classe politica risposta ai loro problemi.

Con contestuale votazione, la Commissione respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.411, 1.412, 1.413, 1.414, 1.415 e 1.416.

Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.417, 1.418, 1.419, 1.420, 1.421 e 1.422 sono posti sostanzialmente in votazione e respinti.

Posti contestualmente in votazione, sono quindi respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.423, 1.424, 1.425, 1.426, 1.427 e 1.428.

Il PRESIDENTE propone quindi di svolgere una dichiarazione di voto unitaria sul complesso degli emendamenti da 1.429 a 1.446, che si differenziano tra loro per la variazione della percentuale del quorum strutturale dei partecipanti al voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.

La Commissione conviene.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole sugli emendamenti in esame e stigmatizza la scelta di abolire il voto disgiunto, con l'effetto di privare l'elettore della possibilità di confermare la preferenza al partito di riferimento, dissociandosi dalla scelta di un candidato sindaco ritenuto inidoneo.

Richiama poi le ricerche condotte dal professor D'Alimonte sull'utilità del turno di ballottaggio, come istituto in grado di valorizzare anche le cosiddette "seconde scelte" degli elettori, senza poi dimenticare come il secondo turno prevenga le polarizzazioni e le fratture sociali.

La senatrice GAUDIANO (M5S) dichiara il voto favorevole sugli emendamenti in esame, ritenendo che il vero obiettivo del disegno di legge della maggioranza consista nel mettere in difficoltà le forze politiche avversarie.

Peraltro, la limitazione del ricorso al ballottaggio mette a rischio la qualità della democrazia, dal momento che una soglia del 40 per cento è palesemente insufficiente a garantire l'elezione di un sindaco rappresentativo della cittadinanza.

Censura quindi un provvedimento che va a limitare l'applicazione di un istituto - quello del turno di ballottaggio - in grado di contemperare le esigenze della rappresentatività con quelle della governabilità.

Con contestuale votazione, la Commissione respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.429, 1.430, 1.431, 1.432, 1.433 e 1.434.

Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.435, 1.436, 1.437, 1.438, 1.439 e 1.440 sono posti sostanzialmente in votazione e respinti.

Posti contestualmente in votazione, sono quindi respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.441, 1.442, 1.443, 1.444, 1.445 e 1.446.

Si passa quindi alla votazione degli emendamenti sostanzialmente identici da 1.447 a 1.452.

La senatrice VALENTE (PD-IDP) dichiara il voto favorevole, stigmatizzando la decisione di modificare unilateralmente un sistema elettorale che finora ha rappresentato un equilibrio tra le esigenze della rappresentatività e quelle della governabilità.

Al riguardo, sarebbe interessante comprendere dalla maggioranza come il disegno di legge in esame si possa sposare con le ragioni alla base del premierato, tenuto conto che la governabilità non dovrebbe essere fine a sé stessa, bensì funzionale ad una gestione della cosa pubblica efficiente e portata avanti nell'interesse generale.

Il senatore CATALDI (M5S), nel dichiarare il voto favorevole sugli emendamenti in esame, ritiene che la maggioranza, nel portare avanti il disegno di legge, stia commettendo un errore grave, penalizzando i cittadini e ledendo i princìpi dello Stato di diritto posti a garanzia dell'assetto democratico.

Purtroppo, questo disegno di legge, insieme ad altri provvedimenti - come l'atto Senato n. 1457 sulla Corte dei conti, che introduce un tetto alla responsabilità erariale - contribuisce allo scivolamento verso un sistema autoritario.

Peraltro, il Governo si vanta spesso della propria forza ed autorevolezza, ma tale assunto è smentito dalla debolezza più volte dimostrata, a partire dalla flebile reazione - limitata alla richiesta di chiarimenti - in merito all'attacco di questa notte alla Global Sumud Flotilla, episodio di gravità inaudita, che richiederebbe una forte reazione di condanna.

Con contestuale votazione, la Commissione respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.447, 1.448, 1.449, 1.450, 1.451 e 1.452.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 9,40.