Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 379 del 23/09/2025
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(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 18 settembre.
Il PRESIDENTE propone che sugli emendamenti da 1.279 a 1.296, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione della percentuale del quorum strutturale dei partecipanti al voto, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore PARRINI (PD-IDP), nell'annunciare il voto favorevole sugli emendamenti in discussione, richiama il parere espresso dalla Commissione di Venezia, organismo consultivo interno al Consiglio d'Europa, in cui si stigmatizzano le modifiche alla legge elettorale per gli enti locali adottate dal Parlamento della Georgia, nel quale il partito filorusso "Sogno Georgiano" detiene la maggioranza assoluta dei seggi.
Nel parere della Commissione di Venezia sono sollevate tre critiche alla nuova legge elettorale locale georgiana: la prima attiene alla redistribuzione arbitraria dei confini di alcuni collegi elettorali; la seconda alla modifica unilaterale di un sistema elettorale; la terza all'eliminazione del turno di ballottaggio.
È evidente l'analogia con il disegno di legge in esame, che concretizza una sorta di incubo, piuttosto che un sogno georgiano.
Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole, richiamando la valenza simbolica degli emendamenti in esame e il fatto che la riduzione dei casi di ricorso al ballottaggio lede il diritto dei cittadini alla partecipazione democratica, togliendo un'ulteriore possibilità agli elettori per la scelta del candidato sindaco.
Con contestuale votazione, la Commissione respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.279, 1. 280, 1.281, 1. 282, 1.283 e 1.284.
Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.285, 1.286, 1.287, 1.288, 1.289 e 1.290 sono posti contestualmente in votazione e respinti.
La Commissione poi, con contestuale votazione, respinge gli emendamenti sostanzialmente identici, 1.291, 1.292, 1.293, 1.294, 1.295 e 1.296.
Il PRESIDENTE propone quindi che sugli emendamenti da 1.297 a 1.314, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione della percentuale del quorum strutturale degli elettori che partecipano alla votazione, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) annuncia il voto favorevole del Gruppo, stigmatizzando il disegno di legge della maggioranza, là dove prevede una legittimazione del candidato sindaco eletto svincolata dalla partecipazione di una percentuale minima di votanti. Evidenzia come la sostanziale differenza tra la previsione del secondo turno e un sistema basato sul turno unico risieda nel fatto che, con il turno unico, ci si limita a trasformare una minoranza meramente numerica in una maggioranza assembleare.
Il disegno di legge sostenuto dalla maggioranza e dal Governo non affronta minimamente il rilevante peso dell'astensionismo e della disaffezione degli elettori.
La Commissione, con contestuale votazione, respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.297, 1.298, 1.299, 1.300, 1.301 e 1.302.
Successivamente, con contestuale votazione, sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.303, 1.304, 1.305, 1.306, 1.307 e 1.308.
In seguito, sono posti contestualmente in votazione e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.309, 1.310, 1.311, 1.312, 1.313 e 1.314.
Il PRESIDENTE propone poi che sugli emendamenti da 1.315 a 1.332, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione percentuale del quorum strutturale dei partecipanti al voto, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole del proprio Gruppo, sottolineando la necessità di riscoprire il senso della partecipazione politica e del ruolo dell'azione politica. Al contrario, il disegno di legge della maggioranza incentiva la formazione di coalizioni raffazzonate e nasconde il tentativo di modificare il sistema elettorale, al fine di vincere in un maggior numero di comuni, ottenendo più sindaci rispetto a quelli oggi spettanti al centrodestra.
Denuncia poi i rischi di svuotamento della democrazia partecipativa a seguito del crescente astensionismo, sottolineando come la previsione del turno di ballottaggio consenta all' elettore che, al primo turno, ha espresso il sostegno ad un candidato sindaco che ha ottenuto pochi voti, di poter orientare, in sede di ballottaggio, la propria preferenza verso il candidato meno lontano dalle proprie posizioni.
Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, osserva come la previsione del turno unico possa comunque valorizzare il ruolo delle formazioni più piccole.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) rivede, anche in sede di esame del disegno di legge n.1451, i limiti del metodo, già adottato dalla maggioranza e dal Governo per altre modifiche all'assetto istituzionale, come per esempio il premierato: le audizioni sono ridotte ad uno stanco rituale e la maggioranza procede imperterrita, respingendo sistematicamente le proposte migliorative delle opposizioni.
In sede di discussione su una proposta di modifica della legge elettorale per i comuni, ci si sarebbe attesa l'individuazione di strumenti idonei a contrastare la crescente disaffezione di segmenti sempre più ampi dell'elettorato.
Peraltro, risulta fragile la rivendicazione della maggioranza volta a ridurre il ricorso al ballottaggio sulla base dell'argomentazione per cui, al secondo turno, l'affluenza è sempre minore rispetto al primo turno e il candidato vincente al ballottaggio rischia di avere meno voti rispetto a quelli ottenuti dal suo avversario al primo turno. In realtà, la maggioranza vuole modificare un sistema elettorale che finora ha dato buona prova di funzionamento, soltanto con la speranza di avere un vantaggio dalle dalla riduzione del ricorso al ballottaggio.
Altresì, il disegno di legge incentiva la formazione di coalizioni eterogenee al primo turno e fa venir meno l'impianto complessivo della legge vigente, basato sulla chiarezza delle proposte elettorali del primo turno e sul punto di sintesi del turno di ballottaggio, in un'ottica complessiva di trasparenza.
Con il pretesto dell'aumento dell'astensionismo tra il primo e il secondo turno si procede quindi ad una modifica unilaterale di un sistema elettorale che ha dato buona prova di funzionamento, al solo fine di lucrare un vantaggio, senza nel contempo dare risposta alle ragioni della crisi della rappresentanza.
Con contestuale votazione, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.315, 1.316, 1.317, 1.318 1.319 e 1.320 sono respinti.
Successivamente, la Commissione, con un'unica votazione, respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.321. 1.322, 1.323, 1.324, 1.325 e 1.326.
In seguito, con un'unica votazione, sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.327, 1.328, 1.329, 1. 330, 1.331 e 1.332.
Il PRESIDENTE propone che sugli emendamenti da 1.333 a 1.350, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione percentuale del quorum strutturale dei partecipanti al voto, si svolga in un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore PARRINI (PD-IDP), nell'annunciare il voto favorevole, sottolinea la necessità di focalizzare l'attenzione sull'importanza della partecipazione al voto e della conseguente legittimazione delle istituzioni rappresentative. Evidenzia come le proposte emendative dell'opposizione siano funzionali a non perdere di vista questi due aspetti. Purtroppo, il metodo alla base del disegno di legge della maggioranza si caratterizza per la scelta unilaterale di modificare dopo, 32 anni, una legge elettorale che fino ad oggi non ha mai subito modifiche a colpi di maggioranza. Si tratta di un atto da stigmatizzare, che peraltro cristallizza gli attuali rapporti di forza tra le coalizioni e risulta suscettibile di aumentare ulteriormente la disaffezione.
Ciò è dimostrato anche dal fatto che le elezioni a turno unico, come quelle regionali, hanno finora registrato le percentuali più basse di partecipazione al voto tra quelle avutesi nella recente storia repubblicana.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) si associa alle considerazioni del senatore Parrini e dichiara il voto favorevole sugli emendamenti. Peraltro, se il turno di ballottaggio non favorisce automaticamente la partecipazione al voto, questo vale anche per un sistema a turno unico.
Dà poi conto di una recente rilevazione demoscopica sulle prossime elezioni regionali in Calabria, da cui emergerebbe una partecipazione al voto oscillante tra il 30 e il 40%, ossia estremamente bassa. Il dato di fondo è quindi quello di una disaffezione strutturale alle consultazioni elettorali, fenomeno rispetto al quale occorre individuare rimedi che, a voler essere intellettualmente onesti, non sarebbero probabilmente efficaci nel breve periodo.
Il senatore CATALDI (M5S) annuncia il voto favorevole, richiamando la campagna elettorale in corso in queste settimane nelle Marche in vista delle consultazioni regionali di domenica prossima. Osserva che i cittadini, per essere motivati nella partecipazione al voto, chiedono soluzioni concrete dalla classe politica e dagli amministratori. Nel caso delle Marche tali soluzioni risultano mancanti, se si pensa che soltanto il 20 per cento dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato effettivamente speso e che non risultano passi in avanti nell' estensione della Zona Economica Speciale.
Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, osserva incidentalmente come la presidente della regione Umbria abbia espresso una valutazione positiva sull'estensione della Zona Economica Speciale alle regioni Marche e Umbria, come previsto dal disegno di legge n. 1639 all'esame della Commissione bilancio.
Con contestuale votazione, sono quindi respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.333, 1.334, 1.335, 1.336, 1.337 e 1.338
Successivamente gli emendamenti sostanzialmente identici 1.339, 1.300, 1.341, 1.342, 1.343 e 1.344 sono posti contestualmente in votazione e respinti.
Sono quindi messi contestualmente in votazione e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.345, 1.346, 1.347, 1.348, 1.349 e 1.350.
Si passa quindi alla votazione degli emendamenti sostanzialmente identici da 1.351 a 1.356.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) dichiara il voto favorevole sugli emendamenti in esame, che subordinano l'elezione di un candidato al primo turno al raggiungimento di un quorum strutturale di partecipazione al voto pari ad almeno il 65 per cento degli aventi diritto. Osserva come il disegno di legge della maggioranza non offra risposte al problema della scarsa partecipazione e manifesta la disponibilità del proprio Gruppo, qualora si apra uno spazio di confronto effettivo, a modulare la percentuale di partecipazione al voto tra il primo e il secondo turno.
Con contestuale votazione, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.351, 1.352, 1.353, 1.354, 1.355 e 1.356 vengono respinti dalla Commissione.
Successivamente, il PRESIDENTE propone che sugli emendamenti da 1.357 a 1.374, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione della percentuale del quorum strutturale dei partecipanti al voto, si svolga un'unica dichiarazione di voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.
La Commissione conviene.
Il senatore PARRINI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole del Gruppo, richiamando le testimonianze acquisite nel corso delle audizioni, in cui sono stati sottolineati gli effetti deleteri del disegno di legge, con riguardo alla stabilità delle maggioranze consiliari.
Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) annuncia il voto favorevole, sottolineando come il disegno di legge della maggioranza non si sforzi di individuare soluzioni per fronteggiare il meccanismo di affiliazione clientelare delle candidature che emerge in diverse realtà locali, con conseguente degenerazione della qualità della classe politica.
Cita poi il caso del comune di Castellammare di Stabia, una volta laboratorio politico di prima grandezza e sede di confronto culturale tra pensatori della Democrazia cristiana e del Partito comunista, dove oggi, in occasione delle ultime elezioni comunali, sono state presentate 27 liste a fronte di 43.000 abitanti, e ciò nonostante si è registrata una diminuzione del numero dei votanti.
Il presidente BALBONI (FdI), in qualità di relatore, osserva incidentalmente come il disegno di legge in esame, limitando i casi del ricorso al ballottaggio, presenta sicuramente un aspetto positivo, in termini di riduzione dei costi.
La senatrice VALENTE (PD-IDP) fa presente come la democrazia abbia un costo che va comunque preservato e tutelato.
La Commissione, con contestuale votazione, respinge quindi gli emendamenti sostanzialmente identici 1.357, 1.358, 1.359, 1.360, 1.361 e 1.362.
Successivamente, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.363, 1.364, 1.365, 1.366, 1.367, 1.368, sono posti contestualmente in votazione e respinti.
La Commissione respinge quindi, con contestuale votazione, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.369, 1.370, 1.371, 1.372, 1.373 e 1.374.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.