Legislatura 19ª - 8ª e 9ª riunite - Resoconto sommario n. 25 del 17/09/2025
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La senatrice DI GIROLAMO (M5S) giudica sconvolgente l'apertura indiscriminata alla caccia, che testimonia una precisa visione per cui le aree protette rappresentano un elemento di disturbo che va gestito. Richiama al riguardo la relazione illustrativa al disegno di legge n. 1552, nella quale si afferma l'abbandono di una «visione meramente conservativa della natura, promuovendo una prospettiva dinamica e multifunzionale». Ciò scardina dunque l'impianto di protezione, a suo avviso già debole, e disconosce il valore essenziale delle aree protette. Invoca dunque, a sua volta, la soppressione dell'articolo 6 o quanto meno la sua sostituzione, come prevede l'emendamento 6.5. Richiama poi la necessità - sottesa all'emendamento 6.10 - di non includere le foreste nella programmazione venatoria, in ossequio ad un principio di buon senso, tenuto conto che le foreste permettono proprio la conservazione della fauna selvatica.
Occorre altresì dettare criteri per la delimitazione delle aree in cui si verificano avvelenamenti di animali, domestici e selvatici, poiché tali aree restano contaminate, in linea con le previsioni della proposta 6.13. Ulteriori proposte di modifica della legge n. 157, presentate dal proprio Gruppo, sono finalizzate a tutelare il territorio agro-silvo-pastorale riducendo la percentuale massima di aree destinate alla caccia, nonché ad arginare alcuni effetti del disegno di legge, richiamando normative, anche europee, più stringenti, quale il regolamento europeo sul ripristino della natura. Dopo aver sollecitato un rafforzamento del coordinamento, anche attraverso il coinvolgimento di enti di ricerca come l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), dichiara infine di sottoscrivere l'emendamento 6.4.