Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 375 del 11/09/2025

IN SEDE REFERENTE

(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana di ieri.

Il PRESIDENTE propone di svolgere un'unica dichiarazione di voto sugli emendamenti da 1.29 a 1.36, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione delle percentuali del quorum strutturale di partecipazione al voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.

La Commissione conviene.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) annuncia il voto favorevole del Gruppo, ricollegandosi alle argute considerazioni svolte dal senatore Parrini nella precedente seduta. Evidenzia la necessità di affrontare la questione dei sistemi elettorali sulla base dell'analisi del contesto politico-sociale di riferimento e dell'obiettivo che si vuole perseguire. Infatti, se attraverso i sistemi elettorali si punta a incentivare l'integrazione del sistema politico e l'efficacia dell'azione di governo, occorre chiedersi quale sia il sistema elettorale maggiormente funzionale alla finalità perseguita. Gli emendamenti in discussione, attraverso la previsione di un quorum aggravato di partecipazione al voto, risultano funzionali a dare risposta ai problemi di un sistema caratterizzato dalla frammentazione dell'offerta politica tale per cui, con il turno unico, si rischierebbe di eleggere sindaco un candidato che rappresenta una ristretta minoranza del corpo elettorale, indebolendo in via immediata la legittimità delle istituzioni rappresentative e, in via indiretta, anche l'efficacia dell'azione di governo.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) si associa alle considerazioni svolte dal senatore Giorgis, evidenziando la mancanza di una riflessione approfondita sul dato della sempre più scarsa partecipazione al voto, stortura che caratterizza non solo il nostro Paese, ma anche le altre democrazie occidentali, a prescindere dal sistema elettorale in adozione.

Ritiene che ogni riflessione sulle leggi elettorali dovrebbe partire dall'analisi di questa situazione e dalla consapevolezza che si sta regredendo verso una democrazia dimezzata. È molto probabile che anche alle prossime consultazioni elettorali regionali l'affluenza alle urne sarà più bassa rispetto ai precedenti appuntamenti elettorali.

Di fronte al rischio di recedere verso una sorta di sistema elitario, in cui solo le fasce più abbienti partecipano alle elezioni, ritiene che il disegno di legge in discussione non rappresenti la risposta adatta, in quanto favorisce l'elezione al primo turno di candidati sindaci che non sono rappresentativi della maggioranza del corpo elettorale.

Il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole rimarcando la valenza più simbolica che tecnico giuridica degli emendamenti in esame. Infatti, la limitazione del ricorso al turno di ballottaggio proposta dal disegno di legge in discussione priva l'elettore della possibilità di perfezionare la propria scelta, orientandosi sul candidato meno lontano rispetto alle proprie posizioni. In tal modo, viene meno la centralità dell'elettore nei processi decisionali.

Gli emendamenti sostanzialmente identici, 1.29, 1.30, 1.31 e 1.32, sono posti contestualmente in votazione e respinti.

Successivamente, con contestuale votazione, la Commissione respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.33, 1.34, 1.35 e 1.36.

Il PRESIDENTE propone di svolgere un'unica dichiarazione di voto sugli emendamenti da 1.37 a 1.44, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione delle percentuali del quorum strutturale di partecipazione al voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.

La Commissione conviene.

Il senatore PARRINI (PD-IDP) dichiara il voto favorevole del Gruppo, rilevando come l'assetto di un sistema partitico non sia garantito in eterno, come peraltro testimoniato dalla storia del nostro Paese, caratterizzata, a prescindere dai sistemi elettorali, da un sostanziale bipolarismo negli anni '90 e 2000, per poi passare ad un tripolarismo nel decennio 2013-2022 e tornare verso un sostanziale bipolarismo negli ultimi anni.

Osserva poi come l'elemento potenzialmente distorsivo del sistema maggioritario, ovvero del premio di maggioranza, è tanto più contenuto quanto più l'assetto politico e bipolare.

Dopo aver ricordato come un Paese come il Regno Unito, caratterizzato per decenni da un consolidato bipartitismo, si stia orientando verso un multipartitismo frammentato, sottolinea come la previsione del turno di ballottaggio sia quella più funzionale a favorire l'esito bipolare della competizione politica.

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-AVS) ritiene che un sistema elettorale integralmente maggioritario possa funzionare in un assetto democratico solido e tendenzialmente bipartitico. Purtroppo il nostro Paese, così come altri Stati europei, si caratterizza da anni per un forte astensionismo e per una crisi della rappresentanza democratica. Occorre quindi ragionare sull'individuazione di sistemi elettorali che possano favorire il ritorno a partiti strutturati e radicati sul territorio, dal momento che in Italia l'adozione di sistemi maggioritari ha favorito la crisi e la personalizzazione dei partiti.

Gli emendamenti sostanzialmente identici 1.37, 1.38, 1.39 e 1.40 sono messi contestualmente in votazione i respinti.

Successivamente, con contestuale votazione, sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.41, 1.42, 1.43 e 1.44.

Il PRESIDENTE propone di svolgere un'unica dichiarazione di voto sugli emendamenti da 1.45 a 1.50, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione delle percentuali del quorum strutturale di partecipazione al voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.

La Commissione conviene.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) dichiara il voto favorevole su tali emendamenti, ritenendo indispensabile svolgere un dibattito serio e approfondito sul deficit democratico delle nostre istituzioni rappresentative e sulla conseguente incapacità di esercitare un'efficace azione di governo. Analogamente al premierato, anche il disegno di legge in esame tende a dare una risposta semplicistica e inadeguata al problema del deficit di rappresentatività delle istituzioni, proponendo una legittimazione diretta del vertice dell'organo esecutivo, senza che a ciò corrispondano garanzie di stabilità e di efficacia nella gestione della "cosa pubblica", con conseguenti inevitabili fratture sociali, come peraltro testimoniato dalle esperienze di altri Paesi europei.

Gli emendamenti sostanzialmente identici 1.45, 1.46 e 1.47, posti contestualmente in votazione, sono respinti.

Successivamente, con contestuale votazione, sono respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.48, 1.49 e 1.50.

Il PRESIDENTE propone di svolgere un'unica dichiarazione di voto sugli emendamenti da 1.51 a 1.59, che si differenziano tra loro soltanto per la variazione delle percentuali del quorum strutturale di partecipazione al voto, ferma restando la votazione distinta delle diverse proposte emendative.

La Commissione conviene.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP) evidenzia come le proposte emendative che condizionano l'elezione al primo turno del candidato sindaco al raggiungimento di una soglia minima di partecipazione siano funzionali a porre l'attenzione sull'esercizio del diritto di voto, qualificato dalla Costituzione come dovere civico.

Infatti, l'esercizio di tale "diritto-dovere" rappresenta una garanzia per la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali: pertanto, gli emendamenti in esame, sui quali annuncia il voto favorevole, pongono l'attenzione sull'importante tematica della partecipazione.

Il senatore CATALDI (M5S), nel dichiarare il voto favorevole, rappresenta la necessità di svolgere un ragionamento partendo da principi condivisi, come la sovranità popolare e la conseguente centralità del "cittadino-elettore". Ciò richiede un potenziamento degli strumenti della democrazia partecipativa. Il turno di ballottaggio favorisce, peraltro, una scelta ultima da parte dei cittadini prevenendo le degenerazioni consociative che sarebbero indotte dal turno unico. Da ultimo, rappresenta la necessità di un allineamento tra i diversi sistemi elettorali dei Paesi europei, in conformità ai principi generali dell'ordinamento giuridico dell'Unione europea.

Con contestuale votazione, gli emendamenti sostanzialmente identici 1.51, 1.52 e 1.53 sono respinti

Successivamente, la Commissione, con un'unica votazione, respinge gli emendamenti sostanzialmente identici 1.54, 1.55 e 1.56.

Infine, sono posti contestualmente in votazione e respinti gli emendamenti sostanzialmente identici 1.57, 1.58 e 1.59.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 10.