Legislatura 19ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 279 del 29/07/2025
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Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'abbandono graduale delle importazioni di gas naturale russo e al miglioramento del monitoraggio delle potenziali dipendenze energetiche e recante modifica del regolamento (UE) 2017/1938 (COM(2025) 828 definitivo)
(Esame, ai sensi dell'articolo 144, commi 1-bis e 6, del Regolamento, e rinvio)
Il senatore SCURRIA (FdI), relatore, introduce l'esame della proposta di regolamento in titolo, relativo all'abbandono graduale delle importazioni di gas naturale russo e al miglioramento del monitoraggio delle potenziali dipendenze energetiche.
Il Relatore evidenzia che, a seguito dell'aggressione russa contro l'Ucraina, del febbraio 2022, è emersa con forza la problematica della dipendenza del mercato europeo dalle esportazioni del gas russo. Si tratta di una drammatica ripercussione del conflitto che, oltre a determinare notevoli impatti negativi sull'economia, continua ad avere conseguenze negative anche sulla sicurezza del continente europeo. Il conflitto russo-ucraino ha, infatti, danneggiato gravemente le catene di approvvigionamento globali, causato notevoli rincari dell'energia e determinato anche una marcata volatilità sui mercati.
Nel 2022, a causa dei gravi problemi sul fronte dell'approvvigionamento energetico, 11 Stati membri hanno dichiarato uno dei livelli di crisi energetica di cui all'articolo 11 del regolamento (UE) 2017/1938, sulla sicurezza energetica dell'Unione.
Conseguentemente, nel maggio del 2022, la Commissione europea ha varato il piano REPowerEU per consentire la diversificazione delle importazioni di energia, affrancandosi del tutto dalla Russia in modo sicuro, economicamente accessibile e sostenibile. Grazie a questo piano, dal 2021 al 2023, l'Unione è stata in grado di ridurre le importazioni di gas russo di oltre il 70 per cento, causando anche un notevole calo dei prezzi dell'energia. Ciononostante, l'Unione continua ancora ad importare gas russo, nella misura di circa il 13 per cento delle importazioni complessive di gas dell'Unione nel 2025.
Poiché, quindi, i volumi residui di gas naturale russo in entrata nell'Unione sono ancora significativi, con la proposta di regolamento in esame si stabilisce, dal 1° gennaio 2026, il divieto di importazione nel mercato dell'Unione di gas da gasdotto e di gas naturale liquefatto (GNL) di origine russa o esportati direttamente o indirettamente dalla Federazione russa.
L'entrata in vigore di tale divieto è posticipata al 17 giugno 2026 per i contratti a breve termine stipulati prima del 17 giugno 2025. Inoltre, il divieto è posticipato al 1° gennaio 2028 per i contratti a lungo termine conclusi prima del 17 giugno 2025, e per le forniture a Paesi senza sbocco sul mare.
Come base giuridica, la proposta individua due articoli del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), per le due tipologie di misure previste. Il primo è l'articolo 207 del TFUE, relativo alla politica commerciale, che riguarda le misure commerciali di divieto di importazione di gas russo. Tali misure sono di competenza esclusiva dell'Unione e pertanto sono escluse dall'applicazione del principio di sussidiarietà.
L'altra base giuridica è l'articolo 194, paragrafo 2, del TFUE, che riguarda le misure relative: alla presentazione di informazioni da parte degli importatori e lo scambio di tali informazioni tra le autorità nazionali competenti e la Commissione; all'elaborazione da parte degli Stati membri dei piani di diversificazione che consentano l'eliminazione delle importazioni di gas naturale russo e di petrolio russo entro la fine del 2027; al rafforzamento della trasparenza dei contratti di fornitura di gas naturale russo, modificando il regolamento (UE) 2017/1938 sulla sicurezza energetica.
La Commissione europea ritiene che il principio di sussidiarietà sia rispettato, relativamente alle predette misure previste a norma dell'articolo 194, paragrafo 2, TFUE, trattandosi di misure di coordinamento necessarie a consentire l'effettiva attuazione del divieto di importazione di gas naturale russo nell'Unione.
La Commissione europea ritiene inoltre che la proposta sia conforme anche al principio di proporzionalità, in quanto le misure proposte sono adeguate e necessarie, e non impongono alle imprese e agli Stati membri oneri sproporzionati, per conseguire l'obiettivo dell'effettiva cessazione totale delle importazioni di gas russo nell'Unione, anche a fronte delle altre misure adottate finora dall'Unione e dagli Stati membri, dal febbraio 2022, che si sono rivelate insufficienti, pur avendo attenuato alcuni degli effetti della crisi energetica.
Le 8 settimane previste dal Protocollo n. 2 allegato ai Trattati scadono il prossimo 6 ottobre 2025. La proposta è attualmente oggetto di esame da parte di quattro Camere dei Parlamenti nazionali dell'Unione europea, che non hanno, al momento, sollevato criticità.
Il senatore SENSI (PD-IDP) chiede di approfondire i motivi che hanno portato a prevedere una fase transitoria, di un anno e mezzo, per l'entrata in vigore del previsto divieto di importazione di gas russo, che si configura come una pericolosa cessione all'agenda politica della Federazione russa.
La senatrice ROJC (PD-IDP) ribadisce quanto già richiesto al Ministro Foti nell'ultima audizione con riguardo all'adesione dei Balcani occidentali all'Unione europea, chiedendo la posizione del Governo sugli ultimi avvenimenti, da cui appare chiaramente come la Serbia non sia più univocamente orientata verso l'Unione europea, ma abbia concluso accordi con la Russia e l'Ungheria per la costruzione di un oleodotto che appare distonico rispetto alle linee di sviluppo della politica energetica europea.
Il relatore SCURRIA (FdI), nel rispondere alla domanda del senatore Sensi, ritiene che la posticipazione dell'entrata in vigore del divieto di importazione di gas russo sia dovuta a motivi commerciali e legali, volti alla salvaguardia dei diritti e dei doveri derivanti dai contratti già in essere alla data indicata del 17 giugno 2025.
Il senatore SENSI (PD-IDP) ringrazia per il chiarimento, ma ricorda che l'invasione russa è del 2022, mentre qui si parla dei contratti stipulati anche dopo, fino al mese scorso.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.