Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 361 del 22/07/2025

IN SEDE REFERENTE

(1541) DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - MALAN e GASPARRI.- Modifiche all'articolo 9 dello Statuto della Regione siciliana, di cui al regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito in legge costituzionale dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2, in materia di incompatibilità tra la carica di assessore regionale e l'ufficio di deputato regionale

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 17 luglio.

Il presidente PARRINI riepiloga le precedenti fasi dell'esame, rammentando che il termine di presentazione di emendamenti e ordini del giorno è fissato alle ore 18 di giovedì 24 luglio.

Chiede quindi se vi siano richieste di intervento in discussione generale.

Il senatore GIORGIS (PD-IDP), in linea generale, reputa condivisibili tutte le misure che vanno nella direzione di rafforzare i consigli regionali e la rappresentatività delle assemblee elette dal corpo elettorale.

Peraltro, non sempre alla stabilità degli esecutivi ha fatto automaticamente seguito la maturità nella gestione dei processi economici e la qualità della produzione legislativa.

Nel merito, ritiene non negativa la modifica contenuta nel disegno di legge in esame, rilevando tuttavia l'opportunità di una più precisa definizione della figura del consigliere regionale supplente, istituto che può avere modulazioni pratiche diverse a seconda del fatto che il sistema elettorale preveda le liste bloccate ovvero le preferenze.

La senatrice MUSOLINO (IV-C-RE) individua la genesi del disegno di legge in esame nella particolare configurazione della forma di governo della Regione siciliana, in cui è l'Assemblea regionale a condizionare e guidare la giunta regionale.

Ciò si verifica a seguito delle assenze nelle sedute dell'Assemblea regionale, che spesso non consentono alla giunta di ottenere l'approvazione delle proprie proposte, oltre che in ragione della facoltà - prevista del regolamento dell'Assemblea - di chiedere il voto a scrutinio segreto su ogni provvedimento.

Peraltro, il sistema regionale siciliano prevede un listino bloccato di candidati che sono automaticamente eletti a seguito dell'elezione del candidato presidente vincitore. Ne consegue che, spesso, diversi assessori sono eletti nel listino e poi non partecipano con costanza alle sedute dell'Assemblea regionale.

Un'ulteriore dimostrazione del condizionamento esercitato dall'Assemblea sulla giunta risiede nelle modalità di esame della legge di bilancio regionale, tale da favorire l'inserimento di norme di spesa localistiche.

Il senatore OCCHIUTO (FI-BP-PPE) - nel ricordare come il disegno di legge in esame è a prima firma del senatore Malan e sottoscritto poi dal senatore Gasparri come secondo firmatario - ritiene che il provvedimento sia apprezzabile, anche nel caso in cui la ricostruzione della senatrice Musolino abbia fondamento.

Infatti, si consente la sostituzione del deputato regionale nominato assessore, rimediando così al vulnus di rappresentatività che si viene a creare nell'Assemblea regionale.

Il senatore DELLA PORTA (FdI) fa presente di avere ascoltato attentamente la disamina della senatrice Musolino.

Osserva come il disegno di legge in commento abbia comunque un'efficacia pro futuro.

Peraltro, questo ramo del Parlamento ha recentemente approvato, in prima lettura, il disegno di legge che interviene sul numero dei consiglieri e assessori regionali (A.S. 1452), consentendo un incremento fino a due unità del numero degli assessori nelle regioni di piccole dimensioni. Quest'ultimo disegno di legge - una volta entrato in vigore - dovrebbe indurre le regioni che non l'abbiano ancora fatto ad adottare il meccanismo della supplenza del consigliere nominato assessore, per garantire rappresentatività e funzionalità delle assemblee rappresentative.

Il ministro CALDEROLI interviene incidentalmente per ricordare il rango di legge costituzionale del provvedimento in esame, che richiederà una successiva legge regionale per disciplinare nel dettaglio l'istituto della supplenza.

Peraltro, si tratta di un istituto già adottato da molte regioni ad autonomia ordinaria e quindi non si vede il motivo per cui non possa essere adottato anche dalla Regione siciliana.

Il presidente PARRINI rinvia ad una prossima seduta l'eventuale seguito della discussione generale.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti

(Seguito dell'esame e rinvio)

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 17 luglio.

Prosegue l'illustrazione degli emendamenti.

Il senatore MELONI (PD-IDP) illustra la proposta emendativa 1.7 e gli altri emendamenti a sua prima firma, ricordando come il vigente sistema elettorale per i comuni con più di 15 mila abitanti individui un giusto equilibrio tra la rappresentatività e la stabilità dell'indirizzo di governo.

Un'eventuale criticità può, invece, essere individuata nel deficit di peso politico dei consigli comunali.

Non si comprende quindi la ragione per alterare questo equilibrio, invocando casi molto rari come quelli di Campobasso e Udine, in cui il sindaco è stato eletto al ballottaggio con meno voti rispetto a quelli ottenuti al primo turno dall'avversario.

Con la modifica proposta, viene rimessa la scelta del sindaco ad una minoranza e l'eccessiva sproporzione tra i voti ottenuti e il premio di maggioranza risulta a rischio di una declaratoria di incostituzionalità.

La maggioranza di centro-destra vuole quindi modificare - per un proprio tornaconto - una legge che ha funzionato bene, dimenticando peraltro che le modifiche unilaterali del sistema elettorale si sono spesso ritorte contro i loro artefici.

Il senatore VERINI (PD-IDP) illustra l'emendamento 1.58 e gli altri emendamenti a sua prima firma, giudicando il disegno di legge in commento come una grave ferita inferta a quella - tra le leggi elettorali - che ha dato migliore prova di sé, garantendo la vicinanza tra le istituzioni e gli elettori, la rappresentatività e un diritto di tribuna per le piccole formazioni politiche che raggiungano una soglia minima di voti.

Con la modifica proposta, si spingono i partiti a condividere un programma e un candidato fin dal primo turno, in maniera forzata, depotenziando le possibilità oggi consentite di accordi programmatici o apparentamenti tra il primo turno e il ballottaggio, che rafforzano la stabilità del sindaco eletto e la rappresentatività dei consigli comunali.

In conclusione, dinanzi ad una legge che dal 1993 ad oggi ha funzionato bene e ha garantito il bilanciamento tra ruolo del sindaco eletto direttamente e ruolo del consiglio comunale, anch'esso a elezione diretta, la maggioranza vuole approvare una modifica per un proprio interesse elettoralistico, in spregio agli interessi generali della collettività.

Nel preannunciare una ferma opposizione, auspica che gli appelli ad un ripensamento rivolti al centro-destra non rimangano inascoltati.

Il senatore CRISANTI (PD-IDP) illustra la proposta 1.14 e gli altri emendamenti a sua prima firma, evidenziando come il disegno di legge in esame alteri l'assetto di un sistema elettorale che ha dato buona prova di sé, prevedendo un primo turno per individuare il peso delle singole forze politiche e un eventuale ballottaggio per la scelta del sindaco da parte della maggioranza assoluta degli elettori.

Per una ragione utilitaristica di tornaconto elettorale, la maggioranza di centro-destra vuole scardinare una legge elettorale efficace.

Ribadisce la netta contrarietà a modificare - peraltro in assenza di una larga convergenza - una legge che ha garantito stabilità e buona amministrazione in tutti i comuni.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 14,15.