Legislatura 19ª - 1ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 356 del 09/07/2025
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IN SEDE REFERENTE
(1277) IANNONE e altri. - Modifica alla legge 2 marzo 2023, n. 22, in materia di conflitto di interesse nell'ambito della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere
(Seguito e conclusione dell'esame)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.
Si procede alla votazione dell'emendamento 1.11.
Il senatore SCARPINATO (M5S) annuncia il voto favorevole, sottolineando la necessità di inserire il filtro preventivo dell'Ufficio di Presidenza sulla verifica della sussistenza di una situazione di conflitto di interesse. In questo modo, verrebbe procedimentalizzato un elemento di garanzia.
Posto ai voti, l'emendamento 1.11 è respinto.
Sull'emendamento 1.12, il senatore SCARPINATO (M5S) dichiara il voto favorevole, rilevando la necessità che le deliberazioni di carattere sanzionatorio siano quantomeno assunte a maggioranza qualificata. Peraltro, rimuovendo un parlamentare da un Commissione di inchiesta - ossia un'articolazione decentrata del Parlamento - si esclude indirettamente la frazione del corpo elettorale che ha eletto quel parlamentare, anche in base a valutazioni sulla relativa competenza.
Il senatore GIORGIS (PD-IDP) annuncia il voto favorevole - come peraltro avvenuto anche sui precedenti emendamenti - ritenendo che il disegno di legge in esame non sia lo strumento per affrontare in maniera seria e organica la tematica del conflitto di interessi.
Il voto favorevole è quindi funzionale a far emergere il carattere strumentale del disegno di legge.
Inoltre, ogni iniziativa che incide sull'esercizio del mandato parlamentare dovrebbe basarsi su presupposti oggettivi.
Posto ai voti, l'emendamento 1.12 è respinto.
Sull'emendamento 1.13, il senatore SCARPINATO (M5S) annuncia il voto favorevole, rimarcando che - volendo adottare una deliberazione sanzionatoria a maggioranza semplice - risulta ancor più necessario individuare un organo terzo dinanzi al quale impugnare la delibera, come sono le Sezioni unite della Corte di cassazione per i ricorsi avverso le sanzioni disciplinari contro i magistrati.
Con l'emendamento, si individua tale soggetto nella Corte costituzionale, che ha a disposizione 60 giorni per pronunciarsi.
Evidenzia, inoltre, come l'indeterminatezza della fattispecie e la previsione di una maggioranza semplice consegna il destino di un parlamentare alla determinazione arbitraria della maggioranza di governo pro tempore, che può individuare la tematica di indagine su cui innestare un conflitto di interesse, esercitando anche un condizionamento sulla condotta di un parlamentare di opposizione.
Posto ai voti, l'emendamento 1.13 è respinto.
Sull'emendamento 1.14, interviene la senatrice MAIORINO (M5S), che richiama i profili di criticità segnalati nel corso dell'audizione dal professor Ainis.
Tra questi, ricorda che l'esercizio del mandato parlamentare è inciso attraverso la legislazione ordinaria, con conseguente violazione dell'articolo 67 della Costituzione e in spregio del dettato della sentenza n. 207 del 2021 della Corte costituzionale.
Il disegno di legge in commento, inoltre, non risponde ai canoni di generalità e astrattezza che dovrebbero caratterizzare un testo di legge, oltre ad avere portata retroattiva.
Sussistono, altresì, profili di irragionevolezza, dal momento che un ex magistrato antimafia subirebbe un trattamento più severo rispetto ad un condannato per reati di mafia.
Manca poi un quorum qualificato di garanzia per l'assunzione delle determinazioni sul conflitto di interessi - rimesse all'arbitrio della maggioranza di governo - e non è consentito impugnare la delibera dinanzi ad un soggetto terzo.
Da ultimo, la rimozione di un parlamentare altera gli equilibri tra i gruppi nella composizione della Commissione di inchiesta.
È quindi posto ai voti e respinto l'emendamento 1.14.
Sull'emendamento 1.15, il senatore CATALDI (M5S) dichiara il voto favorevole, lamentando come la rimozione di un parlamentare alteri gli equilibri di proporzionalità tra i gruppi.
Si impedisce poi al parlamentare di consultare i documenti, con l'intento di celare verità scomode.
A fronte di questo intento punitivo rivolto contro due ex magistrati antimafia, risulta quanto meno inopportuna la scelta della maggioranza di eleggere alla presidenza di tale organismo l'onorevole Colosimo, il cui zio, nel frattempo deceduto, risulta essere stato condannato per reati connessi alla criminalità organizzata. Peraltro, sulla base di quanto riportato da una fonte di stampa, ci sarebbero stati dei colloqui tra lo zio e il padre dell'onorevole Colosimo.
La Commissione respinge l'emendamento 1.15.
Essendosi concluso l'esame degli emendamenti, si procede con la votazione del mandato al relatore.
La senatrice MAIORINO (M5S) annuncia il voto contrario, ritenendo aberrante il contenuto del disegno di legge, che si pone in contrasto con la Carta costituzionale, oltre a invadere l'ambito di competenza riservato ai regolamenti parlamentari.
A nome del gruppo del M5S, esprime grande orgoglio per avere contribuito all'elezione di una persona di indiscussa integrità morale e di grande professionalità come il senatore Scarpinato, la cui lunga esperienza professionale in magistratura rappresenterebbe un prezioso contributo ai fini della proficua attività della Commissione antimafia.
È assurdo, quindi, che la maggioranza non voglia fare tesoro del contributo del senatore Scarpinato e traduca l'astio politico in un disegno di legge vergognoso e incostituzionale.
Nel rimarcare il profondo senso di disgusto del proprio gruppo, preannuncia fin d'ora l'intenzione di denunciare pubblicamente questo pericolo provvedimento.
Il senatore VERINI (PD-IDP) dichiara il voto contrario del proprio gruppo e - nel ricordare le audizioni del generale Mori e del colonnello De Donno in Commissione parlamentare antimafia - ricorda le dichiarazioni rese dal primo, che ha espresso disprezzo e disistima per la procura di Palermo, e quelle rese dal secondo, che ha espresso solidarietà ad una persona condannata in via definitiva per associazione mafiosa, come l'ex senatore Dell'Utri.
Al riguardo, ribadisce una forte critica alla presidente Colosimo non per i rapporti di parentela, ma per non avere a suo tempo preso le distanze da tali dichiarazioni, a tutela del prestigio della Commissione parlamentare antimafia.
Risulta quindi paradossale che, con questo disegno di legge, si vogliano colpire ex magistrati impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata.
Invita la maggioranza ad un supplemento di riflessione su un provvedimento che, oltre ad essere contra personam, presenta forti profili di incostituzionalità.
Il senatore LISEI (FdI) esprime preliminarmente la piena solidarietà del proprio Gruppo alla presidente Colosimo, in più occasioni oggetto di allusioni vergognose e del tutto strumentali, anche in considerazione del fatto che lo zio è nel frattempo deceduto e che, in ogni caso, colloqui tra fratelli rientrano nella normalità delle relazioni familiari.
Nell'annunciare il voto favorevole del gruppo, ritiene che il carattere contra personam del disegno di legge sussista soltanto nella mente di chi vuole creare un caso politico.
Infatti, il provvedimento non fa che esplicitare la disciplina dei casi di conflitto di interesse già previsti in leggi istitutive di altre commissioni di inchiesta - ove si dispone esclusivamente la determinazione unilaterale dei presidenti delle Camere - fornendo garanzie di tutela maggiori, tra cui la determinazione collegiale e il contradditorio con il parlamentare interessato.
Si tratta quindi di un provvedimento ragionevole e valevole erga omnes.
Non essendovi ulteriori richieste di intervento, la Commissione conferisce il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea sul disegno di legge in titolo, senza modificazioni rispetto al testo presentato dai proponenti, autorizzandolo altresì a chiedere di svolgere la relazione in forma orale.
(1451) MALAN e altri. - Modifiche agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, in materia di elezione del sindaco al primo turno nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti
(Seguito dell'esame e rinvio)
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.
Il PRESIDENTE comunica che l'emendamento 1.0.1 è stato ritirato.
Avverte poi che l'illustrazione degli emendamenti avrà inizio la prossima settimana, una volta dichiarate le eventuali improponibilità e inammissibilità.
Il seguito dell'esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 14.